

Questa seconda pagina dei Caduti Guastallesi è dedicata alle foto e agli “scritti” della memoria…in onore dei soldati guastallesi che hanno dato la vita nella Grande Guerra….
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“Da Pieve di Guastalla. Venerdì 27 Aprile, in questa Basilica dei SS. Ap. Pietro e Paolo, si celebrava un solenne Ufficio Anniversario pel Galimberti Italo di Adamo e Scaravelli Palma, morto nell’Ospedale Militare di Guastalla in seguito a ferite riportate a Monfalcone. Di carattere mite, di indole buono dalla sua fede cristiana il Galimberti seppe trarre la forza per sopportare con rassegnazione i dolori della sua lunga e penosa malattia, assistito premurosamente dalle Signore e dai soldati della Croce Rossa ai quali tutti la famiglia del caro estinto professa sentita riconoscenza. Alla mesta cerimonia presero parte alcuni soldati in licenza, il Tenente…. i giovani del Circolo Giovanile di Villa Tagliata, buon numero di popolo e un numeroso stuolo di parenti e conoscenti. Speriamo che il Signore abbia esaudite le preghiere di tanti buoni e al caro Italo che per la patria terrena diede la vita, conceda il gaudio della patria celeste. 12 Maggio 1917”.
Fonte: “Il Popolo – corriere guastallese -. Biblioteca Maldotti Guastalla.
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“Luigi Montessori di Francesco, soldato nel 79° Fanteria, il 12 Febbraio 1916, con animo sereno vide rapirsi il premio de’ ben coltivati studi, solo dolente che in tanta ora di perigli e di Gloria per la Patria non in campo fra l’armi cadesse il fiore della sua giovinezza. La Famiglia alla cara spoglia lontana fece.”
Fonte: Biblioteca Maldotti Guastalla, miscellanea 396.
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“Saluti dal fronte. Prego la S.V. d’inviare a mezzo di codesto caro giornale, i miei più cari ed affettuosi saluti alla mia cara famiglia, parenti ed amici tutti, assicurandoli della mia buona salute, come spero il simile di loro. Vitali Anelusco. 25 Febbraio 1916”.
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“Un nostro Bravo soldato. Vitali Anelusco di Tullo, che da mesi trovasi al fronte, dando sempre non dubbie prove di coraggio, ha ottenuto giorni sono l’autorizzazione di fregiarsi del distintivo concesso ai soldati arditi e di più una licenza di 15 giorni, per un atto di valore recentemente compito. Siamo lieti di fare noto nel nostro giornale l’elegio ben meritato”.
Fonte: giornale “Il Popolo -Corriere Guastallese- anno 1917″. Biblioteca Maldotti Guastalla.
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“Benatti Antonio figlio di Pietro. Nato il 17 Gennaio 1890 a Guastalla, appartenente a questa squadra che ho l’onore di comandare, sappiano contemporaneamente alla ferale notizia, quali furono i suoi ultimi momenti. Ricoverato nell’Ospedale da Campo n. 0150, spirò il giorno 11 del mese di Settembre alle ore 1 e 45 minuti in seguito a malattia e fu sepolto nel Cimitero Cattolico. Egli si immolò così all’altare della Patria, ad accrescere la fitta schiera degli eroi, sacrificata per la tutela della civiltà minata dal barbaro nemico. Egli fu sino agli ultimi suoi momenti assistito dai medici e dai compagni tutti, e nulla valsero i mezzi che la scienza mise a sua disposizione per poterlo salvare. Spirò serenamente munito di tutti i conforti religiosi, ricordando sino in ultimo i parenti suoi tutti. All’ultima dimora fu accompagnato da largo stuolo di commilitoni ed Ufficiali del reparto. Fu sempre volenteroso, buono soldato ed immancabile lavoratore. Animato da quegli alti sentimenti che solo il Soldato Italiano può avere, cadde da eroe, come cadono quelli colpiti da piombo nemico.; perchè anche Lui, se pure in proporzioni più modeste col suo lavoro contribuì all’immancabile vittoria degli Alleati, che titanicamente lottano per la libertà dei popoli. Il Comandante della Squadra, firmato Enzo Balli. 13 Ottobre 1917”.
Fonte: giornale “Il Popolo -Corriere Guastallese- anno 1917″. Biblioteca Maldotti Guastalla.
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“Sotto i cipressi. Nel combattimento del giorno 21 Febbraio s’immolava sull’Altare della Patria, la giovane e balda esistenza di Gino Cavazzoni, figlio unico di Massimiliano. 17 Marzo 1917”.
Fonte: giornale “Il Popolo -Corriere Guastallese- anno 1917″. Biblioteca Maldotti Guastalla.
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“Sotto i cipressi. Il Tenente Luigi Rabitti, nostro concittadino, è morto a Modena il 20 Giugno a 27 anni. Aveva compiuto il suo dovere di soldato sul fronte carsico; ma le ferite gli procurarono malattia che, dopo vari mesi di malessere trascinati parte nell’Ospedale a Modena, parte in licenze, lo trasse al sepolcro. Lo abbiamo conosciuto nella giovinezza, studioso, mite e buono. 7 Luglio 1917”.
Fonte: giornale “Il Popolo -Corriere Guastallese- anno 1917″. Biblioteca Maldotti Guastalla.
Lapide nel cimitero di Guastalla:
“Tenente di Fanteria Decorato al Valore – Laureato in lettere ad Honorem – Nato a Guastalla il 3-XI-1889 – Morto all’Ospedale Militare di Modena il 24-VI-1917 – Mite animo gentile – Studioso delle glorie letterarie – Pubblicista apprezzatissimo dell’arte dei suoni come di ogni cosa bella appassionato eroico nelle azioni della guerra diede la vita per la libertà e la grandezza della Patria – Alla Mamma alla Sorella adorate lasciò di sé fulgido ricordo infinito rimpianto – esempio ai giovani – con certezza caro a Dio che lo volle così presto lassù in pace”.



Ufficio per notizie alle famiglie dei soldati di terra e di mare (fonte Archivio di Stato di Reggio Emilia, Fondo “Ufficio notizie alle famiglie di militari, provincia Reggio Emilia, 1916-1919″):
“26 Giugno 1915. Caro padre, mi trovo in buona salute e così spero di Voi tutti in famiglia. E Vidico che anchio non ricevo Vostre notizie, e Io perlomeno un giorno si e un giorno no scrivo sempre. Addio, Addio, Vostro figlio per sempre. E mille baci a Gino e Peppino, Addio. Alessandri Ernesto“.
Alessandri Ernesto, figlio di Luigi, caporale 5° Reggimento Bersaglieri, morirà nel settore di Tolmino il 22 Agosto 1915, circa 2 mesi dopo aver scritto la lettera.




Le foto di Crema Luigi e Fernando, Cani Andrea, Carlini Armando, Alberini Italo, Bonelli Nestore, Bedogni Oreste, Ferrari Riccardo e Battini Enrico provengono dall’Archivio Fotografico della Biblioteca Maldotti di Guastalla

Le foto di Favella Nino, Bedogna Luigi e Bianchi Luigi provengono dal sito Istoreco-Albi della Memoria di Reggio Emilia

“Zona di Guerra. Il soldato Bianchi Luigi di Pieve scrive alla famiglia. Cari Genitori, proprio queste sono le posizioni in cui la mente corre à suoi cari, ai suoi paesi. Vi sono qui certe persone per le quali Iddio non esisteva, e oggi vedendo il compagno alla loro destra cadere, non fanno altro che invocare questo Dio (che prima s’imprecava). Tutti vorrebbero che la mamma e il Signore fosse lì presente per poter essere a loro in soccorso. Siamo qui dentro in una trincea fatta di sacchi e terra, distante 80 metri da quella del nemico, e anche quelli che ànno sempre avuto in bocca la bestemmia (loro la chiamavano abitudine) oggi sono qua uniti, tutti buoni, niente superbia, e il nome di Dio si pronuncia bensì, ma invocandone l’aiuto. Come si cambiano gli uomini in occasione della guerra. […] Essere in guerra, e ove più anche ferve la lotta, che è più facile morire, che vivere, mi anima a tenere più in alto la fiducia verso il Signore, a volermi salvare, e ridonarmi, a voi, che tanto desidero. Vostro aff.mo figlio Luigi. 24 Novembre 1915”.
“Sull’altare della Patria. Bianchi Luigi, di Ricciardo, di Pieve, mentre prestava l’opera sua al fronte, in un ospedale da campo, moriva. […] Con lui spariva un giovane di carattere franco e forte, che faceva onore al Circolo Cattolico di Pieve. Auguriamo a lui il premio dei buoni, e alla famiglia il coraggio della rassegnazione nel grave sacrificio offerto. 20 Gennaio 1916”
Bianchi Luigi morirà il 27 Dicembre 1915, in zona del Monte San Michele (Gorizia)



(Le foto di Pascal Macca Mario, Manfredi Nino, Sessi Luigi, Magnani Gino, Sabattini Callisto, Villani Primo, Zanichelli Antonio, Zanichelli Amilcare, provengono dall’Archivio Fotografico della Biblioteca Maldotti di Guastalla)