
Scansani Ido, Aspirante Ufficiale 67° Reggimento Fanteria, nacque Guastalla il 23 Agosto 1891. Militò nella Brigata Palermo. Attraverso i seguenti scritti, rinvenuti presso la Biblioteca Maldotti, rivivrà la memoria di un altro caduto guastallese.
Dal Foglio Matricolare:
- Soldato di Leva di 1° categoria, classe 1891
- Chiamato alle armi e giunto, lì 22 Settembre 1915
- Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, lì 20 Ottobre 1915
- Tale nel centro della Compagnia Automobilista in Monza del Reggimento Artiglieria a Cavallo, lì 6 Dicembre 1915
- Nominato Aspirante Ufficiale nel 67° Reggimento Fanteria, lì 3 Agosto 1917
- Morto nell’Ospedale da Campo n.025, lì 8 Settembre 1917
“Il Geometra Ido Scansani. Non abbiamo bisogno di presentare ai Guastallesi né il caduto, né la famiglia. Era Aspirante Ufficiale, e restò ferito la mattina del 30 Agosto, sul Veli Krub, da granata. Una scheggia gli aveva inferto due ferite. Soffrì con coraggio e rassegnazione i suoi martirii, e poiché fu da fanciullo cristiano senza reticenze, cercò nel pensiero cristiano, nella preghiera continua, nei sacramenti che ricevette più volte, un conforto a’ suoi dolori. Il Cappellano Militare era il suo amico preferito e parlava volentieri e lungamente con lui, per averne avvisi di fortezza cristiana. Quando i dolori atroci gli strappavano grida, chiedeva perdono ai medici, agli infermieri. Non fu possibile arrestare il corso delle ferite, e Ido Scansani, mandato un ultimo pensiero alla sposa e ai genitori lontani, spirò il giorno otto corrente, alle ore 0.30. Al pomeriggio di quel giorno, sopra un carro dell’ospedale, accompagnato da alcuni soldati, da Castelletto di Medana (Cormons) dove è l’ospedale…. nel quale morì, venne portato ed interrato nel cimitero di Medana. Sulla sua tomba fu posta una croce di legno colla dicitura «Aspirante Scansani Ido, 67 Fant. 5 Comp. m. 8 – 9-17. Il Cappellano Militare……che lo assistè con amore di fratello». Mandò queste notizie e molte altre ancora circa il suo bell’animo dimostrato prima di morire, alla vedova desolata, coll’augurio che sia di sollievo a quanti amavano il caro estinto. Di fronte al dolore immenso della sposa e dei genitori il nostro tace: ma nemmeno possiamo darci pace che la nostra amicizia abbia a tenersi paga di stendere e pubblicare la cronaca dolorosa. 29 Settembre 1917”.

Per gentile concessione della famiglia riproduciamo ora in parte una lettera inviata alla famiglia medesima dal Cappellano Militare del Gozzadini (Bologna). «Bologna, 27 Settembre 1917. …..Sono appena passati otto giorni dalla morte dell’ottimo loro figliuolo e vivissimo e profondo è nell’animo mio il ricordo del caro giovane che fino all’ultimo non ebbe una parola sola di lamento, o di sfiducia, ma si mantenne sempre col sorriso sulle labbra, e quasi conscio pur troppo della vicina sua fine fece sacrificio della sua giovane vita al Signore, pronunciando, senza suggerimento alcuno ‘Fiat voluntas tua’, parole che fecero comprendere quali sentimenti di bontà e di pietà albergassero nell’animo del caro defunto. Chi ha avuto la fortuna di assisterlo sino all’ultimo di vita, come la zia ed io, ben può dire che il sorriso sul labbro non gli venne mai meno, ed anche in mezzo alle sofferenze ed ai dolori si mantenne sempre di carattere mite e soave e che il Crocefisso gli dava la forza di mantenersi tale. Mi permettano di inviare loro come ricordo triste per una parte, ma pur sempre caro, il mio Crocefisso che tante e tante volte è stato nelle mani del loro figliuolo, e che tante e tante volte è stato da lui baciato e ribaciato con quel sentimento di profonda venerazione e pietà, che sembrava che con quei baci dimandasse a Lui la forza nel male e a Lui facesse sacrificio della vita. Io lo dono a loro volentieri; ripeto, sarà triste il ricordo, ma gradiscano il mio pensiero e il Crocefisso che è stato il conforto del povero Luigi, sia quello che lenisca il loro dolore, dolore profondo ed incancellabile, è vero, ma che diventa santo e moderato ai piedi della Croce. ….Stiano ben certi che dall’animo mio non si potrà cancellare così presto la memoria de’ miei soldati, in modo speciale di quelli che ho assistito sul letto di morte tra i quali spicca la figura dignitosa del loro Luigi, che sarà per me sempre di ammaestramento e di esempio di virtù nella mia vita di sacerdote. Accettino queste mie espressioni che spontanee mi escono dal cuore e son certo che il ricordare le virtù del caro estinto sarà di lenimento al loro dolore anche pensando che io per il povero Luigi ho fatto tutto quello che mi era possibile per assisterlo. …..Li assicuro che ogni volta mi recherò al cimitero una visita farò alla Tomba del povero Luigi il quale, dal Cielo, come veglierà sulla propria famiglia, veglierà pure su di me che ne accolsi l’ultimo respiro. Grazie dunque di cuore di tutto, io non meritavo simili ringraziamenti da parte loro; ho fatto semplicemente il mio dovere di sacerdote. Dev.mo Ratta Don Enrico, Cappellano Militare» .
Fonte: “Il Popolo – corriere guastallese -”. Anno 1917. Biblioteca Maldotti Guastalla
Ido Scansani morì l’8 Settembre 1917.