Il Milite Ignoto e il Dopoguerra Storico

Stanza dedicata al Milite Ignoto e alle Immagini Storiche dopo la Grande Guerra…

MILITE IGNOTO:

Dedicata a TUTTI i Militi Ignoti caduti per la Patria
Autore Anonimo

Un altare c’è a Roma, oggi ho saputo,
più bello di qualunque altar veduto,
e, dentro, come in ricco cimitero
accolta v’è la salma di un guerriero.

Tutti vanno a trovarlo, gli offron fiori,
gli alzan fervide preci tutti i cuori,
ogni degno italiano è a lui devoto,
il suo nome, soltanto, è ancora ignoto.

Ma il Signor m’hanno detto che sa tutto
l’ha rivelato a molte madri in lutto
e in cerca ancor, con l’animo sospeso
di un morto, che la guerra non ha reso.

Or tutte sanno ove cercar si deve,
l’Altare della Patria le riceve.

Chine sui marmi s’odono a pregare:
O tu che dormi dentro questo altare,
sei tu, quello ch’io cerco, il figliol mio?”
La risposta vien pronta: “Sì, son io,
la morte m’ha strappato dal tuo cuore,
ma vedi mamma, adesso, quanto amore!
La morte di me ha spento ogni memoria,
ma vedi mamma, adesso, quanta gloria!”

Si levan le madri consolate,
dal lungo sacrificio, al fin premiate.
Ognuna l’ha sentito petto a petto,
l’ha ravvisato in volto, il suo diletto.
Or nessuna più teme di smarrirlo,
or che la Patria veglia a custodirlo”

Ringrazio tanto il Signor Magnis che mi ha gentilmente “trovato” questa bella poesia, e la Signora Monzani, che con la sua memoria storica, l’ha interpretata e “riportata alla luce”.

Vagone che trasportò la salma del Milite Ignoto

29 Ottobre 1921: al termine della Grande Guerra, si decise di onorare i soldati caduti per la Patria, rimasti senza nome. la Salma del Milite Ignoto, venne caricata sul treno con vagone allestito appositamente. Il treno, con militari che custodivano il feretro, partì dalla stazione di Aquileia, e percorse il lungo viaggio che lo porterà a Roma (2 Novembre). Questa foto-cartolina sembra sia stata scattata di notte; probabilmente è la notte tra 1-2 Novembre, quando il treno fece la sosta notturna presso Portonaccio, alla periferia di Roma.

Nel pomeriggio (28 Ottobre n.d.r.), il feretro posto sopra l’affusto di un cannone fu trasportato da un nucleo di prodi e da uno stuolo di rappresentanze sul vagone che già qualche ora prima era giunto carico di fiori da Trieste sul binario che scorre a pochi metri dalla Basilica (Aquileia n.d.r.). […] Il tetto era sorretto da quattro colonnette terminanti in faci. Sul tetto era adagiata una stele raffigurante la croce di guerra cinta da una corona di palme. Il cielo interno era stellato. Alla base delle colonnette si intrecciavano fucili e si apriva una pergamena con la semplice iscrizione in caratteri romani delle date 1915 e 1918…”

Fonte: libro “Il Milite Ignoto”, di Otello Cavara, Edizioni “Alpes” Milano, 1922

Funerali del Milite Ignoto. Via Nazionale, Roma, 4 Novembre 1921

Roma, 4 Novembre 1921. Dopo la prima Guerra Mondiale, si decise di onorare i soldati caduti per la Patria, rimasti senza nome. Fu celebrato un funerale simbolico, che si concluse con la tumulazione della salma nel complesso del Vittoriano. La tomba “esterna”, sull’Altare della Patria, riporta la seguente epigrafe :”Ignoto Militi. MCMXV-MCMXVIII“. Sul sacrario interno nella cripta: “Soldato Ignoto. Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruenti battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria. XXIV Maggio MCMXV-IV Novembre MCMXVIII”.

4 Novembre 1921. Cerimonia di deposizione della bara del Milite Ignoto al Vittoriano. Si nota la presenza ufficiale della famiglia reale e di autorità civili e militari.

Particolare della foto precedente

Particolare Foto. Partendo da sinistra (tra gli ufficiali che scendono le scale): il 4° è il Duca d’Aosta, il 5° il generale Diaz. Il re Vittorio Emanuele III fa il saluto militare.

“E’ concessa alla memoria del Soldato Italiano che per la Patria pone sul proprio Altare a glorificazione delle gesta compiute dal popolo in armi, la Medaglia d’Oro al Valor Militare colla seguente motivazione:

Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria. Motu Proprio Sovrano, 24 maggio 1915 – 4 novembre 1918”.

Sarcofago Milite Ignoto

IL DOPOGUERRA STORICO:

"Trento - Fossa del Castello - Le tre urne indicano il luogo ove vennero giustiziati i Martiri Trentini"

Sul retro della foto compare la didascalia :"Durante la paga alla truppa".

Foto sopra: probabile campagna d’Africa 1935-1936.

Visita dei Sovrani d'Italia a S.S. Pio XI, 7 Dicembre 1929

Visita dei Sovrani d'Italia a S.S. Pio XI, 7 Dicembre 1929, Palazzi Vaticani.

Visita dei Sovrani d'Italia a S.S. Pio XI

Roma, 17 Dicembre 1929. La visita di Vittorio Emanuele III e Elena di Savoia in Vaticano e al Santissimo Padre Pio XI, per “ufficializzare” i Patti Lateranensi del Febbraio dello stesso anno.

Firma del Trattato di Conciliazione tra la Santa Sede e il Governo Italiano, 1929

Roma, 11 Febbraio 1929. La firma degli accordi tra la Santa Sede ed il Governo Italiano, avvenne in San Giovanni in Laterano (dal luogo dell’incontro presero il nome “Patti Lateranensi”). L’accordo avvenne tra il Cardinale Pietro Gasparri (per la Santa Sede) e l’allora Primo Ministro Italiano, Benito Mussolini. Uno dei punti fondamentali di questo trattato, fu il riconoscimento alla Santa Sede la “piena proprietà, podestà e giurisdizione sul Vaticano”, venne cioè riconosciuta, da parte dello Stato Italiano, l’indipendenza e piena sovranità alla Santa Sede, dando così vita allo Stato della Città del Vaticano. Nella foto in piedi, primo da sinistra Monsignor Pizzardo Giuseppe, secondo da sinistra il Cardinale Borgoncini Duca (sottosegretario degli Affari Ecclesiastici), a seguire seduto (poco riconoscibile a causa della macchia sulla foto) il Cardinale Gasparri Pietro.

Visita di S.S. Pio XI al Laterano. Foto G.Felici Roma

Inaugurazione Congresso Eucaristico

Genova, 5-9 Settembre 1923, Chiesa di S.Lorenzo. Inaugurazione  del VII Congresso Eucaristico.

S.E. Cardinale Di Lai

Genova, 5-9 Settembre 1923. Il Cardinale Di Lai all’inaugurazione del VII Congresso Eucaristico.

Palazzo Thun, Trento. Clicca sull'immagine per entrare nella sezione "Ieri & Oggi"

Trento, Maggio 1925. Conferimento della cittadinanza onoraria all’onorevole Carlo Delcroix (uno tra i fondatori dell’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra). Congresso Trentino dei Mutilati di Guerra. Palazzo Thun in Via Belenzani.

Regina Margherita di Savoia

24 Maggio 1925, Rovereto. Inaugurazione della Campana ai Caduti della Grande Guerra. Palazzo Del Ben, Piazza Rosmini, Rovereto. La Regina Madre Margherita di Savoia con Carlo Del Croix.

La Campana battezzata "Maria Dolens"

24 Maggio 1925, Rovereto. Il vescovo Monsignor Celestino Endrici benedice e consacra la Campana dei Caduti. Piazza Rosmini, Rovereto.

(tutte le immagini di questa sezione sono di proprietà della curatrice del sito)

6 thoughts on “Il Milite Ignoto e il Dopoguerra Storico

  1. Maurizio says:

    la data esatta della visita dei Sovrani in Vaticano nel 1929 è il 7 dcembre e non il 17 come scritto

  2. Anna Bassi says:

    ansaldi romeo e ansaldi amleto erano i fratelli di mio nonno materno<ne sono orgogliosa come era orgoglioso mio nonno<

  3. admin says:

    Al Milite Ignoto
    ” Onore a te e a tutti coloro che Tu rappresenti…
    la tua tomba forse rimarrà anonima ma…
    la tua Patria ti chiama per nome: Eroe…”

  4. Dario Temperino says:

    “durante la paga alla truppa”. Mi sento di escludere la Guerra Italo – turca: le uniformi sono decisamente posteriori, direi del periodo che fascista. Si è sicuramente in Africa (Libia o Tunisia) e potrebbe trattarsi di una Unità CC. NN.. Infatti il militare che sta ritirando la paga, quello di fronte a lui appoggiato al muro e l’altro con casco, alla sua sinistra, hanno una camicia bruna, indossata solo da quelle unità.
    Inoltre, l’ufficiale pagatore, seduto al centro, indossa una bustina il cui fregio sembrerebbe un “Fascio”. Gli Ufficiali delle CC.NN., quando provenivano dalle fila dell’Esercito regolare, erano usi mantenere la camicia d’ordinanza.
    Purtroppo la scarsa qualità della foto non consente un’analisi più accurata delle uniformi…
    I Battaglioni delle Camicie Nere, furono invite in Africa già prima dello scoppio delle ostilità e si dimostrarono particolarmente combattive, sui vari fronti africani, spesso in cooperazione con le Unità dell’Esercito regolare.

    • admin says:

      Grazie della risposta!!!Dovrò solo capire, se veramente si trattasse della Guerra d’Africa, cosa ci faccia questa foto tra quelle del fronte del mio bis-nonno:fu congedato definitivamente nel ’18, poi morì nel ’36. Potrebbe essere antecedente al 1936 la foto?Nel qual caso potrebbe essere stato un conoscente del mio bis a scattarla…poi regalata…

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