Stanza n.4: il Vostro Album – Foto di gruppo

Stanza INTERAMENTE dedicata alle Foto/Cartoline di Gruppi di soldati al fronte oppure ritratti prima di partire per la guerra…le foto sono state o ritrovate oppure inviatemi da Voi, come se fosse:

UN ALBUM DI FAMIGLIA VIRTUALE

“25 Luglio 1915. Da Polazzo/Carso, sempre tuo Peppino”. Comando 1° Battaglione Bersaglieri Ciclisti. Chi scrive è il soldato Burani Giuseppe (forse nativo di Gualtieri -RE)

Cartolina scritta da un soldato alla moglie da Piacenza (Caserma Farnese, 3° Compagnia di Sanità):

Piacenza, 16-9-1915. Cara moglie,
Morini a gia avuto lordine di andare a Parma per mezzo della raccomandazione del sig. Maggiore Capeletti et io non so ancora niente qui ci staremo ancora circa una 20 di giorni. Oggi abbiamo visto l’apparecchio di Marconi alla nostra spianata che telegrafavano al fronte. Credi puro che non faccio fatica a fare il militare. Se fossi solo farei domanda di andare al fronte…

Gruppo di Alpini a Teglio (in provincia di Sondrio), 27 Aprile 1916, casa del Dottor Morelli Eugenio, Maggiore Medico dell’Ospedale da campo n.079, decorato con 2 medaglie d’Argento al Valor Militare (Piave, 8 Dicembre 1917 e Medio Piave, Novembre 1917-Ottobre 1918). Il capitano Eugenio aveva un fratello, Mauro Camillo, professore al Collegio Militare di Roma, morto in prigionia a Bolzano il 22/06/1916

“5° Reggimento Artiglieria da Campagna, reparto rifornimento quadrupedi, gruppo Fenestrelle, Venaria Reale 17 Luglio 1915”

66° Reggimento Fanteria (Brigata Valtellina). All’Egregio Capitano Bonatti Signor Nello, 11° Compagnia, Guastalla, Reggio Emilia. Mandiamo la fotografia del 1° Plotone ove egli a comandato con molto zelo e rispettato da tutti. I nostri più fervidi saluti dai seguenti graduati: Cap. Magg. Fancinelli Primo, Serg. Scalabrini Amedeo, Bedini Domenico, Berviglieri (o Berveglieri)”

Gruppo di Soldati appartenenti al 62° Reggimento Fanteria, al centro, seduto, un ufficiale

Regia Accademia Militare di Torino. V Corso speciale Allievi Ufficiali d’Artiglieria. Ottobre 1918

San Michele (Gorizia). Ingresso della galleria di Cima 3. Sulla targa la scritta:
“Galleria Italiana, Comando tattico e osservatorio, III Armata, V Battaglione Muratori, 20° Compagnia”

Gruppo di ufficiali del 9°-10° Reggimento Fanteria, Brigata Regina. Sullo sfondo un edificio con la scritta latina “Albis Ardua”. Forse zona Carso?

4 thoughts on “Stanza n.4: il Vostro Album – Foto di gruppo

  1. Albonetti Andrea says:

    Gentile Silvia,
    ho trovato con piacere e emozione la foto del Comando 1° Battaglione Bersaglieri Ciclisti, battaglione di cui faceva parte mio nonno paterno Matteo.
    Sto tentando di pubblicare, a livello locale e senza scopo di lucro, un libro sulla storia del battaglione in cui allegare il suo diario che ha scritto nei primi mesi della Grande Guerra.

    Sarebbe interessante poter pubblicare questa foto citando ovviamente la fonte e poterla ricevere in alta definizione.

    La località dove è stata scattata potrebbe essere Turriaco o Villesse (GO) località dove accantonavano in quel periodo.

    Comunque vada, le riporto di seguito il racconto, scritto da mio nonno, delle giornate tra il 23 e il 26 luglio 1915, data riportata dal soldato Giuseppe Burani.
    (trascrizione tale e quale)

    Cordialità.

    ( Fogliano 23 Luglio 1915 )
    Questa notte l’ho passata discretamente. Bevo il mio caffè alle sette, scendo in una piccola corte e chiacchero. Verso le dieci corrono le prime voci della salita in trincea per la sera. Al secondo rancio, nessun ordine è ancora giunto. Giunge però verso le sette, e alle sette un quarto poco dopo infigliamo la strada che ci porta al paese di Polazzo (1)
    Questa volta le biciclette rimangono, e noi si procede a piedi. La strada che passiamo è continuamente battuta dall’artiglieria nemica, quindi bisogna farla tutta di corsa … e come bisogna correre … ! Ogni tanto ci tocca fermarsi per riposarsi, e per essere più coperti si nascondiamo nei fossi verdeggianti costeggiando la strada. Giungiamo così al paese più morti che vivi dalla stanchezza, e si mettiamo sotto una tettoia ove lì son distesi molti feriti Itagliani e Austriaci, su delle insanguinate barelle. Cala la notte ed il nemico non cessa di sparare. Continuano a giungere feriti, feriti, e feriti. Il nostro Tenente medico passa l’intera notte medicando i più gravi.

    (1) Polazzo: meglio che un paese che si può chiamare una frazione di Fogliano, poiché non dista che un chilometro da esso.

    ( Polazzo 24 Luglio 1915 )
    La notte è trascorsa in questo luogo come può trascorrere una notte dopo un furioso combattimento del giorno. Il nemico ha sfogato la sua rabbia sparando per tutta la durata della notte, sulle quattro case di questo paese. Parecchi dei feriti che qua ci sono, sono stati feriti una seconda volta, mentre che altri anno cessato di vivere … Sono stati ammazzati dopo di essere feriti. Verso le sei il battaglione comincia a salire, plotone per plotone, le prime creste del ed in ultimo ( come sempre ) noi della Sezione. Il tempo è nuvoloso, e ciò ci aiuta coprendoci agli sguardi nemici. Si sale per una mezzora; si passa diverse linee di trincee, piene di morti Austriaci in istato di putrefazione, e ben presto si compare la nostra prima linea. Le trincee sorpassate e lasciate alle nostre spalle, dimostrano la lotta svoltasi per la conquista di esse. Il terreno è tutto scavato dagli scoppi delle nostre grosse granate e dei grossi macigni di pietra lanciati a centinaia di metri, giacciono ora soppra un piccolo stratto di erba, sotto il quale si scorge qualche cosa di umano, orribilmente schiacciata.
    In prima linea troviamo il nostro Tenente-Colonnello, il quale si occupa di mettere le compagnie nostre in posizione.
    Noi della Sezione incominciamo subito il lavoro per la postazione; lavoro che ci costa due buone ore di lavoro. Il tempo è sempre nuvoloso , e ci permette di lavorare con più sicurtà e calma. Il nemico è a duecento metri da noi; sente il rumore dei nostri piccozzini, spara qualche fucilata, ma in diversa direzione. Verso le nove circa, le due mitragliatrici sono piazzate, e ben difese mediante una quantità di sacchetti riempiti di terra. Esse sono ad una trentina di metri l’una dall’altra, e sporgono le loro bocche nere da un piccolo buco praticato nella trincea; cioè quella parte di sacchetti che fa fronte al nemico.
    La nostra posizione non è delle più brutte, ma neanche delle più belle: innanzi a noi ad un tre o quattro chilometri c’e il colle di Doberdò pieno di artiglieria nemica, più a destra abbiamo il forte di Duino, mentre alla sinistra abbiamo il monte di S. Michele, il quale la sua cima, ben essendo neutra, ci offre sempre un pericolo costante. Basterebbe; un piccolo ripiegamento della nostra truppa da quella parte per far padroni gli Austriaci e quindi esser presi di infilata.
    Il resto della giornata passa senz’altro, in una discreta calma.

    ( Trincea Monte dei Sei Busi 25 Luglio 1915 )
    La notte è passata abbastanza calma. Un piccolo atacco nemico sulla nostra ala destra. ha gettato l’allarmi momentaneo nella nostra linea, verso la mezzanotte. Bastarono qualche colpo da 75, per ristabilire la calma.
    Verso mezzo giorno una batteria nemica di medio calibro, cerca di individuare una nostra batteria in un boschetto sulla nostra destra, ma cessa dopo un oretta di fuoco cadenzato, senza raggiungere l’obbiettivo. Nient’altro da segnare, durante il resto della giornata.

    ( Trincea Monte dei Sei Busi 26 Luglio 1915 )
    Calmissima è stata la notte; calma rotta soltanto dalla voce delle vedette che passano la parola; Allerta; Allerta sto … Non un colpo di cannone, non una fucilata, niente, niente.
    Il cannone si fa sentire verso le dieci, quando il sole è già alto. E’ il nemico che spara in direzione di Monfalcone, cioè sulla nostra destra. Tace verso mezzo giorno. Una bomba lanciata con apposito fucile, colpisce e ferisce una diecina di Bersaglieri della decima compagnia. E’ giunto un Tenente, inviato a surrogare uno dei nostri Ufficiali morti il cinque Luglio. Ne devono giungere altri poiché il nostro Battaglione è ormai ridotto senza. Le compagnie sono senza capitani; le comandano dei tenenti; e dei sottotenenti. Le compagnie sono a sua volta molto diminuite.

  2. Maurizio Artoni says:

    nella foto del 66°fanteria il terzo nella seconda fila da destra in ginocchio sembra mio nonno Artoni Eliseo di cui ho una foto singola,è possibile avere piu’ informazioni su questa foto ? eventualmente posso inviarvi quella di mio nonno .

    grazie

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