MUSEO VIRTUALE: Elmetti Adrian, Farina, e…

Le “stanze” del Museo Virtuale NON sono una vetrina commerciale, ma solo un luogo virtuale per conoscere meglio la storia…Gli oggetti appartengono a vari collezionisti privati: desidero ringraziarli per avermi permesso di inserire le foto dei loro oggetti…

Vietata la riproduzione delle foto


Foto1

Foto2

Foto3

Foto 1-2-3: Elmo francese Adrian mod.1915, era formato da quattro pezzi metallici: la calotta, visiera e paranuca e crestino per areazione. Lo spessore era di soli 0,7 mm. L’elmo portava nella parte frontale vari fregi. In questi due modelli il primo a sinistra i due cannoni incrociati dell’artiglieria, il modello a destra la RF della Republique Française. Il fregio naturalmente cambiava a seconda del corpo d’appartenenza. Anche questo elmo fu usato in trincea spesso con un copri-telino in tela. Di colorazione bleu-horizon (grigio azzurro) questo elmo fu dato in dotazione alle truppe italiane dal ottobre 1915. Al momento della distribuzione ai nostri soldati portava ancora il fregio RF. Nel 1916 ne venne prodotto uno simile ma senza fregio ma ancora del caratteristico grigio azzurro, stesso soggolo e stesso interno, destinato espressamente alle truppe italiane. Solamente nlel 1916 l’Italia produsse il suo elmetto Adrian mod.1916 differente in quanto era composto solamente da due pezzi: calotta con visiera e coprinuca in un solo pezzo di stampaggio e il crestino d’areazione fissato sopra di essa.

Foto 4

Foto 4: elmetto italiano mod. 15 e baionetta italiana per fucile M.91. Ritrovamento M.Grappa.

Foto 5

Foto 5: elmetti “Adrian” italiani mod.15 e mod.16. Ritrovamento sulle pendici del Monte Grappa.

Foto 6

Foto 6: elmo “Farina” con areazione. L’emo fu dato alle Compagnie della Morte (o Volontari della Morte, provenienti da tutte le Armi), chiamate così perchè destinate a farsi strada attraverso il groviglio di reticolati ed impiegate negli assalti frontali. Oltre all’elmo il soldato era equipaggiato con relativa corazza e pinze. Non esisteva imbottitura ma il soldato lo portava, in un primo tempo con il berretto indossato all’indietro, poi fu adottata una cuffia di stoffa trapuntata. Il soggolo in cuoio era formato da due pezzi, con fibbia per allacciarlo. Esisteva il modello alto e basso, con e senza areazione. Il peso di questo elmo era di circa 2.250 gr. per la versione alta e circa 1.850 gr. per la versione bassa. La parte frontale era costituita da 4 fogli d’acciaio sovrapposti per un totale di circa 0.5 cm di spessore e circa 7,5cm. di altezza. Era garantito per resistere a un proiettile da fucile italiano (6,5mm). Ritrovamento nel 1993 nelle doline del Carso.

Foto 7

Foto 8

Foto 7 e 8: elmetto italiano mod.1916. Variante del modello precedente (M.15) di produzione francese,era composto da una solo pezzo di lamiera di acciaio stampato dello spessore di circa 0,7 mm. Il crestino era fissato alla parte superiore della calotta mediante punti di saldatura. Esso proteggeva il foro per l’areazione, una piccola asola longitudinale. Internamente era rivestito da pelle color marrone e feltro e fissato alla calotta attraverso coppie di linguette. Dei lamierini ondulati facevano da isolamento dal guscio metallico al rivestimento in pelle. Il soggolo era un unico pezzo di cuoio color grigioverde/marrone con fibbietta scorrevole. A differenza dal modello 15, non erano presenti le asole di fissaggio di fregi metallici, il fregio veniva realizzato attraverso mascherina con vernice nera e riportava il numero e il simbolo del reggimento. Nella prima foto a sx, l’elmo con occhiali anti riverbero e antischegge.

Foto 9

Foto 10

Foto 10 particolare

Foto 9 e 10: elmetto austriaco d’acciaio modello 1916 (in tedesco Stahlhelm). Simile al modello tedesco M.16 si differenziava per il colore marrone in varie tonalità’ e per il soggolo in canapa,applicato alle falde laterali dell’elmo. L’imbottitura interna era di pelle o tela cerata con all’interno tre cuscinetti imbottiti di crine o in alcuni casi i pacchetti di medicazione. In alcuni casi come da foto veniva applicata nella parte posteriore una pennellata di colore bianco per facilitare l’artiglieria al momento dell’attacco. L’ elmetto venne prodotto in sei taglie con calotta in acciaio al nickel-cromo dello spessore di circa 1 mm e peso approssimativo di 1 kg. Lateralmente due prese d’aria protette da due bulloncini sporgenti, fungevano anche da punti di aggancio della “Stirnpanzer”( parte corazzata frontale ). Durante le parate, o in occasioni particolari, sulla presa d’aria di sinistra, potevano essere applicate tre foglie di quercia in estate, oppure un rametto di pino in inverno.

Foto 11

Foto 11: elmi tedeschi d’acciaio mod.1916 (a destra) e mod.1918 (a sinistra) mimetici.

Foto 12

Foto 12: elmo tedesco M.16 mimetico da scavo. Ritrovamento nella zona di Verdun (fronte occidentale). Anche se sono passati tanti anni la vernice e’ ancora ben conservata. L’elmo monta la corrazzetta “Stirnpanzer” anch’essa di scavo. La “Stirnpanzer” (tradotto : placca frontale corazzata) era una placca metallica di circa 5mm di spessore realizzata in acciaio e veniva fissata all’elmetto per mezzo di due supporti sporgenti per l’areazione, inoltre una cinghia sul retro dell’elmo ne garantiva la stabilità e l’eventuale caduta. Ne esistevano tre modelli, che si differenziavano per la sporgenza pronunciata su frontale dell’elmo.

Foto 13

Foto 13: elmo d’acciaio tedesco “Stalhelm” m.1916 in lega d’acciaio al nichel-cromo. Questo elmo sostituì nel 1916 il casco “chiodato” Pickelhaube e fece la sua prima apparizione nella battaglia di Verdun. Offriva un’ ottima protezione, l’imbottitura interna era costituita da 3 strisce di cuoio imbottite con tre cuscinetti di crine di cavallo. Il soggolo era di cuoio e i due sfiatatoi laterali permettevano una buona areazione per la testa, in più permettevano il fissaggio della corazzetta (Stirnpanzer) supplementare. L’elmo era dipito del “classico” colore feldgrau (grigio-verde). Molti di questi elmi verranno poi mimetizzati con vernici o con telini di stoffa.

Foto 14

Foto 15

Foto 15, particolare

Foto 14: elmo tedesco Pickelhaube mod. 1915. Era fatto di cuoio bollito e offriva una scarsissima protezione alla testa del soldato. Il puntale, le coccarde e la placca frontale erano in ottone. La placca variava a seconda del reggimento come pure il colore delle coccarde. In entrata in guerra l’elmo venne ricoperto da un telino (mod.1892) riportante in numero del reggimento (120 Reggimento Fanteria ). Nel 1916 nella battaglia di Verdun venne sostituito con l’elmo M. 16 in acciaio

Foto 15: ne vennero fatti alcuni modelli anche in metallo, con scarso risultato. L’elmo e’ un modello 1891 reggimento “Prussia” e’ stato ritrovato nelle zone di Ypres (Belgio). Nel particolare: fregio “Bayern”. Ritrovamento zona dei Vosgi in Francia.

Foto 16

Foto 16: elmo tedesco Pickelhaube mod.1895, artiglieria Prussia. L’artiglia a differenza della fanteria che montava una punta, montava sulla calotta dell’elmo una sfera. All’interno dell’elmo venivano scritti i vari reggimenti del soldato; potevano essere stampati ad inchiostro o tramite una carta stampata. Sull’elmetto la scritta “(Vorwärts) mit Gott fur Koenig Vaterland ” cioè (avanti) con Dio per il Re e per la Patria.

Elmetti di Paesi stranieri, alleati e non:

Foto1

Foto1b

Foto 1 e 1b: elmo ungherese mod. 17. Molto simile al modello austriaco e tedesco, si differenziava da questi per il tipo di aggancio del soggolo e dell’imbottitura. Come si nota dalla foto l’attacco modello “Berndorfer” era molto più’ alto e con due bulloncini piccoli di sostegno. Colorazione uguale al modello austriaco.

Foto 2

Foto 2: elmo Berndorfer, unico elmo di costruzione totalmente austriaca. Ideato prima della distribuzione dei modelli M.16, sia tedeschi che austriaci, venne distribuito fino al novembre del 1917. Per la ventilazione era prevista una fessura sopra la calotta riparata da un “tappo” metallico. Anche questo elmo di colorazione marrone poteva montare una speciale corazzetta come tutti i modelli degli elmi austro-tedeschi e ungheresi.

Foto 3

Foto 3: elmo inglese d’acciaio Mod.1915 Mark I. Ideato da J.Leopold Brodie, da qui il nome dell’elmo, di forma particolare per proteggere dalle schegge che cadevano dal cielo, veniva chiamato anche “bacinella del barbiere”. All’interno vi era tela cerata e il soggolo era in cuoio. La sua particolarita’ era la verniciatura “rugosa”; venne poi guarnito con i fregi delle unità. Questo elmo proviene dalla zona del Piave dove erano appostati alcuni reparti inglesi.

Elmetto Pathfinder

 Storia 8° Divisione Pathfinder U.S.A. ed analisi Elmetto

Foto 4

Foto 4: elmo d’acciaio Mod.1917 americano. Uguale al suo fratello inglese, differenziava per alcuni particolari dell’interno, come attaccatura della tela cerata e il tipo di attacco per il soggolo. Questo elmo porta il fregio del 77th Divisone, Statua della Libertà. La 77° divisione di fanteria è stata la prima divisione americana, composta da militari di leva ad arrivare in Francia nella prima guerra mondiale, quando sbarco’ nel mese di aprile 1918. La divisione combatté nella battaglia di Château-Thierry, il 18 luglio 1918. Divenne famosa in quella battaglia per l’episodio del “battaglione perduto”. The Lost Battaglione è il nome dato a nove unità degli Stati Uniti 77° Divisione, circa 554 uomini, isolati dalle forze tedesche durante la Prima Guerra Mondiale dopo un attacco americano nella Foresta delle Argonne nel mese di ottobre 1918. Circa 197 sono stati uccisi in azione e circa 150 dispersi o fatti prigionieri, mentre 194 uomini furono tratti in salvo.

Foto 5

Foto 6

Foto 5 e 6: berretto austriaco “Kappen” mod.1909 da truppa. La visiera era di pelle nera, con due bottoncini che chiudevano anteriormente il paraorecchie del berretto stesso. Sia la truppa che i sottufficiali avevano coccardine o color ottone o colore “feldgrau” riportanti i simboli : FJI ( Francesco Giuseppe I) oppure K (Carlo). Il berretto monta occhiali anti riflesso per truppe alpine, e al lato destro due kappenabzeichen (distintivo da cappello )

  1. “Landesverteidigung Tirol” 1915
  2. “Kampfgruppe Landro” ( Gruppo di combattimento Landro ). DIVISIONE PUSTERTAL

10 thoughts on “MUSEO VIRTUALE: Elmetti Adrian, Farina, e…

  1. lorenzo says:

    Se vuoi manda pure la foto.Ti posso aiutare per le informazioni storiche, senza problemi, ma non sulle “valutazioni”, non essendo, questo, uno “spazio” commerciale.
    Ciao

  2. Luca says:

    Innanzitutto grazie 1000 per le informazioni
    Se ho ben capito devo guardare se ci sono ai lati due perni poco sopra la base.
    All’esterno ci sono due borchie a cinque cm dal bordo (una per lato). In corrispondenza all’interno sono fissati due “anelli” rettangolari all’interno dei quali doveva passare una cinghia (che non c’è…).
    Ti carico altre foto in cui ho messo in risalto le parti “clou” dell’elmetto:
    Anche se non si vede bene dalla foto ti posso assicurare che c’è una borchia esterna:
    http://imageshack.us/photo/my-images/864/borchia.jpg/
    All’esterno (sempre a elmetto capovolto):
    http://imageshack.us/photo/my-images/33/esternocomplessivo.jpg/
    Così si vede all’interno (la parte posteriore):
    http://imageshack.us/photo/my-images/848/cinghiainterna.jpg/
    Interno parte anteriore:
    http://imageshack.us/photo/my-images/7/internoforiecinghia.jpg/
    Interno laterale:
    http://imageshack.us/photo/my-images/26/internoforocinghiaevalv.jpg/
    Ti ringrazio ancora per il tempo che perdi per rispondermi.
    Un’altra cosa: l’elmetto qui è stato ritrovato assieme ad un’altro che però al posto dei fori ha altre due borchie (proprio come nel modello 1918 tedesco) e all’interno è saldato un anello di ferro che corre lungo tutta la circonferenza dell’anello.
    Siccome penso che i due devono essere modelli uguali, probabilmente questo della foto ha perso l’anello interno e di conseguenza le borchie che lo tenevano saldato.
    Grazie ancora

    • lorenzo says:

      Ciao ancora ,rivedendo ancora bene la foto images/864 penso a questo punto che si tratti di un austriaco.La borchia e’a circa 2/3 cm dal bordo.Penso che le foto n.5 ti dovrebbero aiutare.Il modello ungherese che trovi nella “stanza” ha la borchia più in alto e leggermente più spostata.
      Ciao
      Lorenzo

    • lorenzo says:

      Ok,nessun problema! Se ci sono le borchie esterne e sono circa a 1cm e’ un modello tedesco 1916/17.Se fossero più in alto (come da foto nel mio articolo)e’ un elmo austriaco.Solo il mod.18 non aveva le borchiette esterne.
      Purtroppo anche se le foto sono chiare,la ruggine ha fatto il resto!pertanto riesco a capire questo.Le ultime foto vedo un elmo con il cerchione ancora all’interno,altro non riesco a vedere!
      Sempre a disposizione..
      Ciao
      Lorenzo

  3. lorenzo says:

    Ciao Luca , a primo colpo (essendo molto rovinato dalla ruggine)non vedo lateralmente gli attacchi del soggolo (sottogola)quindi mi farebbe pensare al modello 1918 tedesco.Osserva qui sopra le foto dei due mimetici.Guarda quello a destra e confrontalo.Gli altri tedeschi che puoi trovare in questa pagina hanno
    un perno a circa 1cm dalla base dove all’interno veniva fissato appunto il soggolo.Nel 1918 questo perno venne eliminato e il soggolo fissato all’interno tramite il cerchione.Guardandolo poi dalla parte dietro, quel foro (anche se non esattamente tondo) mi fa pensare a uno dei tre perni di fissaggio del cerchione.Gli altri due perni sono i fori che vedi nella parte davanti appena sotto a quelle che chiami “valvole”.
    Quelle erano gli “sfiatatoi”per far circolare un po d’aria all’interno dell’elmo e come avrai visto dalle foto era usati per applicare le varie corazze frontali da elmo.Sia su quelli tedeschi sia quelli austriaci e ungheresi.
    Anche se a vista mi sembra un po in alto.Controlla e poi sappimi dire .Spero di averti aiutato!
    ciao
    lorenzo

  4. Luca says:

    Te ne invio più di una! Scusa, ma è stato ritrovato durante uno scavo e non mi sono ancora preso la briga di dargli una sistemata…
    Lato sinistro:
    http://imageshack.us/photo/my-images/546/img1406v.jpg/
    Lato destro:
    http://imageshack.us/photo/my-images/836/img1408cg.jpg/
    Posteriore (penso di essermi sbagliato, a vederlo meglio sembra più che sia un buco provocato dalla ruggine):
    http://imageshack.us/photo/my-images/859/img1409.jpg/
    Anteriore complessiva (da notare i due fori):
    http://imageshack.us/photo/my-images/829/img1410vu.jpg/
    Se riesci a darmi qualche dritta te ne sarei molto grato!

  5. Luca says:

    Possiedo un elmetto austro-ungarico (con le tipiche “valvole” ai lati della testa) che tuttavia ha tre fori di uguali dimensioni come nell’elmetto di fattura austriaca Berndorfer (Foto 2 in elmetti Austriaci, ungheresi, inglesi, americani) due ai lati e uno dietro. Qualcuno sa di che modello si tratta?

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