Medaglie Reggimentali d’Armata

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Foto1: Spilla della 1° Armata, in metallo argentato e smalto

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Foto2 + particolare: recto e verso Medaglia della 1° Armata in argento

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Foto 2a + particolari: Medaglia della 1° Armata in bronzo. La Medaglia Commemorativa della 1° Armata fu coniata nel 1918 dallo scultore Leonardo Bistolfi di Casale Monferrato (fu operativo anche nella provincia di Reggio Emilia) e distribuita, con relativo attestato, a partire dal 1924. Fu coniata in tre tipologie di metalli: oro, argento e bronzo. Spesso la medaglia si trova dotata di nastrino verde con righe verticali e laterali gialle-blu (foto 2), ma il nastrino originale è blu-giallo-blu su tre righe verticali di larghezza uguale (foto 2a). Sul recto della medaglia è rappresentato un gruppo di figure maschili nude (simbolo di virilità e coraggio) che trafigge con una lancia il petto di una figura femminile (simboleggiante l’Austria; sul drappeggio del vestito compare l’aquila austriaca). Sullo sfondo a sinistra un altro gruppo di soldati nudi (con elmetto) in marcia verso la vittoria. Sul verso è riportata su nove righe la seguente frase (autore ignoto), mentre sullo sfondo della stessa frase un gladio circondato da foglie di alloro:

“Spezzato l’iniquo confine infranto due volte l’orgoglio nemico pugnò fieramente per dare alla Patria i suoi termini i sacri.
Trentino-MCMXV-MCMXVIII”

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Foto 3 + particolare: Medaglia della 2° Armata

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Foto 4 + particolare: Medaglia Comando della 3° Armata. Molto rara

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Foto 5 + particolare: Medaglia 3° Armata

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Foto 6 + particolare: Medaglia 4° Armata

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Foto 7 + particolare: Medaglia Madonnina del Grappa (4° Armata)

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Foto 8 + particolare: Medaglia Armata degli Altipiani (6° Armata)

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Foto 9 + particolare: Medaglia Comando d’Armata degli Altipiani (6° Armata)

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Foto 10 + particolare: Medaglia 7° Armata

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Foto 11 + particolare: Medaglia Corpo d’Armata di Sanità, in bronzo argentato

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Foto 12 + particolari: Medaglia Commemorativa Armata d’Oriente, in una doppia versione, del 1917 e del 1918.

MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA TERZA ARMATA 1915-1918

All’inizio della guerra la Terza armata era schierata su tutto il settore carsico da Gorizia (esclusa in quanto in mano agli Austriaci) al mare. Dopo Caporetto l’Armata ripiegò sul Tagliamento e poi sul Piave per preparare la controffensiva finale.
La medaglia fu coniata proprio successivamente alla battaglia del Piave avvenuta nei mesi di Giugno e Luglio del 1918 al fine di commemorare la riscossa della Terza Armata e relativa vittoria finale. Questa medaglia pur appartenendo alle così dette “medaglie reggimentali” è da considerarsi quasi una medaglia ufficiale in quanto i soldati inquadrati in questa armata al seguito del Comandante il Duca d’Aosta, erano spesso insigniti direttamente dai propri ufficiali superiori o dal Duca stesso della croce della terza armata e probabilmente della relativa medaglia.
La medaglia dal diametro di mm 36 fu coniata negli ultimi mesi di guerra e nei primi anni ’20. Sul diritto della medaglia, al centro racchiuso da un bordo perimetrale realizzato da una ghirlanda di alloro, la Vittoria alata con sguardo rivolto a sinistra e nelle mani due corone d’alloro. La Vittoria è posta in piedi su una sfera. A sinistra e a destra “TERZA – ARMATA”, in basso su un cartello con nastri svolazzanti in due righe “FISO – ALLA META” (il motto dell’Armata) e in basso a sinistra una piccolissima scritta Johnson indicante il nome del fabbricante.
Sul rovescio della medaglia, sempre nel perimetro con ghirlanda d’alloro, il simbolo del leone di Venezia con libro aperto recante le parole in latino “PAX – TIBI – MARCE – EVANGELISTA MEVS”, che tradotto significa “Pace a te evangelista mio”…….”qui riposerà il tuo corpo”. Quest’ultima frase non è presente ma deriva dalla leggenda che ricorda la frase pronunciata da un angelo a San Marco che indicò dove riposeranno le spoglie dell’Evangelista (cioè a Venezia).
In basso una cartella con lateralmente nastri svolazzanti “BATTAGLIA DEL PIAVE – GIUGNO-LUGLIO MCMXVIII a ricordo dell’inizio della battaglia del solstizio scatenata dalle truppe austro-ungariche (furono impegnate ben 66 divisioni) a cui l’armata partecipò tenendo le posizioni dal Montello al mare per poi contrattaccare nei mesi successivi fino alla vittoria finale.

MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA SETTIMA ARMATA 1915-1918

Dopo Caporetto, alla fine del febbraio del 1918 nasceva “dalla costola della 1a Armata” la Settima Armata che veniva schierata su tutto il settore lombardo che da Riva del Garda andava verso nord del lago seguendo le cime più impervie verso il passo del Tonale e poi più a nord toccando il M.te Cevedale, C.no dei Tre Signori, M.te Cevedale fino al Passo dello Stelvio. l’Armata ha un ruolo di contenimento del settore e di alleggerimento delle zone dove la 2a, la 3a, la 4a e l’Armata degli Altipiani operavano.
La medaglia fu coniata come le altre d’armata al fine di commemorare l’appartenenza all’armata stessa con scopo di raccolta di fondi per enti a sostegno delle famiglie dei caduti o dei minorati di guerra. La medaglia fu fatta coniare in tre differenti metalli: in oro donata alle più alte cariche militari (il re Vittorio Emanuele III, il generale Armando Diaz e pochi altri, in argento per gli ufficiali e in bronzo per la truppa.
La medaglia dal diametro di mm 36 si presenta con un contorno irregolare a ricordare una tipica moneta romana, quasi a ricreare un fedele collegamento con la simbolica vittoria di Roma imperiale sul nemico.
Sul diritto la medaglia, presenta un aquila simbolo dell’esercito italiano che fa buona guardia dei confini italici “abbracciando letteralmente le cime più alte delle Dolomiti dove svetta la scritta “7° ARMATA” in basso leggermente a sinistra. Un ramo di quercia poi spunta tra l’ala del rapace a simboleggiare la forza e la virilità del valore in campo militare. In basso a ore 6 è poi possibile vedere in rilievo in piccolo la sigla SJ indicante il fabbricante di medaglie Stefano Johnson di Milano ad oggi ancora operante sul mercato della medaglistica.
Sul rovescio della medaglia, è presente il famoso monumento a Dante Alighieri presente a Trento realizzato dal celebre scultore fiorentino Cesare Zocchi (1896), con la frase tratta dalla poesia di Giosuè Carducci “e par che aspetti a Trento” a simboleggiare l’attesa da parte della città dell’arrivo delle truppe liberatrici italiane del sacro territorio italico.
Foglie di quercia poi avviluppano il monumento in senso orario dall’alto verso il basso, dove a ore sei circa ricompare nuovamente in piccolo il simbolo SJ questa volta inciso. La medaglia veniva porta con un nastro di cotone con 6 righe verticali blu e 5 verdi poste in modo alternato.
La medaglia non presenta il nome dell’incisore pertanto è imputabile a qualche artista che all’epoca collaborava strettamente con la fabbrica Stefano Johnson.


5 thoughts on “Medaglie Reggimentali d’Armata

  1. Salvatore says:

    Gentile signora Silvia mi permetta una precisazione per quanto riguarda la medaglia commemorativa della prima armata: fu pubblicata all’epoca anche una cartolina dedicata alla medaglia con spiegazione.La donna raffigurata rappresenta Trento (sul vestito l’aquila simbolo della città) che si drappeggia nella bandiera italiana sostenuta dai soldati come simbolo del sacrificio.Ai lati a dx il castello di Trento e a sin il profilo del monte Pasubio.Sperando di averle fatto cosa gradita la saluto e le mando i miei più sinceri complimenti per il sito.

  2. giorgio falcombello says:

    Esiste della medaglia della Settima Armata anche il distintivo?
    Ho un distintivo con aquila a sinistra, cime a destra e il cielo sopra a entrambi meta’
    blu e meta’ verde, scritta Settima Armata sulla base e incisore S. J.-Milano.
    Mi potete rispondere? Grazie mille per l’aiuto.

    • Stefano Casalgrandi says:

      Si sig. Giorgio il distintivo esiste e corrisponde alla sua descrizione. Può trovalo anche pubblicato a pag. 14 del libro “Medaglie a Croce FF.AA. 1900/1989 di Adriano Brambilla e Ivo Fossati editore E.M.I. – Serie Militaria 02.
      E’ un bel distintivo di non facile reperibilità che veniva portato sull’abito civile.
      Complimenti per l’oggetto.
      Resto a sua disposizione.

      Saluti

  3. Stefano Casalgrandi says:

    MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA SECONDA ARMATA 1915-1918
    La medaglia fu coniata al fine di commemorare e ricordare l’appartenenza alla Seconda Armata, è pertanto una medaglia non ufficiale i cui ricavi degli acquisti da parte dei soldati, andavano ad associazioni di carattere filantropico o reducistico.
    La medaglia del diametro di mm 35 fu coniata nei primi anni ’40 e fu realizzata su disegno dello scultore/medaglista Costantino Affer (Nato nel 1906 a Milano, esordì nel 1940 partecipò ai più importanti concorsi e manifestazioni in diverse città italiane. Nel 1953 è stato presente a tutte le esposizioni nazionali ed internazionali di medaglie d’arte. E’ stato per molti anni responsabile artistico nello Stabilimento Lorioli Fratelli di Milano. Morì a Milano nel maggio del 1987). Il Cognome dell’artista è appena visibile sul rovescio della medaglia a “ore 7“, sotto alla piccola immagine del Sacrario di Redipuglia.
    Sul diritto della medaglia, è scritto con carattere tipicamente fascista su due righe l’armata e il motto; “2° Armata – Oltre la meta”. Sotto ancora l’immagine dell’aquila italiana in procinto di spiccare il volo ed giata ad un carro armato avvolto da una selva di baionette e cannoni in fase d’attacco.
    Nel rovescio della medaglia invece è presente in primo piano la vittoria alata, armata di gladio romano e scudo a simboleggiare la difesa delle zone di guerra presidiate dalla seconda armata. Ai piedi della Vittoria alata è possibile intravedere il sacrario di Redipuglia, mentre sotto è visibile vedere le zone di Trieste e Gorizia.
    La medaglia veniva portata con un nastrino a quattro colori rosso-giallo-rosso diviso in tre parti longitudinali uguali, mentre due righe sottili blu dividevano i due passaggi di colore dal rosso al giallo e di nuovo al rosso. Spesso però il nastro risulta di colore lavato o sbiadito tipico della produzione dell’epoca.
    La medaglia fu coniata in quattro metalli differenti; Oro, Argento, Bronzo e Zama. Ovviamente le copie coniate in oro furono concesse alle alte cariche militari e monarchiche dell’epoca e sono rarissime. Le copie in altri metalli sono più comuni a seconda del pregio del metallo. Le copie in Zama sono comunque da ritenersi realizzate durante la fine della seconda guerra mondiale, quando cioè reperire bronzo e argento divenne pressoché impossibile. Le copie in argento rimangono ovviamente le più ricercate dai collezionisti, vista la rarità e il costo della copia in oro (introvabile).
    ciao e buone vacanze da Stefano

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