Prigionieri e Campi di Prigionia

26 Marzo 2012… Fonte foto: libro “Calvario d’oltr’Alpi – appunti e note di 29 mesi di prigionia in Austria-Ungheria”, di Eugenio Masucci e Leopoldo Riccardi di Lantosca; edizione: Roma Angelo Signorelli, Via degli Orfani, 88, 1918.

In questa sezione intitolata ai caduti italiani sepolti all’estero, vorrei dedicare questa singola stanza ad un argomento che mi sta molto a cuore: i campi di prigionia della Prima Guerra Mondiale. E’ un argomento delicato, sia dal punto di vista umano (per chi non è più tornato, o per chi è tornato ma che ha patito indicibili sofferenze….), sia da un punto di vista storico, poichè ancora oggi molte sono le lacune sui luoghi di sepoltura degli italiani all’estero, siano essi morti in prigionia, siano essi caduti in battaglia. Le sofferenze dei soldati italiani prigionieri non sono riferite solo alle condizioni di vita e di salute nei campi (denutrizione, malattie, maltrattamenti, ecc..), ma anche a quelle psicologiche; molti soldati, tra quelli sopravvissuti, sono rientrati in Patria in condizioni mentali precarie. Bisogna ricordare che essi, prima di subire le sofferenze e i patimenti della prigionia (anche per periodi lunghissimi), avevano combattuto al fronte, in guerra, e nemmeno in trincea o sui campi di battaglia, venivano risparmiati fisicamente e psicologicamente, per le condizioni terribili che solo una guerra può causare. In più, come se non bastasse, i soldati che ebbero la fortuna di rientrare in Patria dopo la prigionia, non poterono subito tornare alle proprie case a riabbracciare i propri cari; vennero infatti “concentrati” in campi appositi, distribuiti nelle retrovie delle linee italiane, per essere interrogati su quello che avevano vissuto (vi era persino, da parte dei vertici militari, il sospetto di “portatori di idee sovversive” e “diserzione”) e, in via precauzionale, per essere messi in una specie di quarantena per paura di trasmissioni di malattie infettive (ricordiamo, fra tutte, la terribile epidemia di spagnola): per approfondire l’argomento andare all’articolo “Ex prigionieri di guerra e campi di concentramento italiani“.

Cercherò di analizzare vari aspetti di questo delicato argomento: con l’aiuto di testimonianze dirette, libri, articoli, foto, ecc….quanto più insomma potrà aiutare a far conoscere questo ulteriore drammatico aspetto di una Guerra.
Cominciando dall’aspetto logistico, segnalo innanzitutto l’ottimo lavoro fatto in due siti: “Gualdo Grande Guerra“, in cui vengono elencati i campi di prigionia esteri e “Associazione Cimeetrincee” che elenca e raccoglie i maggiori sacrari e cimiteri esteri (con talvolta l’elenco dei sepolti).

Beschi Antonio, nato a Castiglione delle Stiviere, classe 1897, morto in prigionia il 23/03/1918 a Lemberg-Leopoli, traslato nel dopoguerra nel Cimitero Militare Italiano di Bielany (Polonia). Ringrazio il pronipote Giovanni Chiarini per aver condiviso la storia di Antonio:

Beschi Antonio

Angeli Italo, nato a Massarosa, classe 1895, Soldato 1° Battaglione Guardia di Finanza, morto in prigionia il 13/08/1918:

angeli-italo-da-nipoteItalo è il primo a destra per chi guarda. Ringrazio il nipote omonimo Italo per aver condiviso la storia di suo zio.

Materiale dell’ufficiale medico Buono Demetrio, prigioniero nel campo di prigionia tedesco Bayreuth, che prese il nome dalla vicina omonima cittadina della Baviera settentrionale. Il dottor Demetrio, classe 1885, da Acquaformosa, era medico igienista batteriologo, ed era arruolato nel Genova Cavalleria:

La mappa del campo:

Il dottor Buono (al centro), alla sua destra e sinistra due prigionieri francesi:

Ed una foto di gruppo:

Ringrazio infinitamente il nipote Demetrio per aver condiviso questi documenti familiari….

 

Fontana Osvaldo, nato a Santo Stefano di Cadore (Belluno), morto in prigionia per malattia (polmonite) il 15 Aprile 1918, SEPOLTO nel Cimitero di Belgrado. Grazie di cuore al pronipote Celestino per avermi mandato la foto del suo prozio “in sua memoria“…

Un breve scritto del soldato Cignolini che, assieme ai 2 fratelli, venne fatto prigioniero dopo Caporetto…..fortunatamente sopravvissero tutti e 3 alla guerra e alla prigionia:

Stamane nell’infilarmi le calze riflettevo che si tirano troppo, si usurano all’estremo dell’alluce. Chissà se ora, quando si rompono, fanno il rammendo; forse non si usa più rammendare, buttano via. Mi ritornò in memoria quando rammendavo le mie calzette in cotone, a Braunau in Boemia, nell’inverno ’17-’18. Mi ero procurato un ago, non ricordo come, con quale cambio. Forse l’ago contro una fetta di pane, quando -la domenica- distribuivano mezza pagnotta (era più paglia che farina). Oppure fu un dono?Qualche amico capace di scovarti qualunque cosa lo avevo; Brunelli per esempio, che fin dai primi giorni era divenuto popolare nel campo. Era un ago con una cruna larga, adatta per infilare la juta, ritorta ed insalivata, del mio sacco. A poco a poco, prima nei calcagni e nelle dita, poi anche nel resto, le mie calzette divennero di juta. Nell’estate ’18, dopo ricevuti i pacchi, passata la fame o cambiata la biancheria, mi proponevo di conservarle, a ricordo un pò buffo di mesi non buffi. Al solito, questi propositi di tenere oggetti-ricordo sfumano, ed è meglio così. Inutile lasciar cianfrisaglie“.

Grazie alla nipote Marta Taddei Von Culin per aver condiviso questo ricordo del nonno…

Tre esempi di corrispondenza (cartoline della Croce Rossa) dai tre campi di concentramento diversi:

La prima cartolina proviene dal campo di concentramento di Braunau am Inn (Austria), la seconda da Iosefstadt (Repubblica Ceca) e la terza da Marchtrenk (Austria), anche se il prigioniero in questione risultava nel campo di Theresienstadt (Repubblica Ceca).

Prigioniero 15.525: mio nonno a Sigmundsherberg e Bruck (Austria)
Carcerati senza colpe – la tremenda esperienza della prigionia nel diario di mio nonno

(testimonianza scritta, conservata dal nipote che qui mi ha concesso di riportare)

Anzitutto, un omaggio alla sua memoria. Un nonno stupendo, che a pochi momenti di grande severità opponeva una quotidianità di gioco, dolcezza e risate. Ne ho un ricordo struggente. In casa era venerato come l’eroe, il reduce, ma lui non ne parlava volentieri, della guerra voglio dire.
Nel 1915 (era appena nato mio padre) venne richiamato sotto le armi. Spedito quasi subito al fronte. Venne fatto prigioniero dagli Austriaci del gen. Konrad sull’Altipiano di Asiago, il 20 maggio 1916, nel corso dei furiosi combattimenti della tristemente nota Strafexpedition. Non rivide la famiglia fino al termine delle ostilità. Trascorse due anni e mezzo ai lavori forzati. Era partito il 12 novembre 1915, ritornò il 18 novembre 1918, tre anni. Tornò a Milano un po’ in treno, un po’ a piedi. Giunto a casa, la moglie – mia nonna – stentò a riconoscerlo:

  • 27 ottobre 1917, sabato
    Giungono al Lager notizie da Caporetto…
    “La grande quantità di uomini, donne, signore, con tanto di cappello con in spalla dei gran sacchi di cavoli bianchi è sorprendente! Questa sera al treno diretto per Vienna una grande quantità con sacchi in spalla rimasero a Hingberg* (Le condizioni del manoscritto non consentono qui un’identificazione certa del toponimo) per vagone completo: che miseria! Eppure resistono!
    Telegramma di avanzata germanica sul fronte italiano! 30 mila prigionieri! 300 cannoni!”
  • 28 ottobre 1917, domenica
    “Tutta Bruch imbandierata per la vittoria al fronte Italiano! Si fanno voci sempre più brutte circa questa offensiva, speriamo sia solo telegramma del fante! (…) Conto oggi 25 giorni che non ricevo scritto da Ofelia…”
  • 29 ottobre 1917, lunedì
    “Il ferroviere fa leggere in un trafiletto stampato la loro vittoria. 80 mila prigionieri, Monfalcone, Gorizia, riprese! Tutto il giorno telegrammi più brutti ancora girano. Il fante, tutto mortificato, non parla più. Alle 8 siamo già tutti a letto.”
  • 30 ottobre 1917, martedì
    “Rubo quattro pomi terra * (Ancora ai primi del ‘900, al Nord, si indicavano spesso le patate con questo francesismo, retaggio napoleonico) al Landi da fare rancio, sono senza pane da circa un mese. Si parla che abbiano svaligiato vagone dei pacchi che non arrivano, solo cinquanta oggi. Continuano telegrammi strabilianti ma niente di certo, specialmente al ritorno del fante in baracca.”
  • 1 novembre 1917, giovedì
    “Vado al lavoro, festa di tutti i Santi eppure fanno lo stesso lavorare. Il capobaracca, vedendo che faccio fatica lavorare, mi rimanda in baracca. L’avanzata dei Germanici sembra diminuire!! Prendono botte nella Francia, Belgio, Russia, Albania. (…) Ci danno il tabacco, cerco cambiarlo con il pane di Cesana, ma non accetta.”
  • 2 novembre 1917, venerdì
    “Giornata dei morti, tristi e cari ricordi* (aveva perso i genitori in tenera età, ma li ricordava molto bene ). Alla sera sul lavoro ci danno una barbabietola ciascuno.
    I telegrammi dell’avanzata al fronte Italiano si fanno sempre più brutti!! Al ritorno in baracca si trova diminuzione di pane, zucchero, zucche, tutto per dar da mangiare ai nuovi prigionieri che provengono dal fronte Italiano. La famosa offensiva germanica, o meglio la disfatta di Cadorna (che io ancora non ci credo) è oggetto di commenti e chiacchiere del fante, telegrammi di tutte le qualità continuano a sortire, tutti sono mortificati, senza parole. Quando avremo finito di soffrire la fame??
  • 3 novembre 1917, sabato
    “Giornata fredda e nebbiosa, sono oltremodo preso dalla nostalgia e dalla debolezza per la fame, e poi con tutti questi telegrammi cattivi…!!! Appena sul lavoro, il fante ruba a man salva barbabietole, il borghese tenta dare bastonata a Cioni, che gli misura il badile sulla faccia; se ne va ritornando poco dopo con il gendarme, ma non riescono a trovare il Cioni e se ne vanno.”
  • 4 novembre 1917, domenica
    “Giornata di pioggia. Bagno caldo e disinfezione pidocchi biancheria. Scrivo cartolina a Ofelia, datata 2 novembre, ricordandole sesto anniversario notte felice! Telegramma da ospedale che gli Italiani riprendono le posizioni perdute. Fra i cinquanta nuovi arrivati vi è Lavelli, di mio reggimento e compagnia.”

Fonte foto: libro “Calvario d’oltr’Alpi – appunti e note di 29 mesi di prigionia in Austria-Ungheria”, di Eugenio Masucci e Leopoldo Riccardi di Lantosca; edizione: Roma Angelo Signorelli, Via degli Orfani, 88, 1918.

Un altro esempio di comunicazione durante la prigionia, un telegramma spedito al Comune di appartenenza del soldato, per mezzo della Croce Rossa, in comunicazione con le famiglie:

(Archivio Storico Comunale di Correggio, Categoria VIII, Leva e Truppe, 1916)

Come si può notare il telegramma presentava formule fisse, valenti per tutte le comunicazioni dei prigionieri. Venne spedito il 22 Dicembre 1916 al Comune di Correggio (RE), frazione di Mandrio, in cui si comunica che:

Protocollo n. 1251. Pregola comunicare alla famiglia del soldato Richetti Attilio di Francesco 42° Fanteria, la notizia pervenutaci dalle Autorità Austriache che egli trovasi prigioniero dal 10-10-1916 internato a Sigmundsherberg in buona salute. Indirizzo famiglia frazione Mandrio. Con osservanza Croce Rossa Italiana Commissione Prigionieri di Guerra. Il Presidente Giuseppe Frascara”.

Un’altra testimonianza diretta proviene dal diario tenuto in prigionia da Francesco Piantelli, divenuto sacerdote negli anni ’20. Era nativo di Madignano, Cremona, partecipò alla Guerra di Libia e alla Prima Guerra Mondiale, in cui venne ferito e fatto prigioniero dopo la conquista di Gorizia. Durante la sua prigionia a Mauthausen (Austria), Somorja (Slovacchia) e Sigmundsherberg (Austria), vide cose inimmaginabili:

(Sigmundsherberg ) 20 marzo 1917
Partito l’attendente, inviato ai lavori forzati al fronte
(n.d.r gli Austriaci inviavano i prigionieri sul fronte galiziano e rumeno per lavori difensivi), me n’hanno mandato uno nuovo appena tornato dalle trincee della Galizia. E’ un bergamasco piccolo, pallido, emaciato, che a mala pena si regge in piedi, tanto è sfinito. Tossisce che pare un tisico e si sente sciupato completamente; ha ventidue anni e pesa trenta chilogrammi. E racconta cose orribili, scene strazianti. Al fronte i prigionieri italiani lavorano e pigliano bastonate; una buona metà muore di sfinimento e di inedia. E’ una raccapricciante tragedia di tutti i giorni. Dice il povero attendente: – Se sono tornato qui è un miracolo della Madonna. Ormai non ci speravo più!.

(Sigmundesherberg) 26 febbraio 1918
Giorni fa in una baracca era morto, nella notte, assiderato e sfinito un povero soldato; nessuno se ne commosse – gli si nascose il capo tra la paglia sudicia e tutti stettero muti. I disgraziati vicini potevano così almeno consumare impunemente la misera razione quotidiana del morto. Solo dopo tre giorni il puzzo del corpo in putrefazione sospese il macabro giuoco.

(Sigmundsherberg) 20 marzo 1918
Le buche degli avanzi. Tutto ciò che esiste di rifiuti, di materie non commestibili viene vuotato in queste buche. Un misto di acqua nera che si amalgama e si fa fango tra le cose più eterogenee, le scorie ed i rimasugli del misero rancio dei prigionieri […] Un gruppetto di prigionieri cenciosi dai visi terrei nel grigio baraccano della coperta, con i berretti più svariati e sformati, le giubbe e i pantaloni a brandelli, le scarpe scalcagnate e aperte sulla punta ad un riso beffardo entrano nelle buche […]. Rovistano nella buca immonda e vi traggono degli avanzi che lentamente ingoiano come se altri potesse venire ad usurpare loro il lauto pasto”.

Tratto dal Libro “Un sepolcro ed un’anima” di Francesco Piantelli, Scuola Tipografica Editrice, Alba 1925. Grazie infinite a Gabriella!

Una testimonianza diretta della prigionia è di un sacerdote, Raffaele da San Giovanni Rotondo (1882-1930) (vedi scheda completa); fu fatto prigioniero e trascorse parecchi mesi nei campi di Mauthausen, Spratzern e Innsbruck. Tenne un diario in cui vi annotò pensieri e poesie. Ecco una poesia, scritta il 22 Maggio 1918:

Poesia Raffaele da S.Giovanni prigionia

 

Ringrazio infinitamente Gianni Mandelli che, grazie al suo lavoro di ricercatore, è una continua fonte di informazioni e aiuto nelle mie ricerche dei nominativi dei caduti della Grande Guerra. Grazie anche per il supporto che non mi fa mai mancare. GRAZIE Gianni!

118 thoughts on “Prigionieri e Campi di Prigionia

  1. Raffaele Basso says:

    Buongiorno, sto facendo una ricerca accurata su mio bisnonno Basso Giuseppe fu Giacomo nato nel 1885, 8° reggimento alpini battaglione val Fella 270 compagnia preso prigioniero nel 29.10.2017 nel fatto d’armi di “Cima Cardinal” (come si legge sul foglio matricolare) e poi portato in un campo di prigionia che non conosco. So che è morto all’ospedale di Mezőkövesd in Ungheria e poi sepolto al cimitero di Budapest (Rákoskeresztúr).
    Vorrei scoprire in che campo di prigionia era stato portato e dove è stato catturato.
    Prossimamente andrò in Ungheria a trovarlo. Ho diverse cartoline, lettere, foto.
    La cosa incredibile è che sia lui che suo figlio Danilo che poi combatté nella seconda guerra mondiale in Grecia ed Albania erano dell’Ottavo Reggimento alpini.
    Io stesso poi sono diventato Ufficiale di Complemento negli alpini ed incredibilmente sono stato dell’Ottavo Reggimento peraltro della stessa compagnia di mio nonno Danilo.
    Adesso sono molto orgoglioso di scoprire tutte queste cose che fanno parte della mia famiglia di origine e da maschi che hanno servito la propria patria nel corpo degli alpini.
    Infine la cosa più particolare è che visto che mio nonno Danilo era orfano di guerra non fu poi mandato in Russia da dove ben pochi alpini sono ritornati vivi e quindi la famiglia Basso ha potuto continuare grazie alla morte di Giuseppe ed io ho potuto avere due figli maschi a cui sto raccontando una storia incredibile…quella dei loro grandissimi nonni.

    • Silvia says:

      Buongiorno…
      Purtroppo non è ancora completato il database dei prigionieri di guerra:
      https://grandeguerre.icrc.org/en/File/Search
      Le consiglio di rivolgersi all’Archivio di Stato di Bologna, dove conservano il fondo “notizie per le famiglie dei soldati” morti in guerra e in prigionia…se è fortunato a trovare il cartellino di suo bisnonno, potrebbero esserci maggiori info…
      Tanti auguri e complimenti per la sua volontà nel portare avanti la storia della sua Famiglia..
      Cordialmente
      Silvia

  2. Pignard says:

    magnifique article;
    .Est-il possible, en Italie, de retrouver l’endroit, il luogo de detentionne d’un prisonnier Italien?
    Mon grand pere (mio nonno) fut prisonnier en 1917-1919 n Autriche ou en Allemagne.
    Je voudrais retrouver le camp….
    Est-ce possible

    Merci et félicitations pour le site
    distinti saluti

    R Pignard

  3. Maurizio Neri says:

    Buon giorno da Maurizio
    sarebbe possibile avere traccio del mio prozio De Carli Giuseppe dichiarato disperso nel medio Isonzo nellottobre 1916? Cè chi avanza l’ipotesi che questa dicitura volesse dire prigioniero nei lagher asburgici. Nell’eventualita’ sapere dove sia sepolto.
    grazie
    Cordialmente
    Maurizio Neri

    • Silvia says:

      Le consiglio di reperire due documenti: in Comune l’atto di morte, se mai fu trascritto…lo faccia cercare anche molti anni avanti rispetto alla data effettiva di morte, E il foglio matricolare, da reperire nell’archivio di stato della provincia di residenza…
      Il fatto del “disperso”…non è che avesse altri significati…potrebbe essere effettivamente disperso su un campo di battaglia, cioè non fu mai trovato il corpo, oppure, in alcuni casi, poteva essere stato dichiarato erroneamente disperso ed in realtà fatto prigioniero, ma solo per mancanza di informazioni….

  4. DONATO says:

    Salve Silvia complimenti per tutto il bellissimo lavoro fatto
    Vorrei chiederle aiuto per alcune cose che sto cercando notizie e foto di alcuni miei congiunti, tengo davvero tanto a questo.
    Sto cercado una foto del mi bisnonno Ragosa Gennaro nato a Mercato San Severino ( Salerno) numero di matricola 10050 facente parte del 1° reggimento Alpini e poi nella scuola bombardieri.. prigioniero di guerra dal 25 ottobre 1917 al 11 dicembre 1918. In seguito facente parte del 10 artiglieria da fortezza.
    Aveva una altro fratello Ragosa Raffaele classe 1894 che ha combatuttuo per il 143° reggimento fanteria ed è stato ferito 2 volte 1915 prima sull’ Isonzo e poi a Monfalcone numero di matricola 30632 2° comapgnia.
    Infine Ragosa Nicola classe 1900 del 59° reggimento fanteria morto nel 1918 e vorrei tanto sapere dove riposa la sua salma, non sono sicuro se è morto all’ ospedale di Napoli o di Roma.
    Signora Silvia la prego di aiutarmi nel ritrovamento di foto e notizie dei miei congiunti
    Un saluto Affettuoso
    DONATO RAGOSA

    • Silvia says:

      Salve…
      Provi a contattare il Museo del Risorgimento di Roma, per chiedere la foto. O nel Comune di residenza di Gennaro, per vedere se hanno un quadro chiamato albo d’onore caduti e reduci. Nicola risulterebbe morto a Napoli: se non fu portato a casa, dovrebbero averlo traslato al Sacrario Posillipo di Napoli. Può provare a contattarli e chiedere se il nome risulta…
      Saluti
      Silvia

  5. Giovanni says:

    Salve la ringrazio per il grande lavoro svolto. Ho delle cartoline di mio nonno De Carolis Pietro prigioniero nel campo di concentramento di milowitz bei Lissa. Risultato disperso e del quale non abbiamo avuto più notizie. È possibile sapere se è stato sepolto in questo campo di concentramento?
    Grazie

    • Silvia says:

      Buongiorno…
      Ho verificato e difatti il De Carolis non risulterebbe sepolto a Milovice…ma non è detto poichè il cognome o nome potrebbe essere stato storpiato…
      In Comune ha provato a cercare l’atto di morte?Risulterebbe morto il 18/11/1918…
      In alternativa scriva ad Onorcaduti, specificando che è un parente….

  6. Marco Tebaldi says:

    E’ da qualche tempo che avevo desiderio di ricostruire la storia del mio bis nonno caduto nel dicembre 1917 a causa di una malattina in prigionia.
    Ho scoperto questo sito molto interessante e molto curato e spero di poter avere un aiuto per identificare il luogo di sepoltura del mio bis nonno … ho trovato dopo tanti anni una foto della lapide che un concittadino aveva inviato mia nonna ma non si trova traccia della località nella quale è stata scattata. Ho provato a cercare informazioni presso il comune di residenza del bis nonno ma senza successo al momento.
    Ilmio bis nonno si chiamava Casalecchi Giuseppe nato a Copparo il 9 Ottobre 1883 e deceduto nel dicembre 1917. apparteneva al 280 reggimento fanteria distretto di Ferrara.
    Spero che possiate aiutarmi nella mia ricerca.
    grazie di cuore per il lavoro che avete fatto.

    Marco Tebaldi

    • Silvia says:

      In Comune ha cercato l’atto di morte?Sarebbe un bel passo avanti…Va cercato anche qualche anno più avanti rispetto alla data effettiva di morte. Può cercare anche il foglio matricolare, da richiedere presso l’archivio di stato della provincia di residenza. Infine scrivere una mail all’archivio di stato di Bologna, chiedendo notizie del suo parente nel fondo militari caduti in guerra..
      Mi tenga aggiornata
      Cordialmente
      Silvia

  7. Leonardo Giorgi says:

    Buongiorno Silvia, sto proseguendo la ricerca sui miei nonni , Giorgi Giuseppe. e Colla Evaristo. Il primo risulta essere caduto prigioniero il 26 ottobre 1917 sulla Bainsizza e dalle poche notizie, risulta essere stato internato in Ungheria. Il secondo invece risulta caduto prigioniero il 7 maggio 1917 nel fatto d’armi di quota 1050 ( macedonia) e secondo quanto mi raccontò lui, internato nel campo di Mauthausen.. ora le vorrei chiedere se e a chi è possibile chiedere maggiori informazioni riguardo la loro prigionia.
    La ringrazio per il sicuro interessamento e la rinnovo i miei complimenti per la grande mole di lavoro che sta facendo,
    Cordialmente, Leonardo Giorgi

    • Silvia says:

      Buongiorno Leonardo…
      Purtroppo per i prigionieri di guerra siamo ancora in alto mare…
      C’era un progetto in corso, di digitalizzazione della Croce Rossa internazionale, ma ancora non si sa nulla, per lo meno riguardo gli archivi italiani…
      Provi nell’archivio storico del comune….Potrebbe esserci qualcosa..
      Cordialmente
      Silvia

  8. giovanni says:

    Buon giorno ,
    signora Silvia devo ringraziarla per il suo lavoro cosi importante.
    Ho trovato fra le carte una cartolina di guerra di mio nonno Meroi Enrico nella quale c’era un indirizzo di un campo di concentramento Milotwtz bei Lissa a,/E ho poi trovato che attualmente si chiama
    Milovice cercando fra l’albo dei caduti ho trovato che è deceduto l’8 febbraio 1918 ed era
    nato il 12 ottobre 1878 faceva parte del 206 reg.to fanteria 3 battaglione n°36955 vorrei sapere (se
    quello che ho trovato risulta giusto) se ha una sepoltura e la sua ubicazione se possibile e se possibile come e dove cercare una sua foto visto che non ne ho.
    La ringrazio di cuore giovanni visintini

    • Silvia says:

      Salve…
      Di Menroi Enrico ecco cosa risulta:
      Fatto prigioniero il 06/11/1917 a Buttrio, morto per edema polmonare il 08/02/1918, sepolto nel Cimitero di Milovice, tomba n.45/24. Per la foto provi a chiedere all’archivio del suo Comune, se ci sono pannelli fotografici in memoria dei concittadini caduti, o in archivio storico.
      In alternativa contatti il Museo del Risorgimento di Roma..
      Cordialmente
      Silvia

      • giovanni says:

        Carissma signora
        Silvia io non so come ringraziarla per quello che ha fatto pensi che da molti anni cercavo una risposta al quesito che le ho proposto e lei nel giro di mezzagiornata me lo ha risolto non le dico l’emozione alla lettura del suo messaggio grazie di cuore, adesso vedro’ di trovare il modo per andar a visitare il cimitero di
        Milovice e rendere omaggio al nonno grazie
        giovanni

  9. oliviero nioi says:

    NIOI GIOVANNI di Tomaso e di Loddo Barbara.
    Soldato della 1747^ compagnia lavoratori, nato il 6 novembre 1876 ad Olzai, morto il 23 aprile 1918 in prigionia per malattia.
    Aveva celebrato matrimonio con Maria Rita Serra, in Olzai, il 7 maggio del 1916. Non è pervenuto l’atto di morte. Nei ruoli matricolari, conservati nell’Archivio di Stato di Oristano, è riportato quanto segue: “… chiamato alle armi per mobilitazione il 30 dicembre 1916… tale nel 319° battaglione di Milizia Territoriale, l’11 gennaio 1917… tale nel 100° battaglione di M. T. (Sassari), li 20 luglio 1917… giunto in territorio dichiarato in stato di guerra il… tale nella 1747^ compagnia operaia… catturato prigioniero. Morto in prigionia il 13 (sic) aprile 1918, per polmonite…”.
    Non conosciamo la località della morte.
    Forse fu seppellito nel cimitero di un piccolo paesino della polonia in cui si trovava prigioniero.
    Come si può conoscere il nome del paese ed il nome del cimitero?
    Oliviero Nioi

    • Silvia says:

      Salve..
      Scriva all’archivio di stato di Bologna, dove conservano i cartellini dei caduti e prigionieri morti in prigionia…Può essere che sul cartellino ci sia almeno indicazione sul luogo di morte…Ho fatto qualche ricerca ma purtroppo il cognome Nioi è anche facilmente storpiabile, non aiuta…
      In comune ha fatto cercare anche molti anni avanti rispetto alla morte effettiva?

  10. Laura Grillo says:

    Sto ricostruendo il mio albero genealogico, mia trisnonna (Trieste) fu internata nel 1915 perchè considerata irredentista. Non so se vi può interessare. Fu arrestata il 21 settembre 1915 e il suo internato durò 3-4 anni. Fu deportata a Weyerbug, Mittergrabern e Gollersdorf. Ho ricavato queste notizie, oltre che dai racconti di famiglia, dal libro “I Deportati della Venezia Giulia nella guerra di liberazione” di Kers. Il suo nome era Ernesta Rossmann (nota Nilda). Nell’elenco l’ho trovata, però con il suo nomignolo e il cognome da sposata, Vusio. Ho trovato anche una foto che la ritrae nel periodo di internato nel libro “Diario di un sepolto vivo” di Pasini. Mi interessa qualsiasi notizia al riguardo, sia sui campi dove è stata che di eventuali elenchi in cui ci possa essere il suo nome o documentazione che la riguardi. Dai racconti di famiglia fu arrestata per aver esposto una margherita bianca con un drappo rosso sulla finestra (per rappresentare il tricolore e la Regina Margherita), io credo ci sia di più. Suo cognato, Bruno Tommasini, marito di una sorella di mio trisnonno fu un amico e collaboratore di Nazario Sauro e fece parte dei volontari nella guerra contro l’Austria e un suo nipote, fu arrestato a Pola perchè faceva volantinaggio contro il regima austriaco. Io per ora posso effettuare solo ricerche on line in quanto vivo in Sardegna…grazie per l’attenzione

  11. antonio mario napoletano says:

    Mi chiamo Antonio Mario Napoletano
    vorrei sapere se avete documentazioni e riferimenti delle sepolture dei soldati della Prima Guerra Mondiale provenienti da Sant’Angelo d’Alife in provincia di Caserta.
    Nell’albo d’oro dei caduti ci sono i nomi ma non i luoghi di sepoltura.
    Per ogni eventuale contatto, vi lascio il mio numero di cellulare e la mia email.
    3396658517
    tonymario_napoletano@tiscali.it
    ringrazio anticipatamente, tutti coloro che vogliono collaborare nel ritrovamento.

    • Silvia says:

      Salve…
      Gli elenchi dei cimiteri all’estero sono nominativi, cioè hanno per la maggior parte dei casi, solo il nome e cognome non il luogo di nascita, per cui non è di certo possibile fare tale ricerca…
      Se lei però ha i nomi dei militari che si presume possano essere morti in prigionia me li mandi, così posso controllare se trovo la sepoltura…
      Cordialmente
      Silvia

  12. Stefano says:

    Buongiorno, vivissimi C omplimenti per il sito, sono Nalli Stefano e sono alla ricerca di notizie su un mio bisnonno: NICHILO’ Lorenzo di Cataldo, Soldato 1° Reggimento fanteria, nato a Supino (FR) il 27 novembre 1885 – come da Albo d’Oro – (27 novembre 1889 come da foglio matricolare), distretto militare di Frosinone, morto il 24 novembre 1918 in prigionia. Per sapere il luogo di prigionia e di sepoltura, mi sono anche recato nel Comune di nascita, ma non è stato possibile trovate nessuna documentazione, neanche di nascita e/o morte. Fatto particolare è stato vedere nel foglio matricolare e precisamente nello spazio dedicato alla madre, la scritta N.N.. Mi servirebbe un aiuto per recuperare questi dati potete darmi una mano? Vi ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.

    • Silvia says:

      Salve…
      Cosa intende con “non è stato possibile trovarli?”Non li hanno trovati o l’archivio del Comune è andato distrutto?In alternativa potrebbe chiedere in parrocchia, se sa dove fu battezzato…Senza atto di morte è dura sapere almeno in che zona morì prigioniero…Nemmeno sul foglio matricolare c’è scritto?

      • Stefano says:

        L’impiegata del comune non è riuscita a trovare nulla in archivio, quindi presumo non abbia trovato la sua scheda. Sul foglio matricolare c’è solo scritto che è stato prigioniero e la data di morte, come da atto di morte del comune di Supino.

        • Silvia says:

          Salve…se sul foglio matricolare conferma l’atto di morte in Comune deve proprio esserci…Serie C degli atti di morte…anche anni dopo l’effettivo anno di morte…Insista in Comune…Capita che, a fianco dell’atto di nascita del soldato, NON ci sia l’annotazione della avvenuta morte e catalogazione dell’atto…Ma l’atto sia comunque presente..

          • Stefano says:

            Insisterò allora in comune, spero veramente di trovarlo, ho veramente desiderio di sapere il luogo di prigionia e di sepoltura. Comunque nelle vostre liste non vi è proprio traccia?

            • Silvia says:

              Salve…
              Non è che non ci sia traccia…è che i campi di prigionia durante la Prima Guerra Mondiale furono tantissimi e senza avere almeno una indicazione geografica è come cercare un ago in un pagliaio…
              Nel frattempo scriva anche all’archivio di Stato di Bologna…Scriva che sta cercando il cartellino di suo nonno morto in prigionia..Lì infatti conservano il Fondo Ufficio notizie ai famigliari dei militari morti in prigionia….Se trovano il cartellino, dovrebbe esserci scritto il luogo di prigionia.
              Mail: as-bo@beniculturali.it

              • Stefano says:

                Ok, grazie per i consigli proverò anche questa strada, la ringrazio di cuore. Spero di tornare con buone notizie. PS Dopo questa risposta non riesco più a visualizzare le mie domande e le risposte in quanto lo schermo si sta rimpicciolendo, ha un email dove posso scriverl? Cordiali saluti

                • Stefano says:

                  Torno sull’argomento per ringraziare la Sig.ra Silvia in quanto grazie al suo consiglio sono riuscito a rintracciare il mio bisnonno, sepolto sotto atto nome a Redipuglia. Grazie di vero cuore

  13. CALLORI Edoardo says:

    Saluti a tutti; cercando di compilare l’albero genealogico della mia famiglia, sono riuscito a trovare in comune l’atto di morte di mio nonno CALLORI Edoardo Agostino nato a Maissana (attualmente prov. di La Spezia ma al tempo prov. di Genova) il 23/09/1880 e morto per malattia in campo di prigionia, presumibilmente il 29/03/1918, a Susica Kadint ? ( non so se il nome sia stato trascritto correttamente nei vari passaggi) come appare scritto nell’Atto di Morte del Comune di Maissana tramite trascrizione dell’atto di morte compilato dal nemico ed inviato dal ministero della guerra – atto di morte di cui posso ainviare copia – che sicuramente sarà interpretato in modo più consono da Voi.
    Infatti non so dove sia sepolto mio nonno; per tradizione in casa dicevano che era morto in Russia o Ungheria; ho cercato in un elenco, che ho trovato in internet, la località menzionata nell’atto di morte, ma non ho trovato Susica, tranne una città ceca detta Susice del distretto di Klatovy che però non risulta come campo di concentramento.
    Molto importante questo sito per noi. Ho letto sopra i commenti e mi vengono i brividi al solo pensare cosa hanno dovuto sopportare, prima di morire, i nostri cari.
    Vi sarei estremamente grato se poteste darmi ulteriori notizie su mio nonno, di cui peraltro, come ricordo ed in segno di orgoglio, mio padre mi dette il nome.
    CALLORI Edoardo

    • Silvia says:

      Buongiorno Edoardo…
      Mi mandi via mail l’atto di morte…vedrò se riesco ad interpretare il nome (crazyfor@mainet.it). Anche perchè ho trovato una cosa strana nell’elenco dei militari sepolti a Bligny. Poi le spiegherò via mail…
      Saluti
      Silvia

      • CALLORI Edoardo says:

        Provvedo immediatamente ad inviarLe il documento.
        Grazie per la sollecitudine – non so come ringraziarLa.
        Edoardo

  14. Mariano says:

    Salve, sto cercando informazioni sul luogo di cattura, di morte e di sepoltura di un mio zio: GIOSI Alberico, nato a Marcellina (RM) il 28.08.1893 e morto per malattia in prigionia l’11.08.1916. Ho già intenzione di scrivere anche al Commissariato Generale per le Onoranze di Roma, ma nella paura che non mi rispondano mai cerco aiuto anche qui. So che mia nonna negli anni ’40 si recò a Redipuglia, ove aveva avuto voce che potesse essere sepolto, senza trovarne traccia. In tal senso mi chiedo, essendo stato fatto prigioniero, quindi presumo in Austria, è possibile che la salma si trovi in Italia? Se si, è possibile che gli austriaci abbiano dichiarato la morte alle autorità italiane, ma che la salma sia tornata in patria priva di nome? Grazie, Mariano.

    • Silvia says:

      Buongiorno…
      Il soldato Giosi Alberico risulta sepolto nel cimitero militare di Mauthausen, settore 5, serie 5, croce n.18

  15. Gianluigi Bit says:

    Salve, sono Gianluigi. Sto ricostruendo le vicende di mio nonno nella grande guerra, Bit Giovanni nato a Caneva Ud ( oggi Pn ) il 23-9-1890. Al momento so che era del 116 reggimento fanteria brigata Treviso. Inizialmente aveva combattuto sugli altipiani di Asiago a malga Milligrobbe e successivamente sul Podgora vicino Gorizia,dove il 7 8-16 venne fatto prigioniero. Le chiedo cortesemente se e’ possibile sapere in quale campo di prigionia e’ stato inviato e la compagnia del reggimento a cui apparteneva. Fortunatamente e’ ritornato a casa vivo ed e’ morto nel 1974. La ringrazio infinitamente, distinti saluti.

    • Silvia says:

      Salve…ha già recuperato il foglio matricolare?Sapere dove fu condotto in prigionia non è affatto semplice e potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) essere scritto sul foglio matricolare…

  16. Maria Grazia Pantaleo says:

    Buon giorno,
    vorrei ricostruire un pò più nel dettaglio le vicende di guerra di mio nonno Gaetano Ciavattone (fante Reg.73°/10 determinazione del Comando della 2a armata) chiamato alle armi il 1/6/1915, ferito da una scheggia di SHRAPEL ad Oslavia. Fu portato a Mathausen dove in seguito fu utilizzato nei lavori stradali in Serbia, ripotò la frattura del femore, e trasferito pare nell’Ospedale Militare S. Giuseppe di Monza (27/5/17). Posseggo un attestato del campo di prigionia ed una medaglia argentea con stemma coronato e sul retro la scritta Monza 6 luglio 1917. Mi piacerebbe conoscere il significato di questa medaglia, come fece a salvarsi dal campo dove la maggior parte moriva senza cure, cos’è l’Esfors. Mia madre non conobbe mai il padre che morì in america investito da un treno a 35 anni, probabilmente per la sua invalidità permanente non riuscì ad uscire dall’auto. Sarebbe bello trovare qualche immagine ed avere qualche informazione in più. Grazie di tutto

    • Silvia says:

      Salve…
      Provi a mandarmi i documenti via mail e la foto della medaglia…
      Riuscirei a spiegarle meglio…

  17. maria says:

    Potrebbe aiutarmi a trovare il campo di prigionia o dov’è sepolto mio nonno? MAGRI PRIMO nato a Tizzano (PARMA) 14/09/1887, Matricola 19200, 8° reggimento alpini, 216° compagnia fatto prigioniero in Val Natisone 11/12/1917 e morto prigioniero in malattia il 16/ 06/1918 in Ungheria (forse a Bezsterce?ora Romania)o Slovacchia Banska Bistrita?. In realtà sul foglio matricolare, risulta “morto presso il nemico” (dispaccio ministeriale n 4990 30 dell’8°reggimento del 02/06/1918 ). Evidentemente la data di morte è quella della trascrizione nel Comune di residenza. Grazie, è tanto che lo cerco…..

  18. Alberto Magenta Biasina says:

    Buongiorno Silvia, mi scusi tanto ho sbagliato a leggere sotto tra i vari messaggi, per questo ho scritto Paolo.
    La ringrazio moltissimo, il suo aiuto è davvero prezioso. Se c’è qualche modo in cui posso dimostrare la nostra riconoscenza, magari sostenendo e supportando in qualche modo il vostro eccellente lavoro non esiti a farmelo sapere.
    Un ringraziamento da parte di tutta la famiglia.
    Alberto

    • Silvia says:

      Va benissimo così…
      Il sostegno sono persone come lei, che chiedono gentilmente e danno risposta…e non è scontato…
      Il sostegno c’è già quando ho il piacere di aiutare qualcuno…
      Se vuole avere certezze e anche la posizione della tomba, scriva ad onorcaduti (onorcaduti@onorcaduti.difesa.it), allegando la sua carta d’identità e specificando che è un parente…la tempistica di attesa è lunga, ma rispondono…
      La saluto cordialmente
      Silvia

  19. angelo cattaneo says:

    Buongiorno
    Vi chiedo cortesemente se si possono avere notizie sul luogo di sepoltura e di prigionia del soldato Basilico Edoardo fu Angelo ( 8° reggimento fanteria), nato il 31 dicembre 1890 e morto per malattia in prigionia il 12 agosto 1918.
    grazie

    • Silvia says:

      Salve…
      Risulterebbe sepolto nel cimitero militare italiano di Bucarest-Ghencea. Verifichi comunque recuperando l’atto di morte in comune.

  20. Lorenzo Giovanni says:

    Mio zio si chiamava Lorenzo (Cognome) Giovanni era del 1° reggimento alpini nato a Castino (Cuneo) il25 febbraio1898 e morto per malattia in prigionia
    Sarebbe possibile sapere dove è sepolto? pultroppo non sappiamo neanche dove era prigioniero.
    Ringraziandovi anticipatamente vi inviamo i nostri piu’ cordiali saluti.
    PS :State veramente facendo una grande opera di solidarieta’. Grazie

    • Silvia says:

      Salve…
      Risulterebbe un Lorenzo Giovanni sepolto nel Cimitero Militare Italiano di Budapest, Fila 36 tomba n.15. Per sicurezza però, poichè potrebbe essere un omonimo, recuperi in Comune l’atto di morte e il foglio matricolare (presso l’archivio di stato di Cuneo), dove potrebbe esserci scritta qualche info in più…

      • Cane Paolo says:

        Vi ringrazio, faro’ certamente come consigliate, e Vi terro’ informati sull’esito della ricerca. Grazie di cuore.

  21. Adriana says:

    Mio nonno Giuseppe Savarino, nato a Pino d’Asti nel 1998, alpino , fu fatto prigioniero insieme al fratello Domenico di qualche anno più vecchio. Purtroppo ho poche notizie , so che erano in un campo in Ungheria e sono tornati entrambi. Conservo ancora un piccolo quaderno che ha scritto . Raccontava che mangiavano erba perché avevano fame e quando sono tornati a casa erano irriconoscibili

  22. Giovanni Consigli says:

    I prigionieri della guerra 15/18 italiani, ammontano ad oltre 600 mila, quasi quanti sono stati i morti. Il rapporto di 10 soldati italiani contro 1 solo austriaco ( 1 a 10 : 6 milioni di soldati italiani conto poco più di 650 mila austriaci ) ha fatto si che la strategia di cadorna puntasse a mandare enormi quantità di soldati all’attacco. Così tanti furono presi prigionieri e divennero un vero e proprio esercito nelle mani austriache. Un enormità di persone, che lo stato italiano rifiuto di approvvigionare con i dovuti aiuti ( vestiario, cibo, medicine ). ( come fecero tutte le altre nazioni ) Quei poveri soldati rimasero in vita solo per il buon cuore dei loro carcerieri che li vestirono e nutrirono per mesi ed anni . Esempio : a Sigmundsherberg i prigionieri erano oltre 180 mila, una città intera . Finita la guerra oltre 500 mila prigionieri furono tenuti in campi prigione italiani per accertare che tra loro non vi fossero disertori. Si fa presto a parlare di Lager, ma la realtà spesso e opposta alle apparenze. Una delle migliaia di vergogne italiane sempre ben nascoste. leggete il libro di Angelo del Boca intitolato “Italiani Brava gente ?” e vi si aprirà un mondo sconosciuto ….. lontano dalla retorica patriottica.

  23. cinzia says:

    Salve a tutti, io scrivo per notizie riguardanti mio nonno, fatto prigioniero durante la grande guerra a Mauthausen. Le notizie che ho a disposizione sono poche. il suo nome era SALVIONI GIUSEPPE di Monza nato alla fine dell’ottocento . Io ero bambina e sentivo i suoi racconti vaghi, in quanto non parlava volentieri della sua prigionia. Raccontava di essere stato fatto prigioniero, condannato alla fucilazione, che avvenne. Per un vero miracolo , venne solo ferito al fianco. Come il plotone si fù allontanato lui si fece strada fra i cadaveri e vagò……fu tratto in salvo e curato da contadini della zona. E’ riuscito, non sò come a tornare, sposarsi avere figli, tra cui la mia mamma , ed è morto di malattia aall’età di 70 anni. Sò che non è molto, ma nessuno è in grado di darmi maggiori informazioni. Sento il bisogno di sapere, anche perchè poco o nulla si sà dei prigionieri della prima guerra, visto che nella seconda, il campo ebbe nomea assai “diabolica” massacri di massa , fame, malattie e atrocità di varia natura. probabilmente non potrete aiutarmi direttamente, ma penso abbiate qualche indirizzo email al quale potrei rivolgermi. Avranno pure nomi e notizie più precise dei singoli prigionieri. Vi ringrazio ed auguro a questa umanità ancora tormentata UN MAI PIU’…… Cinzia

  24. SERRA MARIATERESA says:

    Interessantissimo il suo sito a cui vorrei contribuire con una mia ricerca (in attesa delle varie manifestazioni per il centenario) sui caduti e sui reduci della Grande Guerra delle Valli di Lanzo in provincia di Torino. Invio quindi un lungo (purtroppo) elenco di caduti in prigionia delle mie valli
    Penso che le possa interessare e se potessi farmi avere qualche ulteriore notizia le sarei molto grata
    Serra Mariateresa – Società Storica Valli di Lanzo
    Torino, strada delle traverse 53 – 10132 Tel 0118994997

    BARRA BATTISTA di Giuseppe
    Soldato 9° reggimento alpini, nato l’11 settembre 1886 a Germagnano, distretto militare di Torino,
    morto il 23 dicembre 1917 in prigionia per ferite.
    MUSSINATTO DOMENICO di Domenico Pietro
    Soldato 3° reggimento alpini, nato il 31 maggio 1894 a Germagnano, distretto militare di Torino,
    morto il 26 dicembre 1915 in prigionia per malattia
    CASTAGNERI CARLO di Francesco
    Soldato 245° reggimento fanteria, nato il 25 ottobre 1896 a Cantoira, distretto militare di Torino,
    morto il 10 novembre 1918 in prigionia per malattia.
    Sepolto nel cimitero di Breslavia
    BANCHE-FAMIGLIO GIUSEPPE di Giovanni
    Soldato 3° reggimento alpini, nato il 18 febbraio 1890 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    morto il 9 novembre 1918 in prigionia per malattia.
    BELLEZZA-CAPELLA NICOLAO NATALINO di Francesco
    Soldato 33° reggimento fanteria, nato il 25 dicembre 1887 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    morto il 4 aprile 1918 in prigionia per malattia.
    CASASSA GIUSEPPE GIOVANNI di Giacomo
    soldato 11° reggimento fanteria, nato il 29 marzo 1899 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    morto il 27 agosto 1918 in prigionia per malattia.
    CASTAGNO PIETRO di Domenico
    soldato 3° reggimento alpini, nato il 4 giugno 1893 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    morto l’11 febbraio 1917 in prigionia per malattia.
    COLETTI PIETRO di Giovanni
    soldato 3° reggimento artiglieria da fortezza, nato il 19 novembre 1878 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino, morto il 30 dicembre 1917 in prigionia per malattia.
    COLETTI-GRANGIA NICOLAO GIACOMO di Antonio
    soldato 3° reggimento alpini, nato il 28 luglio 1891 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    scomparso in prigionia.
    GRIGLIONE ANTONIO DOMENICO di Domenico
    Caporale 3° reggimento alpini, nato il 2 maggio 1897 in America, iscritto di leva nel comune di Coassolo T.se, morto il 29 giugno 1918 in prigionia per malattia
    GRIGLIONE GIOVANNI di Antonio
    soldato 3° reggimento alpini, nato il 26 febbraio 1899 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    morto il 11 aprile 1918 in prigionia per malattia.
    MARIETTA-BERSANA ANTONIO di Pietro
    Soldato 3° reggimento fanteria, nato il 4 novembre 1890 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino, morto il 17 aprile 1918 in prigionia per malattia.
    PERUCCA GIUSEPPE di Marcello
    Caporale 3° reggimento alpini, nato il 26 novembre 1889 a Coassolo T.se, distretto militare di Torino,
    morto il 2 luglio 1918 in prigionia a Miloverck (Boemia) come da atto di morte del Comune di Coassolo T.se del 30 agosto 1924
    VINARDI GOBBO DOMENICO di Giovanni
    Soldato 74° reggimento fanteria, nato l’11 febbraio 1891 a Quassolo , distretto militare di Ivrea,
    morto l’11 luglio 1918 in prigionia per malattia.
    CASTAGNERI GIOVANNI di Michele
    caporale 3° reggimento alpini, nato il 20 dicembre 1897 a Balme, distretto militare di Torino
    Morto il 15 aprile 1918 in prigionia per malattia
    BORLA ANTONIO di Giuseppe
    Caporale maggiore 2° reggimento alpini, nato il 4 agosto 1892 a Lanzo, distretto militare di Torino,
    morto il 25 giugno 1918 in prigionia per malattia.
    FAVERO-CAMP DOMENICO di Giovanni
    Soldato 3° reggimento alpini, nato il 22 novembre 1892 a Lanzo, distretto militare di Torino,
    morto il 18 gennaio 1917 in prigionia per infortunio.
    FOIERI FRANCESCO di Giovanni Battista
    Soldato 43° reggimento fanteria, nato il 24 gennaio 1882 a Lanzo, distretto militare di Torino,
    scomparso in prigionia
    MAGNETTI PIERINO di Antonio
    Soldato 65° reggimento fanteria, nato il 22 marzo 1896 a Lanzo, distretto militare di Torino,
    scomparso in prigionia.
    ZUCCA MICHELE di Antonio
    Soldato 1° reggimento granatieri, nato il 26 marzo 1898 a Lanzo, distretto militare di Torino,
    morto il 27 marzo 1918 in prigionia per malattia.
    COLOMBATTO GIACOMO di Giuseppe
    Soldato 8° reggimento fanteria , nato il 4 gennaio 1882 in Francia, inserito di leva nel comune di vallo T.se.distretto militare di Torino, morto il 17 febbraio 1918 in prigionia per malattia.
    POMA BARTOLOMEO di Valentino
    Soldato 8° reggimento alpini, nato il 23 aprile 1894 a Ceres, distretto militare di Torino,
    morto il 9 maggio 1917 in prigionia per malattia.
    POMA DOMENICO di Battista
    Sergente 3° reggimento alpini, nato il 23 febbraio 1891 a Ceres, distretto militare di Torino,
    morto il 19 dicembre 1917 in prigionia per malattia.
    RODES FRANCESCO BATTISTA di Luigi
    Soldato 3° reggimento alpini, nato il 12 dicembre 1885 a Ceres, distretto militare di Torino,
    morto il 28 maggio 1918 in prigionia per malattia.
    VALLO VALLOETTI GIACOMO VINCENZO di Bernardo
    Soldato 73° reggimento fanteria, nato il 23 maggio 1886 a Ceres, distretto militare di Torino,
    morto il 5 febbraio 1918 in prigionia per malattia.
    VANA UMBERTO di Alessandro
    Soldato 3° reggimento fanteria, nato il 2 agosto 1891 a Ceres, distretto militare di Torino,
    morto il 28 dicembre 1917 in prigionia per malattia.
    VIVENZA PIETRO di Ignazio
    Soldato 33 ° reggimento fanteria, nato il 1° aprile 1881 a Traves, distretto militare di Torino
    disperso il 18 marzo 1918 in prigionia per malattia.
    MICHIARDI TOMMASO di Giovanni
    Soldato 37° reggimento fanteria, nato il 23 agosto 1887 a Groscavallo, distretto militare di Torino,
    morto il 15 marzo 1918 in prigionia per malattia
    RAPELLI ANTONIO di Bernardo
    Soldato 1074° compagnia mitraglieri Fiat, nato il 24 settembre 1880 a Groscavallo, distretto militare di Torino, morto il 14 aprile 1918 in prigionia per malattia.
    Probabile sepolto Cimitero di Colonia
    CAVEGLIA-CRESTO TOMMASO di Battista
    Soldato 229° reggimento fanteria, nato il 7 novembre 1881 a Monastero di Lanzo, distretto militare di Torino, morto il 14 marzo 1918 in prigionia per malattia nell’Ospedale Militare di Raibel presso Vienna per esaurimento generale (copia di atto di morte compilato dal nemico) Sepolto nel cimitero militare di Raibel
    CRUSIGLIA-CABODI GIUSEPPE di Domenico
    Soldato 3° reggimento alpini / 36° Compagnia, nato il 29 febbraio 1895 a Monastero – Chiesa, distretto militare di Torino, morto il 3 luglio 1918 in prigionia per malattia a Bekecsaba (Ungheria) per paralisi cardiaca (copia di atto di morte compilato dal nemico – Cappellania Militare di rito greco orientale di Ostffyasszonyfa) Sepolto nel cimitero militare di Bekescsaba
    FORNELLI-BARRA TOMMASO di Giovanni
    Soldato 120° reggimento fanteria/ 11° Compagnia, nato il 20 agosto 1881 a Monastero di Lanzo, distretto militare di Torino, morto il 17 gennaio 1918 in prigionia per malattia nel lazzaretto del deposito di prigionieri di guerra di Gross Breessen (Austria) per paralisi cardiaca
    GIACHETTI GIACINTO GIACOMO di Giuseppe
    Soldato 158° reggimento fanteria, nato il 17 novembre 1879 a Monastero di Lanzo, distretto militare di Torino, morto il 16 aprile 1918 in prigionia per malattia.
    BOGGIATTO PIETRO di Michele
    Soldato 103° reggimento fanteria, nato il 4 ottobre 1882 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 7 febbraio 1918 in prigionia per malattia.
    CHIANTOR IGNAZIO di Antonio
    Soldato 85° reggimento fanteria, nato il 19 novembre 1891 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 19 febbraio 1918 in prigionia per malattia.
    Sepolto Cimitero di Wegscheid
    GIACOBINO DOMENICO di Antonio
    Sergente 49° reggimento fanteria, nato il 18 settembre 1887 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 17 marzo 1918 in prigionia per ferite.
    Sepolto Cimitero di Breslavia
    GROSA ISIDORO di Clemente
    Soldato 262° reggimento fanteria, nato il 25 luglio 1896 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 18 luglio 1918 in prigionia per malattia.
    MORINO ANTONIO di Giovanni
    soldato 3° reggimento alpini, nato il 1° giugno 1897 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 26 novembre 1918 in prigionia per malattia.
    MUSSINO DOMENICO di Bartolomeo
    Soldato 74° reggimento fanteria, nato il 20 agosto 1881 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 9 novembre 1918 in prigionia per malattia.
    REVIGLIO SILVIO di Tommaso
    Soldato 3° reggimento alpini, nato il 13 giugno 1891 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 1° aprile 1918 in prigionia per malattia.
    RIVA PIETRO di Giuseppe
    Soldato 49° reggimento fanteria, nato il 12 febbraio 1891 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 1° aprile 1918 in prigionia per malattia.
    SCIOLDO MICHELE di Michele
    Soldato 3° reggimento alpini, nato il 25 novembre 1889 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 30 marzo 1918 in prigionia per malattia.
    VERSINO GIACOMO di Giovanni
    Soldato 213° reggimento fanteria, nato il 1° aprile 1892 a Viù, distretto militare di Torino,
    morto il 17 marzo 1918 in prigionia per malattia.

    • Silvia says:

      Salve…
      Grazie della lista….così saranno ricordati….
      Per quanto riguarda le sepolture ho scritto qualche dato che ho trovato…
      Ma per una migliore ricerca servirebbe almeno la zona di prigionia in cui morirono…
      Mi può mandare via mail maggiori dettagli???
      Riuscirei a fare ricerche più dettagliate…
      Saluti
      Silvia

    • Margherita Perucca says:

      Buongiorno,
      ho ritrovato nell’elenco pubblicato il nome di PERUCCA Giuseppe di Marcello, fratello di mio nonno Domenico e zio di mio papà che ne ha ereditato il nome. La cosa mi ha incuriosita, per cui ho effettuato una ricerca sui registri comunali dove ho rinvenuto la trascrizione dell’atto di morte datato 14/09/1920 e non 30 agosto 1924 come riportato nell’elenco sopra richiamato. L’atto di morte riporta le seguenti informazioni:
      Perucca Giuseppe di Marcello: matricola n. 41886, 96° Compagnia, 3° Reggimento Alpini venne fatto prigioniero il 14/12/1917 sul Col della Berretta e trasferito presso il campo di prigionia di Milovice (Milowitz) dove sarebbe morto il 02/07/1918 per “edema enterite”, che tradotto mi sembra possa voler dire di fame.
      Mi rendo conto che queste informazioni possono avere un senso solo per me a distanza di tanti anni, però mi sembra in questo modo di segnare un punto fermo nella storia della mia famiglia definendo finalmente con la parola fine la vicenda del prozio.
      Grazie.
      Margherita.

  25. Cesare says:

    Molto interessante questo sito e l’articolo, devo dire che non sempre gli enti preposti aiutano nelle ricerche, personalmente anni fa richiesi il foglio matricolare di mio nonno classe 1892 al Distretto Militare di Chieti mi venne risposto per lettera che la documentazione richiesta per cause belliche era andata smarrita…anni dopo recandomi personalmente al Distretto di Chieti mi venne rilasciata il foglio matricolare del nonno, una volta a Roma scrissi al personale del Distretto accusandoli di pressapochismo, senza mai ricevere risposta.

  26. Paolo says:

    Mio nonno appartenente al 234 reggimento fu fatto prigioniero una decina di giorni prima di Caporetto nella zona Nord Est di Selo. Fu mandato in Austria e raccontava che l’avevano messo a governare una stalla. Fu liberato a fine guerra. Dove potrebbe essere stato?

  27. EFISIO DESSI' vicolo Salvatore Cabitta 2 07046 Porto Torres (ss) says:

    Cerco notizie di mio nonno Olla Salvatore di Giuseppe e di Serra Maria, Soldato 152^Reggimento Fanteria, nato il 23 marzo 1883 a Santa Giusta ( Cagliari ), morto il 13 dicembre 1918 a Trieste per malattia. Fu fatto prigioniero di guerra in data 30 ottobre 1917 e trasferito in Ungheria nel campo di concentramento di VOBA. Rientrato dalla prigionia nel novembre 1918, venne ricoverato all’ospedale truppa di Trieste, ove morì in data 13 dicembre 1918, in seguito a broncopolmonite da influenza. Mi è stato comunicato che è stato sepolto nel cimitero di Trieste, ma dopo varie ricerche, non siamo riusciti a trovare la sua lapide. saremmo sinceramente grati, se ci aiutate a trovare il luogo esatto e la lapide, ove riposa il nostro caro congiunto. faccio presente che io sono suo nipote figlio di Olla Giovannica, figlia del caduto nonno Salvatore.

    • admin says:

      Salve…
      per sapermi regolare: ha chiesto info al Comune di Trieste???
      Sono loro che le hanno detto che non risulta sepolto in cimitero???
      Grazie
      Silvia

      • EFISIO DESSI' vicolo Salvatore Cabitta 2 07046 Porto Torres (ss) says:

        Grazie per l’interessamento, le comunico altre notizie che abbiamo avuto, la salma venne esumata da ZAULE e trasferita nel cimitero militate di guerra di VILLESSE nel 1927, il suo cognome da Olla si trasformò in ALLA’, lo stesso che gli anno dato nel sacrario di Redipuglia, ma che noi non siamo riusciti a trovare. Se questa lapide col cognome ALLA’ esiste, allora si riferisce a Olla Salvatore mio nonno, chiedo se sarà possibile sostituire la lapide col suo vero e, la data di morte, 13 dicembre 1918? Grazie per l’interessamento…

        • EFISIO DESSI' vicolo Salvatore Cabitta 2 07046 Porto Torres (ss) says:

          La ringrazio per le preziose informazioni, farò come mi ha indicato e, la terrò informata dell’eventuale esito positivo. cordiali saluti

  28. angela bonacini says:

    b sera
    sono alla ricerca di notizie relative alla prigionia di mio nonno
    ALDO BONACINI nato a modena il 7 feb 1893 di carlo Bonacini e di letizia cavzzuti
    catturato dopo la battaglia di monte cucco il 25 maggio 1916
    sono in possesso del suo foglio matricolare reperito all’archivio di stato di modena
    vorrei sapere dove miko nonno è stato portato dopo la cattura e in quale campo è rimasto fino alla fine della guerra
    fortunatamente è tornato vivo
    grazie per collaborazione e per le info angela bonacini

    • admin says:

      Salve…
      Potrebbe provare a contattare l’archivio storico del Comune di Modena per consultarlo…
      Potrebbero esserci informazioni sulla prigionia (cartoline, ecc…)…
      Purtroppo non è semplice trovare questa info, poiché dovrebbe trovarsi nel Foglio Matricolare…
      Oppure in una eventuale associazione locale di reduci di guerra….(che abbiano un archivio storico naturalmente)…
      Saluti
      Silvia

  29. Laura Springhetti says:

    Sto cercando notizie sull’unico figlio maschio della mia bisnonna. Si chiamava Rinaldo Visintin, era nato a Cavareno (TN) il 13 maggio 1891. Parti per la guerra nell’agosto 1914 e mori in battaglia il 15 ottobre 1914. Era un soldato austriaco, ma la mia nonna,sua sorella, è morta senza sapere dov’era sepolto. Noi avremmo il desiderio di visitare la sua tomba. So che forse è più problematica la ricerca,essendo il mio antenato di nazionalità austriaca, ma forse mi potete aiutare , trovo il vostro sito molto interessante e mi farò viva di nuovo per avere notizie relative alla seconda guerra dove combattè mio padre, grazie ,Laura

  30. stefano trentino says:

    Salve a tutti! Sto cercando informazioni su un mio lontano cugino, Bernardo Amistadi di Primo nato a Roncone (TN) il 12/07/1888, cugino di secondo del mio trisnonno. Di lui so solo che è morto prigioniero di guerra nel Turkestan. Ho letto su un libro (I prigionieri dello Zar di Marina Rossi. Mursia 1997) che parla dei prigionieri italiani dell’impero austro-ungarico, che ci furono molti internati in Turkestan dopo la perdita dell’assedio della città di Przemysl in Polonia. Però non so nulla di lui, né il reggimento, né la brigata, niente…spero che chiunque abbia delle informazioni o dei suggerimenti per la ricerca possa darmi una mano. Grazie mille in anticipo Stefano

  31. giorgio says:

    ricordare le persone che sono morte in guerra o in prigionia e una cosa importante in un mondo privo di valori complimenti

  32. danilo says:

    Mio nonno erA DEL 157° fu fatto prigioniero ed andò a lavorare come contadino in una famiglia nel 1920 al mercato incontra un tizio che si era stabilito ormai in austria / ungheria da lui venne a sapere che la guerra era finita nel 1918 e non era più prigioniero . torna a serole at da nonna fine 1920 e da li nacque mia mamma nel 1924…….mi piacerebbe sapere dove il 157° fanteria avrebbe potuto perdere e di conseguenza dove sarebbero stati inviati i soldati a lavorare……………grazie!

  33. Ivan says:

    Salve! Desidererei avere informazioni su due miei prozii caduti durante la Grande guerra: D’Arpino Alessandro, soldato appartenuto al 12^ reggimento bersaglieri, nato il 27/12/1897 a Sant’Andrea, distretto militare di Frosinone, morto il 14 novembre 1918 in prigionia per malattia;
    D’Arpino Antonio, soldato appartenuto al 132^ reggimento fanteria nato il 01/05/1890 a Sant’Andrea, distretto militare di Frosinone, morto il 30/06/1917 nel 162^ reparto someggiato di sanità per ferite riportate in combattimento.
    Mi interesserebbe sapere se sono seppelliti in qualche sacrario. Ringrazio anticipatamente. IVAN

    • admin says:

      Buongiorno…
      Dovrebbe contattare Onorcaduti (sul web troverà tutti le mail o telefoni)….
      Nel frattempo potrebbe recuperare gli atti di morte nel Comune di residenza dei suoi avi….
      Lì dovrebbero esserci maggiori informazioni….
      A disposizione
      Silvia

  34. Giovanni Campo says:

    Salve, sono nipote di un soldato della Grande Guerra fatto prigioniero dagli austriaci sul Monte Fior fra il 12 e il 13 novembre 1917. Mio nonno si chiamava Giovanni Riggi, nato a Calamonaci (AG) il 23.12.1896, faceva parte del 10° reggimento di fanteria della Brigata Regina. So di certo che è stato prigioniero sui Carpazi in Cecoslovacchia, forse, ma non ne ho certezza, vicino alla fortezza di Spielberg. Questi sono i lontani ricordi sui racconti di mio nonno ancora vivi in me, ma altro non so dire altro e nessuno, finora, non mi ha saputo dire altro. Ho anche cercato di informarmi, tramite e-mail, con il ministero della difesa e la Croce Rossa, ma non c’è stato nulla da fare. Spero che qualcuno mi aiuti o almeno mi sappia bene indirizzare. Naturalmente vorrei sapere il luogo esatto di prigionia…

  35. giuseppe bertoletti says:

    salve, sono il nipote di Bertoletti Rodolfo, nato nel 1877, arruolato nel 50° reggimento di fanteria di linea e giunto al fronte ai piedi del Cristallo. Fatto prigioniero il 10 ottobre del 1917 a longarone dopo i fatti di Caporetto, morto a Aklosezar ? in Ungheria, il 10 febbraio 1918 di stenti. Eseguito ricerche sul luogo di sepoltura senza esito. Sarei curioso di conoscere alcune testimonianze sul come e sui fatti del viaggio di trasferimento dei prigionieri fino a tali località lontane

    • Fosca says:

      T. Cím!

      Ha pontosabban le tudnád írni a magyar város nevét, (falu, megye, járás, ) talán tudnék segíteni. Sajnos, a hadifoglyok útjáról és sorsáról, egyik háborús fél sem közölt információkat. Nagyapám Padulán volt és szinte semmit nem találtam, csak semleges fotókat – igaz az egyiken felismertem a nagyapámat! Remélem megtaláljuk a te ősödet is!!

      • giuseppe bertoletti says:

        ciao Fosca
        scusa per il ritardo, dovuto alla traduzione della tua risposta.
        ti mando le informazioni in mio possesso, ricavate dal certificato di morte, scritto dal cappellano militare “Lùdurg’ Gyorgy”, dell’ospedale da campo n°414.
        trascrizione sintetica.
        “Bertoletti Rodolfo, nato il 1877, soldato di fanteria di linea del 50° reggimento, morto all’ospedale da campo n°414 per morbus virali, il 10 febbraio 1918 e sotterrato il 14 febbraio 1918 nel cimitero military nuovo di AKLOSEZAR ( CSIK Ungheria), tomba n° 101”.
        spero che queste informazioni siano utili nella ricerca.
        ti ringrazio vivamente in anticipo per la tua disponibilità.
        ciao
        Bertoletti giuseppe

  36. cristina gregorin says:

    Salve,
    ho avuto due parenti prigionieri in Galizia. Entrambi facevano parte dell’esercito austroungarico. All’archivio storico di Trieste non ci sono documenti. C’è qualche altro archivio a cui potrei rivolgermi?
    Grazie e complimenti per il sito.

  37. Alessandro Marignani says:

    Cara Silvia,
    Mi perdoni se le scrivo così ma non ho trovato un suo indirizzo. Questo non vuol essere un commento al suo articolo (e sarebbe del tutto off topic), ma un messaggio personale.
    Facendo ricerche sulla prima guerra mondiale sono incappato nel suo sito; è davvero molto bello, sensibile, riccamente documentato. Ritenendo di rivolgermi a una persona esperta e sollecita, le chiedo se lei è in grado di soddisfare una mia ricerca che purtroppo Google non riesce in alcun modo a risolvere. Sto cercando la foto (o la trascrizione fedelissima) di una qualsiasi cartolina di chiamata alle armi relativa alla Grande Guerra. Ho trovato qualche documento della seconda guerra, ma non della prima. Le sarei davvero grato se sapesse fornirmi qualche indicazione per colmare questa mia necessità.
    Cordialmente,
    A. Marignani

  38. di micco concetta says:

    Salve, ho letto solo stasera il suo bellissimo sito, perchè sto cercando notizie sul mio prozio deceduto in campo di prigionia il 20 marzo 1918, ma non ho altre notizie. Si chiamava Di Micco Michele e faceva parte del 123° reggimento fanteria. come posso reperire altre notizie come ad esempio il suo luogo di sepoltura oppure in quale battaglia fu fatto prigioniero?
    grazie per la sua risposta.

    • admin says:

      Salve…
      Deve rivolgersi all’archivio di stato di Campobasso e richieder il foglio matricolare, specificando tutti i dati del soldato…
      Lì dovrebbero esserci informazioni che possono aiutarla…
      Poi ci sono altre strade, nell’eventualità che ci sia scritto poco…
      Cordialità
      Silvia

  39. andrea ciani says:

    Buongiorno,
    sito bellissimo che narra una storia quasi sconosciuta . Degli stenti della prigionia fu vittima anche il fratello di mio nonno, morto in prigionia il 13 luglio 1918 . Si chiamava Ciani Romolo, nato a Sovicille (SI) il 1° Novembre 1881, soldato del 2° reggimento artiglieria da campagna . Non sappiamo dove sia stato tenuto segregato, né dove sia stato sepolto . Le sarei grato se mi fornisse informazioni utili quanto meno per risalire al luogo di sepoltura .
    Grazie . Cordiali saluti

    Andrea

    • admin says:

      Salve…
      E’ una informazione da verificare scrivendo ad Onorcaduti, ma esiste un Ciani Romolo sepolto nel cimitero Liegi-Robertmont in Belgio…
      Saluti
      Silvia

  40. Regina Avila Martines says:

    Mio nonno Attilio Perini nascita 1883 e Giuseppe Perini bisvô mia nascita nel 1855, ha combattuto nella prima guerra mondiale e sono stati intrappolati in Germania, voleva sapere dove avrei potuto ottenere informazioni militari su di loro? Vivevano a Isola della Scala a Verona.
    Grazie.

  41. ros says:

    ciao e complimenti per il lavoro che fate; non so se potete darmi una mano; io ho solo i dati di mio bisnonno, padre di mio nonno che raccontava spesso di lui ma non ha saputo neanche dove fosse morto; io ho trovato che è stato fatto prigioniero al campo di Mauthausen e lì è sepolto; ma vorrei sapere se si può conoscere come ci è arrivato, dove è stato fatto prigioniero e tutto quello che eventualmente si può oggi conoscere; anche magari conoscere la posizione della tomba. Grazie mille

    • admin says:

      Come faccio ad aiutarla a reperire info se non mi indica il nome e cognome e il luogo di nascita del suo bisnonno???Se non vuole trascriverlo, almento mi mandi una mail…
      Altrimenti non posso esserle d’aiuto…

      • ros says:

        Ciao, intanto grazie per la risposta; i dati sono i seguenti: Scutti Carmine, nato a Roccascalegna (ch) il 16/11/1889 e deceduto il 12/07/1918 a Mauthausen; da quanto ho appurato sempre su internet però Mauthausen sembrerebbe essere stata utilizzata nella seconda guerra mondiale…se mi può aiutare le sarei davvero molto grato. Grazie

        • admin says:

          Non tutti sanno che Mauthausen era prima un campo di prigionia della 1° Guerra, poi divenuto “famoso” nella 2° Guerra Mondiale…
          Scutti Carmine, di Domenico, riposa effettivamente al Cimitero Militare Italiano di Mauthausen , morto il 12/07/1918, settore 2, fila 4, tomba n.16

          • ros says:

            davvero mille grazie….! mica esistono delle carte sulla disposizione delle tombe da poter consultare? e il cimitero militare italiano è proprio nel campo di Mauthausen ? E, infine, conoscere di più su dove fu catturato o il suo percorso durante gli anni in guerra fino alla deportazione ? come si può risalire a qualche notizia ulteriore? grazie infinitamente per tutto

  42. emilio uggeri says:

    A Voi tutti salute!
    Mi chiamo Emilio Uggeri, sono nato nel 1944 a Brsusuglio di Cormano esattamente dove ancora risiedo. da un qualche lustro mi son messo a scriver libri e ne ho già realizzati alcuni. Ora sono in via di completamento con il libro che ho titolato FILO SPINATO – RETAGGI DELLA GRANDE GUERRA; ho 4 preziosi collaboratori che mi stanno aitando e sono : Adriano Egidio Radaelli di Bresso, Enrico Barbisan di Cesano Maderno, Alberto Loris pellacani di Brusuglio di Cormano e Francesco Maggi di Genova, appassianati cultori e collezionisti di cimeli della Grande Guerra.
    Il libro che sto preparando per la stampa, non tratta delle battaglie (certo! Le cita!) ma argonmenta ciò che c’era dietro le quinte, come ad esempio la posta, i giornali di trincea, il mulo, gli Arditi, le Forze armate 8sommaria storia della Fanteria, Alpini, Bersaglieri…Marina, Aviazione), i piccioni viaggiatori e tante altre cose ti genere curioso. Il collaboratore Adriano Radaelli (è un dermatologo) ha preparato alcune belle pagine relative all’avventurosa sorte del suo Nonno ‘autiere’ Enrico Isidoro Ponzoni che scampò anche alla prigionia. Ho navigato nel Vs sito, siete tutti molto bravi, e lo dico anche a chi poi commenta perchè si percepisce quell’amore verso un proprio caro che la società odierna sta per dimenticare. Visto che ricorre il centenario della Grande Guerra, oltre al mio libro, dico sempre un preghiera prima di addormentarmi (anzi! a volte mi sembra di udire ancora la voce del mio Nonno Giovanni, classe ’99 che l’aveva combattuta… e che gli era rimasto un ciuffettino di capelli bianchi all’attaccatura dei capelli sulla fronte – per la paura che s’era preso! – mi raccontava. Mio Nonno Giovanni Uggerì morì nel 1958 quando io avevo 14 anni ma molte cose che a quel tempo mi raccontò sulla ‘paura’ che aveva provato mi sono rimaste impresse.
    Il libro che sto per impaginare è piuttosto impegnativo (350 ed oltre pagine con un qualche centinaio di illustrazioni) lo dedico al mio Nonno ed ai giovani di oggi; io credo che i giovani di oggi vorrebbero sapere…conoscere… darsi da fare….. ma la società attuale non è come quella di quella gioventù che ha combattuto la Grande Guerra….oggi la società legge poco…parla poco….e sta perdendo ‘la memoria’, grazie anche ai media che rincorrono cose effimere, cose belle, buone ma fragili….che van subito a male.
    Scusate. Voglio bene al mio prossimo e per il mio prossimo mi arrbatto perchè desidero che non dimentichi da dove proveniamo.
    l’Emilio Uggeri, il novellier delle Case Spasre de Brsusù brusà

  43. Antonio Parente says:

    Ciao, complimenti per il lavoro. Faccio parte di un gruppo costituitosi per la celebrazione dei cento anni dello scoppio della grande guerra. Vorremo dopo cento anni poter identificare le sepolture dei nostri paesani che ammontano a 23 deceduti. Solo 21 risultano nell’albo d’oro e inserendo il nome in onorcaduti dice nominativo sconosciuto ,rivolgersi ………….Se ti fornisco i nomi dei caduti puoi aiutarmi a trovare le loro sepolture. I soldati erano di Bellosguardo (Sa)

  44. D'Onofrio Rocco says:

    Cerco notizie su mio padre D’Onofrio Domenico nato a Villamagna (Chieti) – Italia il 13 dicembre 1908
    morto il 5 aprile 1945 . gli estremi dell’ultima cartolina postale inviata alla moglie sono i seguenti :
    GEFANGENENNUMMER 383
    LAGER-BEZEICHNUNG 13.021
    M.-STAMMLAGER XIII B
    DEUTSCHLAND (ALLEMAGNE)

    • admin says:

      Mi spiace ma tratto solo prima guerra mondiale…
      Comunque dal sito Onorcaduti risulta sepolto a BAYREUTH – “ST. GEORGE FRIEDHOF”

  45. Tiziano Sovernigo says:

    Mi ha interessato la testimonianza tratta dal diario di prigionia di Francesco Piantelli alla data 20 marzo 1917
    “me n’hanno mandato uno nuovo appena tornato dalle trincee della Galizia” e la ( n.d.r gli Austriaci inviavano i prigionieri sul fronte galiziano e rumeno per lavori difensivi). Mio nonno classe 1882 appartenente al 8° rgt. Bersaglieri, fu preso prigioniero nello scontro avvenuto il 10 novembre 1917 (durante il ripiegamento dell’esercito italiano nelle settimane dopo Caporetto) a Farra d’Alpago. Mio padre mi raccontava che il nonno ricordava di essere stato in Galizia in una località che pronunciava (foneticamente) come bosco di Anteloss o Antaloss. Da tempo sto facendo una ricerca sulla “guerra del nonno”, ho ricostruito il suo percorso dalla chiamata alle armi alla cattura; ma atutt’oggi ignoro la località dove trascorse quasi 2 anni di prigionia (tornò in Italia nel 1919!), qualcuno sa indicarmi fonti e pubblicazioni che trattano dei prigionieri italiani in Galizia? Ringrazio dell’attenzione e della pazienza per avermi seguito fin qui! Complimenti per il lavoro, è attraverso queste iniziative che si ricostruiscono sempre più le trascurate (da sempre) grandi sofferenze dei nostri prigionieri di guerra.
    Saluto cordialmente, Tiziano Sovernigo.

    • Tiziano Sovernigo says:

      Comunico (potrebbe essere d’aiuto ad altri ricercatori) che sono riuscito a identificare il nome del paese Antalovtsi (Анталовцɪ) si trova nella Galizia Transcarpatica (Zakarpats’ka oblast) nei pressi della città capoluogo Užhorod in Ucraina. ‎

  46. Antonio Cerri says:

    Mentre cercavo di sapere come fare per avere qualche notizia di mio nonno, combattente nella Grande Guerra, mi sono “imbattuto” nel vostro sito: complimenti, è davvero bello e ricco di spunti interessanti. Purtroppo, fin’ora, della guerra di mio nonno sono riuscito a trovare sostanzialmente niente. Quando lui è morto, io avevo appena cinque anni. Mi piacerebbe sapere come fare per avere copia del suo foglio matricolare ma, soprattutto, il/i campi di prigionia dove è stato internato: è possibile?
    E magari trovare anche qualche documento personale…
    Raccontava ai miei genitori che quando è tornato dalla prigionia era talmente messo male che neppure sua mamma lo riconosceva più: era cambiata anche la voce….!

    • admin says:

      Beh, appunto, la prima cosa è procurarsi il Foglio matricolare telefonando all’archivio di stato della provincia in cui è nato suo nonno (o residenza se diverso)…
      Potrebbe essere fortunato e trovare sul F.M dove fu fatto prigioniero….
      Ma non sempre…purtroppo spesso i Fogli Matricolari sono incompleti….

  47. Antonella Aurora says:

    mi fa piacere aver incontrato questo sito per caso. E’ interessante e ricco di informazioni. Sto facendo infatti una serie di ricerche sulla Grande Guerra, in particolar sul mio bisnonno scomparso mentre era prigioniero. Così compare scritto nell’albo dei caduti della Grande Guerra, ma in realtà non si sa dove lo abbiano fatto prigioniero né dove lo abbiamo portato. Vi sarei grata per ogni eventuale indicazione relativa ad una possibile ricerca. Un saluto

    • admin says:

      Potrebbe incominciare col fornirmi il nome e cognome e luogo di nascita del caduto…potrei fare io una prima verifica…
      Poi le spiegherò come procedere…

      • antonella Aurora says:

        La ringrazio
        ho trovato in archivio notizie di mio bisnonno, da una cartolina della Croce Rossa inviata da Somorjn nel febbraio 1918 e mai arrivata a casa. Da questa ho appreso che il bisnonno era stato fatto prigioniero l’11 dicembre 1917 sul Colle della Beretta e quindi trasferito al lager in Ungheria, da dove solo a febbraio era riuscito a dare notizie.
        Purtroppo la cartolina non è mai arrivata a casa, ne croce rossa o comitati di assistenza hanno mai dato notizia alla famiglia.
        La mia bisnonna è morta nel 1972 senza sapere che fine avesse fatto il marito, così come il mio bisnonno (che viene dato per scomparso) ha mai potuto sapere di avere un figlio.
        Una storia triste e difficile che ha segnato la vita di mio nonno ed anche di mio babbo. Il mio bisnonno si chiamava Giovanni Manfredi, classe 1890. Non risulta neppure nell’elenco dei deceduti nel campo di Somorjn, per questo è stato dichiarato scomparso.
        Ci sono molte cose poco chiare che sono emerse nel consultare i documenti, anche nell’Albo d’Oro dei caduti ci sono delle inesattezze poiché viene assegnato come appartenente al 151° reggimento, Brigata Sassari, di cui non ha mai fatto parte. Quando è stato fatto prigioniero militava nel 1518° battaglione mitraglieri Fiat. Allo stesso modo inesattezze si riscontrano nella valutazione della pensione alla bisnonna, poiché Giovanni era un sergente maggiore, invece fu rilasciata una pensione da soldato. Diverse le cose che non quadrano quindi, ma purtroppo non ci si po’ fare nulla. Rimane il dispiacere di non aver potuto conoscere prima questa storia.
        La ringrazio di cuore per la sua attenzione

  48. Giuliano says:

    Salve,
    potrebbe aiutare anche me?
    Sto cercando informazioni sul mio bisnonno, GHETTI GIOVANNI di AGOSTINO nato il 13/07/1883 a Portico e San Benedetto, distretto militare di Forlì, soldato 76° fanteria, scomparso in prigionia.
    Grazie 1000
    Giuliano

  49. Alessandro says:

    Puo spiegarmelo anche a me?
    Sto cercando notizie del bisnonno di mio padre
    GHIO LUIGI di DOMENICO 28/09/1885 PARODI LIGURE
    07/04/1918 PRIGIONIA malattia
    6° reggimento bersaglieri distretto Tortona
    Grazie

    • admin says:

      Salve…
      Il suo bisnonno è sepolto al Sacrario militare del Pocol, tomba n.2252…
      Cordialmente
      Silvia

  50. Marta Taddei von Culin says:

    Avete un bellissimo ed interessantissimo sito, congratulazioni!
    Il mio nonno era nato nel 1897, di cognome faceva Cignolini e si arruolo’ con i suoi due fratelli maggiori appena scoppio’ la guerra, dicendo una bugia sulla sua eta’.
    Si ritrovarono a Caporetto , per caso, prima della disfatta ed io ho una foto dei tre.
    Combatterono e furono presi prigionieri separatamente, sopravvissero tutti e si ritrovarono a Genova, mezzi morti di fame ma vivi.
    Lui era stato a Braunau fino al ’18, avete la possibilita’ di confermarmelo?
    Il nonno divento’ radiologo e mori’ a quasi 100 anni, fu’ per me un padre e un nonno per i miei figli.
    Non permetteva mai i “mugugni” in giro per casa, e non si doveva piangere mai.
    Per il resto era dolcissimo.
    Grazie,
    Marta TVC

  51. filippo salvatore says:

    ciao il mio nome e filippo faccio la raccolta di documenti vari e vorrei sapere come si chiamava tuo nonno e quando e nato e il paese ok e vedo se ce il nome nei miei documenti ok ciao

  52. Perucchetti Carlo says:

    Sito molto interessante; desidererei conoscere personalmente i curatori della ricerca sulla prigionia nella prima guerra mondiale, anche perché in settembre a Bibbiano si dovrebbe svolgere una mostra tematica sull’argomento.
    Carlo Perucchetti
    via Val d’Enza 57c – 42049 Sant’Ilario d’Enza (RE)
    0522 672272 – 3470572693

  53. cinzia says:

    Buona sera,ho letto alcune delle memorie ed e’ troppo commovente, triste, straziante,solo immedesimarsi per un breve istante, in tutto quello che la guerra ha seminato sapere che ci ha toccato cosi’ da vicino fa altrettanto male, ho bisogno di un grande aiuto se questo e’ possibile, io sto ricercando il mio bisnonno, santarelli David che faceva parte della 26 fanteria 3 armata comandata dal duca d’Aosta dichiarato scomparso di prigionia, non so come fare a sapere dove possa essere sepolto o trovare tracce, se fosse riuscito a scappare dalla prigione e essere espatriato in un altra nazione.mi puo’ essere d’aiuto in questa impresa dandomi anche delle istruzioni su come e dove muovermi per iniziare? ho anche una foto di lui se questo puo’ aiutare.la ringrazio cinzia.

    • admin says:

      Salve Cinzia…
      Potrebbe cominciare così:
      Richiedere al Comune di nascita e di residenza al momento della chiamata alla leva (se diversi) di suo bisnonno il certificato di morte o presunta morte (tenga presente che tale atto potrebbe essere arrivato anche negli anni ’20). Poi scrivere una lettera ad Onorcaduti, specificando la motivazione della richiesta e i dati anagrafici del suo avo (data, luogo di nascita e, se dal Comune arriva l’atto, anche la presunta data di morte). L’indirizzo è questo:
      MINISTERO DELLA DIFESA
      Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra
      Direzione Storico Statistica
      Via XX Settembre, 123/a – 00187 ROMA

      Poi potrebbe mandare una mail all’Archivio di Stato di Bologna e richiedere il cartellino del suo avo (se presente) nel fondo:UFFICIO PER LE NOTIZIE ALLE FAMIGLIE DEI MILITARI DI TERRA E DI MARE…la mail la trova sul sito dell’Archivio…Anche in questa richiesta specifichi bene i dati del suo avo e la parentela…
      Infine, potrebbero esserci informazioni anche nel Foglio Matricolare…potrebbe contattare l’Archivio di Stato della provincia a cui apparteneva il Comune di residenza del suo bisnonno…
      Per la foto, se le può far piacere, se la vuole mandare via mail, la inserirei volentieri in questa sezione in ricordo del suo avo…
      MI FACCIA SAPERE COME ANDRANNO LE RICERCHE…..
      Se ha bisogno di altro sono qua…
      Cordialmente
      Silvia

  54. JOZEF says:

    Gentilissimi,
    il mio nonno, classe 1872, soldato austro ungarico, prigioniero russo in Siberia dal 1015 al 1919, poi scomparso. (Kazalinsk, Aktyubinsk, Celjabinsk e Tomsk -campi di prigionia in cui è stato “ospitato”) – Se esistono foto Vi sarei molto grato. Buon lavoro.

  55. FRANCO says:

    a voi con la massima cortesia per un aiuto
    sto cercando fotografie del campo di prigionia e poi del cimitero
    di sigmundeheberg ove perse la vita un nostro concittadino
    avete della documentazione a riguardo di questo campo
    il mio progetto e’ di far capire alle nuove generazioni oltre al
    nome su di una stele anche la vita vissuta di quel nome
    e un progetto senza fini di lucro solo la forma divulgativa per questi giovani che quando incrociano un monumento neanche alzano la testa
    vi ringrazio se potete scrivermi tramite email
    e comunque grazie di cuore qualunque sia il vostro aiuto
    dott franco veronesi

    • filippo salvatore says:

      buon giorno il mio nome e filippo sono il presidente del c.a.d. di gela io ho diversi documenti non di quel paese ma io desidero di fare delle mostre per fare capire come noi nella guerra come si stava ok se a bisogno io sono pronto ok dott.buona giornata

    • filippo salvatore says:

      ho controllato dei documenti io ho una ricevuta dei prigionieri di guerra del pane e del paese sigmudsherberg austria al nome del sergente de santis luici 156 fant del anno 5/07/1918 ok

  56. paolo says:

    Ho ritrovato un quaderno di memorie di un mio antenato risalente alla prigionia a mathausen durante la prima guerra mondiale.
    Lo sto riscrivendo per farne un libretto. Le memorie trascritte partono dal momento in cui e’ stato fatto prigioniero sul Monte Ortigara fino alla liberazione dal campo di prigionia.
    Mi servirebbero qualche consiglio per recuperare ulteriori informazioni relative a quella prigionia (foto, documenti, elenchi di prigionieri etc) in modo da completare la mia opera.
    grazie
    ciao

    • admin says:

      Gentile Signor Paolo…
      Complimenti per la ricerca intrapresa….portare alla luce memorie dei reduci è sempre una grande cosa….
      Per quanto riguarda la sua ricerca l’unico consiglio che posso darle è consultare varie pubblicazioni sulla prigionia (potrebbero esserci qualche foto)…E consultare l’archivio storico del Comune a cui fa riferimento il Suo antenato….
      Durante la Guerra veniva comunicato (anche tramite la croce rossa) ai Comuni le destinazioni dei soldati prigionieri….La maggior parte su richiesta delle famiglie…Si possono trovare (ma non è detto purtroppo) lettere, nomi, cartoline, telegrammi, ecc…
      Tanti auguri per la sua ricerca e se avrà bisogno di altro sono a disposizione!!!
      Cordialmente
      Silvia

    • francesco says:

      Gentile Paolo, il mio bisononno fu progioniero a mathausen e successivamente internato a Castelfranco emilia prima di rientrare a casa. mi farebbe piacere conoscere qualcosa in più del periodo a mathausen. Fu fatto prigioniero sul Monte sabotino il 23 ottobre 1915. Ha servito sotto il 28esimo reggimento fanteria.Mia nonna, la figlia, è ancora in vita e le farebbe piacere conoscere qualche dettaglio in più. Un cordiale saluto con l’augurio che la tua opera abbia un ottimo risultato.

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