SACRARI/CIMITERI in Emilia, Lombardia, Piemonte e…

1° Luglio 2014…
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di Musi Silvia

In questa sezione analizzerò Sacrari Militari posizionati all’interno di grandi Cimiteri Comunali dell’Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte e altre regioni, con la ricostruzione dell’elenco dei militari sepolti. Nella maggior parte dei casi gli elenchi sono stati desunti dai vecchi registri cimiteriali o lapidi in cimitero: data “l’età” di tali registri o delle lapidi, c’è la possibilità talvolta che qualche nominativo non sia stato trascritto in modo corretto.

Consiglio sempre di verificare un nominativo (qualora fosse presente negli elenchi), presso il Comune specifico (atto di morte) e successivamente all’ufficio preposto del Ministero della Difesa-Onorcaduti, in modo di avere certezza della sepoltura.

Questi elenchi rappresentano un primo aiuto ed un primo passo nel trovare la sepoltura di un militare…

Lombardia:

  • Cimitero Comunale di MANTOVA
  • Cimitero Vantiniano di BRESCIA
  • Cimitero Comunale di SALÒ

Liguria:

  • Cimitero Staglieno di GENOVA

Emilia Romagna:

  • Cimitero Comunale di FERRARA
  • Cimitero Comunale di MODENA
  • Cimitero Comunale di PARMA
  • Cimitero Comunale di PIACENZA
  • Cimitero Comunale di REGGIO EMILIA

Piemonte:

Cimitero Comunale di Alessandria (prossimamente)

 

Cimitero Comunale di MANTOVA

Nel Cimitero Comunale di Mantova vi è il Sacrario-Cappella dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale: vi sono 1054 soldati sepolti, morti nella zona di Mantova e provincia…
All’interno del Sacrario vi sono lapidi-ossari a muro con ognuna recante nome e cognome e grado del soldato (in pochissimi casi la foto). Il seguente file riporta tutti i nomi dei 1054 soldati ivi sepolti:

Sepolti Cimitero di Mantova

 

Ecco i principali ospedali militari nel territorio mantovano:

  • L’ospedale territoriale di Mantova aveva sede nel Seminario vescovile, situato all’interno del Palazzo Vescovile (Piazza Sordello)
  • Ospedale Umberto I nel quartiere S.Leonardo
  • Ospedale da campo n.0172 a Mantova (1918)
  • Ospedale da campo n.078
  • Ospedale da campo n.050 a Volta Mantovana (1918)
  • Ospedale da campo n.058 a Garolda di Roncoferraro-Mantova (1918)

Cimitero Vantiniano di BRESCIA

Nel Cimitero Vantiniano di Brescia c’è il Sacrario militare dei caduti della Prima Guerra Mondiale. L’elenco seguente proviene dal Comune di Brescia (composta solo da nomi e cognomi e date di morte): il ricercatore Giovanni Chiarini ha poi ampliato tale elenco aggiungendo luogo di provenienza e cause di morte e altri dati, confrontati con l’Albo ufficiale dei caduti della Grande Guerra. I nominativi segnalati in giallo sono in verifica poichè alcuni dati sono discordanti. Di altri non è stato possibile trovare dati. Ringrazio il Signor Chiarini per la ricerca e per averla condivisa:

Sepolti Cimitero Vantiniano di Brescia

Cimitero Comunale di SALÒ

All’interno del Cimitero Comunale di Salò vi è una Cappella con lapidi di militari che morirono a Salò e zone limitrofe o ospedali da campo nelle retrovie durante la Prima Guerra Mondiale: in tutto sono 984. Ho trascritto tutti i nomi desunti dalle lapidi; l’elenco poi è stato integrato dal paziente lavoro dell’amico ricercatore Giovanni Chiarini che ha aggiunto date di nascita, luogo di provenienza, ecc…

Sepolti Cimitero Salò

 

Gli ospedali da campo o cimiteri da cui provengono le salme erano a: Vesio, Vestone, Passo Nota, Desenzano, Bagolino, Fasano, Toscolano, ecc…

Cimitero Staglieno di GENOVA

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All’interno del Cimitero moumentale Staglieno di Genova vi è la Cripta Monumentale, inaugurata il 24 Maggio 1936. All’interno vi sono sepolti sia i militari genovesi negli anni lì traslati da vari cimiteri del fronte, sia militari da tutta Italia morti a Genova e zone limitrofe. Il seguente elenco di 1.360 soldati è tratto da un libretto pubblicato nel 1936 e donato dal Comune di Genova alle famiglie dei caduti:

Sepolti Cimitero Staglieno di Genova

Cimitero Comunale di FERRARA

da una ricerca di Gian Paolo Bertelli

Foto di Gian Paolo Bertelli della facciata del Famedio militare

All’interno del Cimitero Comunale di Ferrara vi è il Famedio Militare in cui furono sepolti circa 823 militari (alcuni sono caduti della Seconda Guerra Mondiale) che morirono nelle strutture ospedaliere di Ferrara e provincia. In minima parte vi sono sepolti militari ferraresi le cui salme furono traslate nel dopoguerra dai cimiteri del fronte. Grazie ad una certosina trascrizione e ricerca dell’amico-studioso Gian Paolo Bertelli, ora si potranno conoscere i nomi e la storia dei soldati ivi sepolti:

Sepolti Cimitero Ferrara

Cimitero S.Cataldo di MODENA

All’interno del Cimitero Monumentale S.Cataldo di Modena vi è una “quadra militare”, cioè un campo dedicato alle sepolture dei militari deceduti nei vari Ospedali da campo o militari di Modena e provincia. I primi accenni all’assegnazione di questo campo a scopo militare si hanno nel 1915; il campo venne poi ufficialmente inaugurato nel 1923, con la posa del monumento ai caduti…inizialmente doveva contenere circa 850 soldati, ma si è poi arrivati ad un totale di 1124 militari (1100 soldati italiani e stranieri e 24 ufficiali italiani):

Sepolti Cimitero S.Cataldo-Modena

 

Ringrazio il Comune di Modena-Polizia Mortuaria per la gentilezza e disponibilità
Se qualcuno dovesse avere informazioni su qualche caduto, lo segnali. Per maggiori informazioni sui soldati stranieri sepolti a Modena, rimando alla pagina “Per non dimenticare“, in cui sono elencati tutti i soldati stranieri trovati sinora nei Cimiteri della provincia reggiana e modenese.

L’ospedale territoriale di Modena (CRI) si trovava all’interno del Seminario vescovile diocesano, mentre l’Ospedale Militare di Riserva all’interno della struttura S.Paolo.

Cartellino Ospedale Militare ModenaAltri ospedali nel territorio della provincia modenese:

  • Finale Emilia (sede nella Casa del Popolo e nella palestra di ginnastica)
  • Bastiglia (ospedale da campo n.39 nel Novembre 1918)
  • Nonantola (Ospedale da campo n.044 nel Novembre 1918)
  • Castelfranco Emilia (Ospedale da campo n.0152 nel Dicembre 1917)
  • Mirandola (sede casa Maletti)
  • Carpi (Ospedale da campo n.242, Novembre-Dicembre 1918)

Vorrei qui ricordare il soldato Grassi Carlo, morto a Modena e ivi sepolto il 26/12/1918. La foto me l’ha gentilmente inviata la nipote Dalila, che è recentemente venuta a Modena a portare un fiore sulla tomba di Carlo

grassi-carlo-e-lapide

Cimitero Comunale di PARMA

All’interno del Cimitero Comunale di Parma, nella Cripta dedicata, vi sono sepolti 835 militari morti a Parma nei vari ospedali militari (o civili adibiti ad uso militare) della città e provincia. Eccone un breve elenco:

  • Ospedale Militare Centrale
  • Ospedale Militare (Lazzaretto)
  • Ospedale San Benedetto (convento Salesiano di San Benedetto)
  • Ospedale di Collecchio
  • Ospedale di Colorno
  • Ospedale Salesiane (convento Salesiano di San Benedetto)
  • Ospedale Angelo Mazza
  • Clinica Medica
  • Ospedale Felice Cavallotti
  • Ospedale Maria Luigia (oggi ospedale privato)
  • Ospedale Civile
  • Ospedale della Croce Rossa
  • Ospedale Pietro Cocconi (il vecchio ospedale di Parma, chiuso nel 1925)
  • Ospedale di Villa Ombrosa (Casino di campagna)

Ogni lapide ha inciso il nome e cognome del caduto e l’anno di morte del militare. Ecco l’elenco del sepolti:

Sepolti Cimitero di Parma

Cimitero Comunale di PIACENZA

Cimitero PiacenzaAll’interno del Cimitero Comunale di Piacenza si trova il Famedio Militare, in cui riposano i resti di 1.285 militari morti negli Ospedali Militari di Piacenza e provincia:

Sepolti Famedio di Piacenza

Militari deceduti a REGGIO EMILIA

– l’eredità storica di 830 soldati –

(in aggiornamento)

di Silvia Musi

Stazione di Reggio Emilia: posto di ristoro per i militari. Ringrazio Milo Spaggiari per la concessione

 

Questa ricerca è cominciata dopo aver completato gli elenchi dei militari sepolti nei cimiteri monumentali di Parma, Modena e Mantova; a Parma ve ne sono circa 1000, come a Modena, ed a Mantova circa 800. Reggio Emilia l’avevo apparentemente già completata, con un numero di 200 sepolti circa…Confrontando le cifre degli altri cimiteri mi è balzata all’occhio la notevole differenza numerica. Reggio, durante la Prima Guerra Mondiale, fu un importante luogo di “concentramento” di strutture sanitarie, fortemente voluto dalle alte sfere militari, per cui un numero così basso di militari rimasti sepolti nella cittadina reggiana, mi è sembrato alquanto strano. Dopo una faticosa ricerca negli archivi della Polizia Mortuaria (che ringrazio per la grande disponibilità), una breve ricostruzione della cronologia temporale ed infine una meticolosa compilazione dell’elenco completo di tutti i militari morti a Reggio Emilia nel periodo 1915-1920, sono giunta a varie conclusioni, che qui vorrei condividere….

Prima però sarà necessario fare un breve riassunto delle principali strutture sanitarie dislocate nel territorio di Reggio città e frazioni; burocraticamente parlando, tutte le strutture sanitarie della provincia reggiana erano conosciute ed unificate col nome di “Ospedale Militare di riserva di Reggio Emilia”; ciò comportò un po’ di confusione, poiché questa dicitura venne utilizzata dalle Autorità Militari per indicare il luogo di morte di un soldato, quando invece lo stesso era morto in uno dei tanti Comuni della provincia (a titolo di esempio, il soldato Posocco Angelo, risulta, nell’Albo d’Oro Ministeriale dei caduti della Grande Guerra, morto a Reggio Emilia, quando in realtà morì a Correggio).

Questi i principali ospedali, localizzati in Reggio centro e frazioni, in cui vennero ricoverati i militari:

  • Ospedale S.Maria Nuova (che rimase di natura civile per tutta la durata della guerra)
  • Ospedale Cialdini (circa 1.200 posti letto)
  • Ospedale Concezione
  • Ospedale Opizzoni (inaugurato il 2 Giugno 1917)
  • Ospedale Saporiti (inaugurato come ospedale dall’Ottobre 1915; dall’analisi dei dati risulta che vi ricoveravano nella maggior parte dei casi gli ufficiali)
  • Ospedale Teatro-Casino Municipale (attivo da Marzo 1918)
  • Ospedale Ospizio Giovanardi
  • Istituto psichiatrico S.Lazzaro
  • Infermeria Nuova Villa S.Maurizio (all’interno del grande complesso ospedaliero S.Lazzaro era stato costruito un nuovo edificio, che, sin dall’agosto del 1915 fu adibito ad infermeria)
  • Centro psichiatrico militare di 1ª raccolta (in varie sedi: in centro, in Via Sessi n.3, a Rivalta, con sede nella Villa Corbelli, ed Albinea, con sede nel Seminario e nel Castello)
  • Ospedale da campo n.065 nella frazione Bagno (attivo nel periodo novembre-dicembre 1918)

Parte delle informazioni sugli Ospedali sono state tratte dal libro “Una Regione Ospedale”, nel capitolo “Dalla pace alla guerra. Strutture e personale sanitario a Reggio Emilia” curato da Michele Bellelli.
Prossimamente verrà pubblicato un interessante articolo sugli edifici storici che ospitarono gli ospedali militari, scritto da Diego L. Menozzi di Reggio Emilia

Per la prima volta nelle mie ricerche mi sono trovata davanti ad un fatto storico, ragionando in tempi odierni, riguardante scelte comprensibili ma, a mio avviso,  difficilmente condivisibili; per la prima volta infatti ho trovato che a Reggio Emilia (non si è ancora stabilito quanto le Autorità militari ebbero influenza), si fecero nette distinzioni di tipologie di caduti in guerra. Scelte comprensibili poiché si sa, ed è accertato, che le autorità militari facessero distinzioni di caduti, cioè elevassero al massimo riconoscimento un militare morto sul campo, mentre un soldato morto di malattia o prigioniero di guerra era molto meno considerato; mai però mi era capitata questa distinzione in una città. Sicuramente avrà avuto un notevole peso decisionale il periodo politico, ma rimane il fatto che nel capoluogo reggiano i caduti non vennero trattati allo stesso modo, e la conseguenza del trattamento speciale la troviamo nel numero esiguo di militari, rispetto al totale, la cui sepoltura è accertata.

Nel Cimitero suburbano di Reggio Emilia fu costruito, alla fine degli anni ’40 circa, un Sacrario Militare-Ossario dedicato ai caduti di guerra; nel Sacrario, a parte qualche reggiano morto nella Seconda Guerra Mondiale, troviamo 167 militari morti nella Grande Guerra, per la maggior parte non reggiani (queste salme erano state precedentemente sepolte a terra nel “Campo Caduti” inaugurato ufficialmente il 24 maggio 1927).

Sono tutti militari morti per ferite sui campi di battaglia o in conseguenza di esse.

Tutti gli altri militari, morti di malattia, furono sepolti a terra in ordine sparso, insieme ai civili e mai traslati nel Sacrario. Escludendo i reggiani (circa 256 che bene o male ebbero sepoltura in tombe di famiglia o riportati a casa nei cimiteri dei comuni della provincia), dei rimanenti 336 militari “extra-reggiani”, solo di 57 si è trascritto, nei registri di sepoltura, il ritorno nel paese natìo delle salme; di conseguenza due domande nascono spontanee: dove sono le tombe di questi militari? Sono rimasti sepolti a Reggio Emilia o sono “tornati a casa”?

Partendo da un fatto accertato, e cioè che le compilazioni dei registri non erano così precise e meticolose, potremmo avere una percentuale maggiore di militari traslati nel paese natìo (e non trascritto il trasferimento per incuria), ma non credo affatto che siano la totalità. Vari fattori infatti intercorrono alla mia ipotesi.
Innanzi tutto il fattore tempo, cioè il periodo che va dalla morte dei soldati, al 1927, anno in cui si cominciò a “fare ordine” e dare degna locazione alle tombe dei militari; in tale periodo, complice la regola di esumazione ordinaria ogni 10 anni circa, e il regio decreto in cui si dichiara che le salme dei caduti di guerra dovevano essere considerate in perpetuo, arrivato solo nel tardo 1928, molte salme, a mio avviso, ebbero la triste sorte di essere trasportate nell’ossario comune del Cimitero suburbano di Reggio e di conseguenza perdere ogni traccia della loro identità (si fa riferimento alle salme di militari morti negli anni 1915-1916-1917, la cui esumazione ordinaria avvenne prima del decreto). A conferma di questa ipotesi vi sono alcuni documenti comunali: il primo riguarda il cimitero di Villa Ospizio, una frazione di Reggio, dismesso e soppresso dopo la Seconda Guerra Mondiale: nel registro delle sepolture vi è una pagina riguardante i caduti in guerra, in cui vi è trascritto un appunto a matita nel quale si suggerisce il trasferimento dei resti mortali nell’ossario del suburbano:

Fonte documento: Archivio Storico Comune di Reggio Emilia

Il secondo documento riguarda i soldati austriaci prigionieri di guerra, datato 10 giugno 1937:

Dal Commissariato straordinario del Governo
Onoranze caduti in guerra-Milano

All’onorevole Comune di Reggio Emilia

Oggetto: salme di militari austro-ungarici deceduti in prigionia

Dovendo trasmetterlo alle Autorità Austro-Ungariche, che ne hanno fatto richiesta, prego volere inviare a questo ufficio un elenco nominativo dei militari austro-ungarici decessi costì durante la Grande Guerra e sepolti nel Cimitero di codesto Capoluogo […]. Si prega di tener presente che, in forza dei trattati di pace e delle seguenti disposizioni emanate a suo tempo dalle prefetture del Regno, le sepolture dei militari austro-ungarici debbono essere considerate in perpetuo.

Sullo stesso documento, a fondo pagina, un appunto trascritto a mano:

Fonte documento: Archivio Storico Comune di Reggio Emilia

Si legge chiaramente che al momento dell’esumazione e conseguente traslazione delle salme nel Campo Caduti, 5 salme di miltari erano già state trasportate nell’ossario comune.
Altre salme, ma per la maggior parte dei casi trattavasi di militari reggiani, furono traslate da terra ai colombari del suburbano, che nel corso degli anni subirono variazioni strutturali.

Un ultimo, ma non secondario, fattore da considerare è senz’altro la poca disponibilità economica da parte delle famiglie a pagare di tasca propria la riesumazione e la traslazione della salma del congiunto al paese natìo, quando in gran parte dei casi si trattava di viaggi molto lunghi ed onerosi (si pensi ai militari veneti-friulani o siciliani, pugliesi, ecc…) e non tutte le salme venivano trasferite a spese del Comune di Reggio, anzi: dal registro delle sepolture risulta frequentemente che il trasferimento al paese natìo avveniva “a sue spese”, cioè a spese dei familiari.

Al termine della lunga e laboriosa trascrizione di tutti i militari morti a Reggio Emilia ho potuto confrontare i dati rilevati con i documenti dell’Archivio Storico del Comune ed analizzare incongruenze e differenze numeriche sostanziali: nel seguente documento vi è trascritto chiaramente il resoconto fatto (in data sconosciuta) dei soldati morti a Reggio Emilia:

Fonte documento: Archivio Storico Comune di Reggio Emilia

I 163 militari del documento corrispondono ai soldati morti per ferite, insieme alle salme di militari reggiani provenienti da sepolture al fronte; essi ebbero l’onore di essere inizialmente seppelliti nel campetto speciale o Campo Caduti nel Cimitero Suburbano, per poi, come accennato in precedenza, essere traslati nel Sacrario, insieme ai soldati austro-ungarici, che, dal documento risultano 45. In realtà il numero di militari prigionieri di guerra morti a Reggio fu di 43, poichè 2 militari italiani furono erroneamente considerati stranieri.
Il dato dei militari sepolti nelle Ville non è corretto, poiché si fa riferimento anche ai soldati nativi di tali Ville, ma morti in Reggio centro (quindi sepolti al suburbano).
Il numero dei soldati morti di malattia risulta essere 500, mentre dalle mie ricerche risulta essere di circa 600. Da notare la diversa denominazione dei militari: per i feriti di guerra si utilizza il termine “Caduti di guerra”, mentre per quelli morti di malattia “deceduti per malattie diverse” ed a conferma della differenziazione dei caduti, è sufficiente leggere questo decreto, datato 11 Agosto 1921:

Una tabella riassuntiva dei dati del Comuni di Reggio confrontati con la mia ricerca, analizza nel dettaglio le differenze:

 

Dati desunti dai documenti del Comune di Reggio Emilia

Dati desunti dalla mia ricerca

Militari italiani sepolti prima nel Campo Caduti, poi nel Sacrario del Suburbano di Reggio

n. 163

n. 167 comprensivi delle salme dei 14 militari reggiani “tornati dal fronte”

Militari austro-ungarici sepolti nel Sacrario del Suburbano di Reggio

n. 45

n.38 (escluse le salme dei 5 militari che riposano nell’ossario comune)

Totale militari austro-ungarici morti a Reggio

n. 45

n.43 (2 militari italiani sono stati considerati erroneamente dell’esercito austro-ungarico)

Militari morti per malattia a Reggio

n.500

n.600 (compresi i 52 militari morti al Manicomio S.Lazzaro ed i suicidi)

Totale militari morti a Reggio nel periodo 1915-1920

n.709

n.830

Dal mio punto di vista, con questa mia ricerca, posso ritenermi abbastanza soddisfatta, dato che lo scopo primario era quello di ricordare ogni singolo soldato morto a Reggio, indipendentemente dal tipo di morte; nella tabella che segue infatti vi sono trascritti tutti i nomi ed i principali dati anagrafici degli 830 soldati morti a Reggio Emilia nel periodo 1915-1920. Ma questa ricerca potrà dirsi completamente conclusa solo quando si riuscirà, si spera, a dare una sepoltura certa ai 336 militari morti di malattia. Sarà molto difficile riuscire in questa impresa, a causa degli innumerevoli errori di trascrizione o altro: a titolo di esempio riporto il caso del sottotenente Vistoli Edmondo che dal registro risulta morto a Reggio, poi traslato nel 1919 al paese natìo, Portomaggiore. Il problema è che nel Cimitero Suburbano a Reggio è presente la sua lapide, con tanto di foto: si comprendono quindi tutte le difficoltà di questa ricerca.

I dati presenti nella seguente tabella-elenco sono stati trascritti identici al registro delle sepolture, con la consueta presenza di errori sui nomi, sulle età e sui luoghi di nascita; ciò che invece, da una prima analisi, risulta corretto è il luogo di morte (tipo di ospedale, località, ecc…) e della prima sepoltura.
Se qualcuno dovesse avere informazioni sui soldati in elenco, ad esempio se un militare risulti traslato nel luogo natìo, prego di segnalarlo.

Desidero ringraziare Gianni Mandelli per l’enorme aiuto datomi nella segnalazione e ricerca dei dati dei militari confrontati con l’Albo d’Oro Ministeriale dei caduti della Grande Guerra; senza il suo aiuto la seguente tabella non sarebbe stata completa:

“nota: i seguenti 2 files sono in continuo aggiornamento poichè, non avendo “alle spalle” un elenco ufficiale dei militari morti a Reggio, mi sono basata sulle trascrizioni dei registri di sepoltura. In tali registri però non è sempre stata riportata la dicitura “soldato o militare” a fianco del nome, per cui ora sto confrontando tale lista con i dati dell’Albo ministeriale dei caduti”

Militari morti a Reggio Emilia 1915-1920

Questo è invece l’elenco dei dati completi dei militari, desunti dall’Albo d’Oro Ministeriale; la ricerca e trascrizione è stata fatta da Gianni Mandelli:

Militari morti a Reggio – dati dall’Albo d’Oro Ministeriale

Tra tutti i cimiteri di Reggio Emilia e frazioni, quello di Rivalta è l’unico che conserva una traccia storica “visibile” dei militari che vi morirono: una lapide “A perenne ricordo dei soldati morti nell’Ospedale Militare di Rivalta“:

Soldati morti a Rivalta

A Reggio Emilia, come in tanti altri Comuni italiani, esisteva un Comitato di Assistenza civile, sia per le famiglie in cerca di notizie, sia per l’assistenza dei militari al fronte; esistono numerosi documenti in merito, che meritano senz’altro di essere trascritti, come testimonianza “umana” di ciò che potevano provare famiglie e militari, ma anche testimonianza dell’ottima organizzazione civile che si creò a Reggio in quel periodo. In aggiunta qualche interessantissimo documento riguardante alcuni militari ricoverati negli ospedali militari reggiani:

Comitati Dame Carità e Assistenza Civile

Desidero ancora ringraziare il signor Tedeschi della Polizia Mortuaria di Reggio, Michele Bellelli del Polo Archivistico di Reggio e la dottoressa Bombardieri Chiara, per l’aiuto e la disponibilità, Gianni Mandelli, Diego Menozzi, Milo Spaggiari e tutti coloro che hanno contribuito a questa ricerca

39 thoughts on “SACRARI/CIMITERI in Emilia, Lombardia, Piemonte e…

  1. Giuseppe Di Palma says:

    Buona sera, Le volevo fare una segnalazione nel cimitero di Modena. Baldoni Paolo dovrebbe essere Balboni Paolo nato a Cento (FE)
    il 22/10/1880, soldato del 36° fant. morto a Modena per malattia il 10/06/1915. Saluti

  2. Dimma says:

    Mio nonno è stato un semplice combattente della guerra 1915-18 – Cavaliere di Vittorio Veneto.
    Apparteneva al corpo/reparto 208 Fanteria. Esistono documenti e/o resoconti di ciò che ha fatto (delle imprese) questo corpo/reparto?
    Grazie

    • Silvia says:

      Salve…
      Qui può trovare un riassunto storico del 208° Regg.Fanteria:
      http://www.cimeetrincee.it/fanteria/
      Poi deve recuperare il foglio matricolare all’Archivio di Stato di Modena (può fare la richiesta anche via mail)…
      Infine gli ospedali:
      Il Cialdini era nell’omonima Caserma. L’Opizzoni era nell’omonimo casino (frazione S.Pellegrino) ora Villa Rocca. Il Saporiti era nell’omonimo Palazzo, di proprietà del marchese Rocca Saporiti…
      L’ospedale da campo a Bagno invece è ancora oggi un mistero: varie ipotesi ma nessuna confermata…
      Saluti cordiali
      Silvia

  3. Dimma says:

    Buonasera Silvia. Gradirei sapere dove erano localizzati esattamente gli ospedale reggiani da Lei citati:

    – Ospedale Cialdini
    – Ospedale Opizzoni
    – Ospedale Saporiti
    – Ospedale da campo n. 065 a Bagno: dove esattamente? Vicino alla Chiesa?…

  4. ave says:

    sto cercando informazioni o luogo di probabile sepoltura di mio nonno, seligardi Ernesto di reggio emilia 205 fanteria disperso nella battaglia di monte san marco il 15 maggio 1917
    è possibile avere qualche informazione?
    grazie mille

    • Silvia says:

      Provi a carcare in Comune l’atto di morte…
      In caso negativo scriva una mail ad Onorcaduti specificando che è una parente…

  5. Rino Bal says:

    Buongiorno Silvia,
    ancora complimenti per il suo sito.Le invio i dati di n.3 Caduti sepolti nel Cimitero Comunale di Salò.Si tratta di:
    -Buillet Isidoro,sull’Albo d’Oro Buillet Filippo di Francesco,soldato 264° batteria bombardieri,nato il 26 maggio 1885 a Introd,
    distretto militare di Ivrea,morto il 16 ottobre 1918 nell’ospedale da campo n.064 per malattia.
    -Rolandini Pietro,sull’Albo d’Oro Rollandin Pietro Augusto di Francesco,soldato 4° reggimento alpini,nato il 12 settembre 1897
    ad Ayas,distretto militare di Ivrea,mort il 04 giugno 1917 a Salò per ferite riportate in combattimento.
    -Maison Alessio,nato nel 1888 a Courmayeur,provincia di Aosta,soldato 3° reggimento fanteria,morto il 16 dicembre 1918
    nell’ospedale di Tappa di Salò.I dati di questo Caduto,il cui nome non è presente nell’Albo d’Oro,sono stati desunti dal
    Monumento ai Caduti di Courmayeur.
    Cordiali Saluti

    • Silvia says:

      Buonasera Rino…
      Grazie della segnalazione…
      Ho provveduto subito ad aggiungere al file i dati che mi ha fornito e prossimamente lo aggiornerò on-line…
      Grazie ancora
      Cordialmente
      Silvia

  6. Giuseppe Di Palma says:

    Salve, Le segnalo il caduto Balboni Paolo nato a Cento (FE) il 22/10/1880, 36° fant., morto il 10/06/1915 a Modena
    per malattia e nel cimitero di Modena trascritto come Baldoni Paolo. Saluti

  7. Alessandra says:

    Buongiorno, complimenti per il sito. Abito a Roncoferraro (provincia di Mantova) e ho scoperto ora dal vostro sito che nel 1918 a Garolda, una nostra frazione, c’era un ospedale da campo. E’ possibile avere ulteriori informazioni a riguardo o sapere dove cercare? Grazie mille, buona giornata

  8. Franco D Biasi says:

    Buongiorno Silvia,
    segnalo che tra i sepolti nel Famedio di Piacenza, non trovo un mio concittadino: Cason Angelo di Antonio e Libera Moscon, nato a Miane (TV) il 12.10.1896. 8° reggimento Bersaglieri deceduto il 24.11.1918 nell’Ospedale Militare di Piacenza e dai miei riscontri sepolto nel Famedio di Piacenza. Cordiali saluti.
    Franco D. B.

  9. Manuela says:

    Salve Silvia,
    ho letto l’articolo nel quale denuncia la differenziazione dei caduti e subito ho trovato una corrispondenza della quale non avevo risposta e vorrei commentare con lei. La mia bisnonna aveva due fratelli nati a Gualtieri, e all’epoca della Grande Guerra residenti a Guastalla. Entrambi li ho trovati sul sito di Istoreco e sull’Albo d’Oro.
    Leoni Agostino nato il 9/7/1889 e morto il 23/3/1918 per malattia a Guastalla. Soldato 5° Reggimento Bersaglieri.
    Leoni Demetrio nato il 26/4/1898 e morto il 16/6/1918 nel Caposaldo di Capo d’Argine sul Piave per ferite multiple riportate in combattimento. Sepolto a Villa Prima (cimitero che non ho trovato). Soldato 312° Batteria Bombardieri.
    Di entrambi non conosco il luogo di sepoltura ma, mentre Demetrio è presente nel monumento ai caduti e nell’elenco dei caduti guastallesi, di Agostino a livello locale non ho trovato traccia. Sono in attesa della copia integrale dell’atto di nascita e di morte.
    Se nelle sue ricerche nei vari archivi di Reggio e provincia trovasse qualche informazione la pregherei di farmi sapere.
    Complimenti per l’articolo e per il lavoro che svolge.
    Manuela

  10. Paola says:

    Buongiorno, sto cercando di recuperare informazioni per le celebrazioni dei 100 anni dalla Grande Guerra. In particolare quelle relative ad un mio bisnonno del quale non si è mai saputo il luogo di morte/sepoltura.
    Ci siamo rivolti al Comune di residenza per ottenere il certificato di morte ma al momento non sono ancora stati in grado di fornircelo. Ne sarei grata se qualcuno fosse in grado di fornirmi qualche informazione.
    Trattasi di PESCE GIUSEPPE G.B. di Giovanni e Dandani Maria Albina, nato a Molare (AL) il 14/09/1884
    deceduto il 19/04/1917 presso OSPEDALE DI GUERRA 59 C.R.I.
    1° REGGIMENTO ARTIGLIERIA DI MONTAGNA – 3a BATTERIA
    MATRICOLA 11034

    Grazie

  11. Pierpaolo De Vizio says:

    Salve sto cercando il luogo di sepoltura del mio bisnonno:
    Cirocco Donato di Angelantonio, nato il 9 giugno 1887 a Molinara (BN), soldato 7° Reggimento Alpini, morto il 13 dicembre 1917 in Val Calcino, sul costone del Monte Fontanel, per ferite riportate in combattimento.
    Spero qualcuno possa aiutarmi.
    Grazie mille

    • Silvia says:

      Salve…
      Deve prima recuperare l’atto di morte in Comune, così si avrà una idea di dove sia morto e della prima sepoltura…
      Cordialmente
      Silvia

      • Pierpaolo De Vizio says:

        Salve, recuperato l atto di morte ove è scritto che morì in val Calcino sul costone del monte Fontanel per ferite all’addome. Apparteneva al 7′ reggimento alpini 95′ compagnia. Ovviamente il luogo di sepoltura non è indicato. Come potrei fare per rintracciarlo? Grazie

        • Silvia says:

          Il luogo di prima sepoltura spesso invece è indicato negli atti di morte…questo probabilmente è un caso in cui il corpo fu recuperato successivamente o sepolto sul campo…
          Dovrebbe trovarsi al Sacrario del Grappa…ma apparentemente non c’è…
          Le consiglio a questo punto di rivolgersi ad onorcaduti…

          • Pierpaolo De Vizio says:

            Mi scusi se la disturbo, in che senso apparentemente non c’è al Sacrario del Grappa? Come si fa ad avere un elenco dei sepolti nelle fosse comuni?
            Mi chiedevo altresì dove fossero stati sepolti gli altri soldati del 7° Rgt. Alpini 95 Compagnia..
            Purtroppo su onorcaduti non risulta nulla.
            Grazie mille!

  12. Aroldo Busato says:

    Buon giorno,
    sono il capogruppo del gruppo alpini sorbolo chiedo cortesemente se posso avere notizie di Bacchi Arnaldo nato a Brescello del 3 fanteria morto a dosso del palo e decorato di medaglia d’argeto al valore militare.
    Vorrei cortesemente sapere se in zona Dosso del palo c’è qualche Sacrario militare.
    Come poter avere maggiori notizie sulla decorazione, mi servirebbero per la celebrazione dei 100 anni dello scoppio della 1^ Guerra Mondiale che faremo come gruppo.
    La persona sopracitata era marito di una zia di mia moglie….le notizie le chiedo anche per una sua vece.
    Per ultimo a chi eventualmente rivolgermi per poter avere maggiori dettagli.
    Grazie per la vostra disponibilità e per quanto mi saprete dire. Cordiali saluti

    • admin says:

      Buongiorno…
      Il Bacchi Arnaldo dovrebbe riposare al Sacrario di Oslavia….
      Può telefonare direttamente per verificare….
      Per la decorazione, Medaglia d’Argento al Valor Militare, ecco qui:
      “Portatore di scudo per mitragliatrice, spossato dalla fatica e svenuto in un camminamento, non appena ripresi i sensi, nonostante fosse stato dispensato dal proseguire, raggiungeva spontaneamente la propria sezione già impegnata in combattimento e prendendovi arditamente parte, finchè colpito a morte da una bomba a mano nemica, cadeva a fianco del proprio comandante. Dosso del Palo (San Marco di Gorizia), 21 Agosto 1917”

  13. paola says:

    mi piacerebbe sapere il luogo di sepoltura dell’alpino gonella francesco (nato a cortemilia il 24_07_1898 ) primo regg. mondovi e morto il 7 _07_1917 nell’osp. militare 096.
    grazie del vostro lavoro

    • admin says:

      Salve…recuperi l’atto di morte di Francesco nel comune di residenza..poi mi sappia dire..
      Saluti
      Silvia

  14. Fabio Giannelli says:

    Ottimo lavoro
    Io sto facendo lo stesso per quanto riguarda i caduti del comune di Pistoia e, in seguito di quelli di tutta la provincia.
    Ho recuperato circa 300 immagini di caduti.
    Il tutto sarà poi messo in rete sotto forma di scheda data base per agevolare le ricerche.
    Fabio Giannelli

    • Alessio says:

      Salve Sig. Giannelli, casualmente cercando l’albero genealogico della mia famiglia mi sono imbattuto in questo commento… Io sto cercando di sapere dov’è sepolto un mio avo, nato nel comune di Monsummano (Pistoia), Ferrali Ausilio di Giuseppe, nato il 21/06/1886 e caduto il 24/11/1916 a Milano. Come posso sapere dove fu sepolto? La domanda ovviamente è rivolta a tutti in generale, grazie.
      L’unica informazione che ho veniva da mia bisnonna che non lo conobbe neppure, ma che sosteneva fosse sepolto a Milano stessa.
      Ringrazio nuovamente in anticipo

  15. Luigino says:

    Meraviglioso, finalmente ho trovato grazie a voi dove è sepolto il mio prozio Luigi di cui io porto il nome fratello di mio nonno Matteo Righetto, pure lui cadunto in combattimento.
    Purtroppo neppure i suoi nipoti diretti sanno dove e quando è stato ferito.
    Dalle eventuali cartelle cliniche dell’Ospedale militare di Reggio Emilia dove è deceduto, possibile risalire a questi dati. Ho già visionato il registro dell’onorcaduti.
    Ogni notizia mi sarà gradita
    Righetto Luigi nato a Vedelato il 26/09/1892 morto a Reggio Emilia, Ospedale Militare il 25/08/1918, apparteneva al 280° Rggto Fanteria

    • admin says:

      Salve…
      mi fa davvero piacere essere stata d’aiuto…Tempo fa già chiesi informazioni sull’archivio dell’Ospedale di Reggio, ma purtroppo conservano solo la documentazione dagli anni ’30….
      Se le può far piacere, le potrei inviare la foto della lapide di Righetti Luigi (sulla lapide Righetto)…
      Mi sappia dire
      Cordialmente
      Silvia

  16. Stefano Casalgrandi says:

    BRIGATA “LAMBRO”
    (205° e 206° Fanteria)

    Costituita nell’aprile 1916:
    Il Comando di Brigata ed il 205° Reggimento, già formato fin dal 1° dicembre 1915, dal deposito del 7° Fanteria; il 206°, già costituito fin dal 1° gennaio 1916, dal deposito del 67° Fanteria.

    ANNO 1916.
    La brigata è raccolta il 4 aprile fra Marostica e Nove di Brenta, ove permane fino al 22 per trasferirsi nella zona fra Asiago – Gallio – Lusiana e Crosara (34a divisione). Prima dell’offensiva austriaca nel Trentino i suoi riparti sono destinati alla dipendenza di altre unità ed agiscono staccati.
    Fin dal 6 maggio infatti otto sezioni mitragliatrici della “Lambro” sono ripartite fra i sottosettori nord e sud di Asiago.
    Il 12 la brigata invia il 205° alle Mandrielle a disposizione del sottosettore sud per i lavori di rafforzamento della prima linea e per la costruzione della nuova linea Tola del Vescovo – Bosco Sette – Val Carbonara. Il comando di brigata ed il 206° si trasferiscono intanto nei pressi di Ghertele per assumere i lavori della linea falde del Verena – fondo Val d’Assa – Bosco di Lungalaita – Costone del Dosso – Cima Manderiolo.
    Divampata l’offensiva nemica, i battaglioni della “Lambro” sono inviati isolatamente in differenti punti del settore di Asiago ove si battono accanitamente per arrestare l’invasore a Porta Manazzo, a cima Portule ed a Bocchetta di Portule (206°); a Castelletto ed a Brutta Bisa (205°); ma i loro sforzi non reggono alla superiorità numerica avversaria ed essi sono costretti a ripiegare gradualmente, riportando gravissime perdite fra caduti e dispersi (86 ufficiali e 3421 uomini di truppa). Il 27 maggio il 206° viene ritirato dalla linea ed inviato a Fontanelle per riorganizzarsi, mentre il 205° rimane in linea a Turcio fra la brigata Etna ed il 5° bersaglieri. Il 29 la brigata viene riunita fra Covolo e S. Caterina di Lusiana (28a divisione).
    Lo stesso giorno al 206° viene affidata la difesa del settore di M. Pau – M. Corno ed il 2 giugno, due battaglioni di questo reggimento servono di collegamento, nella zona M. Sunio – M. Pau, fra le truppe del X e quelle del XIV corpo d’armata.
    Il giorno successivo tutta la brigata passa alla dipendenza della 30a divisione; il 9 giugno riceve ordine di recarsi a Breganze, poi a Bassano e di lì proseguire per Poiana e Grisignano (24a divisione). In questa zona permane sino al 19 luglio attendendo febbrilmente a riordinarsi ed istruirsi.
    Il 20 luglio si trasferisce, per ferrovia, a S. Giovanni di Manzano, Buttrio e Cormons. Lo stesso giorno il 205° passa alla dipendenza della 45a divisione e il 206° a quella della 11a divisione. Il 23 i due reggimenti vanno in linea: il 205° occupa il settore “Lenzuolo Bianco”, il 206° il settore Oslavia – Peuma. Il 25 tutta la brigata torna alla dipendenza della 24a divisione. Il 2 agosto il 206° viene sostituito nel settore di Oslavia dalla brigata Abruzzi e tutta la “Lambro” viene riunita al “Lenzuolo Bianco”, tra il torrente Peumica ed il Vallone dell’Acqua.
    Sferratasi la nostra offensiva, nella notte del 6, essa si schiera per ala: suo compito è quello di cooperare con la brigata Abruzzi alla conquista delle posizioni di q. 165, travolgere poi quello di q. 188 e di Dosso del Bosniaco estendendo l’attacco alle quote 130 e 138.
    Iniziata l’azione, il III/206° irrompe nelle trincee del “Lenzuolo Bianco”, le sorpassa e punta verso la q. 188. Cadono, falciati dalla stessa mitragliatrice, il comandante del reggimento e quello del battaglione. L’avanzata prosegue; il battaglione, lasciata a sinistra la q. 188, occupa poggio 170 e tenta di prendere il Dosso del Bosniaco, ma ne è impedito dall’intensa reazione dei difensori coi quali impegna una violenta lotta corpo a corpo. Intanto il II/205° raggiunge e conquista la q. 188. Il 7, i battaglioni di rincalzo III/205° e I/206°, mentre sostengono i primi due, ne estendono la conquista, occupando Dosso del Bosniaco che era stato quasi raggiunto la sera del 6 dal II/206° chiamato anch’esso in azione. La vittoriosa azione, se costa alla brigata la perdita di 33 ufficiali e 1200 militari di truppa, offre in compenso la conquista di posizioni molto importanti, la cattura di un migliaio di prigionieri e un ricco bottino di armi e munizioni. Lo stesso giorno 7, la “Lambro” e tutti i riparti operanti nel settore “Lenzuolo Bianco” passano alla dipendenza della 43a divisione.
    La “Lambro è scavalcata dalla “Etna” inviata ad occupare le antistanti posizioni di q. 165 e q. 138, e resta nei giorni 8 e 9 nelle linee conquistate per rafforzarle e per riaprire al transito la rotabile di Gorizia, intersecata e sconvolta da trincee e da camminamenti. Nella notte del 10 essa, che aveva fatto esprimere alle superiori autorità il suo desiderio di non essere lasciata in seconda linea, si avvicina all’Isonzo, ammassandosi a sud della confluenza del torrente Peumica ed improvvisando una passerella di circostanza sulla quale passa il fiume nella stessa notte del 10, col compito di occupare il margine tattico delle alture a nord est di Gorizia, verso Aisovizza e precisamente nella regione Cromberg, a sud del monte di S. Gabriele.
    La natura del terreno e le condizioni morali del nemico in rotta, permettono alla brigata d’iniziare la marcia su di una sola colonna per la strada Borgo Carinzia – Salcano – cimitero di Gorizia – S. Trojico – Damberg.
    All’altezza del cimitero anzidetto l’avanguardia è fatta segno a violento fuoco partente da S. Troijco, dal monte S. Gabriele e dal monte S. Daniele.
    La “Lambro” si schiera subito: l’avanguardia oltrepassa il cimitero e s’impegna, poco ad est di esso, col nemico che, se è scarso di numero, è fortemente trincerato; il grosso si dispone fra il cimitero e la stazione e resiste per tre giorni, in quella zona bassa e dominata, al fuoco di artiglieria proveniente dalle alture citate e a quello delle mitragliatrici annidate sul pendio boscoso di Castagnevizza. Contro queste posizioni è impiegata la brigata, il 14 agosto. L’eroico suo contegno è premiato colla medaglia d’argento al valor militare concessa ai due reggimenti.
    Nelle notti del 24 e del 25 è sostituita dalla “Sesia” ed inviata a riposo a Pri Fabrisu. Le due brigate si sostituiscono di nuovo nelle notti del 3, 4 e 5 settembre. In questo nuovo turno di linea i riparti della “Lambro” sono particolarmente attivi con invio di pattuglie e col compimento di qualche colpo di mano, come quello condotto nella notte del 14 dal plotone esploratori del 206° contro le posizioni di Casa Rossa. Nei giorni 17 e 18 la brigata ritorna a Pri Fabrisu rilevata in linea dalla “Etna”.
    Il 5 ottobre, in vista di una nostra offensiva, è inviata a Gorizia, ma, sospesa l’azione, ritorna a Pri Fabrisu lasciando i battaglioni II e III del 205° a disposizione del comando della 48a divisione fino al giorno 9, alla quale data si trasferiscono anch’essi a riposo. L’azione è fissata per il 10 e i due battaglioni del 205° sono fatti ritornare a Gorizia e destinati in rincalzo della brigata Genova che agisce contro q. 95.
    Nei giorni 15 e 16 ottobre la “Lambro” sostituisce la “Genova” sul S. Marco nel tratto q. 102 – Casa Rossa – Casa Scoperchiata (48a divisione).
    Dopo un nuovo tentativo operato il 28 ottobre, la brigata partecipa, il 7 novembre, all’azione che la 48a divisione svolge per la conquista del tratto di fronte strada Aisovizza – Altura Cuore – Belpoggio – Casa Diruta – Casa Due Pini – q. 171.
    Ha in primo tempo il compito dimostrativo di trattenere il nemico che la fronteggia, cercando nel contempo di correggere l’andamento della nostra linea verso Casa Scoperchiata. Non appena però la “Taranto” avrà raggiunto colla sua destra la Casa Due Pini, la “Lambro” spingerà innanzi la propria sinistra, dapprima lungo il costone di q. 100 e poi sino a quello che si affaccia sul vallone di Cave ovest di S. Marco, assecondando però l’avanzata della “Taranto” verso le quote 171 e 200. Verso Casa Due Pini – q. 100 opera il III/206° che raggiunge il primo obbiettivo e lo contrasta fieramente al nemico, spingendo le sue pattuglie verso le quote 171 e 100 e rafforzandosi sulle posizioni conquistate. Il 5 e 6 novembre la brigata, sostituita dalla “Avellino”, è inviata a riposo, dislocandosi col 205° a Subida e col 206° a Gorizia.
    Un attacco in forze operato dal nemico, il 14, contro le truppe della “Avellino” richiede l’intervento del 206° e di due battaglioni del 205°.
    Nei giorni 14, 15 e 16 questi riparti si accaniscono in una lotta furiosa sulla linea Case Due Pini – Albero della Vedetta che il nemico riesce a raggiungere, ma dalla quale è subito scacciato con perdite.
    Il 206° ha 18 ufficiali e 530 militari di truppa fuori combattimento, compresi i dispersi.
    Nei giorni 20 – 21 la brigata è inviata a Subida per riorganizzarsi e riposare.
    In vista di una nostra ripresa offensiva, il 3 dicembre il 206° viene trasportato in autocarri a Gorizia, seguito il 7 dal 205°, ma un nuovo rinvio dell’azione permette ai reggimenti di ritornare a Subida per continuare nel programma di allenamento iniziato. Nei giorni 21 e 22 dicembre ritorna a Gorizia il 206°, il 31 lo segue il 205°.

    ANNO 1917.
    La brigata è in linea: il 206° ha sostituito i reggimenti 224° e 227° sulla fronte Casa Diruta – Casa Rossa – q. 100 – q. 95. Il 205° è in riserva a Gorizia. A capo di otto giorni i reggimenti si sostituiscono nelle rispettive posizioni e per il 19 gennaio la “Lambro”, rilevata dalla “Taranto”, è inviata a riposo a Subida. Il 7 febbraio ritorna a Gorizia schierando in linea il 206°. Nei giorni 9 e 10, un violento attacco nemico induce le compagnie 5a e 7a del 206° all’abbandono di un tratto di trincea, rispettivamente nel saliente di Casa Due Pini ed a q. 102; la tenace resistenza durata fino al 14 e opposta dalle dette compagnie e da elementi del 205° chiamati in linea, consente soltanto di arrestare l’avanzata del nemico e di infliggergli gravi perdite. Casa Due Pini è ripresa fin dal giorno 11 da due plotoni arditi del 205°. Le nostre perdite ammontano a 9 ufficiali e 350 gregari.
    Sostituita in linea dal 28 febbraio al 3 marzo, la “Lambro” si porta ancora a Subida, ove inizia un nuovo periodo di istruzione e di allenamento. Il 4 maggio è richiamata in linea: lo stesso giorno sono inviati a Gorizia i battaglioni I e III del 206° ed il II/205°, che il 5 sono schierati nelle consuete posizioni.
    Il 6 raggiungono Gorizia gli altri battaglioni della brigata. Dopo una conveniente preparazione di artiglieria la “Lambro”, rinforzata da un battaglione della “Tanaro”, partecipa ad un’azione offensiva col compito di occupare il Monte S. Marco fra la strada di Aisovizza e quella di Ovcia – Draga sulla sinistra dell’Iscur, tentando altresì di spingersi verso est fino alla testata dell’Iscur stesso.
    Per l’assolvimento di tale compito il 205° deve inizialmente occupare la linea che da q. 227 scende a q. 85 ed a Cave sud, poi puntare contro i caposaldi delle quote 204 e 222 ed infine mirare all’occupazione di Kemperlisce; il 206° deve conquistare il tratto di costone comprendente Casa Diruta – q. 171 – q. 200 per cercarvi un fianco fortificato fronte a nord e ad est, da servire come base per la progressiva conquista della zona collinosa S. Marco – Stara Gora – Paskonisce, di cui è incaricata la 48a divisione.
    Il giorno 14 maggio, cessata la preparazione di artiglieria, il III/206° si lancia contro le quote 200 nord e sud, mentre il II/206° raggiunge Case Due Pini, Dosso del Palo, q. 171. Intanto i battaglioni I e III del 205° raggiungono, rispettivamente, q. 200 nord e le case di q. 100. Nei giorni 15 e 16 essi si rafforzano sulle posizioni conquistate e respingono ripetuti contrattacchi. Alla sera del 16 e 17 i battaglioni della “Lambro”, meno il II/205° che rimane in linea, sono inviati a Villanova di M. Fortin per riordinarsi. Le perdite della brigata, che col suo contegno è stata all’altezza del suo passato, sono di 38 ufficiali e 1618 militari di truppa.
    Dopo tale operazione la “Lambro” passa alla temporanea dipendenza della 11a divisione e si sposta, il 20, nella zona fra Cormons, Capriva, Moraro e Pradis. Negli ultimi giorni di maggio è in linea nelle consuete posizioni del S. Marco, ritornando alla 48a divisione.
    Nella notte sul 3 giugno il nemico, previo breve ma violento tiro di artiglieria, attacca Dosso del palo, mentre i battaglioni II/205° e I/206° stanno effettuando la reciproca sostituzione. La crisi del momento e la veemenza dell’attacco permette al nemico d’infiltrarsi nella Valletta ad est del Boscone e di occupare una nostra trincea, fra Casa Rossa e q. 100, nonostante la reazione dei difensori. Il tempestivo accorrere dei rincalzi arresta ogni ulteriore progresso dell’avversario che è ricacciato in parte, colla cattura di tre ufficiali, di una quarantina di uomini e di una mitragliatrice.
    Alla sera dello stesso giorno 3 un nostro contrattacco ricaccia gli austriaci dalle nostre posizioni ancora in loro possesso, posizioni che vengono subito rafforzate.
    Nei giorni 4 e 5 essi ritentano l’avanzata, ma sono sempre respinti. Il 23 la brigata, sostituita dalla “Taranto”, è inviata a riposo fra Pradis e Pubrida. Nei giorni 6, 7 e 8 agosto ritorna in linea sul S. Marco per sostituire la “Re”. Durante la battaglia della Bainsizza, la “Lambro” ha il compito della conquista del S. Marco, nel tratto compreso fra le quote 200 e 227 per raggiungere poi gli obbiettivi compresi tra le quote 171, 183, 204 e Cave sud. La sua azione è improntata quasi agli stessi criteri già stabiliti per l’offensiva del maggio. Essa agisce su due colonne: la principale (I/205° e I/206°) deve, in primo tempo, puntare colla sinistra verso le quote 200 e colla destra verso la parte centrale del costone che dalla citata quota scende a Cave ovest, e poi dirigersi su q. 227 avvolgendola da nord; la colonna secondaria (II/205° e due plotoni arditi) deve salire di sorpresa sul costone di Casa Bassa e di qui tendere verso la q. 227 avvolgendola a sud. Il 19 agosto, nell’ora fissata per lo scatto, il I/206° raggiunge e supera la q. 200 nord, mentre il I/205° occupa la q. 200 ovest catturandone il presidio: il II/205°, oltrepassata la prima linea avversaria, tende alle Cave ovest.
    Il nemico reagisce a tenta ricacciare i battaglioni che, pur avendo subito gravi perdite, resistono e premono per l’ulteriore avanzata verso la quota 200 sud, ove è chiamato ad agire anche il III/206°. Essi ritentano più volte gli attacchi e subiscono perdite sì gravi (ufficiali 33, truppa 827) da rendere consigliabile la loro sostituzione. Difatti il 206° è rilevato dal 3° fanteria. Il II/205°, stremato anch’esso di forze, è attaccato il 20 a Casa Bassa e deve ripiegare nella trincea di partenza, mentre il I/205° si accanisce sulle falde di q. 200 ovest. Alle precedenti perdite si aggiungono quelle di 8 ufficiali e 200 gregari. Anche il 205° è sostituito dal 4° reggimento ed il 22 tutta la brigata è inviata a Villanova Iudrio (13a divisione) per spostarsi il 24 nella zona Vencò – Ruttars.
    Il 29 è trasferita prima a Slavnico e poi il 30 a Globna e Descla, passando a far parte della 64a divisione e sostituendo, il 31, la “Potenza” sulla linea Koprivsce – Okroglo (49a divisione). Il 14 settembre la brigata tenta, con piccole operazioni, l’occupazione della linea q. 814 – Okroglo – costone di q. 725, che riesce solo parzialmente poiché, mentre la colonna di destra occupa la q. 725, quella di sinistra, vivamente ostacolata e sorpresa all’alba, deve ripiegare nella trincea di partenza. Nei giorni successivi e fino al 15 i riparti tentano il raggiungimento degli altri due obbiettivi, ma riescono soltanto ad avvicinarsi di molto, poiché il nemico ne contrasta tenacemente la conquista. La sera del 17 settembre la brigata ritenta l’occupazione di q. 814 col compito di avvolgere la sommità dell’altura nel tratto compreso tra le curve 800 e 775. Opera il 206° rinforzato dal III/205°; il I/205° è in rincalzo. Sferrato l’attacco, la colonna di destra (III/206°) raggiunge il cocuzzolo sud di q. 814, mentre le altre due colonne procedono più lentamente poiché più esposte al tiro.
    L’obbiettivo non è raggiunto ma gli attaccanti lo serrano molto da vicino coi successivi progressi fatti nei giorni 18 e 19. Il 20 i reggimenti si sostituiscono sulle posizioni conquistate: il 206° si porta lungo il versante dell’Avscek, quale riserva divisionale, il 205° continua nell’opera di rafforzamento.
    Il 26 due reparti arditi del 205° si avvicinano di sorpresa alla q. 814, ma il nemico, vigilante, ne infrange il tentativo. Il 1° ottobre, il 205° è sostituito in linea dal 220° e si reca a Vrh, meno il III battaglione che resta in posizione a Koprivsce.
    Le perdite di questa azione ammontano a 12 ufficiali e 666 gregari.
    L’attacco della q. 814 è ripreso il giorno 8 ottobre: della brigata Lambro, concorre il III/206° che fin dal 5 è dislocato presso Hovca: gli altri due battaglioni sono dislocati il 7 nella valletta di Zablje in riserva. L’azione è ostacolata da un contrattacco nemico e la brigata il 9 ripassa in prima linea da Koprivsce – q. 814 a Vrhovec. Il 10, ristabilita la situazione, due battaglioni del 206° sono ritirati dalla linea e dislocati ai molini di Avscek, l’11 è ritirato anche il terzo battaglione.
    Il 24 ottobre, inizio dell’offensiva austro-tedesca, la brigata Lambro assume la seguente dislocazione: il 205° schiera un battaglione presso Hovca e due sull’altipiano di Vrh a disposizione del comando del corpo d’armata; il 206° ha due battaglioni in linea fra Na Gradu ed Avscek ed uno in riserva ad ovest dei molini di Avscek. Dopo i primi attacchi del nemico, svoltisi con alterna vicenda in corrispondenza della valletta di Koprivsce, ed in relazione agli eventi delle unità laterali, la brigata inizia il ripiegamento. Il III/205° da Hovca si ritira su Loga e Canale; il 206° deve mantenere le posizioni di Na Gradu – Leupa – q. 206. Il 25 la “Lambro”, dopo aver sostenuto un accanito combattimento presso i molini di Avscek, ripiega dietro lo Jelenik.
    Il 26 ripassa l’Isonzo a Plava, il 27 per Prepotto raggiunge Orsaria e poi il Torre e di qui un suo battaglione è inviato a Paparotti per guardare il fascio stradale che vi affluisce e per proteggere il fianco della 49a divisione schierata sul Torre. Il 30 resiste ancora sulla linea: S. Maria di Sclaunicco – Lestizza. Il 31 passa il Tagliamento al ponte di Madrisio e si porta a Bolzano; il 1° novembre raggiunge Giai. Dopo successiva resistenza sulla Livenza e sul Monticano, l’8 novembre gli elementi della “Lambro” passano il Piave a Ponte della Priula e si riuniscono a Volpago. Il 21 giungono a Badia Polesine ove, il giorno successivo, la brigata viene disciolta.

    RICOMPENSE
    MEDAGLIA D’ARGENTO Alle Bandiere della Brigata Lambro (205°, 206° Fanteria):
    “Per l’impeto travolgente e l’indomito coraggio con cui spezzarono l’accanita resistenza avversaria a quota 188 di Oslavia; per il largo tributo di sangue versato e per l’incrollabile tenacia con cui proseguirono all’avanzata oltre l’Isonzo e combatterono aspramente al Cimitero di Gorizia. Per la costanza ed il valore dimostrati durante i lunghi mesi nei quali tennero fieramente le posizioni di S. Marco (Quota 108 di Oslavia e Cimitero di Gorizia, 6 – 10 agosto 1916; S. Marco, settembre 1916 – luglio 1917)”.
    (Boll. Uff., anno 1920, disp. 86).

    MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE
    206° REGGIMENTO FANTERIA
    Caporale Maggiore BONOMI GIOVANNI, da Como:
    “Alla testa di un gruppo di animosi, per primo si slanciava contro una caverna il cui imbocco era difeso da una mitragliatrice. Uccisi i mitraglieri austriaci, intimava agli altri la resa, catturando così 5 ufficiali, 125 soldati e 2 mitragliatrici. Poco dopo, in un attacco, cadeva ferito mortalmente. “Avanti, Savoia” furono le ultime sue parole. – Oslavia, 6 agosto 1916″.

    (Boll. Uff., anno 1916, disp. 101).
    Maggiore BOSCHETTI ERASMO, da Castiglione delle Stiviere (Mantova):
    “Duante un aspro combattimento, portatosi in testa al suo battaglione, incorava i soldati ad attraversare un passaggio intensamente battuto dal fuoco avversario, dando loro esempio del più calmo e sereno sprezzo del pericolo, ed esponendosi per primo alle offese del nemico. Ferito gravemente una prima volta, perseverava nella sua eroica condotta nascondendo a tutti, con volto sereno, le sue sofferenze, finchè un terzo più grave colpo, mettendolo quasi in fine di vita, lo obbligava a lasciare suo malgrado il combattimento. Spirava pochi giorni dopo in un ospedale, rivolgendo il suo pensiero alla patria. – Casa due Pini di San Marco (Gorizia), 14 novembre 1916”.
    (Boll. Uff., anno 1917, disp. 67).

    Maggiore CARROCCIO ALESSANDRO, da Torino:
    “Splendida figura di soldato e di condottiero, con l’incrollabile attività preparava l’azione che era diventata il suo sogno più caro, e che più tardi dirigeva con singolare perizia e mirabile ardimento. Riconosciuti personalmente i varchi nel reticolato nemico, alla testa del proprio battaglione, fra l’infuriare del violento fuoco avversario, si slanciava per ben cinque volte all’assalto, fulgido esempio di valore e di sublime sprezzo del pericolo, finchè venne colpito a morte, chiudendo gloriosamente una vita tutta consacrata alla patria. – San Marco di Gorizia, 14 – 15 maggio 1917”.
    (Boll. Uff., anno 1917, disp. 67).

    MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE
    MEDAGLIA D’ARGENTO.
    205° Regg. Fanteria: Ufficiali, n. 33 – Truppa, n. 4.
    206° Regg. Fanteria: Ufficiali, n. 33 – Truppa, n. 29.

    MEDAGLIA DI BRONZO.
    205° Regg. Fanteria, n. 57
    206° Regg. Fanteria, n. 65.

    COMANDANTI DELLA BRIGATA.

    Col brig. DE ANTONIO Carlo, dall’aprile al 25 maggio 1916.
    Magg. gen. GRAZIOLI Francesco, dal 26 maggio 1916 al 10 maggio 1917.
    Col. brig. ROGNONI Donato, dal 12 maggio al 21 ottobre 1917.
    COMANDANTI DEL 206° REGGIMENTO FANTERIA
    Colonnello COTTONE Dante, dall’aprile al 22 maggio 1916 (Prigioniero).
    Ten. colonnello LACE Ettore, dal maggio al 6 agosto 1916 (caduto sul campo).
    Colonnello SILVESTRI Tullio, dal 19 agosto 1916 al 3 maggio 1917.
    Colonnello TENTORI Annibale, dal 1° giugno al 5 settembre 1917.
    Ten. colonnello GORIN Riccardo, dal 13 settembre al 22 novembre 1917.

    Anno 1916
    Dal 12 maggio all’8 giugno (Sottosettore Casare Mandrielle [Tola del Vescovo – Bosco Sette – Val Carbonara] – Settore del Ghertele [Falde sel Verena – Fondo Val d’Assa – Bosco di Lungalaita – Costone del Dosso – Cima Manderiolo] – Offensiva austriaca [Porta Manazzo – Cima Portule – Bocchetta di Portule – Castelletto – Brutta Bisa] – Turcio – Piazza – Fontanelle – Covolo – S. Caterina di Lusiana – Difesa del Settore M. Pau – M. Corno – Marziele).

    Dal 23 luglio al 24 agosto (Settore Lenzuolo Bianco – Settore Oslavia – Peuma – 6a Battaglia dell’Isonzo [Q. 188 – Poggio 170 – Dosso del Bosniaco – Passaggio dell’Isonzo – Borgo Carinzia – Salcano – Cimitero di Gorizia – S. Trojico – Castagnevizza]).

    Dal 4 al 18 settembre (Zona di Gorizia [Torrente Corno – Trincerone – Q. 165 – Val di Rose – Pendio N. E. di q. 174 – Casa Rossa]).

    Dal 15 ottobre al 5 novembre (Settore S. Marco [Q. 102 – Casa Rossa – Casa Scoperchiata] – Azione su altura “Cuore” – Belpoggio – Casa Diruta – Casa Due Pini – Q. 100).

    Dal 14 al 21 novembre (Settore S. Marco – Attacco nemico contro le trincee di Casa Diruta – Casa Due Pini – Albero della Vedetta).

    Anno 1917
    Dal 1° al 18 gennaio (Zona di Gorizia – Settore di S. Marco [Case di q. 100 – Casa Diruta – Casa Rossa – Q. 95]).
    Dal 7 febbraio al 2 marzo (Zona di Gorizia – Settore di S. Marco [Casa Due Pini – Q. 102 – Casa della Trincea – Casa Rossa – Casa Diruta – Casa Bruciata – Case di q. 100 – Q. 95]).
    Dal 6 al 17 maggio (Zona di Gorizia – Settore di S. Marco [Case di q. 100 – Casa Rossa – Casa a Fasce – Casa Diruta – Casa Due Pini]).
    Dal 29 maggio al 22 giugno (Zona di Gorizia – Settore di S. Marco [Casa a Fasce – Dosso del Palo – Boscone – Linea lungo la ferrovia di Oveia Draga – Casa Rossa – Case di q. 100 – Casa Diruta]).
    Dal 6 al 21 agosto (Zona di Gorizia – Settore di S. Marco [Dosso del Palo – Boscone – Dossetto – Casa Scoperchiata – Casa delle Rose – Casa Due Pini – Case di q. 100 – Casa Rossa]).
    Dal 31 agosto al 23 ottobre (Altopiano della Bainsizza [Linea Koprivsce – Okroglo] – Zablie – Hum – Hovca – Vrhcovec – Altopiano di Vrh – Na Gradu – Avscek).
    Dal 24 ottobre al 7 novembre (Operazioni di Ripiegamento:[Loga – Canale – Na Gradu – Leupa – Q. 206 – Molini di Avscek – Pendici M. Jelenik] – Passaggio dell’Isonzo [Plava] – Prepotto – Orsaria – Linea destra del Torre – S. Maria di Sclaunicco – Tagliamento [Ponte di Madrisio] – Bolzano – Giai – Livenza – Monticano – Piave [Ponte della Priula]).

    Anno 1916
    Dal 4 aprile all’11 maggio (Marostica – Nove di Brenta. Trasferimento nella zona: Asiago – Gallio – Lusiana – Crosara).
    Dal 9 giugno al 23 luglio (Trasferimento: Bassano – Poiana – Grisignano. Trasferimento: S. Giovanni di Manzano – Buttrio – Cormons – Bivio Sonesenchia).
    Dal 25 agosto al 3 settembre (Pri Fabrisu).
    Dal 19 settembre al 14 ottobre (Pri Fabrisu – Gorizia).
    Dal 6 al 13 novembre (Subida – Gorizia).
    Dal 22 novembre al 31 dicembre (Subida – Gorizia).

    Anno 1917
    Dal 19 gennaio al 6 febbraio (Subida).
    Dal 3 marzo al 5 maggio (Subida – Cormons).
    Dal 18 al 28 maggio (Villanova di M. Fortin – Cormons – Capriva – Moraro – Pradis).
    Dal 23 giugno al 5 agosto (Pradis – Pubrida).
    Dal 22 al 30 agosto (Pubrida – Villanova Iudrio – Venco – Ruttars – Slavnico – Globna – Descla).
    Dall’8 al 22 novembre (Volpago – Badia Polesine).

    • giovanni cattaneo says:

      Bongiorno, complimenti per il sito e.. la passione sincera.
      A Legnano (MI) dove abito nel cimitero sacrario ci sono i resti del fratello di mio nonno.
      Il prozio si chiamava Cattaneo Luigi classe 1894 del 206° fanteria morto il 7 agosto 2016 quindi in zona “Lenzuolo bianco- Dosso del Bosniaco.
      Grazie ancora. Vorrei segnalare che nello stesso cimitero ci sono i resti di 82 soldati Austroungarici (Romeni)
      morti prigionieri in un ospedale, ora scuola primaria, a causa dell’influenza “Spagnola”

  17. DANILO says:

    Ho un bisnonno caduto della 1^ guerra mondiale sull’Altopiano di Asiago. A stenti trattengo le lacrime leggendo il sito. E’ molto bello. Un saluto a tutti.

  18. Alvaro Tacchini says:

    Mi congratulo per questo sito, che contribuisce a gettare ulteriore luce sulla sorte di vittime della Grande Guerra destinate altrimenti all’oblio. Inebriati dalle vicende militari, più o meno gloriose, troppo spesso ci si dimentica del tributo di sofferenza e di morte arrecato dalla prigionia e dalle malattie. Auguri di cuore per il prosieguo della ricerca.

  19. Massimo Neri says:

    Sto eseguendo una ricerca sui caduti del mio Comune di nascita (Città della Pieve) ed ho un caduto, Soldato Croccolino Gennaro, nato il 4/1/1896, appartenente al Dep. Bombardieri e deceduto il 18/2/1918 a Reggio Emilia per malattia.
    Può essermi d’aiuto?

  20. Eugenio says:

    Buon giorno
    Buzzetti Lodovico, fratello di Ernesto mio nonno materno, nato a Pradello Colombo Bettola PC, fu soldato del 206 fanteria e decorato con Croce al merito della guerra 15-18.
    Da una lapide dei caduti posta nel cimitero di Pradello Colombo risulta morto in località ” Bacino”
    Il cognome potrebbe risultare anche “Bosetti” o “Busetti” come fu per il fratello Pietro.
    Qalcuno mi sa dire dove si trova la località Bacino
    Il 206 fanteria ha combattuto il tale località ?

    • admin says:

      Salve…
      Da una prima ricerca Buzzetti Lodovico risulta morto a Gorizia il 14 Agosto del 1916…
      In tale periodo la Brigata Lambro (206° Reggimento Fanteria), si trovava nella zona tra Salcano e Gorizia…

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