Soldati sepolti a Guastalla, Ospedali Militari, Comitato Carità

Era mattina, era estate, e mi trovavo nel Cimitero Comunale del mio paese, Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Stavo cercando la tomba di un mio avo, caduto della prima Guerra Mondiale, quando notai una serie di lapidi tutte uguali, in fila, con le medesime caratteristiche: tutte consumate e con nessun fiore, quasi “abbandonate”. Mi soffermai ulteriormente, cercando di leggere i nomi sulle lapidi ormai cancellate, causa il passare inesorabile del tempo. Con mia sorpresa notai che erano tutti soldati della Grande Guerra ma non “guastallesi”. Le lapidi riportavano i nomi di poveri soldati provenienti da tutta Italia, da Treviso a Reggio Calabria, da Salerno a Gemona… Capii che erano morti in questa zona, probabilmente in qualche ospedale militare da campo di Reggio Emilia e provincia (ve n’erano anche a Guastalla) e qui rimasti sepolti. Così presi una decisione: sarei tornata l’indomani con foglio e biro, per trascrivere più nomi possibili, più dati possibili. Così feci… Il mattino dopo tornai di buon’ora, cominciai innanzi tutto a risistemare le tombe; qualche custode aveva premurosamente posato a terra qualche fiore. Strappai le erbacce e piantai su ogni tomba i fiori finti posati a terra. Poi trascrissi ogni nome, cognome o dato leggibile che potessi recuperare; corsi a casa a trascrivere e riordinare i nominativi. Poi feci una ricerca nell’Albo dei Caduti e recuperai ogni dato trovato per ogni soldato, dalla nascita al corpo di appartenenza, dal distretto di nascita al luogo di morte. Terminata questa ricerca mi trovo ora qui davanti al computer a trascrivere questo elenco, con una sensazione di speranza: speranza di aver ridonato, anche se in piccolo, un poco di “onore” ai poveri soldati che qui giacciono, e speranza di poter, con questa esperienza e questa pagina, essere d’aiuto ad un qualsiasi parente/discendente che fosse alla ricerca del proprio avo, che forse non immagina che possa essere sepolto in un piccolo paese come Guastalla”.

Ora le loro tombe hanno tutte un fiore.

L’elenco è così distribuito: nomi, cognomi e dati che sono riuscita a leggere dalle lapidi, poi i dati trovati dall’Albo dei Caduti (anche se non tutti i dati corrispondono). Infine alcuni dati e nominativi di soldati (di cui non ho trovato le lapidi) provengono dal Registro dei Defunti della Parrocchia di Guastalla. In tutto 58 soldati, compresa la lapide di un soldato ungherese (in rosso i nomi di cui non si è ancora trovata corrispondenza con l’albo caduti):

  • Aloe (o Aloè) Antonio, di anni 20 da Serrapetrona, Macerata. Morto nel 1918. Albo Caduti: Aloe Antonio di Pasquale, nato a Serrapetrona nel 1898, morto il 18 Dicembre 1918 a Guastalla, soldato 11° Reggimento Bersaglieri. Ex prigioniero di guerra.
  • Baci Benvenuto, di anni 25, da Campi Bisenzio, Firenze. Morto nel 1918. Albo dei Caduti: Bacci Benvenuto di Ciro, nato a Campi Bisenzio nel 1893, morto a Guastalla il 1° Dicembre 1918. Soldato 71° Reggimento Fanteria, Brigata Puglia. Ex-prigioniero di guerra.
  • Barile Basilio, di anni 28 da Ponzano Monferrato (Alessandria). Morto il 9 Dicembre 1918. Albo dei Caduti: Barile Basilio Serafino di Giuseppe, nato nel 1890 A Ponzano Monferrato, morto a Reggio Emilia. Soldato 205° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Bassi Jacopo, di anni 23, da Lestizza, Udine. Morto nel Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Benini Antonio, di anni 40, da Ravenna. Morto il 28 Dicembre 1917. Albo dei Caduti: Benini Antonio di Giuseppe, nato a Ravenna nel 1877, morto a Guastalla. Soldato 103° Centuria.
  • Bertoluzzi Virgilio, di anni 27 da Codroipo, Udine. Parrocchia di Guastalla: Bertoluzzi Virgilio di Luigi, di anni 27, da Codroipo, morto il 20 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Bianchi Maurizio, di Belisario, di anni 28. Albo Caduti: nato a Campione (Como), morto il 18 Novembre 1918, soldato 3° Compagnia di Sanità. Parrocchia di Guastalla: soldato appartenente a questo distaccamento.
  • Boz Angelo(Bos sulla lapide), di anni 21. Albo Caduti: Boz Angelo, di Giuseppe, da Torreano (Udine), soldato 202° Reggimento fanteria, morto il 18 Dicembre 1918. Parrocchia di Guastalla: Bos Angelo di Giuseppe, di anni 24, da Torgiano Sacile, morto il 19 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Braido Francesco, di anni 33, da Conegliano, Treviso. Ex-prigioniero di guerra. Dall’elenco caduti di Cordignano (Treviso): Braido Francesco.
  • Bruschi (Bruschini) Santino, di Giuseppe, di anni 21 (classe 1897), da Albareto di Borgotaro, morto il 17 Maggio 1918, soldato 5° Reggimento Alpini. Parrocchia di Guastalla: Bruschi Santino.
  • Camerotto Gelmido (o Gelindo), di Antonio, di anni 20 da Vazzola (Treviso). Morto il 2 Gennaio 1919. Parrocchia di Guastalla. Ex prigioniero di guerra.
  • Capitanio Giuseppe, di Giuseppe, di anni 32 (classe 1884), da Venezia, morto il 26 Dicembre 1916.

Capitanio Giuseppe

  • Chiarini Manlio, classe 1885, da S.Pietro Capo Fiume, Bologna. Morto l’8 Gennaio 1917. Caduti in Bologna e provincia, Museo Civico Bologna: Chiarini Manlio di Francesco, nato a SanPietro Capofiume nel 1885, dimorante a Molinella, morto a Reggio Emilia l’8 Gennaio 1917. Soldato 74°Reggimento Fanteria, Brigata Lombardia.
  • Chiarlo Edisio, di anni 23 da Casale, Alessandria. Albo dei Caduti: Chiarlo Edisio, di Luigi, nato nel 1896 a Odalengo Grande (Casale Monferrato), morto il 13 Gennaio 1919 a Reggio Emilia. Soldato 305° Reggimento Fanteria.
  • Comellini Iginio, di anni 22 da Granarolo, Bologna. Albo dei Caduti, Museo Civico Bologna: Comellini Iginio di Pietro, nato nel 1896 a Granarolo, morto il 16 Dicembre 1918 a Guastalla. Soldato 206° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Conti Giovanni, di anni 22 da Novara. Albo dei Caduti: Conti Giovanni Battista di Francesco, nato nel 1897 a Maggiora (Novara), sergente 74° Reggimento Fanteria, morto a Reggio Emilia il 5 Gennaio 1919.
  • Coschignano Vincenzo, di anni 20, da Acri, Cosenza. Morto il 20 Luglio 1916. Albo dei Caduti: Coschignano Vincenzo di Gennaro, nato nel 1896. Soldato 219° Reggimento Fanteria, Brigata Sele.
  • Cuda Andrea, di anni 22 da Futani, Salerno. Albo dei Caduti: Cuda Andrea di Giuseppe, nato nel 1896 a Futani, morto il 24 Dicembre 1918 a Guastalla. Soldato 215° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Del Colle Francesco, di anni 25 da Castelnovo del Friuli, Udine. Morto nel 1918.
  • De Nadai Francesco, di anni 26, da Conegliano (Treviso). Morto nell’Agosto 1918. Parrocchia di Guastalla: De Nadai Francesco, figlio di Giovanni, nato a Conegliano, profugo di guerra e soldato del IV Genio, morto a Guastalla il 5 Agosto 1918.
  • Di Pietro Salvatore, da Agnone. Albo Caduti: nato ad Agnone (Isernia), soldato 1° Reggimento Genio, morto a Reggio Emilia il 15 Aprile 1917. Parrocchia di Guastalla: morto a Guastalla all’ospedale militare, il 15 Aprile 1917.
  • Faggian Domenico, nato a Treviso il 16-2-1882, morto a Guastalla il 6 Dicembre 1918. Ex-prigioniero di guerra. Dall’elenco dei caduti del Comune di Treviso: Faggian Domenico di Giuseppe, morto il 6 Dicembre 1918.

Faggian Domenico

  • Foglini Alessandro, di anni 21, di Morengo. Morto il 26 Settembre 1919.

Foglini Alessandro

  • Fornasier Angelo, da Treviso. Morto il 20 Novembre 1918. Parrocchia di Guastalla: soldato appartenente a l’ufficio militare di disinfezione.
  • Fragulia Carlo, di Stefano, di anni 30 (o 39), da Sampierdarena. Morto il 13 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Genovese Pietro, di Vincenzo, di anni 31, da Cerda (Palermo?), morto il 2 Gennaio 1919. 
  • Genovesi Francesco, di anni 35, da Frosinone. Albo dei Caduti: Genovesi Francesco di Agostino, nato a Boville Ernica, morto il 22 Dicembre 1917 a Reggio Emilia. Maresciallo Carabinieri Reali. Ex prigioniero di guerra.
  • Giannessi Quinto, di anni 27 da Pisa. Albo dei Caduti: Giannessi Quinto di Domenico, nato nel 1891 a Pisa, morto a Reggio Emilia il 7 Dicembre 1918. Soldato 2° Reggimento Artiglieria da Fortezza. Ex prigioniero di guerra.
  • Grattarola Pietro, di anni 29 da Cavatore, Alessandria. Morto il 26 Dicembre 1918. Albo dei Caduti: Grattarola Pietro di Carlo, nato nel 1889 a Cavatore, morto a Reggio Emilia il 26 Dicembre 1918. Caporale Maggiore 1° Reggimento Alpini.
  • Guarducci Telemaco, da Sesto Fiorentino, n. il 28 Dicembre 1881 e m. a Guastalla il 25 Novembre 1918, i compagni in memoria, 21. Albo dei Caduti: Sergente 171° Battaglione M.T., nato a Prato in Toscana, morto a Guastalla il 23 Novembre 1918
  • Londero Antonio, di anni 21, da Gemona, Udine. Morto il 7 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Macchi Achille, di anni 29, da Cassano Magnago (Varese) Morto il 6 Dicembre 1918. Albo dei Caduti: Macchi Achille di Filippo, nato a Cassano Magnago nel 1889, morto a Reggio Emilia. Soldato 1089° Centuria. Ex prigioniero di guerra.
  • Maggioli Luigi, di anni 32 da Rubicone. Dal Sito del Ministero della Difesa: Maggioli Luigi, nato nel 1886 a Talamello (Rimini), morto a Guastalla il 25 Gennaio 1919.
  • Manto Rocco, di anni 23 da Siderno Marina, Reggio Calabria. Ex prigioniero di guerra.
  • Materni Giuseppe, di anni 32, da Finero, Novara. Albo dei Caduti: Materni Giuseppe di Francesco, nato nel 1886 a Finero, morto a Guastalla il 1° Dicembre 1918. Soldato 4° Reggimento Alpini.
  • Matteuzzi o Mattiuzzi Giovanni, di Antonio, di anni 35 da Annone Veneto, Venezia. Morto il 23 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Moro Giovanni, di anni 27 da Montenars, Udine. Parrocchia di Guastalla: Moro Giovanni di Domenico, di anni 27, morto il 30 Dicembre 1918.
  • Murador Antonio, di anni 26, da Meduna di Livenza. Morto nel Dicembre 1918. Albo Caduti: Murador Antonio di Luigi, nato nel 1892 a Meduna, Treviso, morto il 12 Dicembre 1918 a Reggio Emilia. Soldato 10° Reggimento Fanteria.
  • Oggero Giuseppe, di anni 24, da Camerano Casasco, Asti. Morto nel 1918. Albo dei Caduti: Oggero Giuseppe di Filippo, nato nel 1894 a Camerano Casasco, morto il 29 Novembre del 1918 a Trieste. Soldato 3°Reggimento Alpini.
  • Palmesi Salvatore, di anni 24, da Pomigliano d’Arco, Napoli. Parrocchia di Guastalla: morto il 19 Ottobre 1918.
  • Panseri Antonio, di anni 26 da Tagliuno, Bergamo. Morto il 21 Dicembre 1918. Albo Caduti: Panseri Antonio di Angelo, nato nel 1892 a Tagliuno, morto a Reggio Emilia il 23 Dicembre 1918. Soldato 118° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Papa Giuseppe, di anni 37 da Stella Cilento, Salerno. Morto nel Dicembre 1918. Albo Caduti: Papa Giuseppe di Gennaro, nato nel 1887 a Stella Cilento, morto a Reggio Emilia il 22 Dicembre 1918. Soldato 64° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Paradiso Nicola Vito, da Santeramo (Bari), morto a Guastalla il 21 Novembre del 1915. Albo Caduti: Caporale Maggiore del 139° Reggimento Fanteria, Brigata Bari.

Paradiso Nicola Vito?

(Purtroppo di Paradiso Nicola Vito non vi è la certezza che questa sia la sua foto. L’ho trovata dietro la sua lapide, distrutta, praticamente in briciole. Ho provato a ricomporla…)

  • Perozzi Cesare, di anni 22, morto nel 1918. Albo dei Caduti: Peruzzi Cesare, nato a Murlo, Siena, morto a Reggio Emilia il 23 Novembre 1918. Parrocchia di Guastalla: Perozzi Cesare, nato a Sovicillo (Siena), soldato addetto al distaccamento militare di Guastalla, morto a Guastalla il 23 Novembre 1918.
  • Pivotti Luigi, di anni 25 da Enemonzo, Udine. Morto il 27 Dicembre 1918. Parrocchia di Guastalla: Pivetti Luigi di Giambattista, da Tolmezzo, di anni 25, morto il 27 Dicembre 1918, ex prigioniero di guerra.
  • Plozer Lucca, di anni 24 da Sauris Tolmezzo. Morto il 14 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Romano Nunziato, di anni 21, da Monte S.Giacomo, Salerno. Albo dei Caduti: Romano Nunziato di Michele, nato nel 1896 a Monte S.Giacomo, morto il 2 Aprile 1917 a Piacenza. Soldato 246° Compagnia Mitraglieri Fiat. Parrocchia di Guastalla: risulta Nunziato Romano, da Monte S.Giacomo, soldato 246° Reggimento Fanteria, morto il 2 Aprile 1918.
  • Roselli Nicandro, di anni 25 da Venafro, Campobasso. Morto nel Gennaio del 1919. Albo dei Caduti: Roselli Nicandro di Serafino, nato nel 1894 a Venafro, morto a Guastalla il 3 Gennaio 1919. Caporale 132° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Salvi Francesco, di anni 25 da Brembilla, Bergamo. Albo dei Caduti: Salvi Francesco di Giovanni, nato a Brembilla nel 1895, morto il 19 Dicembre 1918 a Reggio Emilia. Soldato 83° Reggimento Fanteria. Parrocchia di Guastalla: soldato ex prigioniero di guerra, morto a Guastalla.
  • Santeramo Eustacchio, di anni 19, da Matera, Potenza. Morto il 21 Novembre 1917. Albo dei Caduti: Santeramo Eustacchio di Francesco, nato nel 1898 a Matera, morto il 23 Novembre 1917 a Reggio Emilia. Soldato 11°Reggimento Bersaglieri.
  • Scandelari Amedeo, di anni 25 da Bologna. Morto l’8 Dicembre 1918. Albo dei Caduti, Museo Civico Bologna: Scandellari Amedeo di Giovanni, nato a Bologna nel 1893, morto a Reggio Emilia l’8 Dicembre 1918. Soldato del 64° Reggimento Fanteria. Ex prigioniero di guerra.
  • Tenaglia Antonio, di anni 21, da Altino Lanciano, Chieti. Morto nel Dicembre 1918. Albo dei Caduti: Tenaglia Antonio di Domenico, nato ad Altino nel 1898, morto il 25 Dicembre del 1918 a Reggio Emilia. Soldato 254°Reggimento Fanteria, Brigata Porto Maurizio. Ex prigioniero di guerra.
  • Testa Michele, di Zaccaria, di anni 19 (classe 1900), da Dalmine (Bergamo), morto il 19 Gennaio 1919, soldato 80° Reggimento Fanteria. Dal registro dei defunti Parrocchia di Guastalla. Ex prigioniero di guerra.
  • Totis Domenico, di anni 26 da Martignacco, Udine. Morto il 25 Dicembre 1918. Albo Caduti: Totis Domenico di Valentino, nato nel 1892 a Martignacco, morto il 25 Dicembre a Guastalla. Caporale 8° Reggimento Alpini. Ex prigioniero di guerra.
  • Vogric Giuseppe, di anni 21 da Savogna, Gonfalone. Morto il 17 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Zangarelli Giuseppe, di anni 21, da San Giustino, Perugia. Morto l’8 Dicembre 1915. Albo dei Caduti: Zangarelli Giuseppe, nato a Città di Castello (Perugia) nel 1894. Soldato 111° Reggimento Fanteria, Brigata Piacenza.
  • Zatta Carlo, di Antonio, di anni 25, da Feltre. Morto il 7 Dicembre 1918. Ex prigioniero di guerra.
  • Remilz Zorzses, di anni 35 da Enle ?(non si legge bene) Ungheria. Parrocchia di Guastalla: Figlio di Forzsets e della Fayer Erzselt, di anni 25, morto a Guastalla il 14 Dicembre 1918. Prigioniero di guerra.

 

A Guastalla, fonti contrastanti, parlano di un solo Ospedale Militare (durante la Grande Guerra); la realtà è che ci furono ben due strutture ospedaliere in opera durante il conflitto. La prima ricavata all’interno dell’allora Seminario Vescovile (ubicato in Corso Garibaldi, ora Istituto Suore Orsoline), la seconda ricavata all’interno del già esistente Ospedale Civile (ubicato in Piazza Matteotti, ora sede dell’AUSL di Guastalla).

Ospedale Militare Seminario di Guastalla. I primi accenni all’organizzazione di questa struttura si hanno nel Settembre 1915. Un articolo di giornale, datato 25 Settembre 1915, informa la cittadinanza di un nuovo arrivo di feriti militari, da qui l’esigenza di adeguare una struttura apposita :

“Vengono i feriti. E’ definitivamente stabilito che nel nostro Seminario verranno soldati feriti. Il Colonnello Astengo, il Capitano dott. Mori, il Tenente ing. Cucchi hanno visitato il Seminario e dato disposizioni circa gli adattamenti, l’illuminazione e il riscaldamento, pregando il Comitato di P.A. a fare approntare ogni cosa colla massima sollecitudine perchè entro il 10 del mese di Ottobre i feriti dovranno essere alloggiati. Nel lavoro febbrile che si è cominciato per l’adattamento dei locali, e per l’arredamento, è di grande conforto il poter po mano agli aiuti chiesti ed ottenuti dalla cittadinanza. Ma grande è il bisogno, grandissimi anzi, come ognuno può facilmente comprendere trattandosi di allestire un ospedale. […] 25 Settembre 1915”.

Fonte: “Il Popolo – corriere guastallese”. Biblioteca Maldotti Guastalla.

Ospedale Militare-Civile. La seconda struttura militare venne ubicata all’interno dell’allora già attivo Ospedale Civile. Tale Ospedale iniziò la sua attività nel 1807 (prima Convento Agostiniano S.Carlo) e terminò negli anni ’70. L’Ospedale era gestito dalla locale Congregazione di Carità (Decreto del Vicerè d’Italia Eugenio Napoleone, in data Settembre 1807), e già dai primi anni di vita il comune si adoperò per organizzare e ampliare la struttura:

Delibera Comunale di Guastalla del 18 Dicembre 1911, di assumere a carico delle finanze comunali la spesa occorrente per costruire ed arredare un reparto di isolamento nell’Ospedale Civile secondo i piani e la relazione compilata dal sig. prof. Ernesto Pelicelli. Presidente del consiglio comunale Adelmo Sichel”.

(Archivio di Stato di Reggio, Sottoprefettura di Guastalla, busta n.238)

All’entrata in guerra dell’Italia, l’Ospedale era in piena attività, trasformandosi conseguentemente in Ospedale Militare (risultavano già degenti i primi soldati provenienti dal fronte): è del 1915 un documento indirizzato al Regio Prefetto di Reggio Emilia:

In data 15 Dicembre 1915 è stata pattuita la Convenzione fra la Congregazione di Carità e l’onorevole Direzione dell’Ospedale Militare di Piacenza. Il nostro Ospedale Civile si impegna per tutta la durata della Guerra ad accogliere militari ammalati […]”.

Da vari documenti risulta operante il seguente servizio ospedaliero: dott. Capitano Bernardo Barbieri, direttore dell’ospedale, dott. Plancher, le Signore della Croce Rossa e le Dame Infermiere. Notevole fu il “lavoro” di medici e infermiere per aiutare, sia dal punto di vista medico, sia da quello spirituale, i numerosi ricoverati. Anche le Dame di Carità, che si prodigavano a confezionare indumenti per i soldati al fronte, ebbero un importante ruolo. A questo proposito riporto alcuni articoli di giornale in cui si notano i caritatevoli rapporti che si stabilivano tra “operatori” e degenti militari, tra le Signore di Carità e i militi al fronte, rapporti fatti di semplici gesti, che, in un periodo di tali sofferenze, risultavano così “umani”:

O care mani…

O care mani delle donne Pie,
che per sentir più da vicino amore,
Restate, lavorando, presso il cuore,
Mosse come da ritmiche armonie,

O care mani che le fantasie
Nostre risognan sempre nell’ardore
Di soccorere ovunque evvi un dolore
ovunque sono veglie e traversie,

Voi benedette, fin che nostra terra
si conforti nell’opre destinate
A lenire i travagli della guerra!

Vi baciano da lunge i combattenti,
Che sanno le carezze che voi date
Ai lor pargoli ignari ed innocenti.

Pavia, Gennaio 1918. Bertoldo”.

Archivio di Stato di Reggio Emilia: Comitato Assistenza Civile provincia RE, cassetta n. III, 1917-1918.

Ospedale Militare, Signorine di buon cuore. Le Signorine Angioletta e Maria Plancher da tempo attendevano i biscotti che lo zio avrebbe loro spedito. La voglia di accontentare la gola fu vinta da un pensiero gentile e delicato. Arrivata la bella scattola ripiena di biscotti la vollero regalata ai feriti dell’Ospedale Militare. Quest’atto di buon cuore lo additiamo ad esempio a tante altre giovanette che nulla sanno sacrificare a beneficio dei poveri sofferenti. 7 Luglio 1917”.

Ringraziamenti dal fronte. La Signora Cinta Benatti di Luzzara, che ha gentilmente confezionati indumenti pei militari combattenti, ha avuto di questi giorni, la gradita sorpresa di ricevere dalla zona di guerra, la seguente cortese letterina, che ben volentieri riproduciamo, perchè serva essa pure di stimolo per tanti a lavorare in favore dei nostri valorosi soldati: «25 Novembre 1915. Cara benchè ignota Signorina, in un caro bigliettino messaggero, gentilmente unito ad un paio di calze distribuitomi in sezione trovai il suo indirizzo. Grazie, animo gentile, grazie infinite! Se Iddio mi darà fortuna e vittoria, ricorderò sempre l’ignota e cara portatrice di tanto augurio! Affettuosamente contraccambio riconoscente: dev.mo Armando Piva, 2° Parco Automobilistico, zona di guerra». 4 Dicembre 1915”.

Ospedale Militare. La sera del 24 Dicembre alle ore 18 è morto in questo Ospedale il soldato Capitanio Giuseppe di Venezia. Fu esempio a tutti di cristiana rassegnazione e lasciò indimenticabile il ricordo della sua fortezza d’animo fra i dolori della lunga e penosa malattia. Furono celebrati solenni funerali con l’intervento dell’Autorità e società cittadina e di molto popolo”.

Ospedale Militare, sotto i cipressi. Lunedì 2 corr. (1917 n.d.r.) alle ore 1 è morto in quest’ospedale il soldato Romano Nunziato di Monte S.Giacomo prov. di Salerno. Ai funerali presero parte i soldati del 66° Fanteria, i soldati della Sanità, i soci della Società Reduci Patrie battaglie e quelli della Società Operaia nonché molte Signore di Guastalla. Alla famiglia addolorata sia di conforto la manifestazione d’affetto che Guastalla ha tributato all’estinto”.

Ospedale Militare. Il giorno 15 corr. (1917 n.d.r.) alle ore 3 è morto in quest’ospedale il caporal maggiore Di Pietro Salvatore di Agnone prov. Campobasso. A nome dell’addolorata famiglia si ringraziano tutte le gentili persone che hanno preso parte ai funerali”.

Fonte: “Il Popolo – corriere guastallese”. Biblioteca Maldotti Guastalla.

La struttura sanitaria guastallese (e non solo, anche quelle della provincia reggiana), oltre ad operare durante tutto il periodo bellico ed aver affrontato il periodo di emergenza sanitaria del 1918 a causa dell’epidemia spagnola, visse un’ulteriore periodo di difficoltà, operativa e organizzativa, alla fine del 1917, dopo la rotta di Caporetto (24 Ottobre 1917). Difatti, dopo la grande disfatta italiana e il ritiro delle truppe, migliaia di soldati italiani si dispersero nei territori dietro le linee, senza guida e senza sapere dove andare o cosa sarebbe successo; le autorità militari videro subito al problema come una diserzione di massa, senza considerare la notevole mancanza di organizzazione (riordino truppe) da parte delle stesse, subito dopo gli avvenimenti del 1917. Questi soldati vennero definiti “gli sbandati di Caporetto” e ben presto le provincie delle immediate retrovie dovettero affrontare la problematica di “questi sbandati”, chiedendo aiuto alle autorità militari.

Si organizzarono così dei campi di “riordino”. In Emilia vennero scelte alcune città per la dislocazione di questi campi: Castelfranco Emilia (MO) per Fanteria, Mirandola (MO) per l’Artiglieria (a cui faceva riferimento anche Luzzara), Guastalla (RE) per il Genio, Copparo (FE) per il Carreggio e le Salmerie, Scandiano (RE) per i Bombardieri e Crevalcore (MO) per le Brigate di Marcia*. Gli stessi campi che, dopo l’armistizio, saranno riutilizzati per l’arrivo dei migliaia di prigionieri italiani dai campi austro-tedeschi-ungheresi.

(* informazione tratta dal libro “Piccola Patria Grande Guerra -la prima Guerra Mondiale a Reggio Emilia-” di Mirco Carattieri e Alberto Ferraboschi).

Guastalla, di competenza del Genio Militare, dovette affrontare notevoli difficoltà, non solo di natura sanitaria, ma anche sociale; i cittadini infatti cercarono di aiutare questi soldati che improvvisamente si riversarono nelle campagne e nelle strade, con senso di carità, pensando magari che fra loro, da qualche parte, potesse esserci un loro compaesano, o familiare. Ma le autorità militari presero subito provvedimenti per proibire qualsiasi rapporto tra “sbandati” e cittadinanza, per evitare diffusioni di malattie, ma soprattutto perchè non si radicasse nei soldati la convinzione di disertare, facendosi nascondere dalla popolazione:

Regio Esercito Italiano
Comando del Campo per le Truppe del Genio

Noi Cav. Uff. Alfredo Giannuzzi-Savelli, Maggiore Generale Comandante delle truppe del Genio riunite nel Campo di Guastalla; Visto la Circolare del Comando Supremo Ufficio Ordinamento-Mobilitazione, n. 134800 R.S. In data 1 Novembre 1917, con la quale si concede al Comando del Campo piena giurisdizione sul territorio del Campo stesso per provvedere alle esigenze dell’ordine pubblico:
Presi Accordi con le Autorità politiche e Civili della giurisdizione

ORDINIAMO:

  • Art.1: nel territorio del Circondario di Guastalla è vietato a chiunque di somministrare vitto e alloggio ai militari di truppa dell’arma del Genio che si presentino isolatamente per ottenerlo.

  • Art.2: Non saranno ammessi al rimborso dall’amministrazione militare buoni di prelevamento per materiali, e vettovaglie di qualsiasi genere, dovendosi dai Comandi dei reparti di truppa procedere agli acquisti mediante pagamento diretto.

  • Art.3: i militari di cui all’art.1 saranno considerati come disertori e le persone che avranno loro somministrato vitto e alloggio verranno denunziate al Tribunale di Guerra pel reato di favoreggiamento di cui all’art. 225 del Codice Penale Comune.

Guastalla, 18 Novembre 1917.
Il Maggiore Generale, Comandante del Campo
A. Giannuzzi-Savelli”

(Biblioteca Maldotti Guastalla)

Alla fine del Dicembre 1917 il Campo venne chiuso.

4 risposte a Soldati sepolti a Guastalla, Ospedali Militari, Comitato Carità

  1. shakira scrive:

    Curcio Francesco nato a nocera terinese Cz in calabria non ho altri dati potete aiutarmi?

    • admin scrive:

      Salve…
      Forse il soldato in questione ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale e non nella Prima?
      Se sì, qualche dato lo può trovare sul sito Onorcaduti del Ministero della Difesa

  2. Eugenio scrive:

    Buon giorno
    Buzzetti Lodovico, fratello di Ernesto mio nonno materno, nato a Pradello Colombo Bettola PC, fu soldato del 206 fanteria e decorato con Croce al merito della guerra 15-18.
    Da una lapide dei caduti posta nel cimitero di Pradello Colombo risulta morto in località ” Bacino”
    Il cognome potrebbe risultare anche “Bosetti” o “Busetti” come fu per il fratello Pietro.
    Qalcuno mi sa dire dove si trova la località Bacino
    Il 206 fanteria ha combattuto il tale località ?

    • admin scrive:

      Salve…
      Da una prima ricerca Buzzetti Lodovico risulta morto a Gorizia il 14 Agosto del 1916…
      In tale periodo la Brigata Lambro (206° Reggimento Fanteria), si trovava nella zona tra Salcano e Gorizia…

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