Storie di AVIATORI

28 Giugno 2011…

Questa sezione è dedicata a storie o personaggi dell’aviazione della Grande Guerra:

  • ROSSI Filippo
  • FERRARI Luigi
  • Aviatori italiani nella Battaglia dell’Ortigara

Sergente FERRARI LUIGI aviatore

Ferrari Luigi, figlio di Giovan Battista, nacque a Verona il 18/06/1895; era Sergente Pilota deposito aeronautica e morì nei cieli di Cordenons (da atto di morte del Comune di Cordenons del 1922) il 23/10/1918.

Dal Ruolo Matricolare:

  • Ferrari Luigi, soldato di leva di 1° categoria, poi passato alla 3° categoria (perdita del padre n.d.t.), lì 17/12/1914
  • Chiamato alle armi per mobilitazione, lì 01/06/1915
  • Tale nella 1° compagnia automobilisti, lì 11/06/1915
  • Caporale in detto, lì 20/10/1915
  • Tale nella scuola di Aviazione in Pisa, lì 10/06/1916
  • Caporale maggiore in detta, lì 20/08/1916
  • Tale pilota nella 21° squadriglia di Campoformido, lì 03/03/1917
  • Sergente in detta, lì 12/02/1918
  • Tale nel XV Gruppo, IV Sezione S.V.A., lì 20/05/1918
  • Morto in seguito ad incidente aviatorio a Cormos, lì 23/10/1918

Il luogo di morte di Luigi è stato molto dibattuto, poichè tutte le fonti consultate riportano diverse località: Cordenons, Cormons, Sacile, ma alla fine, grazie al Comune di Cordenons, si è arrivati ad una conclusione certa: Luigi morì a Cordenons. Confermato anche dal registro parrocchiale di Cordenons (Archivio parrocchiale di Santa Maggiore), in cui venne registrata la morte di Luigi ed una breve descrizione dell’accaduto da parte di Don Florian: l’aereo di Luigi prese fuoco in una lotta aerea in direzione di Sacile..quando l’aereo di Luigi si schiantò, per lui non c’erano più speranze. Si ringrazia la cortesia e disponibilità di Don Alessandro Moro per aver portato conferme a questa vicenda. Luigi venne decorato con 2 Medaglie d’Argento al Valor Militare:

Medaglia Valore Ferrari Luigi sito

Ferrari Luigi, sergente artiglieria a cavallo, 2° gruppo aeroplani, 21° squadriglia. Pilota abile e coraggioso, durante cinque mesi di ininterrotto servizio, compì numerosi e arditi voli, e, dando costante esempio di disciplina e spirito di sacrificio, portò sempre a termine ogni arduo mandato affidatogli. Più volte, attaccato da velivoli nemici, contrappose brillantemente il suo valore e la sua sicura manovra alla superiorità dell’avversario. Cielo del Medio e Alto Isonzo, Maggio-Settembre 1917

Sergente reggimento artiglieria a cavallo, 4° sezione aeroplani S.V.A. Pilota da ricognizione arditissimo ed instancabile, sempre pronto alle imprese più audaci, compiva numerosissimi voli in territorio nemico, sfidando impavido le artiglierie antiaeree avversarie, che parecchie volte gli colpirono l’apparecchio. Unendo il valore all’intelligenza, portava preziose informazioni sul nemico mediante importantissimi rilievi fotografici, di zone lontane, spingendosi parecchie volte oltre le nostre linee in centri importanti. Si distingueva durante l’offensiva nemica sul Montello, eseguendo a bassissima quota ed in condizioni atmosferiche avverse efficaci mitragliamenti di truppa avversaria. Partendo sempre con la stessa fede e con la stessa serenità, lasciava la vita in combattimento durante una delle ultime azioni di guerra. Medio Piave, Maggio-Agosto. Montello 15-16 Giugno. Cielo di Udine e Gorizia, 24 Giugno-23 Ottobre 1918

Ferrari Luigi, il terzo da sinistra in piedi in seconda fila. In piedi da sinistra: sergente di fanteria, capitano di artiglieria, Ferrari Luigi (dietro), tenente di fanteria, sottotenente dei granatieri (quello più alto dietro), capitano dei bersaglieri, tenente, poi il resto da identificare. L’aereo è un Savoia Pomilio SP3

Luigi scrisse molte lettere alla famiglia (madre e sorella): la nipote Paola le conserva gelosamente e mi ha fatto il grande dono di condividerle…

Ecco alcuni stralci:

Campoformido, 21/6/1917

Mamma cara
Prendo l’occasione di questo mio amico motorista nella mia squadriglia per inviarti la fotografia qui accludo e mie notizie a voce. Questo mio amico che si chiama Bellini, figlio del proprietario di una fabbrica di maglierie di Milano, ti prego perciò di accoglierlo bene perchè è un ottimo ragazzo. Se hai tempo di scrivermi 4 righe puoi consegnarle a lui. Saluti e baci affettuosi a te Ester e Emi. La fotografia presa dall’alto ti prego di conservarla con cura perchè è un prezioso documento della giornata del 23 Maggio 1917 nella quale abbiamo partecipato con 140 apparecchi al bombardamento sul Carso.
Ciao e bacioni,
Gino

Questa la scrisse il giorno prima di morire:

Zona Guerra, 22/10/1918

Mamma cara
Spero tu abbia ricevuto tutta la roba che ti mandai a mezzo del signor Ten. Testa che gentilmente si prestò nell’occasione del suo arrivo a Milano. Il Ten. Testa è di Trento ed è molto fresco di Pergine dove conta molte amicizie. Egli è pure un carissimo amico per me e da lui ho già avuto molti favori che ho sempre cercato di contraccambiare. La cartella del prestito la puoi tenere per il momento, salvo a venderla non appena avrà un rialzo buono. Ora, se le cose vanno per la dritta via, ne devo avere altre 3 e mezza, cioè una al mese per 3 mesi, più L.300 per l’apparecchio abbattuto e del quale ho già conferma ufficiale. Serviranno per il dopo guerra. La salute è sempre ottima, anzi nei giorni scorsi, per causa del tempo piovoso ho avuto agio di riposarmi bene e di preparami bene per la prossima azione che probabilmente si avrà sul nostro fronte. Verrò in licenza dopo l’azione, e spero di rivedere la Sig. Rita e famiglia a Udine. Pertanto salutami tutti. Scrivimi presto e datemi spesso notizie. Ti raccomando la disinfezione per l’influenza. E l’Emi ha deciso?A Te Emi ed Ester i più affettuosi baci e saluti
Gino

Questa lettera invece, molto commovente, è del 1920 e racconta del rispetto con cui venne sepolto Luigi. La lettera, indirizzata alla famiglia Ferrari, è di una signora che era presente al funerale di Luigi:

Cordenons, 11 Marzo 1920

Cara Signora Ferrari
Mio fratello Ernesto, che come Ella sa rimase qui durante l’invasione, ha ricevuto una lettera da un ufficiale aviatore austriaco dove c’è un brano che riguarda il di Lei Luigi ed ecco cosa ne dice: «Tra il giorno 22 o 23 Ottobre del 1918 quando venni al Cimitero di Cordenons per la tumulazione della’aviatore Italiano Ferrari Luigi IV aerop. S.V.A. che era stato atterrato a Sacile, nato a Verona nel 1895 […]. Soltanto ora mi venne di ricevere quella parte del mio bagaglio smarrito nella ritirata ed in questo oltre ai su esposti pochi cenni vi trovai pure un bottone da polsino che io ho levato al morto e che dimenticai allora di consegnare. Forse ai genitori del Ferrari farà piacere di avere questo oggetto che il loro povero figlio portava con sé nell’ora della sua morte. Lo mando a Lei perchè faccia quello che crede. Se si ricorda, il giorno della tumulazione pioveva a dirotto e Lei al Cimitero mi disse presso a poco le seguenti parole: “Signor Tenente, ringrazio Lei a nome dei genitori del Morto ed in nome mio per il pietoso procedere verso un sottufficiale nemico e per il bel funerale che gli venne fatto malgrado la contrarietà del tempo”». Fino qui la traduzione. Ecco come ora ci procuriamo il piacere di farle pervenire qui accluso il prezioso cimelio, mentre visiatiamo di frequente la tomba del prode aviatore dove figurano ancora i fiori che Lei vi portò. Gradisca, cara Signora Ferrari, i nostri cordiali saluti.
A.G.

Luigi riposa oggi nel Cimitero di Verona.

Luigi col suo aereo, un Ansaldo SVA 5

Grazie infinite a Bruno e Roberto Mantiero per le preziose informazioni


Sottotenente ROSSI FILIPPO aviatore

Il pilota Filippo Rossi, fratello di Piero Rossi, fu un aviatore durante la Grande Guerra, in qualità di aspirante ufficiale. Fu anche Centurione della Milizia nella Guerra di Spagna. Nacque ad Arezzo il 29 Febbraio 1896, figlio del generale Italo e della Vignola Clementina. Al termine della Guerra avrebbe ricevuto due medaglie al Valore Militare: la prima di Bronzo, per la Battaglia dell’Ebro (1936-1939), la seconda, anch’essa di bronzo, nel 1917, durante la Grande Guerra. Ecco la motivazione della prima:

“Ufficiale della Milizia, volontario di Spagna e di ogni rischiosa impresa di guerra, addetto all’ufficio operazioni del C.V.T. per i collegamenti aereo terrestri, durante tutta la battaglia dell’Ebro dette indubbie prove del suo valore; con ammirevole calma, sotto un bombardamento aereo continuò il suo servizio e ripetutamente assolse incarichi rischiosi presso le truppe più avanzate, sempre con zelo ed intelligenza”.
O.M.S., 9 marzo-18 aprile 1938

Presso la Biblioteca Maldotti di Guastalla, sono conservati gli unici due documenti riguardanti i fratelli Rossi: la lettera di Piero scritta alla mamma e il messaggio lanciato da un aereo nemico, che riguarda il ferimento di Filippo, nel 1917…

Il messaggio, lanciato da un aereo austriaco il 10 Luglio 1917, in cui si parla del ferimento del Sottotenente Rossi, della 113° Squadriglia Feltre.  La 113° Squadriglia si costituisce il 18 marzo 1917 a Torino. Il personale si sposta a fine mese ad Arcade (TV), ed a partire dal 28 Aprile il reparto si addestra sugli aerei a Campoformido (UD). Poi si mobilita il 10 maggio 1917 al comando del capitano pilota Van Axel Castelli Mario, con i piloti tenente Iacopini Alberto, aspirante Rossi Filippo, sergente Monzardo Giovanni. Il 14 giugno 1917 in Val Fassa-Asiago, l’asso ungherese Kiss (pilota Josef Kiss, ungherese di nazionalità slovena, considerato uno tra i migliori aviatori delle squadriglie austriache, nei combattimenti aerei), abbatte il Saml dell’aspirante Rossi Filippo e del tenente osservatore Negro Ugo (vedi paragrafo più avanti).
I due aviatori fanno in tempo a sabotare l’aereo prima di essere catturati.
Per tale fatto d’arme il Sottotenente Rossi Filippo si meritò una Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Ecco la motivazione:

Medaglia Bronzo Valore recto sito

Medaglia di Bronzo al Valore Militare
“Dotato di belle virtù militari, durante una ricognizione aerea gravemente ferito alla faccia da un cacciatore nemico, con l’apparecchio colpito in più parti vitali, tentò ogni mezzo per tornare alle proprie linee, avendo da portare notizie e fotografie importantissime. Con grande abilità e coraggio si liberò dell’avversario, ma l’atterraggio in territorio nemico fu inevitabile. Aiutato dall’osservatore colle ultime forze rimastigli incendiò l’apparecchio”. Cielo di Val d’Assa (Altipiano d’Asiago), 14 giugno 1917 “

In merito alla sopracitata motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, ho trovato un articolo di giornale, in cui viene riportata una lettera di Filippo al padre, in cui racconta proprio gli avvenimenti di quel giorno, 14 Giugno 1917:

L’avventura di un Tenente aviatore nostro concittadino. Siamo ben lieti di pubblicare la seguente cartolina colla quale il nostro Concittadino Filippo Rossi, tenente aviatore, con semplice ma eloquente finezza soldatesca, comunica al padre la propria cattura. Sebbene datata dal 17 Giugno, non è stata ricevuta che pochi giorni sono. In essa nessuna iattanza, ma la narrazione parca, genuina, naturale di estreme e terribili trepidanze superate, più che per fortuità di casi, per ardimentosa freddezza d’animo. Ed è ciò che ne costituisce il vero pregio e che la rende degna di pubblicazione:

«Caro Papà,
il giorno 14, mentre eseguivo una ricognizione fui attaccato da due caccia nemici. Alla prima scarica delle loro armi mi viene forato il serbatoio della benzina e tagliati i comandi. Mi trovavo a 4.000 metri. La nostra mitragliatrice si era inceppata. Alla seconda scarica una palla mi colpì dietro l’orecchio sinistro uscendomi dallo zigomo. Intanto il motore si era fermato; Il sangue mi acciecava. Riuscii a girare verso la Patria ed a ficcarmi in una nube e seguitai a scendere dolcemente. Toccai terra capovolgendomi. Uscito dai rottami, mentre l’apparecchio incendiato bruciava, vidi dei soldati Austriaci. Fu quello il peggior momento della mia vita! Ora sto bene. La ferita guarisce rapidamente. Baciami tutti così. Di’ a mamma di farsi coraggio. Filippo».

Nel congratularci coll’egregio Giovane per l’estremo pericolo miracolosamente superato, toto corde gli auguriamo che possa presto trovare nella famiglia il più soave conforto alle amarezze presenti che, per quanto dure, segnano la più bella pagina della sua vita. 11 Agosto 1917”.

Fonte: “Il Popolo – corriere guastallese -”. Biblioteca Maldotti Guastalla.

L’aviatore Filippo Rossi morì con il grado di Tenente Colonnello nel 1975. Un enorme grazie a Valore Militare (forum Miles) per l’aiuto e la collaborazione.

La tomba (Cimitero Comunale di Guastalla) della Famiglia Rossi:

 

Aviatori italiani nella Battaglia dell’Ortigara

Presso la Biblioteca Maldotti di Guastalla trovai un documento, precisamente un messaggio lanciato da un aereo, che racconta le vicissitudini di alcuni Aviatori Italiani durante la Battaglia dell’Ortigara del 1917; tra questi aviatori c’era anche Filippo Rossi, fratello di Piero Rossi (vedi sezione “Famiglia Rossi“).  Su internet ho trovato un blog creato da “Basco Grigioverde“, un paracadutista militare; all’interno del sito, tra i tanti, interessantissimi articoli, c’è un articolo proprio sulla battaglia aerea dell’Ortigara (vedi in fondo alla pagina), in cui sono nominati TUTTI gli aviatori del documento-messaggio sopracitato, datato 1917 e lanciato da un aviatore austriaco:

Il retro:

(Fonte: Biblioteca Maldotti di Guastalla, Miscellanea n.396)

Copia Messaggio lanciato da un aeroplano nemico sul territorio della 30° Divisione (26° Corpo d’Armata), il giorno 10 Luglio 1917.
Gli aviatori Italiani!
Via siamo notizia degli seguenti aviatori italiani caduti:

  • 3 Giugno. Un aeroplano di marina. Osservatore: capitano Tito Zamperotti (Tito Zamperetti). Pilota caporale Alessandro Beretta. Tutti e due morti e sepolti al campo santo militare di Campi presso Riva (Località Campi presso Riva del Garda).
  • 5 Giugno. Un apparecchio tipo Saml vicino S. Daniele (caital). Osservatore: sotto tenente Francesco Blasi (Vitale Blasi). Pilota sergente Carlo Baldi (Carlo Balbo) della 112 sq. Villadorla (Villaverla). Tutti due vivi!.
  • 10 Giugno. Un Caproni nel Vallone di Portule in conseguenza all’esplosione delle bombe brucciatto. Mori (morì bruciato).Tenente Caneva (Federico Caneva) sottotenente Arici ( Massimiliano Arici) sottotenente Lodesani (Lodesani Emilio) caporale Betteghala (Romedio Betteghella).
  • 9 Luglio. Un Caudron presso Borgo (app c605) (Borgo Valsugana) sottotenente Podrazzi sottotenente Bugenotti. Tutti due morti e sepolti a Borgo.
  • 14 Giugno. Un apparecchio tipo Saml vicino Roana. Osservatore sottotenente Negro (Ugo Negri) pilota sottotenente Rossi 113° squadra Feltre (Filippo Rossi, fratello di Piero: vedere sezione apposita) sottotenente Rossi leggermente ferito. Una lettera del sottotenente Negro allegata (non ritrovata)

Tutti gli caduti furono con onori militari sepolti.
La notizia del nostro sottotenente Barone Fiedler cadutto a Feltre abiamo ricevutto.
Gli aviatori austriaci di Pergine.
Questa notizia è stata gettata in 3 esemplari al 10 Luglio 1917 “

Dall’Albo dei Caduti:

  • Beretta Alessandro: caporale 1° Squadriglia Idrovolanti, nato nel 1882 a Genova, morto il 3 Giugno 1917 nel cielo di Trento, per ferite riportate in combattimento aereo. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
  • Zamperetti Tito: capitano di complemento 1° Squadriglia Aeroplani, nato nel 1890 a Cornedo (Vicenza), morto il 3 Giugno 1917 nel cielo di Tione (Trento) in combattimento aereo. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
  • Caneva Federico: tenente in servizio attivo 31° Squadriglia Aeroplani, nato nel 1895 a Milano, morto il 10 Giugno 1917 nel cielo di Asiago per ferite riportate in combattimento aereo. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
  • Lodesani Emilio: sotto-tenente di complemento 5° Squadriglia Aeroplani, nato nel 1888 ad Albinea (Reggio Emilia), morto il 10 Giugno 1917 sul cielo di Asiago per ferite riportate in combattimento aereo. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
  • Betteghella Romedio: caporale 5° Squadriglia Aeroplani, nato nel 1893 a Trevenzuolo (Verona), morto il 10 Giugno 1917 nel cielo di Asiago in seguito ad incidente di volo. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Articolo dalla rivista Aeronautica:

 L’aviazione italiana nella Battaglia dell’Ortigara

4 thoughts on “Storie di AVIATORI

  1. Giribaldi Giulio says:

    Piccola precisazione su Zamperetti :
    Comandante della I Squadriglia Idrovolanti di Desenzano.
    Il Cap.oss. Tito Zamperetti con il caporale pilota Alessandro Beretta vennero abbattuti e caddero presso Torbole il 3 giugno 1917, il loro velivolo venne colpito dall’artiglieria e poi in fase di planata venne attaccato da un aereo nemico che lo colpì nuovamente facendolo andare in fiamme. I due aviatori caddero lontani dal loro velivolo; raccolti i loro cadaveri vennero recuperati e seppelliti presso il cimitero di Campi, Riva, detto “degli Eroi”.

  2. Alessio Meuti says:

    Vi scrivo a proposito del Serg. Pilota Luigi Ferrari di Verona. Da un controllo effettuato non ci risulta essere appartenuto alla 27^ Squadriglia, bensì alla 21^, 22^ poi alla 4^ Sezione SVA divenuta 56^ Squadriglia tre giorni prima dell’incidente fatale. Una scheda dedicata a questo aviatore scaligero compare sul nostro sito alla pagina http://www.quellidel72.it/storie/aviatori.ferrari.htm.
    Bellissimo sito, complimenti. Noi stiamo facendo un catalogo degli aviatori veronesi e veneti della Grande Guerra , se ci fosse la possibilità di collaborare, ne saremmo lieti.
    Buon lavoro

  3. mario says:

    COLLI GUIDO medaglia d’argento V.M. Sergente Maggiore 2° squadriglia aeroplani Caproni, morto il 15 novembre 1917 in un reparto sommeggiato

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