Affondamenti Navi Grande Guerra

 

9 Aprile 2012
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di Musi Silvia

Ricercando i caduti dell’affondamento del Piroscafo Principe Umberto, ho avuto modo di osservare quanti altri soldati e marinai sono morti negli affondamenti di navi durante la Grande Guerra…Ogni singolo episodio, ogni singolo caduto meriterebbe uno spazio dedicato…Ad oggi non mi è possibile attuare questo imponente progetto, ma vorrei ugualmente dedicare questa stanza a tutti i caduti in mare della guerra, elencando di seguito una cronologìa storica dei principali affondamenti (le date o i nomi seguiti da asterisco * sono in verifica, cioè diverse fonti danno dati discordanti).

N.B. Vi sono inseriti anche elenchi di caduti nei relativi affondamenti: tali elenchi sono stati desunti in base alla data di morte del singolo caduto, estrapolata dall’Albo d’Oro Ministeriale dei Caduti della Grande Guerra. Se vi dovessero esserci errori, vi prego di segnalarlo…

PER I MARINAI D’ITALIA.
A Te, o grande, eterno Iddio Signore del cielo e dell’abisso cui obbediscono i venti e le onde, uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Soldati d’Italia, da questa nave armata dalla Patria, leviamo i cuori! Salva ed esalta nella sua fede o gran Dio la nostra nazione: Salva ed esalta il Re; dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera, comanda che le tempeste ed i flutti servano a lei, poni sul nemico il terrore di lei:fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro più forti del ferro che cinge questa nave; a lei per sempre dona vittoria. Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care Genti: benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che per esso vegliamo in armi sul mare.
BENEDICI!”.

  • 19 Gennaio 1915: affondamento piroscafo “Varese. Anche se l’Italia non era ancora entrata in guerra, il piroscafo affondò per cause belliche (una mina), per cui ritengo giusto citare anche questo episodio, ove vi perirono 20 uomini dell’equipaggio (citati dal Signor Lorenzo Colombo che ha fatto la segnalazione, a fondo pagina nei commenti)
  • 24 Maggio 1915: affondamento cacciatorpediniere “Turbine“, nelle acque di Barletta, in seguito a bombardamento per mano di navi austriache (Helgoland, Tatra, Csepel). Il Turbine si sacrificò per difendere Barletta da un bombardamento nemico; da altra fonte: “Il Turbine fu intercettato dopo il bombardamento di Barletta e fu affondato dopo un combattimento durato circa due ore, a metà strada tra il Gargano e Pelagosa“. Comandante del Turbine era Bianchi Luigi (ferito ma sopravvissuto, fatto prigioniero assieme al resto dell’equipaggio salvatosi, nato a Genova, classe 1873, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare), così si salvò anche il comandante in seconda Tenente di Vascello Ferrari Mario (nato a Spezia, decorato con  Medaglia d’Argento al Valor Militare), mentre circa 15 uomini dell’equipaggio morirono (Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, risultano 10 morti):

Elenco caduti TURBINE

 

  • 24 Maggio 1915: questa data non corrisponde ad un affondamento di nave, bensì ad un bombardamento navale della città Ancona. Questo terribile avvenimento, in cui persero la vita civili e militari, merita di essere ricordato in questa sezione: “Bombardamenti ed esplosioni: le vittime
  • 10 Giugno 1915: affondamento R.sommergibile “Medusa“, presso Cortellazzo-Lido, per mano del sommergibile nemico U 11 (Comandante Heino Von Heimburg). Persero la vita 15 uomini dell’equipaggio (5 superstiti: Tenente di Vascello Giovanni Battista Carniglia e 4 marinai, dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre), tra cui il Tenente di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore Regia Marina Vitturi Alessandro, classe 1879, nato a Vicenza, capitaneria di porto di Venezia, decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Il Tenente di Vascello Vitturi risulta sepolto nel Tempio Ossario del Sacrario Lido di Venezia. Al Sacrario di Redipuglia vi sono i resti dei 14 caduti, recuperati negli anni ’50:

Elenco caduti MEDUSA

Sommergibili tipo Medusa sito

  • 26 Giugno 1915: affondamento torpediniera “5PN“, per mano del sommergibile austriaco U 10. Comandante della nave Tenente di vascello Spano Matteo. Perirono 2 uomini. Le lettere PN sono le iniziali del cantiere di costruzione della nave, in questo caso “Pattison-Napoli”:
    • Cuneo Ugo (Albo Caduti: Cannoniere C.R.E.M., nato a Porto Torres, capitaneria di Porto di Porto Torres)
    • Penso Giocondo Renato (Albo Caduti: Sottonocchiere C.R.E.M., nato a Cervia, capitaneria di Porto di Rimini)
  • 1 Luglio 1915: affondamento veliero “Sardomene” nelle acque irlandesi, per siluramento per mano del sommergibile tedesco U 24. Trasportava legname australiano e a bordo vi erano italiani, russi, spagnoli e svedesi. Morirono 9 membri dell’equipaggio (7 erano italiani), compreso il Tenente di Vascello Bianchi Nardo (*)
  • 7 Luglio 1915: affondamento incrociatore “Amalfi” in seguito a siluramento per mano di un sottomarino nemico (UB-14) a pochi Km da Venezia. Capitano di Vascello Riaudo Giacomo (sopravvissuto). Persero la vita 72 uomini (da altra fonte morirono 37 uomini, dal libro di Sorini “La Marina italiana nella 1° Guerra Mondiale”) tra cui il Guardiamarina di Complemento C.R.E. Pellizzetti Giovanni Battista, nato a Genova, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare, ma il restante equipaggio si salvò.

  • 13 Luglio 1915: affondamento torpediniera “17OS” presso Istria, in seguito a urto contro mina. Le lettere OS sono le iniziali del cantiere di costruzione della nave, in questo caso “Odero-Sestri”.

Torpediniera OS17 sito bis

 

  • 18 Luglio 1915: affondamento incrociatore “Giuseppe Garibaldi“, presso Ragusa, in seguito a siluramento del sommergibile austriaco U 4 (Comandante Rudolf Von Singule). Tenente di Vascello Nunes Franco Fortunato (sopravvissuto). Perirono 53 uomini dell’equipaggio:

Elenco caduti GIUSEPPE GARIBALDI

Nave Giuseppe Garibaldi sito

  • 5 Agosto 1915: affondamento sommergibile “Nereide” (attraccato all’isola di Pelagosa) in seguito a siluramento da parte del sottomarino U 5 e del suo Comandante austriaco Von Trapp. L’equipaggio e il comandante risalirono a bordo del sommergibile nella speranza di salvarlo…ma fu inutile… Morì tutto l’equipaggio del Nereide (20 uomini), compreso il Capitano di Corvetta in servizio attivo Stato Maggiore R.M., Del Greco Carlo, classe 1873, nato a Firenze, capitaneria di porto di Venezia, Medaglia d’Oro al Valor Militare:

Elenco caduti NEREIDE

 

  • 17 Agosto 1915: affondamento sommergibile “Jalea“, in seguito ad esplosione di mine (posizionate a sbarramento dal nemico) presso il Golfo di Trieste (a circa 6 miglia da Grado). Perì quasi tutto l’equipaggio (vi fu un solo sopravvissuto), tra cui il Capitano di Fregata in servizio attivo Stato Maggiore R.Marina Giovannini Ernesto, classe 1872, nato a Piacenza, compartimento marittimo di Venezia, decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare

Presso il Sacrario di Redipuglia vi è una Targa Commemorativa “in memoria” di alcuni dei caduti, dispersi in mare. L’unico sopravvissuto fu il Sottocapo Torpediniere Vietri Arturo (nato ad Avellino, Medaglia d’Argento al Valor Militare):

Elenco caduti JALEA

 

  • 27 Settembre 1915: affondamento corazzata “Benedetto Brin” a Brindisi in seguito ad esplosione della Santa Barbara (deposito munizioni) per un sabotaggio austriaco. Ci furono circa 420* perdite di uomini (da altra fonte 451 morti, 21 ufficiali e 433 marinai), tra cui il Contrammiraglio in servizio ausiliario Stato Maggiore R.M. Rubin De Cervin Ernesto, classe 1860, nato a Torino, capitaneria di porto di Venezia, il Capitano di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore Regia Marina, Fara Forni Gino, classe 1867, nato a Pettenasco (Novara), il Tenente di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore Regia Marina Becchi Luigi, classe 1884, nato a Savona, capitaneria di porto di Venezia, il Tenente di Vascello Marsiglia Armando (Napoli), il Tenente di Vascello Talarico Alfredo, nato a Napoli e il Capitano Macchinista in servizio attivo C.R.E.M. Ciabatti Pietro, classe 1870, nato a Milano, capitaneria di porto di Spezia.

 

  • 30 Settembre 1915: affondamento piroscafo “Cirene” sulla rotta Italia-Isola di Creta, per mano del sommergibile tedesco U-39:
  • Michelizza Domenico (Albo Caduti: Soldato 39° Regg.Fanteria, nato a Ciseriis, distretto militare di Sacile)
  • 7 Novembre 1915: affondamento piroscafo passeggeri “Ancona” nel Golfo di Cagliari (tratta Napoli-New York), in seguito a siluramento per mano del sommergibile U-38 (Comandante Max Valentiner). Ci furono circa 206 vittime, tra cui la maggior parte civili emigranti. Comandante della nave (sopravvissuto) il genovese Massardo Pietro
  • 9 Novembre 1915: affondamento piroscafo “Firenze” al largo di Siracusa per mano del sommergibile U-38 (comandante Max Valentiner). Comandante della nave (sopravvissuto) Merlo Giovanni. Morirono circa 15 persone*
  • 10-13* Novembre 1915: affondamento mercantile armato “Bosnia“, nelle acque di Creta (presso Candia), per siluramento per mano del sommergibile tedesco U-34. Comandante della nave Messina*. Numero delle vittime: 13*
  • 20 Novembre 1915: affondamento veliero “Liguria*” (in verifica data e nome)
  • 23 Novembre 1915: affondamento piroscafi “Palatino, Iniziativa e Gallinara” e il veliero “Unione” (quest’ultimo autoaffondato) per mano del sommergibile U-16. Il piroscafo Iniziativa era in rotta per Civitavecchia; vi perirono:
  • Bedinotti Tullio, nato a Corinaldo, figlio di Amato, classe 1883, capitaneria di porto di Ancona
  • 4 Dicembre 1915: affondamento piroscafo “Re Umberto” al largo di Valona, per urto contro una mina nemica. Era adibito al trasporto truppe. Vi perirono circa 40 uomini, tra cui uomini di truppa (Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, morirono 53 dei 765 uomini a bordo). Comandante della nave Razeto Giovanni Battista da Camogli:

Elenco caduti RE UMBERTO

 

  • 4 Dicembre 1915: affondamento cacciatorpediniere “Intrepido” nelle acque tra Saseno e Capo Linguetta, per urto contro mine (piazzate dal sommergibile tedesco UC-14). Capitano di Corvetta Leva (sopravvissuto). Perirono 4 uomini dell’equipaggio tra cui il Guardiamarina Valatelli Silvio:

Elenco caduti INTREPIDO

 

  • 6 Gennaio 1916: affondamento piroscafo “Brindisi” per urto contro una mina. Da altra fonte: 300 perdite tra cui soldati italiani e soldati montenegrini
  • 8 Gennaio 1916: affondamento incrociatore ausiliario “Città di Palermo“, in seguito a scoppio di mine, con una perdita di circa 90 uomini, inglesi e italiani (Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, a bordo 540 uomini tra equipaggio italiano e truppe inglesi, ed i morti furono 87, di cui 54 inglesi e 33 italiani e 24 feriti). Capitano di Fregata Enrico Cuturi, sopravvissuto insieme al Sottotenente di Vascello Cafiero Luigi
  • 21 Febbraio 1916: affondamento nave ospedale “Marechiaro“, al largo di Durazzo, in seguito ad esplosione di mina (piazzata da un sottomarino tedesco). La Marechiaro stazionava a Durazzo in appoggio all’imbarco dei civili e militari serbi. Da altra fonte: 33 vittime e 104 superstiti
  • 23 Febbraio 1916: affondamento dragamine “Monsone“, per mano del sommergibile-posamine U-12 nelle acque presso Durazzo.
  • 30 Maggio 1916* (in verifica): affondamento veliero “Anna” per siluramento nei pressi dello Stretto di Gibilterra. Morì tutto l’equipaggio (circa 21), compreso il Comandante Schiaffino Filippo* da Camogli (in verifica).
  • 8 Giugno 1916: affondamento piroscafo “Principe Umberto”, nelle acque presso Valona, in seguito a siluramento (vedere sezione dedicata).
  • 23 Giugno 1916: affondamento incrociatore ausiliario “Città di Messina” vicino a Otranto, per siluramento per mano del sommergibile U-15 comandato dal Lschlt. Friedrich Fanhdrich. Tenente di Vascello Carasso Giuseppe (nato a Udine, sopravvissuto, decorato Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Morirono circa 33* uomini
  • 28 Giugno 1916: affondamento torpediniera “Serpente” presso S.Maria di Leuca, in seguito a collisione con un piroscafo. Perdono la vita 5 uomini dell’equipaggio:
    • Abbattista Attilio (Albo Caduti: Sotto Capo meccanico R.R. equipaggi, nato a Fossacesia, capitaneria di porto di Ancona)
    • Buccarello Giuseppe (Albo Caduti: Fuochista C.R.E.M., nato a Gagliano del Capo, capitaneria di porto di Brindisi)
    • Di Marca Angelo (Albo Caduti: Sottocapo meccanico C.R.E.M., nato a Caltanisetta, capitaneria di porto di Siracusa)
    • Flamini Pietro (Albo Caduti: Fuochista scelto C.R.E.M., iscritto di leva a Porto Recanati, capitaneria di porto di Ancona)
    • Rizzo Raffaele (Albo Caduti: Torpediniere C.R.E.M., nato a Lecce, capitaneria di porto di Cagliari)
  • 3 Luglio 1916: in questa data non avvenne un affondamento, bensì un incidente avvenuto al pontile Pirelli-Pagliari. Ci fu una imponente esplosione di vagoni treno contenenti esplosivi, presso il molo Pirelli, a La Spezia: VAI alla sezione dedicata.
  • 10 Luglio 1916: affondamento cacciatorpediniere “Impetuoso“, nelle acque vicino Otranto, per mano del sommergibile U-17 (Comandante Zdenko Eugen Hudecek). Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, risultano 37 vittime, su 88 uomini di equipaggio
  • 14-15 Luglio 1916: affondamento sommergibile “Balilla“, a circa 10 miglia a nord di Lissa, in seguito a violento fuoco di artiglieria per mano di due torpediniere austriache (65 e 66 T). Tutto l’equipaggio morì (38 uomini), compreso il Capitano di Corvetta in servizio attivo Farinata Degli Uberti Paolo Tolosetto, classe 1876, nato a Verona, capitaneria di porto di Venezia, Medaglia d’Oro al Valor Militare (data in memoria il 20 Aprile 1919, in commutazione a quella d’Argento)

Sommergibile Balilla sitoFoto Regio Sommergibile Balilla, gentilmente concessa da Marco Lolli, nipote del Sottotenente Lolli Nidio, caduto nell’affondamento del sommergibile. Riproduzione vietata.

Elenco caduti BALILLA

 

  • 29 Luglio 1916: affondamento piroscafo “Letimbro” per mano di un sommergibile nemico, a circa 110 miglia da Bengasi direzione Siracusa, alle ore 7 circa. A bordo vi erano 58 uomini dell’equipaggio, 150 civili passeggeri e circa 80 militari. Comandante della nave Urso Vincenzo (sopravvissuto, nato a Palermo, Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Vi perì invece il Capitano in servizio attivo del 50° Reggimento Fanteria Ghio Giulio nato a Napoli. Un esaustivo racconto dell’avvenimento lo si può trovare a questo indirizzo :Serracapriola“. Dall’atto di morte di un militare perito nell’affondamento: “Piroscafo Letimbro, iscritto al n.13 delle navi a vapore del Compartimento Marittimo di Palermo, affondato il 29/07/1916 alle ore 7 circa, in rotta da Bengasi a Sirucusa, in viaggio postale e precisamente alla distanza di 110 miglia da Bengasi…”. I sopravvissuti furono in parte soccorsi dall’incrociatore Guerrazzi e dalla nave francese Consul Horn.

Elenco caduti LETIMBRO

 

  • 2 Agosto 1916: affondamento nave “Leonardo Da Vinci” a Taranto, in seguito ad esplosione. Vi perirono 203 uomini (21 ufficiali, 41 sottoufficiali e 141 uomini dell’equipaggio) (anche secondo il libro di Hans Sokol le vittime furono: 21 ufficiali e 182 uomini dell’equipaggio, ma dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre risultano periti 20 ufficiali e 227 sottufficiali e marinai su 1156 uomini di equipaggio, per un totale di 248 vittime) tra cui il Sottotenente di Vascello di Complemento C.R.E. Delle Piane Luigi (classe 1890, nato a Camogli), il Capitano di Fregata Ferrero Giulio (Napoli) e il Capitano di Vascello in servizio attivo S.M.R.M. Sommi-Picenardi Galeazzo, classe 1870, nato a Corte dè Frati (Cremona), capitaneria di porto di Venezia, Medaglia d’Oro al Valore di Marina

  • 4 Agosto 1916: affondamento piroscafo “Siena” per mano del sommergibile tedesco U-35, in rotta verso Genova.

“Il Siena stazzava 4372 tonnellate. Venne costruito e varato nel 1905 nei Cantieri Navali Nicolò Odero di Sestri Ponente. Era commissionato dalla Società Italia di Navigazione, come nave passeggeri, con propulsione a vapore e macchina alternativa e con doppia elica. Disponeva di circa 70 comode cabine di prima classe e di circa 1290 cuccette per il trasporto allora molto richiesto di emigranti e anche capienti stive per il trasporto di merci varie. Era, assieme alla sua gemella Bologna, una bella e veloce neve per i primi anni del 1900. Fu poi ceduto, nel 1913, alla compagnia – La Veloce Navigazione Italiana Genova – e da subito venne utilizzato per i collegamenti tra Italia e le due Americhe. Comandato dal Capitano Da Passano,il suo affondamento avvenne proprio mentre rientrava in patria da Colon (Panama). Dopo aver fatto scalo al porto di Marsiglia e ripartito la mattina dopo per Genova, venne intercettato a circa 20 miglia a S.W. dell’Isola di Planier (Golfo del Leone) da un sommergibile Tedesco. Era l’ U-boat U35 comandato da Lothar Von Arnauld de la Periere che lo catturò e iniziò il canoneggiamento con granate esplosive e incendiarie sparate da breve distanza, senza nessuna pietà per passeggeri ed equipaggio che cercavano di mettersi in salvo ammainando le scialuppe che erano a bordo. Il Siena, inerme e immobile era ormai condannato al suo destino; con molteplici falle aperte dalle granate esplose sulla linea di galleggiamento, iniziò ad imbarcare acqua. Delle 142 persone imbarcate ne perirono 46 (18 passeggeri e 28 membri dell’ equipaggio); gli altri si salvarono riuscendo a salire in tempo sulle lance di salvataggio e allontanarsi. Affondò alle ore 11.30 del 4 agosto 1916 (coord. geogr. 42°, 55′ N, 05°, 10′ E). Il mare era calmo, non ci furono vittime per annegamento, ma tutte in conseguenza del selvaggio cannoneggimento subito. Fu la perdita più grave di vite umane per – La Veloce – durante il periodo di guerra del 1915-1918″.

di Gianni Gomirati, nipote di Andrea Valle disperso nell’affondamento.

Elenco caduti SIENA

piroscafo-siena1Foto del piroscafo Siena, per gentile concessione del Signor Pittaluga Francesco

  • 14 Agosto 1916: affondamento veliero a motore “Pantelleria“, nel Golfo di Taranto, silurato da sommergibile (U-4 austriaco).

Elenco caduti PANTELLERIA

 

  • 17 Agosto 1916: affondamento piroscafo “Stampalia“, in seguito a siluramento. comandate della nave, sopravvissuto, Lavarello Eugenio. Lo STAMPALIA era un piroscafo passeggeri, costruito e varato dai -Cantieri Navali Riuniti- di Spezia, su commissione della compagnia genovese -La Veloce Navigazione Italina-. IL primo nome del piroscafo era OCEANIA, stazzava Circa 9.000 tonnellate, con 145 metri di lunghezza e 17 di larghezza. Con propulsione a vapore e macchina alternativa a triplice espansione e con doppia elica. Sviluppava una velocità massima di 16 nodi. Disponeva di 100 cabine di Prima Classe e 2400 cuccette di Terza. Inizialmente prese servizio sulla rotta, molto battuta da emigranti, Genova, Napoli, Palermo, New York. Nel 1911 fu modificato riducendo a sole 30 le cabine di Prima Classe e attuandone 220 di Seconda e 2400 di Terza. Ultimato il nuovo allestimento, nel 1912 fu ribattezzato -STAMPALIA- e utilizzato sulla rotta fissa Genova-Napoli-New York. Nel 1915 venne requisito dal governo italiano per essere utilizzato come trasporto di truppe per le zone di guerra.
    Il 17 agosto 1916, mentre trasportava armamenti da Genova a Salonicco (Grecia ) per il conflitto in Macedonia, fu Intercettato dall’ U-Boat tedesco UB 47, comandato dal Capitano Wolfgang Steinbauer; silurato e affondato a 30 miglia a Sud di Capo Matapan (Peloponneso-Grecia, coord. geogr. 30° 40′ N. – 22° 10′ E). Grazie a Gianni Gomirati per la ricerca sullo Stampalia. Dal verbale dell’affondamento risultavano 167 persone dell’equipaggio e 26 militari a bordo
  • 29-30 Agosto 1916: affondamento cacciatorpediniere “Audace” in seguito a collisione con un piroscafo al largo di Capo Colonne (Ionio). Comandante Piazza, Capitano di Fregata
  • 16-17 (durante la notte) Ottobre 1916: affondamento cacciatorpediniere “Nembo“, in seguito a siluramento nelle acque tra Valona e Santi Quaranta, per mano del sottomarino austriaco U-16 (comandato da Orest Ritter Von Zopa). Era in coppia con il piroscafo Bormida (adibito a trasporto truppe). I marinai sopravvissuti si gettarono in mare ed alcuni riuscirono a raggiungere terra dopo ore di naufragio; altri furono tratti in salvo dalle navi Lanciere e Centauro. Vi furono circa 30 vittime dell’equipaggio (*secondo il libro di Hans Sokol furono 40, mentre dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, risultano 32 vittime e 23 superstiti) tra cui il Comandante, Capitano di Corvetta in servizio attivo Stato Maggiore R.Marina Russo Emanuele:

Elenco caduti NEMBO

Cacciatorpediniere Nembo sito1

  • 31 Ottobre 1916: affondamento piroscafo “Audax“, per cause ancora sconosciute, scomparso in mare poco dopo la partenza da Greenock (in rotta verso Genova). Al momento dell’imbarco vi erano 26 persone a bordo, tra passeggeri ed equipaggio: non si conosce ancora il numero totale delle vittime. Vi perirono:
  • Rispoli Luigi e consorte (imbarcata come passeggera), capitano al comando, nato a Salerno
  • Coco Vincenzo, carbonaio, classe 1898, compartimento marittimo di Catania
  • 6 Novembre 1916: affondamento piroscafo “Salento” (iscritto nel compartimento marittimo di Brindisi delle navi a vapore), scomparso dopo la partenza da Spithead in rotta per Civitavecchia e del quale non si ebbero più notizie. Vi perirono:
  • Gulino Orazio, figlio di Carmelo, calderinaio, classe 1897, nato a Catania
  • Leruzzo Salvatore, mozzo, classe 1894, nato a Catania
  • Mangano Pasquale, figlio di Placido, mozzo, classe 1882, nato a Catania
  • Martincana Andrea, figlio di Giuseppe, operaio meccanico, classe 1881, nato a Catania
  • 5 Dicembre 1916: affondamento piroscafo “Helvetia“, in seguito a siluramento, proveniente da Salonicco. Trasportava truppe.
  • 11 Dicembre 1916: affondamento corazzata “Regina Margherita”, in seguito all’esplosione di mine. Perì, insieme a circa 678 uomini, il Capitano di Vascello Bozzo Giovanni Battista, nato a Palermo, capitaneria di porto di Palermo

  • 14 Dicembre 1916: affondamento piroscafo “Avanti”, partito da Gibiliterra il 14/12/1916 e da questa data non si ebbero più notizie. Vi perirono:
  • D’Arrigo Cosimo, figlio di Concetto, marinaio, classe 1869, nato a Catania
  • Crifò Salvatore, figlio di Giuseppe, marinaio, classe 1864, nato a Catania
  • Raccioppi Francesco, figlio di Alfio, marinaio, classe 1871, nato a Catania
  • 6 Febbraio 1917: affondamento torpediniera “Perseo” in seguito a collisione con la torpediniera Astore, presso l’Isola di Stromboli.
  • 15 Febbraio 1917: affondamento piroscafo “Minas” in seguito a siluramento, con una perdita di circa 870 persone (*in verifica), tra le quali circa 315 militari italiani e 11 membri dell’equipaggio. Partito da Napoli verso Salonicco, era adibito al trasporto truppe italiane, serbe e francesi. Vi morì il Capitano di lungo corso C.R.E.M. Prenda Donedek, nato a Procida, capitaneria di porto di Napoli.
  • 19 Febbraio 1917: affondamento nave mercantile “Quintoin seguito a siluramento da parte del sommergibile UC-38 al largo del lido di Ostia. L’affondamento in questa data è contrastante: il quotidiano La Stampa di Torino nominava la nave “Ala”, affondata in tale data, mentre il signor Giannoni segnala che nel rapporto della capitaneria di porto di Civitavecchia, la nave affondata fosse la “Quinto” (fonte che ritengo più attendibile di un quotidiano). Da una ricerca di Massimo Vitale e Giannoni Lelio (vedere commento fine pagina), vi perirono:

Elenco caduti QUINTO

 

  • 5 Marzo 1917: affondamento piroscafo “Federico Confalonieri“, in seguito a siluramento per mano del sommergibile tedesco U 53 (Comandante Hans Rose). Nella relazione ufficiale sull’affondamento viene specificato che il piroscafo (ex Izgled di bandiera austriaca), era partito da Sagunto per Glascow:

Elenco caduti FEDERICO CONFALONIERI

 

  • 10 Marzo 1917: affondamento sommergibile “Alberto Guglielmotti” vicino a Capraia, cannoneggiato e speronato accidentalmente dalla cannoniera inglese HMS Cyclamen, che l’aveva scambiato per un U-Boot. Il Comandante Tenente di Vascello Guido Castiglioni sopravvisse, mentre vi perì il Tenente di Vascello R.Marina Alboni Leopoldo, classe 1891, nato a Roma, capitaneria di porto di Venezia e circa metà dell’equipaggio (14 vittime):

Elenco caduti ALBERTO GUGLIELMOTTI

 

  • 16 Marzo 1917: affondamento piroscafo “Catania“, per mano di un sommergibile tedesco (U 64). Vi perì il Capitano Marina Mercantile C.R.E.M. De Amezaga Pietro, nato a Genova, compartimento marittimo di Genova e il Sottotenente macchinista Brunelli Annibale (Roma). Da altra fonte: morirono 17 passeggeri e 67 uomini dell’equipaggio. Nella relazione ufficiale sull’affondamento, il 3° ufficiale in comando Grammatico Giovanni, dichiarò che il piroscafo era partito da Messina in rotta verso Genova, con 100 persone di equipaggio e 12 passeggeri (tra cui indiani e portoghesi), fu affondato il 16 Marzo alle ore 20.45. Vi perirono 81 persone:

Elenco caduti CATANIA

 

  • 19 Marzo 1917: affondamento piroscafo “Angiolina“, per mano di un sommergibile tedesco (U 34), partito da Taranto e diretto a Sagunto (Spagna). Il piroscafo venne affondato alle ore 7.30 nelle acque dell’arcipelago toscano e l’equipaggio (composto da 32 persone) si mise in salvo con le scialuppe. Una di queste però si rovesciò e non si ebbe più traccia di 4 componenti dell’equipaggio:
  • Cacace Michele (Albo Caduti: Comandante C.R.E.M., nato a Camogli, capitaneria di porto di Genova)
  • Ferrentini Ugo (Albo Caduti: Marittimo, nato a Livorno, compartimento marittimo di Livorno, morto 19/04/1917)
  • Mazzarella Cesare, figlio di Achille, 2° Ufficiale di coperta, nato a Palermo, classe 1886
  • Tantardini Amleto (Albo Caduti: Marittimo, nato a Livorno, compartimento marittimo di Livorno, morto il 19/04/1917)
  • 30 Marzo 1917: affondamento piroscafo “Avanguardia” per siluramento, nelle acque delle Azzorre. Perì tutto l’equipaggio (circa 24 persone), compreso il Comandante C.R.E. Razeto Erminio Fortunato, classe 1861, nato a Camogli (Genova), Capitaneria di Porto di Genova:

Elenco caduti AVANGUARDIA

 

  • 2 Aprile 1917: affondamento dragamine “Filicudi” per esplosione di ordigno (probabile mina) nelle acque presso Trapani. Comandante della nave il Guardiamarina Pastore Giacomo (sopravvissuto, nato a Porto Maurizio, Imperia, Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Vi perirono 35 uomini dell’equipaggio; si salvarono solamente il Comandante Pastore (ferito gravemente ad un braccio) e il Sottocapo Nocchiere Mastelli Natale (ferito alla testa).
  • 4 Aprile 1917: affondamento nave “Ravenna” per siluramento, nelle acque di Capo Mele, per mano del sommergibile U 52 (Comandante Hans Walter). Vi furono circa 6 vittime (una era dell’equipaggio). Comandante Luigi Colavolpe (sopravvissuto).
  • 10 Aprile 1917: affondamento piroscafo Porto di Rodi” per mano del sommergibile U-32, in rotta da Alessandria verso Napoli. Si parla di circa 30 vittime ma il dato non è stato confermato:
    • Ruggeri Giuseppe (Albo Caduti: Soldato, nato a Messina, d.m. di Messina)
  • 21-22 Aprile 1917: affondamento nave “Japigia” in seguito a siluramento alla mezzanotte tra il 21 e 22 Aprile nel Basso Adriatico. Vi perì il Sottotenente di Vascello Alessandri Igino, nato a Citerna (Perugia):

Elenco caduti JAPIGIA

 

  • 30 Aprile 1917: affondamento piroscafo “Ascaro” silurato dal sommergibile tedesco U93 nel canale Bristol. Ci furono 24* (in verifica) vittime
  • 3 Maggio 1917: affondamento incrociatore ausiliario “Misurata” per siluramento per mano del sommergibile tedesco UC-73.
  • 3 Maggio 1917: affondamento piroscafo “Antonio Sciesa” per siluramento. Fu affondato dal sommergibile austriaco U 14 e dal suo Comandante Von Trapp.
  • 4 Maggio 1917: affondamento piroscafo passeggeri “Perseo” adibito a trasporto truppe, per mano del sommergibile U 4. Vi erano imbarcati alcuni militari di diverse Compagnie di Sussistenza e di Fanteria. Vi furono circa 150 vittime (secondo il libro “Albania: fronte dimenticato della Grande Guerra”, vi furono 227 morti). Il piroscafo era partito il 3 Maggio da Taranto con a bordo circa 500 militari diretti a Milo. Poco dopo essere uscito dal Canale di Corinto, venne silurato la prima volta alle 5.45 sorprendendo la maggior parte dei militari nel sonno. Nella relazione ufficiale sull’affondamento si dichiara che le vittime del solo equipaggio furono 53:

Elenco caduti PERSEO

 

  • 15 Maggio 1917: affondamento piroscafo “Carroccio“. Vi furono 4 vittime dell’equipaggio 
  • 15 Maggio 1917 : affondamento cacciatorpediniere “Borea” in seguito a combattimento navale, nei pressi della costa albanese. Il Borea faceva parte di un convoglio composto da altri tre piroscafi (Carroccio, Verità, Bersagliere) e fu vittima della battaglia del Canale d’Otranto, per mano delle navi austro-ungariche Balaton e Csepel. Comandante della nave Capitano di Corvetta Franceschi. Vi perirono 11 uomini dell’equipaggio 
  • 15-16 (*) Maggio 1917: affondamento torpediniera “Scorpione“, investita incidentalmente dalla cannoniera francese Surveillante 

Elenco caduti BOREA-CARROCCIO-SCORPIONE

 

  • 3 Giugno 1917: affondamento piroscafo “Portofino” (armatore Ferrovie dello Stato) per mano del sommergibile UC-66. Vi furono tre* vittime (in verifica). La discrepanza nasce dal nome di due caduti, Buonocontro Vincenzo e Buovolo Vincenzo: dall’Albo dei Caduti il primo è morto il 3 Giugno 1917 mentre il secondo il 3 Maggio 1917. Dall’Albo caduti dei Ferrovieri dello Stato invece è esattamente il contrario; inserirò i dati di quest’ultimo ed entrambi i nomi, con la speranza che in futuro si possa far chiarezza:
    • Buonocontro Vincenzo (Albo Caduti Ferrovieri: Fuochista imbarcato sul piroscafo Antonio Sciesa, nato a Torre del Greco, morto il 03/05/1917)
    • Buovolo Vincenzo (Albo Caduti Ferrovieri: Fuochista imbarcato sul piroscafo Portofino, nato a Torre del Greco, morto il 03/06/1917)
  • 30 Giugno 1917: affondamento piroscafo “Enrichetta” per mano del sommergibile tedesco U-63 al largo di Genova
  • 27 Luglio 1917: affondamento piroscafo “Genova” al largo di Portofino, per mano del sommergibile tedesco U-33. Vi fu una sola vittima

Foto gentilmente fornitami dal bel sito www.portofinodivers.com “l’affondamento del Genova”

  • 3-6 Agosto 1917: affondamento R.sommergibile “ W 4“, vicino a Durazzo. Non si conoscono con certezza le cause dell’affondamento (forse l’urto contro una mina). Perse la vita tutto l’equipaggio (22 vittime), compreso il Capitano di Corvetta in servizio attivo Stato Maggiore R.Marina Giaccone Alessandro, classe 1878, nato a Oneglia, capitaneria di porto di Spezia, decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare:

Elenco caduti W-4

 

  • 14 Agosto 1917: affondamento incrociatore ausiliario “Umberto I” per siluramento, tra l’isola di Gallinara e Porto Maurizio, per mano del sommergibile U-35. Perirono circa 26 uomini tra cui il Tenente di Vascello Gerenzano Lamberto (*), mentre si salvò il Tenente di Vascello Pagani Cesare (nato a Livorno, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare). Il piroscafo di tonnellate 2776 venne affondato alle ore 18.30 circa:

Elenco caduti UMBERTO I

 

  • 26 Agosto 1917: affondamento piroscafo “Maddalena” al largo di Glasgow. Perito nell’affondamento anche il comandante della nave, Bozzo Domenico Bartolomeo, Comandante C.R.E.M.:
    • Bozzo Domenico Bartolomeo (Albo Caduti: Comandante C.R.E.M., nato a Camogli, compartimento marittimo di Genova)
    • Corciulo Luigi (Albo Caduti: Marittimo, nato a Gallipoli, compartimento marittimo di Brindisi)
    • De Vita Corrado (Albo Caduti: Marittimo, nato a Gallipoli, compartimento marittimo di Genova)
    • Nuziale Luigi (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Piano di Sorrento, capitaneria di porto di Castellammare di Stabia)
    • Olla Efisio, Ufficiale di macchina, nato a Quartu Sant’Elena
    • Pagan Antonio (Albo Caduti: Cannoniere scelto C.R.E.M., nato a Chioggia, capitaneria di porto di Chioggia)
    • Pepe Antonio (Albo Caduti: Sottocapo Cannoniere C.R.E.M., nato a Ventotene, capitaneria di porto di Napoli)
  • 28 Agosto 1917: affondamento nave traghetto-ferry boat “Scilla”, all’altezza di Catona, colpito da una mina alle ore 18.15, destinato al trasporto truppe. Perirono circa 34 uomini (4 dell’equipaggio e circa una trentina di passeggeri, tra cui militari). Da altra fonte le vittime furono circa 17:

Elenco caduti SCILLA

 

  • 29 Agosto 1917: affondamento battello “Milazzo” in seguito a siluramento del sommergibile austriaco U-14 in rotta verso Malta. Sopravvisse il 1° Ufficiale della nave, il Capitano di lungo corso Tarantino Natale (da Palermo), decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare
  • 14 Settembre 1917: affondamento nave “Ausonia“, per mano di un sommergibile tedesco (U-64), nelle vicinanze di Capo de Tortosa
  • 14 Settembre 1917: affondamento piroscafo “Soperga“, partito da Norfolk e diretto a Gibilterra. Le cause sono ignote. Vi perirono:
  • Lo Certo Santo, figlio di Antonino, nato a Catania, classe 1898, fuochista
  • Venuti Gaetano, figlio di Giuseppe, nato a Catania, classe 1896, fuochista
  • 19 Settembre 1917: affondamento piroscafo inglese “Saint Ronald” per mano del sommergibile tedesco U-82. Persero la vita 24 membri dell’equipaggio. Ho segnalato questo affondamento poichè tra le vittime vi era un marinaio italiano (fireman): Fradelloni Azelio. Nell’Albo caduti Ministeriale compare un solo Fradelloni Azelio, nativo di Pesaro; i dati in mio possesso non sono però sufficienti a stabilire, per ora, che fossero la stessa persona:
    • Fradelloni Azelio (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., figlio di Lazzaro, nato a Pesaro, classe 1899, capitaneria di porto di Rimini, morto il 03/07/1916 per affondamento nave. In Comune a Pesaro fu trascritto, nel 1920, l’atto di morte di un Fradelloni Azelio: di anni 20, paternità non trascritta, residente a Nortfolk, morto il 19/09/1917 sul piroscafo Saint Ronald. La comunicazione arrivava dall’ambasciata inglese)
  • 20 Settembre 1917: affondamento piroscafo “Goffredo Mameli” (armatore Ferrovie dello Stato), in rotta verso la Gran Bretagna,  per mano del sommergibile tedesco UB-50
  • 6 Ottobre 1917: affondamento piroscafo “Città di Bari

Piroscafo Città di Bari sito

  • 11 Ottobre 1917: affondamento piroscafo “Italia” (armatore Ferrovie dello Stato), per mano del sommergibile UC-35
  • 13 Ottobre 1917: affondamento piroscafo “Caprera“, per mano del sommergibile U-151 presso le Canarie. Comandante del piroscafo (sopravvissuto) Maresca Filippo (nato a Catania, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare)
  • 14-15 Ottobre 1917: (alle ore 23.55 del 14 Ottobre) affondamento piroscafo “Valparaiso” per mano del sommergibile tedesco UB-48 (Comandante Wolfgang Steinbauer), sulla rotta verso la Cirenaica. Trasportava truppe italiane verso la Libia. Dall’atto di morte di un militare perito nell’affondamento: ”…Il piroscafo del Comp. di Savona, partito da Napoli il 21 Settembre, dopo aver toccato vari scali (Messina, Siracusa, San Paolo di Malta, ecc…) era giunto a Marta Susa con circa 550 tonnellate di materiale e derrate oltre a 400 casse di oggetti vari spedite dal Comando Truppe Coloniali a Massaua, ove il piroscafo era diretto. il 14 ottobre alle ore 23.55 fu colpito da un siluro al fianco dritto, probabilmente all’altezza della carbonaia ⌊…⌋. L’equipaggio era composto da 91 persone compreso 4 guardastive e 7 mutilati della R.Marina e 364 passeggeri con militari (49) e ascari somali: complessivamente 455 persone a bordo″.

Elenco caduti VALPARAISO

 

  • 28 Ottobre 1917: affondamento piroscafo “Senegal” a circa 25 miglia a sud di Capo Carbonara alle ore 3.10 antimeridiane. Vi perirono:
  • Dulbecco Silvio Sebastiano, capitano di marina mercantile C.R.E., classe 1875 (in verifica)
  • D’Arrigo Pietro, figlio di Tommaso, nato a Catania, classe 1873, calderinaio
  • 16 Novembre 1917* (in verifica): affondamento piroscafo “San Marco
  • 16 Novembre 1917: affondamento pontone armato “Alfredo Cappellini” in seguito a tempesta in mare, nelle acque di Senigallia. Era partito il 15 Novembre da Venezia ed era diretto ad Ancona. Persero la vita 69 uomini dell’equipaggio, tra cui il Capitano di Corvetta in servizio attivo R.Marina Pesce Gaetano, classe 1879, nato a Meta, compartimento marittimo di Spezia, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Nel Cimitero delle Grazie di Senigallia c’è un monumento “a memoria” delle 69 vittime del Cappellini (vi sono anche le sepolture di 34 marinai), con una lapide in rame che contiene tutti i nomi dei caduti (vai alla sezione “affondamenti navi, testimonianze“):

Elenco caduti CAPPELLINI

 

  • 26 Novembre 1917: affondamento piroscafo/nave mercantile “Pontida” (armatore Ferrovie dello Stato) nelle acque di Varazze, per mano di una mina piazzata dal sommergibile tedesco UC-35. Da varie fonti sembra esserci stato un solo caduto:
    • Bossa Gioacchino (Albo Caduti: Marinaio Carbonaio C.R.E.M., nato a Resina, capitaneria di porto di Torre del Greco)
  • 1 Dicembre 1917: affondamento incrociatore ausiliario “Città di Sassari“, silurato per mano di un sommergibile austriaco. Al comando vi era il Capitano di Corvetta Del Greco Guido (sopravvissuto, nato a Firenze, Medaglia di Bronzo al valor Militare). Quasi tutto l’equipaggio si salvò, ma morirono 4 membri dell’equipaggio:
    • Arnaldi Antonio (Albo Caduti: Fuochista C.R.E.M., nato a Marciana Marina, capitaneria di porto di Portoferraio)
    • Cannetiello Salvatore (Albo Caduti: Allievo Fuochista C.R.E.M., nato a Napoli, capitaneria di porto di Napoli)
    • Garetti Giulio (Albo Caduti: Capitano Medico di complemento Regia Marina, nato a Lasgansco, capitaneria di porto di Spezia)
    • Garofali Dorico (Albo Caduti: Fuochista C.R.E.M., nato a Falconara Marittima, capitaneria di porto di Genova)
  • 3 Dicembre 1917: affondamento nave mercantile “Carmen“, per siluramento per mano del sommergibile tedesco UC-67. Vi furono circa 15 morti:

Elenco caduti CARMEN

 

  • 4 Gennaio 1918: affondamento piroscafo “Regina Elena“, per siluramento, a 16 miglia E.N.E. di Tripoli. Ad oggi ancora non si conosce il numero delle vittime, ma, in base alla data di morte, vi perirono:
  • Bozzelli Carmine (Albo Caduti: Fuochista RR.Equipaggi, nato a San Vito Chietino, capitaneria di porto di Ancona)
  • Cozzolino Saverio (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Torre del Greco, capitaneria di porto di Torre del Greco)
  • D’Urso Giuseppe, figlio di Mario, nato a Catania, classe 1877
  • Fedele Annunziato (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Genova, capitaneria di porto di Genova)
  • Pizzorno Pasquale (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Loano, compartimento marittimo di Savona)
  • Sorrentino Raimondo (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Torre del Greco, capitaneria di porto di Torre del Greco)
  • Viganò Carlo (Albo Caduti: Marittimo, nato a La Maddalena, compartimento marittimo di La Maddalena)
  • Zanarini Ernesto (Albo Caduti: Macchinista di 1ª classe C.R.E.M., nato a La Spezia, capitaneria di porto di Genova)
  • 8 Gennaio 1918: affondamento piroscafo-passeggeri “San Guglielmo” per siluramento per mano di un sommergibile  (U-63).
  • 12 Gennaio 1918: affondamento piroscafo “Bosforo“, vicino al canale di Sardegna
  • 25 Gennaio 1918: affondamento piroscafo “Carignano“, presso l’isola di Strombolicchio per attacco nemico. Vi perirono:
  • De Rossi Michelangelo, capitano di lungo corso, medaglia di Bronzo V.M.
  • Fresco Francesco, figlio di Domenico, nato a Rio Maggiore, classe 1897, mozzo
  • Gangi Santoro, figlio di Casimiro, nato a Resina, classe 1900, fuochista
  • Ursino Matteo, figlio di Andrea, nato a Catania, classe 1875, mozzo
  • Podestà Giuseppe (Albo Caduti: Nostromo C.R.E.M., nato a Loano, compartimento marittimo di Savona)
  • 4 Febbraio 1918: affondamento piroscafo “Lido (*) nelle acque di Libia.
  • 5 Febbraio 1918: affondamento incrociatore ausiliario “Caprera“, per mano di un sommergibile tedesco (U-64) al largo di Villajoyosa. Comandante della nave Tenente di Vascello Martini Luigi (sopravvissuto, nato a Milano). Vi perì invece il 2° Ufficiale Poli Alessandro (Sottotenente di Vascello C.R.E., nato a Genova), decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare:

Elenco caduti CAPRERA

 

  • 6 Febbraio 1918: affondamento piroscafo “Duca di Genova“, presso acque spagnole, in seguito a siluramento per mano di un sommergibile tedesco.

Il «Duca di Genova» era un piroscafo passeggeri. Stazzava 7.893 tonnellate con i suoi 145 metri di lunghezza e 16 di larghezza. Commissionato per conto della società Lloyd Sabaudo di Genova ai Cantieri Navali Riuniti di la Spezia e lì venne costruito e varato nel 1907. Aveva propulsione a vapore con macchina alternativa a triplice espansione, costruita dai Cantieri N. Odero & C. di Sesti Ponente, e due eliche. Sviluppava una velocità di circa 16 nodi. Era dotato, per il trasporto di passeggeri, di 80 cabine di Prima Classe, 16 di Seconda e di 1740 cuccette di Terza per gli emigranti. Appena allestito, nel 1908, venne impiegato sulla rotta -Genova – Napoli – New York – fino al 1912. Poi fu ceduto alla compagnia ‘La Veloce Navigazione Italiana’ e utilizzato per i viaggi dei porti del Sud America. Dopo circa quattro anni passò definitivamente alla società – Navigazione Generale Italiana – . Nell’ ottobre del 1916 il governo lo requisì per il trasporto di truppe e armamenti per le zone di guerra. I viaggi per le Americhe erano rari e solo per il trasporto di merci varie. Il 6 febbraio 1918, proprio mentre stava rientrando da New York a Genova, nel golfo di Valencia (Spagna), fu silurato dall ‘U-boat U 64 comandato da Kaptaleutnant Robert Morath, a circa un miglio al largo di Cape Canet (coord. geogr. 39° 36′ N. – 00° 11′. W). Il piroscafo molto danneggiato non affondò definitivamente, ma andò ad arenarsi il giorno dopo sulla costa irrimediabilmente perduto. A bordo c’erano solo membri dell’equipaggio e tra questi le vittime dell’ affondamento.

di Gianni Gomirati

  • 7 Febbraio 1918: affondamento piropeschereccio “G 32” (al momento dell’affondamento era una vedetta antisommergibili della Regia Marina) per mano del sommergibile UB-49, sulla rotta Livorno-Portoferraio
  • 4 Marzo 1918: affondamento piroscafo “Quarnero” *in verifica
  • 17 Marzo 1918: (nella notte tra il 17 e il 18 Marzo) affondamento piroscafo “Tripoli” (adibito al trasporto postale e non ufficialmente al trasporto truppe) in seguito a siluramento per mano di un sommergibile tedesco. Per vedere la storia completa, vai alla sezione dedicata: “Piroscafo Tripoli
  • 18 Marzo 1918: affondamento nave mercantile “Prometeo“, in seguito a bombardamento da parte del sommergibile U-155. Comandante del piroscafo Capitano Marittimo Tonietti Desiderio (sopravvissuto, nato a Rio Marina, Medaglia d’Argento al Valor Militare).
  • 19 Marzo 1918: affondamento piroscafo austriaco “Linz” (commissionato da Lloyd Austriaco a Trieste) presso Durazzo, per cause ancora incerte (forse una mina esplosa, o siluramento). Vi perirono più di 300 prigionieri italiani….VAI ALLA PAGINA DEDICATA al LINZ
  • 21 Marzo 1918: affondamento goletta “Corriere di Ponza” in seguito a siluramento.
  • 21 Marzo 1918: affondamento piroscafo “Termini”  (armatore Ferrovie dello Stato) presso l’Isola di Milo
  • 23 Marzo 1918: affondamento incrociatore “Partenope” (al momento dell’affondamento era stato da parecchi anni trasformato in posamine) per siluramento a nord di Biserta. Comandante della nave Primo Tenente di Vascello Urso Ernesto (sopravvissuto, nato a Palermo, Medaglia d’Argento al Valor Militare). Vi perì invece il Guardiamarina di Complemento Bartoli Giulio (nato a Palermo)
  • 24 Marzo 1918: affondamento piroscafo “Avala“, silurato da un sommergibile. Seguì la triste sorte dei suoi marinai,  il Comandante C.R.E. Maggiolo Bartolomeo, classe 1875, nato a Camogli (Genova), compartimento marittimo di Genova, decorato Medaglia Argento Valor Militare
  • 7 Aprile 1918: affondamento nave carboniera “Sterope” nell’Atlantico vicino alle Azzorre (di ritorno da Pensacola dove aveva caricato nafta) per siluramento, per mano di un sommergibile tedesco (il famoso Deutschland, poi ribattezzato U-155). Vi morì il Capitano di Fregata in servizio attivo S.M.R.M. Scaparro Agostino, classe 1869, nato a Cassano d’Adda, capitaneria di porto di Spezia, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare e il Tenente di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore R.Marina Schiappacasse Andrea, classe 1876, nato a Camogli (Genova) capitaneria di porto di Spezia decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare (?). Pochi marinai sopravvissero, tra cui il fuochista Merinelli e il guardiamarina Giuseppe Palmegiano; furono salvati da un brigantino danese. Non si conosce il numero delle vittime:

Elenco caduti STEROPE

 

  • 9-10 Aprile 1918: affondamento cacciatorpediniere “Benedetto Cairoli” in seguito a collisione. Vi perì il Tenente di Vascello Troili Leonello (nato ad Orvieto, classe 1889, Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Alcune vittime annegate vennero raccolte dalla R.Nave Roma e seppellite nel Cimitero di Gallipoli.
  • 16 Aprile 1918: affondamento sommergibile “H 5“, presso Cattaro, per siluramento (attaccato per sbaglio dal sommergibile inglese HB 1). Capitano di Corvetta Quentin Francesco (sopravvissuto, nato a Firenze, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, insieme al Tenente di Vascello Della Vedova Lorenzo, Achilli Ugo, Lubrano Agostino e Ferrigno Angelo). Perirono i restanti 15 uomini dell’equipaggio:

Elenco caduti H-5

 

  • 11 Maggio 1918: affondamento piroscafo “Verona” presso Capo Peloro (Messina) silurato per mano dell’UC-52. Vi perì il Capitano di lungo corso C.R.E.M. Scotto di Vittimo Domenico (nato a Procida, capitaneria di porto di Napoli). Vi furono circa 880 vittime. Grazie alle informazione presenti in un atto di morte di un marinaio, il fuochista Angelo Parodi (inviate dalla Capitaneria di Porto del Comp. Marittimo di Reggio Calabria), posso integrare preziose info: “sul piroscafo, comandato dal capitano di lungo corso cav. Simone Gulò e con il comando militare affidato al capitano di corvetta cav. Luigi Granozio, vi sono 167 uomini di equipaggio (compreso Gulò), 6 militari della R. Marina addetti ai pezzi, 6 militari della R. Marina di scorta (compreso Granozio), 2890 militari del R. Esercito, di passaggio, costituenti il 2° reggimento Fanteria Speciale d’Istruzione, per un totale di 3069 persone. Alle 12,25 dell’11 maggio il piroscafo esce dal porto di Messina in direzione Sud. A 5 miglia Sud da S. Raineri viene colpito da un siluro e affonda a circa 2 miglia da Torre Lupo“.

da una segnalazione del Signor Stefano Repetto, che ringrazio…

  • 30 Maggio 1918: affondamento piroscafo “Pietro Maroncelli” per siluramento. Vi perì il Contrammiraglio Riserva Navale Stato Maggiore R.M. Viglione Giovanni, classe 1860, nato a Carmagnola, capitaneria di porto di Spezia, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare
  • 4 Luglio 1918: affondamento nave ospedale “Cordova” (all’epoca della perdita era stata da tempo riconvertita in trasporto truppe e non era più classificata nave ospedale) per siluramento da parte di un sommergibile nemico.
  • 4 Luglio 1918: affondamento piroscafo “Sannio” in seguito a collisione con nave norvegese.
  • 7 Luglio 1918: affondamento nave “Generale Salsa*” (in verifica nome)
  • 16 Luglio 1918: affondamento cacciatorpediniere “Garibaldino“, in seguito a collisione con nave britannica.
  • 19 Luglio 1918: affondamento piroscafo “Adria” nei pressi dello stretto di Sicilia, silurato dal sommergibile UB-50. Vi perirono:
    • Casto Rocco (Albo Caduti: Cannoniere scelto C.R.E.M., nato a Racale, capitaneria di porto di Brindisi)
    • Rallo Francesco Paolo (Albo Caduti: Marittimo, nato a Palermo, compartimento marittimo di Palermo)
  • 12 Agosto 1918: affondamento vedetta “G.6“, in seguito a siluramento da parte del sommergibile U-63
  • 13 Agosto 1918: affondamento incrociatore “Etruria” (in origine ariete torpediniere, al tempo della perdita era stato trasformato e riclassificato, in nave appoggio idrovolanti) a Livorno per esplosione di munizioni

 

  • 16 Novembre 1918: affondamento esploratore leggero “C. Rossarol” dopo aver urtato delle mine. Vi perirono circa 100 uomini (7 ufficiali e 93 sottufficiali di marina, più 34 superstiti) tra cui il Capitano di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore R.M. De Filippi Ludovico, classe 1872, nato a Torino, capitaneria di porto di Venezia, decorato “alla memoria” con Medaglia d’Argento al Valor Militare, il Tenente di Vascello Scaccia Alberti Ludovico (nato a Città della Pieve, Perugia, classe 1889, Medaglia d’Argento al Valor Militare) e il Tenente di Vascello Regia Marina Cicconetti Carlandrea, nato a Poggio Mirteto
  • 12-13 Novembre 1918: affondamento R.nave “Verbano” nelle acque di Cattaro per urto contro mine.
  • 5 Novembre 1918: affondamento piroscafo “Mazzini“.
  • 27 Marzo 1919: affondamento nave “San Spiridione” a Venezia:
    • Varoli Amilcare (Albo Caduti: Fante 50° Regg. Fanteria, nato a S.Benedetto po, d.m. di Mantova)
  • 13 Agosto 1919: affondamento incrociatore coloniale “Basilicata” in seguito a scoppio del locale caldaia. Al comando il Tenente di Vascello Fossati*. Vi perirono circa 30* uomini:
    • Arpaia Vincenzo (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Napoli, capitaneria di porto di Napoli)
    • Arranese Vincenzo (Albo Caduti: Fuochista C.R.E.M., nato a Napoli, capitaneria di porto di Napoli)
    • Bartoli Mario (Albo Caduti: Torpediniere scelto C.R.E.M., nato a Spezia, capitaneria di porto di Napoli)
    • Morghen Guglielmo (Albo Caduti: Capo Cannoniere di 1ª classe C.R.E.M., nato a Napoli, capitaneria di porto di Napoli)
    • Pocafede Arturo (Albo Caduti: 2° Capo Meccanico C.R.E.M., nato a Chiavari, capitaneria di porto di Genova)

 

Vai alla pagina “Testimonianze affondamenti navi Grande Guerra“, per lasciare un commento, un ricordo, una foto, ecc… o per conoscere più approfonditamente storie di marinai


Se qualcuno avesse ulteriori informazioni (di qualsiasi tipo, anche solo i nomi dei capitani di vascello), lo segnali…Oppure se desiderate scrivere un commento a ricordo di qualche soldato o marinaio, una foto, ne sarei onorata (anche nella “stanza” testimonianze)…

 

47 thoughts on “Affondamenti Navi Grande Guerra

  1. guglielmo panebianco says:

    Buonasera, mi chiamo Guglielmo e le scrivo da Messina, leggo con piacere la sua e mi sono accorto che fra i caduti del Piroscafo “Perseo” manca un mio concittadino : Marinaio C.R.E.M. Arena Pietro di Candeloro nato il 23 Gennaio 1899.
    Grazie.

    • Silvia says:

      La ringrazio della segnalazione…ho aggiunto subito nell’elenco il marinaio Arena. L’aggiornamento sul file pdf sarà visibile al prossimo aggiornamento, dato che sto continuando a cercare altri caduti…
      Grazie e saluti
      Silvia

  2. Claudio53 says:

    Riporto di seguito quanto scritto sul sito della Marina Militare nel 2015, a 100 anni dall’evento della Corazzata Benedeyyo Brin (http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/accaddeil/Pagine/1915_09_27.aspx):

    “Come ormai acclarato, si trattò di una disgrazia non diversa da quelle accadute in altre marine da guerra dell’epoca: la causa dell’affondamento era infatti da attribuire ai nuovi esplosivi utilizzati per le cariche di lancio e di scoppio che, indispensabili e sempre più potenti, erano stati introdotti da troppo poco tempo perché se ne conoscessero tutte le caratteristiche relative alla loro stabilità.”

    Per quanto sopra NON si trattò di un attentato ma di un incidente tecnico.

  3. Antonella Aurora Manfredi says:

    Buonasera Silvia
    rimango stupida per l’enorme lavoro che vedo in questo sito. Un lavoro che richiede tempo e passione e per cui le faccio i complimenti. Le chiedo se è a conoscenza di eventuali elenchi delle vittime della “Benedetto Brin” e della “Leonardo da Vinci”. Non mi risultano elenchi .. unica possibilità è ricostruirli sulla base dell’Albo d’Oro dei Caduti? Grazie per ogni risposta e Buona Ricerca!
    Aurora

    • Silvia says:

      Buongiorno Aurora…ha detto le parole giuste, e la ringrazio per questo: tempo e passione!Non sono purtroppo a conoscenza di elenchi delle vittime dei due affondamenti. Ma non è detto che non ci siano: potrebbero essere all’archivio storico della Marina a Roma. L’alternativa, in caso negativo, è, come accenna lei e come ho fatto per le vittime dell’affondamento del Principe Umberto, passare tutto l’albo dei caduti…

      • Claudio53 says:

        L’Albo d’Oro della Marina Militare finito di stampare dal Regio Istituto d’Arte di Venezia il 25 aprile 1929 riporta l’elenco del personale deceduto nell’Unità d’Italia, nelle prime Guerre Coloniali e nella Grande Guerra (per quest’ultima anche i marinai della Marina Mercantile). I caduti sono raggruppati per Unità navale/sommergibile e Comandi terrestri e viene indicata a lato di ogni nominativo la data di affondamento/morte. Purtroppo alcuni deceduti, inizialmente ricoverati come feriti, sono stati inseriti nell’Albo d’Oro scrivendo il nome dell’ospedale e non della nave da cui provenivano, comunque, in linea di massima si può intuire il Comando/Reparto di appartenenza.
        Per la Grande Guerra è da tener presente che l’elenco dei nominativi della Marina Mercantile, compilato per Capitanerie di Porto di appartenenza, riporta in alcuni casi nomi già inseriti nell’elenco della Marina MIlitare poiché risultavano iscritti nella lista della gente di mare (mancanza di coordinamento nella compilazione).
        Presesso quanto descritto, esiste l’elenco delle vittime della “Benedetto Brin” e della “Leonardo da Vinci”.

  4. raffaele de gaetano says:

    saluti
    il 18 aprile 1919 il piroscafo romania fu affondato sotto capo linguetta da sommmergibile tedesco….conosco altri dati relativi alla nave e al sommergibile ma non ho reperito testimonianze su eventuali perdite.
    era imbarcato mio nonno…..un ex voto di tale affondamento è conservato nella chiesa dei ss.medici a bitonto…..potrebbe fornirmi altre informazioni? grazie

    • Silvia says:

      Mi spiace, non ho altre info, nè sull’affondamento, nè sulle ipotetiche vittime, se ce ne furono…

      • Claudio53 says:

        Nell’Albo d’Oro della Marina Militare risultano solo due vittime sul piroscafo Romania affondato il 16 aprile 1918:
        2° Capo Torpediniere Colella Michelangelo di Mola di Bari
        Marinaio Foglia Umberto di Forio

        • Silvia says:

          Grazie della segnalazione…
          Ho quel libro, ed avevo già visto l’elenco, ma in alcuni casi presenta incongruenze od errori…
          Comunque un punto di partenza…
          Grazie
          Silvia

  5. Gianni Gomirati says:

    Ciao Silvia, ritengo opportuno fare una precisazione sull ‘affondamento del piroscafo DUCA DI GENOVA avvento il 6-2-1918 per siluramento (da fonti su siti internet) avvenuto nel Golfo del Leone -Francia-. In realtà, come da coordinate geografiche citate di
    seguito 39° 36′ N. – 00° 11’ O. Risulta avvenuto ad un miglio da Cape Canet nel Golfo di Valencia – Spagna – dove finì arenato sulla
    costa. Il tutto , solo per conoscenza , a chi potrebbero interessare notizie esatte sul piroscafo Duca di Genova e le vittime del suo affondamento. Un caro saluto come sempre.
    Gianni Gomirati.

  6. Gianni Gomirati says:

    Gentilissima signora Silvia, il suo sito che primeggia per l ‘importanza e la serietà degli argomenti trattati ,mi ha fatto pensare di cercare o scambiare informazioni con parenti o conoscenti di vittime o superstiti dell ‘affondamento del piroscafo Siena avvenuto al largo di Marsiglia il 4 agosto 1916.
    Apparteneva alla compagnia di navigazione Genovese ” La Veloce Navigazione Italiana Genova”, proveniente da Colon nell ‘America
    Centrale , era diretto a genova; porto di partenza e di arrivo.
    Ringrazio vivamente chi avesse notizie a contattarmi. Gianni Gomirati.

  7. ANNA MARIA FIA says:

    Buonasera Silvia, La ringrazio molto per la pronta risposta. In realta’ ho una fatto io una ricerca un po’alla buona. Visto che mio padre parlava dello zio morto in mare al termine della 1° Guerra Mondiale nel 1918 a causa di una mina, ho trovato sull’Albo dei Caduti la data della morte, 5 novembre 1918, con l’indicazione “morto in seguito ad affondamento di nave.” Tra i vari siti che parlano di affondamenti ho letto che il 5 novembre è affondato il piroscafo Mazzini. Infine, in un forum on line un turista ha scoperto un ex-voto di un soldato, Severo Ottaviani, miracolosamente scampato all’affondamento del Mazzini nel 1918. Queste sono le informazione che ho recuperato : Piroscafo Italia
    Costruito 1912 da Cantieri Navali Riuniti di Ancona.
    332 tsl – 172 tsn.
    1 triplice – 1 elica – 800ci 12n.
    4/1912—della Società Siciliana di Navigazione a Vapore di Messina (della Sciana di Messina).
    1915—Requisito dalla Marina Militare Italiana.

    6/11/1918 affondato per urto contro mina fuori Durazzo (Capo Laki, o Laghi) in navigazione da Valona a Durazzo.
    E’ tutto. La ringrazio di nuovo!

  8. Gianni Gomirati says:

    Se ieri ho mandato un complimento per il sito trovato in rete, oggi, dopo la repentina e immediata sua risposta al mio scritto; non posso che esprimerle il mio stupore per l’efficienza nel suo operare in così toccanti e private ricerche. Brava Silvia!!,
    Ringrazio per l’indirizzo Mail che mi sarà di prezioso aiuto per spedire scritti e allegati .
    Siamo partiti col piede giusto……io farò il possibile per continuare il cammino e poter ritrovare i nomi di tutti i dispersi dell’a

    ff

    ondamento del piroscafo SIENA.

  9. Gianni Gomirati says:

    Complimenti per il sito che solo oggi ho scoperto in rete e per me interessantissimo. Mio nonno Valle Andrea è tra i dispersi nell’affondamento del piroscafo Siena il 4 agosto 1916 al largo di Marsiglia. Desidererei avere contatti per scambi di notizie provenienti da fonti diverse da quelle che io conosco ,o con parenti come sono io di qualche disperso nella tragedia. Gianni.

    • Silvia says:

      Salve…mi scriva pure a questa mail: crazyfor@mainet.it
      Nel frattempo, dato che non ho ancora la lista delle vittime del Siena, ho provveduto ad aggiungere il nome di suo nonno, in sua memoria…

  10. Lelio Giannoni says:

    Riguardo alle supposte vittime del nave Ala, vi comunico che, da un rapporto dalla capitaneria di Civitavecchia risulta che il 19 febbraio del 1917, nell’affondamento del piroscafo Quinto della Società Ilva, a largo di Torvaianica, perirono:
    Carletti Giuseppe di Giovanni e di Franchi Annunziata di anni 48, comandante;
    Trambusti Giuseppe di Giusto e di Paolini Maria di anni 35, primo ufficiale;
    Giannoni Anerico Eteocle di Luigi e di Berti Assunta di anni 45, marinaio;
    Carletti Francesco di Pietro e di Simoni Demetria di anni 60, marinaio;
    Carletti Elbano di Francesco e di Allori Felice di anni 14, mozzo;
    Carletti Giovanni del fu Luigi e Buffetti Emilia di anni 15, mozzo.
    Tutti di Rio Marina (isola d’Elba)
    Nel naufragio morirono, inoltre Schettino Giuseppe di anni 56, marinaio di Marciana;
    Masiello Antonio di anni 17 , Intartaglia Luigi di anni 58, Pausania Andrea di anni 18 , tutti di Procida;
    Arolio Matteo di anni 48 di Ercolano;
    Rocco Gennaro di anni 25 di Bacoli;
    Calamarino Aniello di anni 33, Pinto Raffaele di anni 59 e Ascione Aniello di anni 26 tutti di Torre del Greco,

  11. Lorenzo Colombo says:

    …e sul “San Spiridione”: la nave, un piroscafetto di 350 tsl della Società Oceania di Trieste, esplose subito dopo la partenza nel Canale delle Zattere, a Venezia, avendo a bordo 16 membri dell’equipaggio al comando del capitano Policovich, 5 ufficiali, 200 soldati e 9 civili nonché un carico di 23 tonnellate di benzina, botti di marsala e merci varie. Dopo l’improvvisa esplosione la nave affondò di prua, lasciando affiorare la poppa e continuando a bruciare a lungo (la benzina in fiamme, che continuò a galleggiare e bruciare, fu fatale a molti). Furono recuperate 50-60 salme subito, mentre un imprecisato numero di altre persone, tra cui il comandante Policovich, risultò disperso. Tra i salvati gli ufficiali e due donne. Suppongo che possano essere forse scoppiate le caldaie, causando a loro volta l’incendio della benzina imbarcata…
    Qui c’è un articolo della “Stampa” dell’epoca sulla tragedia: http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1177_01_1919_0087_0004_24307938/anews,true/

  12. michele says:

    salve. volevo aggiungere altri 2 nomi fra i caduti della R.N. carboniera Sterope: De Bari Donato nato a Molfetta (BARI) nel 1895 cannoniere CRE. e Gagliardi Cosmo nato a Molfetta (BARI) nel 1892 marinaio CRE.

    • Michael says:

      My father Andrea Vitulano was a survivor of a submarine/ship sinking during the WWI.
      Can someone give me more details about it?
      Thanks.
      Michael.

  13. marco biorci says:

    sto facendo ricerche su nave Alessandria ( ex Bayern – hamburg Amerika line del 1910 cantieri Harland end Wolf – Belfast ) requisita dall’Italia alla Germania nel 1915 e affidata alle Ferrovie dello Stato. Ho un’informazione che dice che è stata silurata da un sommergibile tedesco nel 1918. Ne sapete qualcosa di più?
    Un grazie anticipato comunque vada la ricerca, complimenti per il sito.

    • Silvia says:

      Salve…
      Risulta affondata il 02-04 Maggio 1917 dal sommergibile UC-74…Lei sa per caso se vi furono vittime?Nel tal caso lo inserirei nell’elenco…
      Saluti
      Silvia

  14. Deideri Graziella says:

    Buongiorno, ho già scritto e Lei mi aveva dato info utili, ma non ho ancora avviato le mie ricerche. Sono a chiederLe qualche info, nel caso Le sia possibile, riguardo a
    SERRA GIUSEPPE fu GIACOMO, morto il 27 marzo 1919, nell’affondamento del Pirografo “San Spiridione”
    Grazie
    Graziella Deideri

  15. Ettore Bongiovanni says:

    Buona sera, nel sito ho visto una foto del sommergibile classe Medusa, desidero pubblicare questa foto nel mio prossimo lavoro afferente i caduti della Grande Guerra del mio paese. Ho letto la clausola del Copyright quindi sono a chiedere la dovuta autorizzazione.
    Complimenti per il sito è fatto molto bene.
    In atetsa porgo cordiali saluti.
    Bongiovanni Ettore.

  16. Raffaele De Falco says:

    Buongiorno ho scoperto questo bellissimo sito. Dalle testimonianze dei miei nonni volevo comunicarLe che nell’affondamento della corazzata Regina Margherita avvenuta 11 dicembre del 1916 scomparve il fratello di mia nonna. Il Marinaio Fuochista C.R.E.M. Raimondo Accadia fu Aniello come indicato dall’Albo dei Caduti della Grande Guerra.
    http://www.cadutigrandeguerra.it/Albo_Oro/Archivi/4/3.jpg
    Se riesco a trovarla mio padre dovrebbe avere una foto in divisa da marinaio. Se puo’ interessante invio il collegamento Youtube del relitto della Corazzata Regina Margherita. https://www.youtube.com/watch?v=2e0tYo5cBUo

    Distinti Saluti

    • admin says:

      Salve…
      Grazie della segnalazione…
      Se può farle piacere, potrei inserire la foto del fratello di sua nonna, nella sezione “affondamenti nave, testimonianze”….
      In suo onore…
      Saluti
      Silvia

  17. Lorenzo Colombo says:

    Ho notato adesso sullo Jalea: “Presso il Sacrario di Redipuglia vi è una Targa Commemorativa “in memoria” di alcuni dei caduti, dispersi in mare.” Non è esatto: i caduti dello Jalea sono proprio sepolti a Redipuglia, così come quelli del Medusa. Le ossa furono recuperate negli anni ’50, quando i relitti dei due sommergibili vennero recuperati e demoliti.

  18. Lorenzo Colombo says:

    Buongiorno, lascio qui quanto scrivo perché non trovo più la funzione per postare commenti nella pagina sugli affondamenti.
    Cercando altro, ho trovato e le segnalo alcune navi mercantili italiane che andarono perdute nella 1a GM in circostanze ignote:
    1) Il brigantino a palo San Giuseppe (952 tsn), visto l’ultima volta a Nizza il 7 febbraio 1916 durante la navigazione da Philadelphia (da dov’era partita nel dicembre 1915) a Savona con un carico di carbone;
    2) Il piroscafo Soperga (4034 tsl), scomparso dopo aver lasciato Norfolk (provenendo da New Orleans) il 16 settembre 1917, diretto a Gibilterra;
    3) Il piroscafo Salento (2591 tsl, del 1891), visto per l’ultima volta al largo di Spithead durante la navigazione da Hull a Civitavecchia e dichiarato disperso il 2 novembre 1916;
    4) Il veliero Monte Carmelo (1686 tsl, del 1883), partito da Genova il 24 aprile 1916 diretto a Pensacola (scarico) e visto per l’ultima volta nel golfo del Messico il 29 giugno 1916;
    5) Il piroscafo Maddalena (o Madalena) (2601 ts, del 1891), probabilmente saltato su una mina il 25 ottobre 1917 durante la navigazione da Clyde/Milford Haven a Bagnoli;
    6) Il piroscafo Luigi Parodi (4158 tsl, del 1899), visto per l’ultima volta il 23 gennaio 1915 al largo di Capo Henry durante la navigazione da Baltimora ad Augusta carico di carbone;
    7) Il piroscafo Iniziativa (2058 tsl, del 1881), partito da Swansea il 10 novembre 1915 diretto a Civitavecchia con un carico di carbone, e scomparso;
    8)Il brigantino goletta Espero (135 tsn), partito da Viareggio il 21 novembre 1917, scarico, diretto a Carloforte, e scomparso;
    9) Il piroscafo Audax (2106 tsl, del 1889), partito da Greenock per Genova il 30 ottobre 1916 e mai più rivisto;
    10) Il brigantino a palo Anna M. (817 tsn) partito da Genova per Baltimora il 25 maggio 1916 e scomparso;
    11) Il brigantino goletta Angelo Ferrara (195 tsn) scomparso nel 1917.
    Tutte le navi di cui sopra scomparvero senza sopravvissuti.

  19. Lorenzo Colombo says:

    Avendo appena notato il commento di Francesco Deplano, aggiungo: come conferma l’archivio di Uboat.net, nessuna nave a nome “Bormida” risulta affondata da un sommergibile tedesco od austroungarico durante tutta la I G.M. Tuttavia è interessante notare che la data indicata – 14-15 ottobre 1916 – è quasi coincidente con quella del seguente episodio, che peraltro è riportato nel blog: due giorni dopo, il 16 ottobre, proprio il “Bormida” scortato dal ct “Nembo” venne attaccato dall’U 16, che silurò ed affondò il “Nembo” e poi, secondo alcune fonti, entrò in collisione proprio con il “Bormida”. Ma il risultato della collisione fu l’affondamento dell’U 16, non del “Bormida”, anche perché per la differenza di dimensioni e dislocamento tra un piroscafo (anche piccolo) ed un sommergibile avrebbe fatto sì che fosse quest’ultimo ad avere la peggio in una collisione. (La causa dell’affondamento dell’U 16 è abbastanza oscura perché taluni la attribuiscono a collisione con il “Bormida” – accidentale o voluta, da parte del mercantile, per affondare l’U-Boot nell’unico modo possibile, come talvolta accadde? -, altri a collisione con il “Nembo” in affondamento, altri ancora allo scoppio delle bombe di profondità del “Nembo” che affondava). Strana comunque la coincidenza di data e del fatto della collisione.

  20. Francesco Deplano says:

    Congratulazioni per il lavoro. Segnalo l’episodio forse con il numero maggiore di perdite umane, avvenuto la notte tra il 14 e 15 ottobre 1916, l’urto tra la nave Bormida e sottomarino imperi centrali. Il comandanti diede l’ordine d’abbandonare la nave e perirono circa 800 militari. Si salvarono meno di 10 giovani finanzieri, tra questi mio padre Deplano Edoardo classe 1895.

    • pino says:

      anche il fratello di mio nonno, soldato di cavalleria, era imbarcato sul piroscafo bormida, con tutto il reparto;
      ho il foglio matricolare da cui si evince la morte in seguito ad affondamento del piroscafo presso le coste albanesi.

  21. Lorenzo Colombo says:

    Già che ci sono, segnalo anche qualche altra informazione e puntualizzazione sulle navi già in elenco. Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, le perdite negli affondamenti di alcune unità risultano le seguenti:
    1) Turbine: 10 morti, 32 prigionieri (recuperati da unità a.u.) e 9 recuperati da unità italiane (l’inc. aus. Città di Siracusa)
    2) Medusa: i superstiti risultano 5 (il comandante in seconda TV Giovanni Battista Carniglia e quattro marinai) e non 6;
    3) Amalfi: risultano 72, invece di 67, vittime, e 682 superstiti;
    4) Re Umberto: morirono 53 dei 765 uomini a bordo;
    5) Città di Palermo: aveva a bordo 540 uomini tra equipaggio italiano e truppe inglesi, ed i morti furono 87, di cui 54 inglesi e 33 italiani; ci furono anche 24 feriti;
    6) Città di Messina: era un incrociatore ausiliario, non un incrociatore. Attenzione perché la differenza è enorme; 33 vittime e 302 superstiti;
    7) Impetuoso: risultano 37 vittime, su 88 uomini di equipaggio;
    8)Leonardo Da Vinci: risultano periti 20 ufficiali e 227 sottufficiali e marinai su 1156 uomini di equipaggio. Anche la maggior parte delle altre fonti che mi è capitato di trovare riferisce 248 vittime. Magari la sua cifra è inferiore a 248 perché non tiene conto dei feriti deceduti in seguito per ustioni (compreso lo stesso CV Sommi Picenardi);
    9) Audace: il comandante Piazza era capitano di fregata;
    10) Nembo: risultano 32 vittime e 23 superstiti; tra le vittime anche il comandante in seconda TV Ceccarelli ed il direttore di macchina ten. GN Meoli;
    11) Guglielmotti: fu dapprima cannoneggiato e poi speronato ed affondato, e non silurato, dalla cannoniera HMS Cyclamen, che l’aveva scambiato per un U-Boot;
    Da altre fonti (Internet) qualche altra nota:
    12) 5 PN: il comandante Spano era un tenente di vascello, il suo nome era Matteo;
    13) 17 OS: affondò in seguito all’esplosione di una delle sue stesse mine, che scoppiò durante la posa e la danneggiò a poppa provocandone l’affondamento;
    14) Brin: risultano 454 morti, e 387 superstiti. Il cognome del CV Fara Forni è senza trattino;
    15) Ancona: un piroscafo passeggeri, in servizio civile, non un incrociatore, senza nessun dubbio;
    16) Brindisi: nell’affondamento morirono circa 300 uomini tra membri dell’equipaggio (italiano) e soldati montenegrini arruolati tra i montenegrini emigrati negli USA;
    17) Marechiaro: risultano 33 vittime e 104 superstiti;
    18) Regina Margherita: il cognome completo del comandante è Bozzo Gravina; tra le vittime vi fu anche l’ex comandante del corpo di spedizione italiano in Albania, generale di corpo d’armata Oreste Bandini;
    19) Catania: nell’affondamento morirono 17 passeggeri e 67 uomini dell’equipaggio;
    20) Misurata: anche in questo caso, era un incrociatore ausiliario, non un incrociatore;
    21) Perseo: secondo il libro “Albania: fronte dimenticato della Grande Guerra” (http://books.google.it/books?id=9-pCjXgjL7UC&pg=PA138&lpg=PA138&dq=piroscafo+perseo+227&source=bl&ots=iBEX3sm0Z3&sig=CsbaOgu4OsH4HygykeedZw3Y32Q&hl=it&sa=X&ei=YT1kUqRiz4qzBs6BgZgC&ved=0CEkQ6AEwAw#v=onepage&q=piroscafo%20perseo%20227&f=false) i morti furono 227, non 150; inoltre: piroscafo passeggeri (usato, credo, come trasporto truppe), non “piroscafo-nave passeggeri”;
    22) Umberto I: al momento dell’affondamento non era più una nave passeggeri, ma un incrociatore ausiliario;
    23) Scilla: a me le vittime risultano in tutto 17 o 19;
    24) Alfredo Cappellini: era un pontone armato (una sorta di monitore), non un semplice pontone;
    25) Città di Sassari, Caprera: di nuovo, incrociatori ausiliari e non incrociatori;
    26) G 32: piropeschereccio e non piroscafo-peschereccio; ad ogni modo, al momento dell’affondamento era una vedetta antisommergibili della Regia Marina (apparteneva ad un gruppo di alcune decine di piropescherecci acquistati dalla Regia Marina dal Giappone per essere trasformati in vedette antisommergibili, e denominati tutti con la lettera “G” ed un numero);
    27) Partenope: in origine incrociatore torpediniere, al tempo della perdita era stato da parecchi anni trasformato in posamine e riclassificato come tale, essendo divenuto obsoleto come incrociatore;
    28) Verona: trasportava circa 3000 disertori diretti in Libia, ed i morti furono 880;
    29) Cordova: benché avesse prestato precedentemente servizio come nave ospedale, all’epoca della perdita era stata da tempo riconvertita in trasporto truppe e non era più classificata nave ospedale (l’unica nave ospedale italiana affondata in servizio durante la 1a G.M. fu la Marechiaro);
    30) Etruria: in origine ariete torpediniere (in sostanza un incrociatore protetto), al tempo della perdita era stato trasformato,e riclassificato, in nave appoggio idrovolanti in quanto obsoleto;
    31) Cesare Rossarol: non era un cacciatorpediniere ma un esploratore leggero (un esploratore era un tipo di nave a metà tra il grosso cacciatorpediniere ed il piccolo incrociatore leggero, adibito a compiti di ricognizione e di conduzione di flottiglie di cacciatorpediniere veri e propri); a me risultano esattamente 100 vittime, cioè 7 ufficiali e 93 sottufficiali e marina, più 34 superstiti;
    32) Basilicata: per la precisione era un incrociatore coloniale; molte delle vittime erano ascari eritrei.

  22. Lorenzo Colombo says:

    Salve, forse lo conosce già, ma le segnalo questo sito: http://www.uboat.net/wwi/ships_hit/ utilissimo per le navi affondate da U-Boote nella prima guerra mondiale. Puntualizzo, però, per esperienza: è utile per la cronaca degli affondamenti (e non solo, riporta anche danneggiamenti e catture), ma diffidi dei numeri delle vittime (se sono indicati): se i dati in suo possesso sono discordanti, quelli corretti sono i suoi.

  23. Guido Corrias says:

    A complemento degli affondamenti del 15 maggio 1917, e della annessa lista degli scomparsi, dal volume “Eroi Sardi” della Licheri di Ghilarza, si legge che i marittimi Carta Giacomo e Cuccureddu Pietro, era entrambi imbarcati sul R.C.T. “Borea”.
    Cordialmente.

  24. Marco Alfredo Secci says:

    Leggo con piacere queste paggine.
    Sono un socio A.N.M.I. la nostra sezione di Quartu sant’Elena è intitolata ad un marinaio nostro concittadino perito nell’affondamento del R.C.T. TURBINE. il sottocapo cannoniere OLLA LUIGI, M.A.V.M.
    Col sommergibile JALEA, peri il torpediniere CAMPURRA LUIGI, nato a QUARTU S. ELENA il 27, gennaio, 1892, capitaneria di CAGLIARI.
    Data di nascita e capitaneria, mancano nell’elenco dei caduti.
    Vi sonso grato per il servizio fatto che fatte.
    Marco Alfredo Secci Cocco, 2° Capo M.

  25. Andrea Lanzoni says:

    Ciao, scrivo prima di tutto per complimentarmi con Silvia (che seguo anche su cimeetrincee) per questo sito che ritengo di inestimabile valore. approfitto inoltre per rispondere a Lucio Castellano (pronipote del Capitano di Corvetta Gaetano Pesce, Comandante della cannoniera A.Cappellini). Il mio bisnonno Cesare Lanzoni cl.1874 era Tenente Cannoniere del CREM, imbarcato sulla cannoniera E.Faà di Bruno (credo fosse il Direttore del tiro). Le due navi operarono insieme alle foci dell’Isonzo (bombardavano le retrovie AU), e poi – dopo Caporetto – viaggiavano insieme verso Ancona quando una terribile tempesta fece affondare la Cappellini, mentre la Faà di Bruno si incagliò in una secca. Sicuramente i nostri antenati si conoscevano bene!
    Un saluto.

    • Omar Colombo says:

      Gentile Sig. Lanzoni, può gentilmente fornirmi un indirizzo e-mail al quale scriverle? Sono un ricercatore dell’Associazione di Storia Contemporanea (www.assocontemporanea.wordpress.com) e sto lavorando ad una ricerca sulla conservazione della memoria del naufragio del pontone Cappellini e della vicenda del Faà di Bruno. Credo che una sua testimonianza possa essere davvero preziosa. La invito pertanto a scrivermi al mio indirizzo di posta omar.colombo.90@gmail.com.

      Cordiali saluti,
      dott. Omar Colombo

  26. Lucio Castellano says:

    Ciao Silvia. Leggere queste righe mi ha commosso. Troppo spesso si dimenticano i sacrifici fatti da chi ci ha preceduto.
    Il Capitano di Corvetta Gaetano Pesce, Medaglia d’Argento al Valor Militare, era il fratello di mia nonna. La sua perdita fu preceduta da quella del fratello di mio nonno, il Capitano Luigi Castellano, affondato e morto nel 1915 nei pressi di Durazzo mentre trasportava truppe italiane in Albania in aiuto ai Serbi. Questi eventi segnarono per sempre la mia famiglia.
    Provero’ a rintracciare tra le vecchie cose informazioni che possano arricchire la tua “stanza”. Nel frattempo di ringrazio per l’opportunita’ che mi a hai dato di ricordare. Un saluto.

    • Omar Colombo says:

      Gentile Sig. Castellano, può gentilmente fornirmi un indirizzo e-mail al quale scriverle? Sono un ricercatore dell’Associazione di Storia Contemporanea (www.assocontemporanea.wordpress.com) e sto lavorando ad una ricerca sulla conservazione della memoria del naufragio del pontone Cappellini e della vicenda del Faà di Bruno. Credo che una sua testimonianza possa essere davvero preziosa. La invito pertanto a scrivermi al mio indirizzo di posta omar.colombo.90@gmail.com.

      Cordiali saluti,
      dott. Omar Colombo

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