Affondamenti Navi Grande Guerra 1915-1916

9 Aprile 2012
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di Musi Silvia

Ricercando i caduti dell’affondamento del Piroscafo Principe Umberto, ho avuto modo di osservare quanti altri soldati e marinai sono morti negli affondamenti di navi durante la Grande Guerra…Ogni singolo episodio, ogni singolo caduto meriterebbe uno spazio dedicato…Ad oggi non mi è possibile attuare questo imponente progetto, ma vorrei ugualmente dedicare questa stanza a tutti i caduti in mare della guerra, elencando di seguito una cronologìa storica dei principali affondamenti (le date o i nomi seguiti da asterisco * sono in verifica, cioè diverse fonti danno dati discordanti).

N.B. Vi sono inseriti anche elenchi di caduti nei relativi affondamenti: tali elenchi sono stati desunti in base alla data di morte del singolo caduto, estrapolata dall’Albo d’Oro Ministeriale dei Caduti della Grande Guerra. Se vi dovessero esserci errori, vi prego di segnalarlo…

PER I MARINAI D’ITALIA.
A Te, o grande, eterno Iddio Signore del cielo e dell’abisso cui obbediscono i venti e le onde, uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Soldati d’Italia, da questa nave armata dalla Patria, leviamo i cuori! Salva ed esalta nella sua fede o gran Dio la nostra nazione: Salva ed esalta il Re; dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera, comanda che le tempeste ed i flutti servano a lei, poni sul nemico il terrore di lei:fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro più forti del ferro che cinge questa nave; a lei per sempre dona vittoria. Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care Genti: benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che per esso vegliamo in armi sul mare.
BENEDICI!”.

Desidero ringraziare di cuore tutti coloro che contribuiscono all’integrazione di dati e nomi…in particolare Massimo Vitale, Stefano Repetto, Gianni Gomirati, Guido Corrias, Massimo Velato e tanti altri…GRAZIE!

  • 19 Gennaio 1915: affondamento piroscafo “Varese. Anche se l’Italia non era ancora entrata in guerra, il piroscafo affondò per cause belliche (una mina), per cui ritengo giusto citare anche questo episodio, ove vi perirono 20 uomini dell’equipaggio (citati dal Signor Lorenzo Colombo che ha fatto la segnalazione, a fondo pagina nei commenti)
  • 24 Maggio 1915: affondamento cacciatorpediniere “Turbine“, nelle acque di Barletta, in seguito a bombardamento per mano di navi austriache (Helgoland, Tatra, Csepel). Il Turbine si sacrificò per difendere Barletta da un bombardamento nemico; da altra fonte: “Il Turbine fu intercettato dopo il bombardamento di Barletta e fu affondato dopo un combattimento durato circa due ore, a metà strada tra il Gargano e Pelagosa“. Comandante del Turbine era Bianchi Luigi (ferito ma sopravvissuto, fatto prigioniero assieme al resto dell’equipaggio salvatosi, nato a Genova, classe 1873, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare), così si salvò anche il comandante in seconda Tenente di Vascello Ferrari Mario (nato a Spezia, decorato con  Medaglia d’Argento al Valor Militare), mentre circa 15 uomini dell’equipaggio morirono (Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, risultano 10 morti):

Elenco caduti TURBINE

 

  • 24 Maggio 1915: questa data non corrisponde ad un affondamento di nave, bensì ad un bombardamento navale della città Ancona. Questo terribile avvenimento, in cui persero la vita civili e militari, merita di essere ricordato in questa sezione: “Bombardamenti ed esplosioni: le vittime
  • 10 Giugno 1915: affondamento R.sommergibile “Medusa“, presso Cortellazzo-Lido, per mano del sommergibile nemico U 11 (Comandante Heino Von Heimburg). Persero la vita 15 uomini dell’equipaggio (5 superstiti: Tenente di Vascello Giovanni Battista Carniglia e 4 marinai, dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre), tra cui il Tenente di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore Regia Marina Vitturi Alessandro, classe 1879, nato a Vicenza, capitaneria di porto di Venezia, decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Il Tenente di Vascello Vitturi risulta sepolto nel Tempio Ossario del Sacrario Lido di Venezia. Al Sacrario di Redipuglia vi sono i resti dei 14 caduti, recuperati negli anni ’50:

Elenco caduti MEDUSA

Sommergibili tipo Medusa sito

  • 26 Giugno 1915: affondamento torpediniera “5PN“, per mano del sommergibile austriaco U 10. Comandante della nave Tenente di vascello Spano Matteo. Perirono 2 uomini. Le lettere PN sono le iniziali del cantiere di costruzione della nave, in questo caso “Pattison-Napoli”:
  1. Cuneo Ugo (Albo Caduti: Cannoniere C.R.E.M., nato a Porto Torres, c.p. di Porto Torres)
  2. Penso Giocondo Renato (Albo Caduti: Sottonocchiere C.R.E.M., nato a Cervia, c.p. di Rimini)
  • 1 Luglio 1915: affondamento veliero “Sardomene” nelle acque irlandesi, per siluramento per mano del sommergibile tedesco U 24. Trasportava legname australiano e a bordo vi erano italiani, russi, spagnoli e svedesi. Morirono 9 membri dell’equipaggio (7 erano italiani), compreso il Tenente di Vascello Bianchi Nardo (*)
  • 7 Luglio 1915: affondamento incrociatore “Amalfi” in seguito a siluramento per mano di un sottomarino nemico (UB-14) a pochi Km da Venezia. Capitano di Vascello Riaudo Giacomo (sopravvissuto). Persero la vita 72 uomini (da altra fonte morirono 37 uomini, dal libro di Sorini “La Marina italiana nella 1° Guerra Mondiale”) tra cui il Guardiamarina di Complemento C.R.E. Pellizzetti Giovanni Battista, nato a Genova, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare, ma il restante equipaggio si salvò.

  • 13 Luglio 1915: affondamento torpediniera “17OS” presso Istria, in seguito a urto contro mina. Le lettere OS sono le iniziali del cantiere di costruzione della nave, in questo caso “Odero-Sestri”.

Torpediniera OS17 sito bis

 

  • 18 Luglio 1915: affondamento incrociatore “Giuseppe Garibaldi“, presso Ragusa, in seguito a siluramento del sommergibile austriaco U 4 (Comandante Rudolf Von Singule). Tenente di Vascello Nunes Franco Fortunato (sopravvissuto). Perirono 53 uomini dell’equipaggio:

Elenco caduti GIUSEPPE GARIBALDI

Nave Giuseppe Garibaldi sito

  • 5 Agosto 1915: affondamento sommergibile “Nereide” (attraccato all’isola di Pelagosa) in seguito a siluramento da parte del sottomarino U 5 e del suo Comandante austriaco Von Trapp. L’equipaggio e il comandante risalirono a bordo del sommergibile nella speranza di salvarlo…ma fu inutile… Morì tutto l’equipaggio del Nereide (20 uomini), compreso il Capitano di Corvetta in servizio attivo Stato Maggiore R.M., Del Greco Carlo, classe 1873, nato a Firenze, capitaneria di porto di Venezia, Medaglia d’Oro al Valor Militare:

Elenco caduti NEREIDE

 

  • 17 Agosto 1915: affondamento sommergibile “Jalea“, in seguito ad esplosione di mine (posizionate a sbarramento dal nemico) presso il Golfo di Trieste (a circa 6 miglia da Grado). Perì quasi tutto l’equipaggio (vi fu un solo sopravvissuto), tra cui il Capitano di Fregata in servizio attivo Stato Maggiore R.Marina Giovannini Ernesto, classe 1872, nato a Piacenza, compartimento marittimo di Venezia, decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare

Presso il Sacrario di Redipuglia vi è una Targa Commemorativa “in memoria” di alcuni dei caduti, dispersi in mare. L’unico sopravvissuto fu il Sottocapo Torpediniere Vietri Arturo (nato ad Avellino, Medaglia d’Argento al Valor Militare):

Elenco caduti JALEA

 

  • 27 Settembre 1915: affondamento corazzata “Benedetto Brin” a Brindisi in seguito ad esplosione della Santa Barbara (deposito munizioni) per un sabotaggio austriaco. Ci furono circa 420* perdite di uomini (da altra fonte 451 morti, 21 ufficiali e 433 marinai), tra cui il Contrammiraglio in servizio ausiliario Stato Maggiore R.M. Rubin De Cervin Ernesto, classe 1860, nato a Torino, capitaneria di porto di Venezia, il Capitano di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore Regia Marina, Fara Forni Gino, classe 1867, nato a Pettenasco (Novara), il Tenente di Vascello in servizio attivo Stato Maggiore Regia Marina Becchi Luigi, classe 1884, nato a Savona, capitaneria di porto di Venezia, il Tenente di Vascello Marsiglia Armando (Napoli), il Tenente di Vascello Talarico Alfredo, nato a Napoli e il Capitano Macchinista in servizio attivo C.R.E.M. Ciabatti Pietro, classe 1870, nato a Milano, capitaneria di porto di Spezia.

 

  • 30 Settembre 1915: affondamento piroscafo “Cirene” sulla rotta Italia-Isola di Creta, per mano del sommergibile tedesco U-39:
  1. Michelizza Domenico (Albo Caduti: Soldato 39° Regg.Fanteria, nato a Ciseriis d.m. di Sacile)
  2. Moresco Tomaso (Albo Caduti: Marinaio C.R.E.M., nato a Bargagli d.m. di Genova; l’Albo Caduti riporta la data errata di morte)
  • 7 Novembre 1915: affondamento piroscafo passeggeri “Ancona” nel Golfo di Cagliari (tratta Napoli-New York), in seguito a siluramento per mano del sommergibile U-38 (Comandante Max Valentiner). Ci furono circa 206 vittime, tra cui la maggior parte civili emigranti. Comandante della nave (sopravvissuto) il genovese Massardo Pietro
  • 9 Novembre 1915: affondamento piroscafo “Firenze” al largo di Siracusa per mano del sommergibile U-38 (comandante Max Valentiner). Comandante della nave (sopravvissuto) Merlo Giovanni. Morirono circa 15 persone*
  • 10-13* Novembre 1915: affondamento mercantile armato “Bosnia“, nelle acque di Creta (presso Candia), per siluramento per mano del sommergibile tedesco U-34. Comandante della nave Messina*. Numero delle vittime: 13*
  • 20 Novembre 1915: affondamento veliero “Liguria*” (in verifica data e nome)
  • 23 Novembre 1915: affondamento piroscafi “Palatino, Iniziativa e Gallinara” e il veliero “Unione” (quest’ultimo autoaffondato) per mano del sommergibile U-16. Il piroscafo Iniziativa era in rotta per Civitavecchia; vi perirono:
  1. Bedinotti Tullio, nato a Corinaldo, figlio di Amato, classe 1883
  2. Bruno Salvatore, nato a Napoli, figlio di Giovanni, classe 1889, fuochista C.R.E.M.
  3. Scognamillo Pietro, nato a Livorno, figlio di Michele, classe 1865, capo cannoniere
  • 4 Dicembre 1915: affondamento piroscafo “Re Umberto” al largo di Valona, per urto contro una mina nemica. Era adibito al trasporto truppe. Vi perirono circa 40 uomini, tra cui uomini di truppa (Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, morirono 53 dei 765 uomini a bordo). Comandante della nave Razeto Giovanni Battista da Camogli:

Elenco caduti RE UMBERTO

 

  • 4 Dicembre 1915: affondamento cacciatorpediniere “Intrepido” nelle acque tra Saseno e Capo Linguetta, per urto contro mine (piazzate dal sommergibile tedesco UC-14). Capitano di Corvetta Leva (sopravvissuto). Perirono 4 uomini dell’equipaggio tra cui il Guardiamarina Valatelli Silvio:

Elenco caduti INTREPIDO

 

  • 6 Gennaio 1916: affondamento piroscafo “Brindisi” per urto contro una mina. Da altra fonte: 300 perdite tra cui soldati italiani e soldati montenegrini
  • 8 Gennaio 1916: affondamento incrociatore ausiliario “Città di Palermo“, in seguito a scoppio di mine, con una perdita di circa 90 uomini, inglesi e italiani (Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, a bordo 540 uomini tra equipaggio italiano e truppe inglesi, ed i morti furono 87, di cui 54 inglesi e 33 italiani e 24 feriti). Capitano di Fregata Enrico Cuturi, sopravvissuto insieme al Sottotenente di Vascello Cafiero Luigi
  • 21 Febbraio 1916: affondamento nave ospedale “Marechiaro“, al largo di Durazzo, in seguito ad esplosione di mina (piazzata da un sottomarino tedesco). La Marechiaro stazionava a Durazzo in appoggio all’imbarco dei civili e militari serbi. Da altra fonte: 33 vittime e 104 superstiti
  • 23 Febbraio 1916: affondamento dragamine “Monsone“, per mano del sommergibile-posamine U-12 nelle acque presso Durazzo.
  • 30 Maggio 1916* (in verifica): affondamento veliero “Anna” per siluramento nei pressi dello Stretto di Gibilterra. Morì tutto l’equipaggio (circa 21), compreso il Comandante Schiaffino Filippo* da Camogli (in verifica).
  • 8 Giugno 1916: affondamento piroscafo “Principe Umberto”, nelle acque presso Valona, in seguito a siluramento (vedere sezione dedicata).
  • 23 Giugno 1916: affondamento incrociatore ausiliario “Città di Messina” vicino a Otranto, per siluramento per mano del sommergibile U-15 comandato dal Lschlt. Friedrich Fanhdrich. Tenente di Vascello Carasso Giuseppe (nato a Udine, sopravvissuto, decorato Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Morirono circa 33* uomini
  • 28 Giugno 1916: affondamento torpediniera “Serpente” presso S.Maria di Leuca, in seguito a collisione con un piroscafo. Perdono la vita 5 uomini dell’equipaggio:
  1. Abbattista Attilio (Albo Caduti: Sotto Capo meccanico R.R. equipaggi, nato a Fossacesia, c.p. di Ancona)
  2. Buccarello Giuseppe (Albo Caduti: Fuochista C.R.E.M., nato a Gagliano del Capo, c.p. di Brindisi)
  3. Di Marca Angelo (Albo Caduti: Sottocapo meccanico C.R.E.M., nato a Caltanisetta, c.p. di Siracusa)
  4. Flamini Pietro (Albo Caduti: Fuochista scelto C.R.E.M., iscritto di leva a Porto Recanati, c.p. di Ancona)
  5. Rizzo Raffaele (Albo Caduti: Torpediniere C.R.E.M., nato a Lecce, c.p. di Cagliari)
  • 3 Luglio 1916: in questa data non avvenne un affondamento, bensì un incidente avvenuto al pontile Pirelli-Pagliari. Ci fu una imponente esplosione di vagoni treno contenenti esplosivi, presso il molo Pirelli, a La Spezia: VAI alla sezione dedicata.
  • 10 Luglio 1916: affondamento cacciatorpediniere “Impetuoso“, nelle acque vicino Otranto, per mano del sommergibile U-17 (Comandante Zdenko Eugen Hudecek). Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, risultano 37 vittime, su 88 uomini di equipaggio
  • 14-15 Luglio 1916: affondamento sommergibile “Balilla“, a circa 10 miglia a nord di Lissa, in seguito a violento fuoco di artiglieria per mano di due torpediniere austriache (65 e 66 T). Tutto l’equipaggio morì (38 uomini), compreso il Capitano di Corvetta in servizio attivo Farinata Degli Uberti Paolo Tolosetto, classe 1876, nato a Verona, capitaneria di porto di Venezia, Medaglia d’Oro al Valor Militare (data in memoria il 20 Aprile 1919, in commutazione a quella d’Argento)

Sommergibile Balilla sitoFoto Regio Sommergibile Balilla, gentilmente concessa da Marco Lolli, nipote del Sottotenente Lolli Nidio, caduto nell’affondamento del sommergibile. Riproduzione vietata.

Elenco caduti BALILLA

 

  • 29 Luglio 1916: affondamento piroscafo “Letimbro” per mano di un sommergibile nemico, a circa 110 miglia da Bengasi direzione Siracusa, alle ore 7 circa. A bordo vi erano 58 uomini dell’equipaggio, 150 civili passeggeri e circa 80 militari. Comandante della nave Urso Vincenzo (sopravvissuto, nato a Palermo, Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Vi perì invece il Capitano in servizio attivo del 50° Reggimento Fanteria Ghio Giulio nato a Napoli. Un esaustivo racconto dell’avvenimento lo si può trovare a questo indirizzo :Serracapriola“. Dall’atto di morte di un militare perito nell’affondamento: “Piroscafo Letimbro, iscritto al n.13 delle navi a vapore del Compartimento Marittimo di Palermo, affondato il 29/07/1916 alle ore 7 circa, in rotta da Bengasi a Sirucusa, in viaggio postale e precisamente alla distanza di 110 miglia da Bengasi…”. I sopravvissuti furono in parte soccorsi dall’incrociatore Guerrazzi e dalla nave francese Consul Horn.

Elenco caduti LETIMBRO

 

  • 2 Agosto 1916: affondamento nave “Leonardo Da Vinci” a Taranto, in seguito ad esplosione. Vi perirono 203 uomini (21 ufficiali, 41 sottoufficiali e 141 uomini dell’equipaggio) (anche secondo il libro di Hans Sokol le vittime furono: 21 ufficiali e 182 uomini dell’equipaggio, ma dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre risultano periti 20 ufficiali e 227 sottufficiali e marinai su 1156 uomini di equipaggio, per un totale di 248 vittime) tra cui il Sottotenente di Vascello di Complemento C.R.E. Delle Piane Luigi (classe 1890, nato a Camogli), il Capitano di Fregata Ferrero Giulio (Napoli) e il Capitano di Vascello in servizio attivo S.M.R.M. Sommi-Picenardi Galeazzo, classe 1870, nato a Corte dè Frati (Cremona), capitaneria di porto di Venezia, Medaglia d’Oro al Valore di Marina

 

  • 4 Agosto 1916: affondamento piroscafo “Siena” per mano del sommergibile tedesco U-35, in rotta verso Genova.

“Il Siena stazzava 4372 tonnellate. Venne costruito e varato nel 1905 nei Cantieri Navali Nicolò Odero di Sestri Ponente. Era commissionato dalla Società Italia di Navigazione, come nave passeggeri, con propulsione a vapore e macchina alternativa e con doppia elica. Disponeva di circa 70 comode cabine di prima classe e di circa 1290 cuccette per il trasporto allora molto richiesto di emigranti e anche capienti stive per il trasporto di merci varie. Era, assieme alla sua gemella Bologna, una bella e veloce neve per i primi anni del 1900. Fu poi ceduto, nel 1913, alla compagnia – La Veloce Navigazione Italiana Genova – e da subito venne utilizzato per i collegamenti tra Italia e le due Americhe. Comandato dal Capitano Da Passano,il suo affondamento avvenne proprio mentre rientrava in patria da Colon (Panama). Dopo aver fatto scalo al porto di Marsiglia e ripartito la mattina dopo per Genova, venne intercettato a circa 20 miglia a S.W. dell’Isola di Planier (Golfo del Leone) da un sommergibile Tedesco. Era l’ U-boat U35 comandato da Lothar Von Arnauld de la Periere che lo catturò e iniziò il canoneggiamento con granate esplosive e incendiarie sparate da breve distanza, senza nessuna pietà per passeggeri ed equipaggio che cercavano di mettersi in salvo ammainando le scialuppe che erano a bordo. Il Siena, inerme e immobile era ormai condannato al suo destino; con molteplici falle aperte dalle granate esplose sulla linea di galleggiamento, iniziò ad imbarcare acqua. Delle 142 persone imbarcate ne perirono 46 (18 passeggeri e 28 membri dell’ equipaggio); gli altri si salvarono riuscendo a salire in tempo sulle lance di salvataggio e allontanarsi. Affondò alle ore 11.30 del 4 agosto 1916 (coord. geogr. 42°, 55′ N, 05°, 10′ E). Il mare era calmo, non ci furono vittime per annegamento, ma tutte in conseguenza del selvaggio cannoneggimento subito. Fu la perdita più grave di vite umane per – La Veloce – durante il periodo di guerra del 1915-1918″.

di Gianni Gomirati, nipote di Andrea Valle disperso nell’affondamento.

Elenco caduti SIENA

piroscafo-siena1Foto del piroscafo Siena, per gentile concessione del Signor Pittaluga Francesco

  • 14 Agosto 1916: affondamento veliero a motore “Pantelleria“, nel Golfo di Taranto, silurato da sommergibile (U-4 austriaco).

Elenco caduti PANTELLERIA

 

  • 17 Agosto 1916: affondamento piroscafo “Stampalia“, in seguito a siluramento. comandate della nave, sopravvissuto, Lavarello Eugenio. Lo STAMPALIA era un piroscafo passeggeri, costruito e varato dai -Cantieri Navali Riuniti- di Spezia, su commissione della compagnia genovese -La Veloce Navigazione Italina-. IL primo nome del piroscafo era OCEANIA, stazzava Circa 9.000 tonnellate, con 145 metri di lunghezza e 17 di larghezza. Con propulsione a vapore e macchina alternativa a triplice espansione e con doppia elica. Sviluppava una velocità massima di 16 nodi. Disponeva di 100 cabine di Prima Classe e 2400 cuccette di Terza. Inizialmente prese servizio sulla rotta, molto battuta da emigranti, Genova, Napoli, Palermo, New York. Nel 1911 fu modificato riducendo a sole 30 le cabine di Prima Classe e attuandone 220 di Seconda e 2400 di Terza. Ultimato il nuovo allestimento, nel 1912 fu ribattezzato -STAMPALIA- e utilizzato sulla rotta fissa Genova-Napoli-New York. Nel 1915 venne requisito dal governo italiano per essere utilizzato come trasporto di truppe per le zone di guerra.
    Il 17 agosto 1916, mentre trasportava armamenti da Genova a Salonicco (Grecia ) per il conflitto in Macedonia, fu Intercettato dall’ U-Boat tedesco UB 47, comandato dal Capitano Wolfgang Steinbauer; silurato e affondato a 30 miglia a Sud di Capo Matapan (Peloponneso-Grecia, coord. geogr. 30° 40′ N. – 22° 10′ E). Grazie a Gianni Gomirati per la ricerca sullo Stampalia. Dal verbale dell’affondamento risultavano 167 persone dell’equipaggio e 26 militari a bordo
  • 29-30 Agosto 1916: affondamento cacciatorpediniere “Audace” in seguito a collisione con un piroscafo al largo di Capo Colonne (Ionio). Comandante Piazza, Capitano di Fregata
  • 16-17 (durante la notte) Ottobre 1916: affondamento cacciatorpediniere “Nembo“, in seguito a siluramento nelle acque tra Valona e Santi Quaranta, per mano del sottomarino austriaco U-16 (comandato da Orest Ritter Von Zopa). Era in coppia con il piroscafo Bormida (adibito a trasporto truppe). I marinai sopravvissuti si gettarono in mare ed alcuni riuscirono a raggiungere terra dopo ore di naufragio; altri furono tratti in salvo dalle navi Lanciere e Centauro. Vi furono circa 30 vittime dell’equipaggio (*secondo il libro di Hans Sokol furono 40, mentre dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, risultano 32 vittime e 23 superstiti) tra cui il Comandante, Capitano di Corvetta in servizio attivo Stato Maggiore R.Marina Russo Emanuele:

Elenco caduti NEMBO

Cacciatorpediniere Nembo sito1

  • 31 Ottobre 1916: affondamento piroscafo “Audax“, per cause ancora sconosciute, scomparso in mare poco dopo la partenza da Greenock (in rotta verso Genova). Al momento dell’imbarco vi erano 26 persone a bordo, tra passeggeri ed equipaggio: non si conosce ancora il numero totale delle vittime. Vi perirono:
  1. Rispoli Luigi e consorte (imbarcata come passeggera), capitano al comando, nato a Salerno
  2. Coco Vincenzo, carbonaio, classe 1898, c.m. di Catania
  • 6 Novembre 1916: affondamento piroscafo “Salento” (iscritto nel compartimento marittimo di Brindisi delle navi a vapore), scomparso dopo la partenza da Spithead (dove era approdato per maltempo) in rotta per Civitavecchia e del quale non si ebbero più notizie:

Elenco caduti SALENTO

 

  • 5 Dicembre 1916: affondamento piroscafo “Helvetia“, in seguito a siluramento, proveniente da Salonicco. Trasportava truppe.
  • 11 Dicembre 1916: affondamento corazzata “Regina Margherita”, in seguito all’esplosione di mine. Perì, insieme a circa 678 uomini, il Capitano di Vascello Bozzo Giovanni Battista, nato a Palermo, capitaneria di porto di Palermo

  • 14 Dicembre 1916: affondamento piroscafo “Avanti”, partito da Gibiliterra il 14/12/1916 e da questa data non si ebbero più notizie. Vi perirono:
  1. D’Arrigo Cosimo, figlio di Concetto, marinaio, classe 1869, nato a Catania
  2. Crifò Salvatore, figlio di Giuseppe, marinaio, classe 1864, nato a Catania
  3. Raccioppi Francesco, figlio di Alfio, marinaio, classe 1871, nato a Catania

 

 

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Se qualcuno avesse ulteriori informazioni (di qualsiasi tipo, anche solo i nomi dei capitani di vascello), lo segnali…Oppure se desiderate scrivere un commento a ricordo di qualche soldato o marinaio, una foto, ne sarei onorata (anche nella “stanza” testimonianze)…

 

57 thoughts on “Affondamenti Navi Grande Guerra 1915-1916

  1. Stefano Repetto says:

    Buonasera gent.ma Silvia,
    il vaporetto “Palatino”, cannoneggiato il 23 novembre 1915, era di proprietà della “Società di Navigazione Fluviale e Marittima” di Roma e fu trasformato in nave da guerra con R. D. 725 del 16 maggio 1915. Fra gli scomparsi vi è Scognamillo Pietro, di Michele e di Scognamillo Angela, nato a Livorno il 20 luglio 1865, inizialmente capo fuochista, poi col grado militare di capo cannoniere (Albo d’Oro) o capo meccanico.
    Cordialmente.
    Stefano Repetto

  2. Elena Gandolfo says:

    Buongiorno, molto bello questo sito. Sto ricostruendo la storia del piroscafo Città di Sassari. Quest’anno è il centenario, esattamente il 1 Dicembre 1917 quando affondò al largo di Borghetto Santo Spirito. Per l’occasione tramite un gruppo abbiamo deciso di raccontare la sua storia e portarlo alla Luce. Ho fatto numerose ricerche ma l’unica cosa che non siamo riusciti a trovare sono le foto del comandante e delle 4 vittime che non ce l’hanno fatta. Per caso ha qualche documento almeno sul comandante che in seguito ha fatto una splendida carriera e ricevuto una medaglia al valore? Grazie per l’aiuto che potrà darmi, in ogni caso ero anche interessata tramite il comune a scrivere un libricino su questo relitto e ricordare la sua storia.
    Buona giornata e ancora complimenti!

    • Silvia says:

      Salve…
      Ho qualcosina solo sul medico Garetti…
      Mi mandi una mail (come promemoria) che così le invio ciò che ho…
      Saluti cordiali
      Silvia

      • PM Spagli says:

        Salve,
        sono un modesto cultore di Storia della Medicina Militare.
        Se la Sig.ra Gandolfo è interessata, avendo copia de “Il Libro d’oro – I medici italiani ai loro eroi” ho trovato a pag. 146 la fotografia ed una breve biografia celebrativa del Cap. Medico della R.M. Giulio Garetti da Lagnasco (CN), che perì appunto nell’affondamento del “Città di Sassari”.
        Vi vorrei inoltre ringraziare perché grazie al vostro sito sono riuscito a stabilire che l’Asp.medico Egon Lazzeroni di Pontedera (PI), perì nell’affondamento del Piroscafo Re Umberto il 4 dicembre 1915 come correttamente riportato nell’Albo D’oro di tutti i caduti, mentre nel libro sopracitato (Libro d’oro relativo ai medici) si riporta erroneamente il 04/12/1916 anche per aver confuso la nave in cui era imbarcato: lì infatti si parla del Piroscafo Principe Umberto (che in realtà fu affondato il 08/06/1916)

        Grazie ancora

  3. Stefano Repetto says:

    Buongiorno gent.ma Silvia, ho scoperto che il marinaio CREM Moresco Tomaso fu Giuseppe, nato a Bargagli (GE) il 16 ottobre 1893, non è scomparso in mare il 15 ottobre 1915, come scritto sull’Albo d’Orp, bensì il 30 settembre 1915. Moresco, calderinaio, si trovava infatti sul Cirene (2045 tonnellate netto, matricola n.532 del Compartimento di Genova, ruolo di equipaggio n.350 serie 1 rilasciato il 16 marzo 1915 dalla Capitaneria di Porto di Napoli), affondato a cannonate da un sommergibile tedesco nelle acque di Creta. Cordiali saluti. Stefano Repetto

    • Silvia says:

      Gentile Stefano…ringrazio della segnalazione…ho provveduto subito ad aggiungere il nominativo…
      Grazie ancora!
      Silvia

  4. Robin Askew says:

    Ciao,
    Scusa la mia mancanza di italiano. E per favore scusi questa traduzione probabilmente scarsa con l’aiuto di ‘Google Traduttore’:
    Ma spero di trovare ulteriore conferma dei dettagli riguardanti l’affondamento del piroscafo “Città di Bari.” Questo sito afferma semplicemente che si è verificato il 6 ottobre 1917. Questo è conforme a tutte le notizie che ho letto sui giornali britannici del tempo. Stavano segnalando la morte dei miei nonni, gli autori Alice e Claude Askew, che sono morti nella tragedia.
    Ma sono rimasto in qualche dubbio circa la data attuale, scoprendo due siti web sugli attacchi subacquei tedeschi della prima guerra mondiale, entrambi indicano che l’attacco fatto sul piroscafo ‘Città di Bari’ dalla SMG UB-48 si è svolto il 4 ottobre , 1917. > [http://uboat.net/wwi/ships_hit/1286.html & http://www.wikiwand.com/en/List_of_shipwrecks_in_October_1917#/4_October%5D
    Poi di recente ho trovato il tuo sito web, che è stato d’accordo con i giornali britannici. Come anche un altro sito web con una descrizione molto dettagliata dell’evento – gran parte dei quali sembra includere ricordi di un sopravvissuto: ‘LA VERA STORIA del triste epilogo del piroscafo “Città di Bari”, silurato dal SMG tedesco UB48’ – scritto dal Prof. Giovanni Vernì > [http://www.lavocedelmarinaio.com/2016/10/4-10-1917-il-triste-epilogo-del-piroscafo-citta-di-bari/]
    Tuttavia, c’è un dettaglio in questo che sembra essere incompatibile con uno dei commenti qui. Quello di Lucio Castellano, che dice: « … La sua perdita fu preceduta da quella del fratello di mio nonno, il Capitano Luigi Castellano, affondato e morto nel 1915 nei pressi di Durazzo mentre trasportava truppe italiane in Albania in aiuto ai Serbi. …. » Nella ‘La Vera Storia’ del Prof. Giovanni Vernì, ci sono un certo numero di riferimenti al capitano della Città di Bari, che indicano il suo nome “Luigi Castellano” – e che è andato giù con la sua nave il 6 ottobre 1917. Questa contraddizione apparente mette in dubbio questo particolare ricordo di quel sopravvissuto? Anche se suppongo che ci sarebbero stati sempre due capitani marini con lo stesso nome.
    Qualsiasi chiarimento, conferme o altri commenti sarebbero apprezzati!
    Stiamo veramente arrivando al cento anniversario dell’attacco e affondamento della “Città di Bari”. Ed io andrò per arrivare al luogo in cui la corsa di mia nonna fu portata dalle correnti del mare a terra e poi sepolto nel villaggio di Karbuni sull’isola croata di Korčula per commemorare il centenario della sua morte (e quella del marito) – sia il 4 o il 6 ottobre 1917. In effetti comincerò questo viaggio di pellegrinaggio, dove probabilmente avevano fatto a Roma. Ma invece di un piroscafo dal porto di Taranto, prenderò un traghetto dal porto Città di Bari a Dubrovnik – e da lì a Korčula.
    Robin (sig.ra)

    • Silvia says:

      Ciao Robin…
      Innanzi tutto grazie per aver scritto….ho capito tutto…
      Nei pochi documenti che ho trovato sull’affondamento del “Città di Bari”, si conferma la data di morte del 6 Ottobre…Non avendo ancora trovato la relazione ufficiale della Marina, non posso però essere sicura al 100%.
      Ho inserito subito il nome dei suoi nonni nel piccolo elenco delle vittime che ho trovato sinora…in loro memoria…
      Poi proverò a contattare il Signor Luciano Castellano, per capire questo dettaglio a cui sinceramente non avevo fatto caso, ma che lei giustamente ha fatto notare…
      Spero prossimamente di poter aggiungere altre informazioni su questo affondamento…
      Se vorrà lei aggiungere qualcosa di più sulla storia dei suoi nonni, sarò ben felice di scriverla!
      Saluti e grazie
      Silvia

      • Robin Askew says:

        Ciao Silvia,
        Grazie molto per la tua risposta. Sono sollevato per sentire che la traduzione non è stata troppo male! Spero che questo sia anche comprensibile.
        Sono lieto di sapere che sei abbastanza fiducioso della data del 6 ottobre per l’affondamento della “Città di Bari”. E io sto pensando di essere nel sito grave di mia nonna proprio quel giorno di quest’anno per commemorare il centenario della sua morte. Potete vedere una foto (presa da un visitatore italiano) sulla pagina web di Wikipedia per i miei nonni > https://en.wikipedia.org/wiki/Alice_and_Claude_Askew. Tutto è scritto in inglese (soprattutto da me) – ma ha anche foto di entrambi, che ho anche postato lì.
        Ora che ho imparato più dettagli dalla storia del Prof. Giovanni Vernì, potrei aggiungere alcune di loro all’articolo di Wikidepia – in particolare il momento dell’attacco sottomarino: « … alle 2h,30m del mattino del 6 ottobre. (“Am 6 Oktober um 2 Uhr 30′ a.m.”, è scritto nel documento precitato) e che il “Città di Bari” rispose all’attacco sparando alcuni colpi di cannone – (“Antwortete mit seinen Kanonen”). » Dopo di che sembrava una lunga pausa fino a quando: “… Alle 4h,10m circa, udimmo una forte esplosione”…- ricorda il 1° Ufficiale. “Mi trovavo sul primo cassero, – narra a sua volta il direttore di macchina – passeggiavo tra l’osterigio di macchina e la sala nautica; erano passate da poco le 4h,00m allorché udii un colpo metallico fortissimo e vidi sollevarsi dall’osterigio di macchina un’alta colonna di acqua e vapore. Il siluro aveva colpito il bastimento proprio fra la caldaia e le macchine, che si fermarono immediatamente, insieme naturalmente alle due dinamo. Il bastimento rimase all’oscuro”.
        Il corpo di mio nonno non è mai stato recuperato dal mare. Ma le sue dovevano essere portate dalle correnti dal sito dell’affondamento – dato come “39 ° 20 ‘Lat.N., 19 ° 23’ Long.E. – rotta 107 ° magnetico da un punto 15 miglia a sud di S.Maria di Leuca – al largo dell’isoletta di Paxòs o Paxì, un sud di Corfù “nella storia del prof. Vernì – a cui è stata scoperta venticinque Giorni più tardi il 29 ottobre sulla spiaggia di Karbuni sull’isola di Korčula (Curzola). Fu seppellita vicino lì il giorno successivo. Ho i dettagli di questa parte della storia da una copia in mio possesso – scritta in croato (più una traduzione inglese) della relazione del 6 novembre 1917 da un funzionario della vicina città di Velaluka.
        In precedenza, il 19 luglio 1917, mia nonna Alice Askew scrisse una lettera di Corfù, dove lavorava con il “Croix Rouge Serbe”, ad un amico in Inghilterra, in cui lei le disse che aveva avuto un permesso di un mese di andare a Roma Le speranze di incontrarsi con i suoi figli. In una precedente lettera scritta (22 marzo 1917) da mio nonno Claude Askew, dal suo posto all’ufficio stampa, l’esercito serbo della sede, Salonica, a un cugino in Inghilterra, esprime anche la speranza di ottenere un permesso più tardi per incontrarsi con sua moglie. Come sappiamo che dovevano essere imbarcati sulla “Città di Bari” – e molto probabilmente dal punto di partenza iniziale – il Porto di Taranto, ho speculato che hanno fatto incontrare in realtà a Roma – come aveva sperato di fare Alice . Il loro figlio – mio padre – era a quel tempo solo di sedici anni, ma già in carica di una nave da crociera su una nave da corsa della Royal Navy, HMS Agamemnon, poi nel Mediterraneo. Non so se ha incontrato i suoi genitori in Italia in quell’occasione – che sarebbe stata la sua ultima occasione per vederli prima della morte.
        Mio padre è morto quando sono rimasto solo diciassette anni prima di sviluppare un interesse nella storia della famiglia. Inoltre non mi aveva mai parlato delle sue esperienze di guerra o delle morti dei suoi genitori. Neanche quando abbiamo visitato la Croazia (poi parte della Jugoslavia) e siamo stati in una località balneare, Brela vicino a Spalato – e non molto lontano da Korčula (Curzola). Se ricordo bene che era durante le vacanze estive del 1960 – due anni prima della sua morte.
        Ora – da circa dodici anni fa, sono diventato quasi ossessionato dalla conoscenza della mia storia familiare. Quindi sono sempre in cerca di siti come il tuo che mi aiutano a colmare le lacune. Quindi ti ringrazio molto per il lavoro che stai facendo con questo.
        Mi stavo chiedendo se hai qualche dettaglio della fotografia che hai inviato della “Città di Bari” – come per esempio la data e la provenienza. Ho notato che ci sono altre foto presumibilmente della stessa “Città di Bari” che accompagna la storia del prof. Giovanni Vernì. Sai se questi sarebbero veramente dello stesso piroscafo? Mi chiedo solo come so che ci sono stati altri vasi che riportano il nome “Città di Bari”.
        Ancora una volta ti ringrazio tanto per il tuo che deve essere un lavoro d’amore. E spero che il traduttore di Google abbia fatto un lavoro adeguato qui!
        Cordiali saluti, Robin

        • Robin Askew says:

          Post scriptum: Ho appena notato che la traduzione di Google ha fatto molte parole maschili che dovrebbero essere femminili! Per favore leggi “ad un amico in Inghilterra” come “una amica”; “a un cugino in Inghilterra” come “una cugina” – e qualsiasi verbo o altra parola che mi riferisce dovrebbe essere nel femminile. Grazie!

  5. guglielmo panebianco says:

    Buonasera, mi chiamo Guglielmo e le scrivo da Messina, leggo con piacere la sua e mi sono accorto che fra i caduti del Piroscafo “Perseo” manca un mio concittadino : Marinaio C.R.E.M. Arena Pietro di Candeloro nato il 23 Gennaio 1899.
    Grazie.

    • Silvia says:

      La ringrazio della segnalazione…ho aggiunto subito nell’elenco il marinaio Arena. L’aggiornamento sul file pdf sarà visibile al prossimo aggiornamento, dato che sto continuando a cercare altri caduti…
      Grazie e saluti
      Silvia

  6. Claudio53 says:

    Riporto di seguito quanto scritto sul sito della Marina Militare nel 2015, a 100 anni dall’evento della Corazzata Benedeyyo Brin (http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/accaddeil/Pagine/1915_09_27.aspx):

    “Come ormai acclarato, si trattò di una disgrazia non diversa da quelle accadute in altre marine da guerra dell’epoca: la causa dell’affondamento era infatti da attribuire ai nuovi esplosivi utilizzati per le cariche di lancio e di scoppio che, indispensabili e sempre più potenti, erano stati introdotti da troppo poco tempo perché se ne conoscessero tutte le caratteristiche relative alla loro stabilità.”

    Per quanto sopra NON si trattò di un attentato ma di un incidente tecnico.

  7. Antonella Aurora Manfredi says:

    Buonasera Silvia
    rimango stupida per l’enorme lavoro che vedo in questo sito. Un lavoro che richiede tempo e passione e per cui le faccio i complimenti. Le chiedo se è a conoscenza di eventuali elenchi delle vittime della “Benedetto Brin” e della “Leonardo da Vinci”. Non mi risultano elenchi .. unica possibilità è ricostruirli sulla base dell’Albo d’Oro dei Caduti? Grazie per ogni risposta e Buona Ricerca!
    Aurora

    • Silvia says:

      Buongiorno Aurora…ha detto le parole giuste, e la ringrazio per questo: tempo e passione!Non sono purtroppo a conoscenza di elenchi delle vittime dei due affondamenti. Ma non è detto che non ci siano: potrebbero essere all’archivio storico della Marina a Roma. L’alternativa, in caso negativo, è, come accenna lei e come ho fatto per le vittime dell’affondamento del Principe Umberto, passare tutto l’albo dei caduti…

      • Claudio53 says:

        L’Albo d’Oro della Marina Militare finito di stampare dal Regio Istituto d’Arte di Venezia il 25 aprile 1929 riporta l’elenco del personale deceduto nell’Unità d’Italia, nelle prime Guerre Coloniali e nella Grande Guerra (per quest’ultima anche i marinai della Marina Mercantile). I caduti sono raggruppati per Unità navale/sommergibile e Comandi terrestri e viene indicata a lato di ogni nominativo la data di affondamento/morte. Purtroppo alcuni deceduti, inizialmente ricoverati come feriti, sono stati inseriti nell’Albo d’Oro scrivendo il nome dell’ospedale e non della nave da cui provenivano, comunque, in linea di massima si può intuire il Comando/Reparto di appartenenza.
        Per la Grande Guerra è da tener presente che l’elenco dei nominativi della Marina Mercantile, compilato per Capitanerie di Porto di appartenenza, riporta in alcuni casi nomi già inseriti nell’elenco della Marina MIlitare poiché risultavano iscritti nella lista della gente di mare (mancanza di coordinamento nella compilazione).
        Presesso quanto descritto, esiste l’elenco delle vittime della “Benedetto Brin” e della “Leonardo da Vinci”.

  8. raffaele de gaetano says:

    saluti
    il 18 aprile 1919 il piroscafo romania fu affondato sotto capo linguetta da sommmergibile tedesco….conosco altri dati relativi alla nave e al sommergibile ma non ho reperito testimonianze su eventuali perdite.
    era imbarcato mio nonno…..un ex voto di tale affondamento è conservato nella chiesa dei ss.medici a bitonto…..potrebbe fornirmi altre informazioni? grazie

    • Silvia says:

      Mi spiace, non ho altre info, nè sull’affondamento, nè sulle ipotetiche vittime, se ce ne furono…

      • Claudio53 says:

        Nell’Albo d’Oro della Marina Militare risultano solo due vittime sul piroscafo Romania affondato il 16 aprile 1918:
        2° Capo Torpediniere Colella Michelangelo di Mola di Bari
        Marinaio Foglia Umberto di Forio

        • Silvia says:

          Grazie della segnalazione…
          Ho quel libro, ed avevo già visto l’elenco, ma in alcuni casi presenta incongruenze od errori…
          Comunque un punto di partenza…
          Grazie
          Silvia

  9. Gianni Gomirati says:

    Ciao Silvia, ritengo opportuno fare una precisazione sull ‘affondamento del piroscafo DUCA DI GENOVA avvento il 6-2-1918 per siluramento (da fonti su siti internet) avvenuto nel Golfo del Leone -Francia-. In realtà, come da coordinate geografiche citate di
    seguito 39° 36′ N. – 00° 11’ O. Risulta avvenuto ad un miglio da Cape Canet nel Golfo di Valencia – Spagna – dove finì arenato sulla
    costa. Il tutto , solo per conoscenza , a chi potrebbero interessare notizie esatte sul piroscafo Duca di Genova e le vittime del suo affondamento. Un caro saluto come sempre.
    Gianni Gomirati.

  10. Gianni Gomirati says:

    Gentilissima signora Silvia, il suo sito che primeggia per l ‘importanza e la serietà degli argomenti trattati ,mi ha fatto pensare di cercare o scambiare informazioni con parenti o conoscenti di vittime o superstiti dell ‘affondamento del piroscafo Siena avvenuto al largo di Marsiglia il 4 agosto 1916.
    Apparteneva alla compagnia di navigazione Genovese ” La Veloce Navigazione Italiana Genova”, proveniente da Colon nell ‘America
    Centrale , era diretto a genova; porto di partenza e di arrivo.
    Ringrazio vivamente chi avesse notizie a contattarmi. Gianni Gomirati.

  11. ANNA MARIA FIA says:

    Buonasera Silvia, La ringrazio molto per la pronta risposta. In realta’ ho una fatto io una ricerca un po’alla buona. Visto che mio padre parlava dello zio morto in mare al termine della 1° Guerra Mondiale nel 1918 a causa di una mina, ho trovato sull’Albo dei Caduti la data della morte, 5 novembre 1918, con l’indicazione “morto in seguito ad affondamento di nave.” Tra i vari siti che parlano di affondamenti ho letto che il 5 novembre è affondato il piroscafo Mazzini. Infine, in un forum on line un turista ha scoperto un ex-voto di un soldato, Severo Ottaviani, miracolosamente scampato all’affondamento del Mazzini nel 1918. Queste sono le informazione che ho recuperato : Piroscafo Italia
    Costruito 1912 da Cantieri Navali Riuniti di Ancona.
    332 tsl – 172 tsn.
    1 triplice – 1 elica – 800ci 12n.
    4/1912—della Società Siciliana di Navigazione a Vapore di Messina (della Sciana di Messina).
    1915—Requisito dalla Marina Militare Italiana.

    6/11/1918 affondato per urto contro mina fuori Durazzo (Capo Laki, o Laghi) in navigazione da Valona a Durazzo.
    E’ tutto. La ringrazio di nuovo!

  12. Gianni Gomirati says:

    Se ieri ho mandato un complimento per il sito trovato in rete, oggi, dopo la repentina e immediata sua risposta al mio scritto; non posso che esprimerle il mio stupore per l’efficienza nel suo operare in così toccanti e private ricerche. Brava Silvia!!,
    Ringrazio per l’indirizzo Mail che mi sarà di prezioso aiuto per spedire scritti e allegati .
    Siamo partiti col piede giusto……io farò il possibile per continuare il cammino e poter ritrovare i nomi di tutti i dispersi dell’a

    ff

    ondamento del piroscafo SIENA.

  13. Gianni Gomirati says:

    Complimenti per il sito che solo oggi ho scoperto in rete e per me interessantissimo. Mio nonno Valle Andrea è tra i dispersi nell’affondamento del piroscafo Siena il 4 agosto 1916 al largo di Marsiglia. Desidererei avere contatti per scambi di notizie provenienti da fonti diverse da quelle che io conosco ,o con parenti come sono io di qualche disperso nella tragedia. Gianni.

    • Silvia says:

      Salve…mi scriva pure a questa mail: crazyfor@mainet.it
      Nel frattempo, dato che non ho ancora la lista delle vittime del Siena, ho provveduto ad aggiungere il nome di suo nonno, in sua memoria…

  14. Lelio Giannoni says:

    Riguardo alle supposte vittime del nave Ala, vi comunico che, da un rapporto dalla capitaneria di Civitavecchia risulta che il 19 febbraio del 1917, nell’affondamento del piroscafo Quinto della Società Ilva, a largo di Torvaianica, perirono:
    Carletti Giuseppe di Giovanni e di Franchi Annunziata di anni 48, comandante;
    Trambusti Giuseppe di Giusto e di Paolini Maria di anni 35, primo ufficiale;
    Giannoni Anerico Eteocle di Luigi e di Berti Assunta di anni 45, marinaio;
    Carletti Francesco di Pietro e di Simoni Demetria di anni 60, marinaio;
    Carletti Elbano di Francesco e di Allori Felice di anni 14, mozzo;
    Carletti Giovanni del fu Luigi e Buffetti Emilia di anni 15, mozzo.
    Tutti di Rio Marina (isola d’Elba)
    Nel naufragio morirono, inoltre Schettino Giuseppe di anni 56, marinaio di Marciana;
    Masiello Antonio di anni 17 , Intartaglia Luigi di anni 58, Pausania Andrea di anni 18 , tutti di Procida;
    Arolio Matteo di anni 48 di Ercolano;
    Rocco Gennaro di anni 25 di Bacoli;
    Calamarino Aniello di anni 33, Pinto Raffaele di anni 59 e Ascione Aniello di anni 26 tutti di Torre del Greco,

  15. Lorenzo Colombo says:

    …e sul “San Spiridione”: la nave, un piroscafetto di 350 tsl della Società Oceania di Trieste, esplose subito dopo la partenza nel Canale delle Zattere, a Venezia, avendo a bordo 16 membri dell’equipaggio al comando del capitano Policovich, 5 ufficiali, 200 soldati e 9 civili nonché un carico di 23 tonnellate di benzina, botti di marsala e merci varie. Dopo l’improvvisa esplosione la nave affondò di prua, lasciando affiorare la poppa e continuando a bruciare a lungo (la benzina in fiamme, che continuò a galleggiare e bruciare, fu fatale a molti). Furono recuperate 50-60 salme subito, mentre un imprecisato numero di altre persone, tra cui il comandante Policovich, risultò disperso. Tra i salvati gli ufficiali e due donne. Suppongo che possano essere forse scoppiate le caldaie, causando a loro volta l’incendio della benzina imbarcata…
    Qui c’è un articolo della “Stampa” dell’epoca sulla tragedia: http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1177_01_1919_0087_0004_24307938/anews,true/

  16. michele says:

    salve. volevo aggiungere altri 2 nomi fra i caduti della R.N. carboniera Sterope: De Bari Donato nato a Molfetta (BARI) nel 1895 cannoniere CRE. e Gagliardi Cosmo nato a Molfetta (BARI) nel 1892 marinaio CRE.

    • Michael says:

      My father Andrea Vitulano was a survivor of a submarine/ship sinking during the WWI.
      Can someone give me more details about it?
      Thanks.
      Michael.

  17. marco biorci says:

    sto facendo ricerche su nave Alessandria ( ex Bayern – hamburg Amerika line del 1910 cantieri Harland end Wolf – Belfast ) requisita dall’Italia alla Germania nel 1915 e affidata alle Ferrovie dello Stato. Ho un’informazione che dice che è stata silurata da un sommergibile tedesco nel 1918. Ne sapete qualcosa di più?
    Un grazie anticipato comunque vada la ricerca, complimenti per il sito.

    • Silvia says:

      Salve…
      Risulta affondata il 02-04 Maggio 1917 dal sommergibile UC-74…Lei sa per caso se vi furono vittime?Nel tal caso lo inserirei nell’elenco…
      Saluti
      Silvia

  18. Deideri Graziella says:

    Buongiorno, ho già scritto e Lei mi aveva dato info utili, ma non ho ancora avviato le mie ricerche. Sono a chiederLe qualche info, nel caso Le sia possibile, riguardo a
    SERRA GIUSEPPE fu GIACOMO, morto il 27 marzo 1919, nell’affondamento del Pirografo “San Spiridione”
    Grazie
    Graziella Deideri

  19. Ettore Bongiovanni says:

    Buona sera, nel sito ho visto una foto del sommergibile classe Medusa, desidero pubblicare questa foto nel mio prossimo lavoro afferente i caduti della Grande Guerra del mio paese. Ho letto la clausola del Copyright quindi sono a chiedere la dovuta autorizzazione.
    Complimenti per il sito è fatto molto bene.
    In atetsa porgo cordiali saluti.
    Bongiovanni Ettore.

  20. Raffaele De Falco says:

    Buongiorno ho scoperto questo bellissimo sito. Dalle testimonianze dei miei nonni volevo comunicarLe che nell’affondamento della corazzata Regina Margherita avvenuta 11 dicembre del 1916 scomparve il fratello di mia nonna. Il Marinaio Fuochista C.R.E.M. Raimondo Accadia fu Aniello come indicato dall’Albo dei Caduti della Grande Guerra.
    http://www.cadutigrandeguerra.it/Albo_Oro/Archivi/4/3.jpg
    Se riesco a trovarla mio padre dovrebbe avere una foto in divisa da marinaio. Se puo’ interessante invio il collegamento Youtube del relitto della Corazzata Regina Margherita. https://www.youtube.com/watch?v=2e0tYo5cBUo

    Distinti Saluti

    • admin says:

      Salve…
      Grazie della segnalazione…
      Se può farle piacere, potrei inserire la foto del fratello di sua nonna, nella sezione “affondamenti nave, testimonianze”….
      In suo onore…
      Saluti
      Silvia

  21. Lorenzo Colombo says:

    Ho notato adesso sullo Jalea: “Presso il Sacrario di Redipuglia vi è una Targa Commemorativa “in memoria” di alcuni dei caduti, dispersi in mare.” Non è esatto: i caduti dello Jalea sono proprio sepolti a Redipuglia, così come quelli del Medusa. Le ossa furono recuperate negli anni ’50, quando i relitti dei due sommergibili vennero recuperati e demoliti.

  22. Lorenzo Colombo says:

    Buongiorno, lascio qui quanto scrivo perché non trovo più la funzione per postare commenti nella pagina sugli affondamenti.
    Cercando altro, ho trovato e le segnalo alcune navi mercantili italiane che andarono perdute nella 1a GM in circostanze ignote:
    1) Il brigantino a palo San Giuseppe (952 tsn), visto l’ultima volta a Nizza il 7 febbraio 1916 durante la navigazione da Philadelphia (da dov’era partita nel dicembre 1915) a Savona con un carico di carbone;
    2) Il piroscafo Soperga (4034 tsl), scomparso dopo aver lasciato Norfolk (provenendo da New Orleans) il 16 settembre 1917, diretto a Gibilterra;
    3) Il piroscafo Salento (2591 tsl, del 1891), visto per l’ultima volta al largo di Spithead durante la navigazione da Hull a Civitavecchia e dichiarato disperso il 2 novembre 1916;
    4) Il veliero Monte Carmelo (1686 tsl, del 1883), partito da Genova il 24 aprile 1916 diretto a Pensacola (scarico) e visto per l’ultima volta nel golfo del Messico il 29 giugno 1916;
    5) Il piroscafo Maddalena (o Madalena) (2601 ts, del 1891), probabilmente saltato su una mina il 25 ottobre 1917 durante la navigazione da Clyde/Milford Haven a Bagnoli;
    6) Il piroscafo Luigi Parodi (4158 tsl, del 1899), visto per l’ultima volta il 23 gennaio 1915 al largo di Capo Henry durante la navigazione da Baltimora ad Augusta carico di carbone;
    7) Il piroscafo Iniziativa (2058 tsl, del 1881), partito da Swansea il 10 novembre 1915 diretto a Civitavecchia con un carico di carbone, e scomparso;
    8)Il brigantino goletta Espero (135 tsn), partito da Viareggio il 21 novembre 1917, scarico, diretto a Carloforte, e scomparso;
    9) Il piroscafo Audax (2106 tsl, del 1889), partito da Greenock per Genova il 30 ottobre 1916 e mai più rivisto;
    10) Il brigantino a palo Anna M. (817 tsn) partito da Genova per Baltimora il 25 maggio 1916 e scomparso;
    11) Il brigantino goletta Angelo Ferrara (195 tsn) scomparso nel 1917.
    Tutte le navi di cui sopra scomparvero senza sopravvissuti.

  23. Lorenzo Colombo says:

    Avendo appena notato il commento di Francesco Deplano, aggiungo: come conferma l’archivio di Uboat.net, nessuna nave a nome “Bormida” risulta affondata da un sommergibile tedesco od austroungarico durante tutta la I G.M. Tuttavia è interessante notare che la data indicata – 14-15 ottobre 1916 – è quasi coincidente con quella del seguente episodio, che peraltro è riportato nel blog: due giorni dopo, il 16 ottobre, proprio il “Bormida” scortato dal ct “Nembo” venne attaccato dall’U 16, che silurò ed affondò il “Nembo” e poi, secondo alcune fonti, entrò in collisione proprio con il “Bormida”. Ma il risultato della collisione fu l’affondamento dell’U 16, non del “Bormida”, anche perché per la differenza di dimensioni e dislocamento tra un piroscafo (anche piccolo) ed un sommergibile avrebbe fatto sì che fosse quest’ultimo ad avere la peggio in una collisione. (La causa dell’affondamento dell’U 16 è abbastanza oscura perché taluni la attribuiscono a collisione con il “Bormida” – accidentale o voluta, da parte del mercantile, per affondare l’U-Boot nell’unico modo possibile, come talvolta accadde? -, altri a collisione con il “Nembo” in affondamento, altri ancora allo scoppio delle bombe di profondità del “Nembo” che affondava). Strana comunque la coincidenza di data e del fatto della collisione.

  24. Francesco Deplano says:

    Congratulazioni per il lavoro. Segnalo l’episodio forse con il numero maggiore di perdite umane, avvenuto la notte tra il 14 e 15 ottobre 1916, l’urto tra la nave Bormida e sottomarino imperi centrali. Il comandanti diede l’ordine d’abbandonare la nave e perirono circa 800 militari. Si salvarono meno di 10 giovani finanzieri, tra questi mio padre Deplano Edoardo classe 1895.

    • pino says:

      anche il fratello di mio nonno, soldato di cavalleria, era imbarcato sul piroscafo bormida, con tutto il reparto;
      ho il foglio matricolare da cui si evince la morte in seguito ad affondamento del piroscafo presso le coste albanesi.

  25. Lorenzo Colombo says:

    Già che ci sono, segnalo anche qualche altra informazione e puntualizzazione sulle navi già in elenco. Dal libro “La Marina nella Grande Guerra” di Franco Favre, le perdite negli affondamenti di alcune unità risultano le seguenti:
    1) Turbine: 10 morti, 32 prigionieri (recuperati da unità a.u.) e 9 recuperati da unità italiane (l’inc. aus. Città di Siracusa)
    2) Medusa: i superstiti risultano 5 (il comandante in seconda TV Giovanni Battista Carniglia e quattro marinai) e non 6;
    3) Amalfi: risultano 72, invece di 67, vittime, e 682 superstiti;
    4) Re Umberto: morirono 53 dei 765 uomini a bordo;
    5) Città di Palermo: aveva a bordo 540 uomini tra equipaggio italiano e truppe inglesi, ed i morti furono 87, di cui 54 inglesi e 33 italiani; ci furono anche 24 feriti;
    6) Città di Messina: era un incrociatore ausiliario, non un incrociatore. Attenzione perché la differenza è enorme; 33 vittime e 302 superstiti;
    7) Impetuoso: risultano 37 vittime, su 88 uomini di equipaggio;
    8)Leonardo Da Vinci: risultano periti 20 ufficiali e 227 sottufficiali e marinai su 1156 uomini di equipaggio. Anche la maggior parte delle altre fonti che mi è capitato di trovare riferisce 248 vittime. Magari la sua cifra è inferiore a 248 perché non tiene conto dei feriti deceduti in seguito per ustioni (compreso lo stesso CV Sommi Picenardi);
    9) Audace: il comandante Piazza era capitano di fregata;
    10) Nembo: risultano 32 vittime e 23 superstiti; tra le vittime anche il comandante in seconda TV Ceccarelli ed il direttore di macchina ten. GN Meoli;
    11) Guglielmotti: fu dapprima cannoneggiato e poi speronato ed affondato, e non silurato, dalla cannoniera HMS Cyclamen, che l’aveva scambiato per un U-Boot;
    Da altre fonti (Internet) qualche altra nota:
    12) 5 PN: il comandante Spano era un tenente di vascello, il suo nome era Matteo;
    13) 17 OS: affondò in seguito all’esplosione di una delle sue stesse mine, che scoppiò durante la posa e la danneggiò a poppa provocandone l’affondamento;
    14) Brin: risultano 454 morti, e 387 superstiti. Il cognome del CV Fara Forni è senza trattino;
    15) Ancona: un piroscafo passeggeri, in servizio civile, non un incrociatore, senza nessun dubbio;
    16) Brindisi: nell’affondamento morirono circa 300 uomini tra membri dell’equipaggio (italiano) e soldati montenegrini arruolati tra i montenegrini emigrati negli USA;
    17) Marechiaro: risultano 33 vittime e 104 superstiti;
    18) Regina Margherita: il cognome completo del comandante è Bozzo Gravina; tra le vittime vi fu anche l’ex comandante del corpo di spedizione italiano in Albania, generale di corpo d’armata Oreste Bandini;
    19) Catania: nell’affondamento morirono 17 passeggeri e 67 uomini dell’equipaggio;
    20) Misurata: anche in questo caso, era un incrociatore ausiliario, non un incrociatore;
    21) Perseo: secondo il libro “Albania: fronte dimenticato della Grande Guerra” (http://books.google.it/books?id=9-pCjXgjL7UC&pg=PA138&lpg=PA138&dq=piroscafo+perseo+227&source=bl&ots=iBEX3sm0Z3&sig=CsbaOgu4OsH4HygykeedZw3Y32Q&hl=it&sa=X&ei=YT1kUqRiz4qzBs6BgZgC&ved=0CEkQ6AEwAw#v=onepage&q=piroscafo%20perseo%20227&f=false) i morti furono 227, non 150; inoltre: piroscafo passeggeri (usato, credo, come trasporto truppe), non “piroscafo-nave passeggeri”;
    22) Umberto I: al momento dell’affondamento non era più una nave passeggeri, ma un incrociatore ausiliario;
    23) Scilla: a me le vittime risultano in tutto 17 o 19;
    24) Alfredo Cappellini: era un pontone armato (una sorta di monitore), non un semplice pontone;
    25) Città di Sassari, Caprera: di nuovo, incrociatori ausiliari e non incrociatori;
    26) G 32: piropeschereccio e non piroscafo-peschereccio; ad ogni modo, al momento dell’affondamento era una vedetta antisommergibili della Regia Marina (apparteneva ad un gruppo di alcune decine di piropescherecci acquistati dalla Regia Marina dal Giappone per essere trasformati in vedette antisommergibili, e denominati tutti con la lettera “G” ed un numero);
    27) Partenope: in origine incrociatore torpediniere, al tempo della perdita era stato da parecchi anni trasformato in posamine e riclassificato come tale, essendo divenuto obsoleto come incrociatore;
    28) Verona: trasportava circa 3000 disertori diretti in Libia, ed i morti furono 880;
    29) Cordova: benché avesse prestato precedentemente servizio come nave ospedale, all’epoca della perdita era stata da tempo riconvertita in trasporto truppe e non era più classificata nave ospedale (l’unica nave ospedale italiana affondata in servizio durante la 1a G.M. fu la Marechiaro);
    30) Etruria: in origine ariete torpediniere (in sostanza un incrociatore protetto), al tempo della perdita era stato trasformato,e riclassificato, in nave appoggio idrovolanti in quanto obsoleto;
    31) Cesare Rossarol: non era un cacciatorpediniere ma un esploratore leggero (un esploratore era un tipo di nave a metà tra il grosso cacciatorpediniere ed il piccolo incrociatore leggero, adibito a compiti di ricognizione e di conduzione di flottiglie di cacciatorpediniere veri e propri); a me risultano esattamente 100 vittime, cioè 7 ufficiali e 93 sottufficiali e marina, più 34 superstiti;
    32) Basilicata: per la precisione era un incrociatore coloniale; molte delle vittime erano ascari eritrei.

  26. Lorenzo Colombo says:

    Salve, forse lo conosce già, ma le segnalo questo sito: http://www.uboat.net/wwi/ships_hit/ utilissimo per le navi affondate da U-Boote nella prima guerra mondiale. Puntualizzo, però, per esperienza: è utile per la cronaca degli affondamenti (e non solo, riporta anche danneggiamenti e catture), ma diffidi dei numeri delle vittime (se sono indicati): se i dati in suo possesso sono discordanti, quelli corretti sono i suoi.

  27. Guido Corrias says:

    A complemento degli affondamenti del 15 maggio 1917, e della annessa lista degli scomparsi, dal volume “Eroi Sardi” della Licheri di Ghilarza, si legge che i marittimi Carta Giacomo e Cuccureddu Pietro, era entrambi imbarcati sul R.C.T. “Borea”.
    Cordialmente.

  28. Marco Alfredo Secci says:

    Leggo con piacere queste paggine.
    Sono un socio A.N.M.I. la nostra sezione di Quartu sant’Elena è intitolata ad un marinaio nostro concittadino perito nell’affondamento del R.C.T. TURBINE. il sottocapo cannoniere OLLA LUIGI, M.A.V.M.
    Col sommergibile JALEA, peri il torpediniere CAMPURRA LUIGI, nato a QUARTU S. ELENA il 27, gennaio, 1892, capitaneria di CAGLIARI.
    Data di nascita e capitaneria, mancano nell’elenco dei caduti.
    Vi sonso grato per il servizio fatto che fatte.
    Marco Alfredo Secci Cocco, 2° Capo M.

  29. Andrea Lanzoni says:

    Ciao, scrivo prima di tutto per complimentarmi con Silvia (che seguo anche su cimeetrincee) per questo sito che ritengo di inestimabile valore. approfitto inoltre per rispondere a Lucio Castellano (pronipote del Capitano di Corvetta Gaetano Pesce, Comandante della cannoniera A.Cappellini). Il mio bisnonno Cesare Lanzoni cl.1874 era Tenente Cannoniere del CREM, imbarcato sulla cannoniera E.Faà di Bruno (credo fosse il Direttore del tiro). Le due navi operarono insieme alle foci dell’Isonzo (bombardavano le retrovie AU), e poi – dopo Caporetto – viaggiavano insieme verso Ancona quando una terribile tempesta fece affondare la Cappellini, mentre la Faà di Bruno si incagliò in una secca. Sicuramente i nostri antenati si conoscevano bene!
    Un saluto.

    • Omar Colombo says:

      Gentile Sig. Lanzoni, può gentilmente fornirmi un indirizzo e-mail al quale scriverle? Sono un ricercatore dell’Associazione di Storia Contemporanea (www.assocontemporanea.wordpress.com) e sto lavorando ad una ricerca sulla conservazione della memoria del naufragio del pontone Cappellini e della vicenda del Faà di Bruno. Credo che una sua testimonianza possa essere davvero preziosa. La invito pertanto a scrivermi al mio indirizzo di posta omar.colombo.90@gmail.com.

      Cordiali saluti,
      dott. Omar Colombo

  30. Lucio Castellano says:

    Ciao Silvia. Leggere queste righe mi ha commosso. Troppo spesso si dimenticano i sacrifici fatti da chi ci ha preceduto.
    Il Capitano di Corvetta Gaetano Pesce, Medaglia d’Argento al Valor Militare, era il fratello di mia nonna. La sua perdita fu preceduta da quella del fratello di mio nonno, il Capitano Luigi Castellano, affondato e morto nel 1915 nei pressi di Durazzo mentre trasportava truppe italiane in Albania in aiuto ai Serbi. Questi eventi segnarono per sempre la mia famiglia.
    Provero’ a rintracciare tra le vecchie cose informazioni che possano arricchire la tua “stanza”. Nel frattempo di ringrazio per l’opportunita’ che mi a hai dato di ricordare. Un saluto.

    • Omar Colombo says:

      Gentile Sig. Castellano, può gentilmente fornirmi un indirizzo e-mail al quale scriverle? Sono un ricercatore dell’Associazione di Storia Contemporanea (www.assocontemporanea.wordpress.com) e sto lavorando ad una ricerca sulla conservazione della memoria del naufragio del pontone Cappellini e della vicenda del Faà di Bruno. Credo che una sua testimonianza possa essere davvero preziosa. La invito pertanto a scrivermi al mio indirizzo di posta omar.colombo.90@gmail.com.

      Cordiali saluti,
      dott. Omar Colombo

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