Affondamenti Navi, TESTIMONIANZE

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Questa pagina è interamente dedicata a foto, commenti, testimonianze, diari o quant’altro riguardanti gli affondamenti della Grande Guerra…

…se desiderate scrivere un commento a ricordo di qualche soldato o marinaio, una foto, ne sarei onorata…

Abbiamo portato la croce
e col legno della nostra croce
abbiamo rifatto l’asta
della nostra bandiera”
– Gabriele D’Annunzio –

Monumento ai Caduti del 55° Reggimento Fanteria.
Il Monumento dei militari del 55° Fanteria Brigata “Marche” si trovava all’interno della Caserma “Vittorio Emanuele II” (ex Convento Ognissanti delle Monache Benedettine) in via Canova a Treviso. Dal 1908 tale caserma ospitava tutto il personale del 55°, mentre il 56° gemello era ospitato in una caserma di Belluno. Il monumento venne inaugurato dal Re Vittorio Emanuele III nel 1926, a distanza di 10 anni dal tragico affondamento del piroscafo Principe Umberto, alla presenza delle massime autorità civili e militari locali. Il 7 Aprile 1944 a causa di un bombardamento che colpì in pieno la Caserma, il monumento venne parzialmente distrutto. Nel 1954 la Caserma di Dosson di Casier (TV) venne intitolata al Capitano Silvio Serena, ufficiale del 55° insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare (per l’occasione la Medaglia venne consegnata alla vedova del capitano). Negli anni successivi, grazie all’interessamento e all’opera del Signor Botter (soldato del 55°) e del maresciallo Doria, il monumento fu ricostruito all’interno della Caserma Serena. La caserma oggi è dismessa e disabitata…

Grazie infinite al Gen. Maugeri per avermi fornito queste informazioni

Campagner Ermenegildo -Principe Umberto-In memoria di Campagner Ermenegildo, classe 1894, nato a Chiarano-Treviso, morto nell’affondamento del piroscafo Principe Umberto. Grazie al nipote José Carlos che scrive: “Vorrei contribuire al blog invio di alcune foto e fatti storici sulla soldato Campagner Ermenegildo il 55° Reggimento di fanteria Marche Treviso all?epoca della prima guerra mondiale. Egli è il fratello maggiore di mio nonno e di conoscere la sua storia attraverso i miei zii emigrati in Brasile nel 1921. Sarò molto grato se possibile pubblicare sulla tua pagina sulle foto Internet e una descrizione di ciascuna. Questo è Campagner Ermenegildo, soldato del 55 Reggimento Fanteria “Marche” di Treviso. Nato a Chiarano, figlio di Luigia Marin e Luigi Campagner nel 1894 e morto in nave Principe Umberto silurata e affondata il 8 giugno 1916 a Valona Bay. Questo fatto ha causato la morte di suo padre Luigi, che era convalescente ferito in guerra. La notizia della morte di suo figlio primogenito ha dimostrato una profonda tristezza in Luigi che gli costò la vita“.

 Ferrari Riccardo, soldato 55° Reggimento Fanteria, guastallese, caduto nell’affondamento del piroscafo Principe Umberto…
(foto dell’archivio fotografico della Biblioteca Maldotti)

A causa della mancanza di notizie riguardanti i “dispersi in mare”, spesso le famiglie dei caduti dovettero attendere anni, prima di avere notizie certe sulla morte del proprio familiare…Esempio esplicito di quanto detto è questo documento (Archivio Storico Comunale di Correggio) rilasciato dal deposito del 55° Reggimento Fanteria, per la pensione di guerra spettante alla vedova del caduto nell’affondamento del Piroscafo Principe Umberto, Carretti Arturo di Correggio (RE); Arturo morì l’8 Giugno 1916, mentre la comunicazione della certificazione di morte, “agli effetti esclusivi per la pensione” è datata 22 Luglio 1932 (ben 16 anni dopo):

Archivio Storico Comune di Correggio

Carretti Arturo
Foto tratta dal sito: “Gli Albi della Memoria” – Isoreco Reggio Emilia –

Cartolina militare di un soldato del 55° Reggimento Fanteria, alla sorella:
(Archivio Storico Comunale di Correggio, Categoria VIII, 1916)

Alla Signorina Galeotti, Rio Saliceto (RE). Da Galeotti Giovanni, soldato 55° Reggimento Fanteria, 4° Compagnia, Brigata Speciale Albania, Guerra, 43°Divisione. “Zona di Guerra, lì 31 Maggio 1916. Carissima sorella, ti rispondo alla tua tanto desiderata tua cartolina colla quale mi sono molto consolato nel sentire tue notizie di te e dei miei Cari genitori che vi trovate tutti in buona salute in famiglia e così ti posso assicurare di me steso, che sto benissimo di salute e sicuro finchè mi trovo qui dove mi trovo. Dunque termino di scrivere con salutarvi tutti in familia e augurarvi buona salute, come mi trovo io steso e salutatomi la familia di mio zio e speriamo di poterci rivedere presto uniti colla mia famiglia. Ti daro un bacio di cuore”.

Galeotti Giovanni morirà 8 giorni dopo aver scritto la cartolina, nell’affondamento della nave Principe Umberto, al rientro dall’Albania. Era nato nel 1889 a Campagnola Emilia (RE).

Saccozzi Mario, nato a Modena, classe 1886, ma residente a Reggio (il padre era direttore del manicomio giudiziario cittadino), in una foto-ricordo dedicata ai genitori, datata 1909. Morirà l’8 Giugno 1916 nell’affondamento del Piroscafo Principe Umberto.

Campisi Vincenzo di Giovanni, nato a Palermo il 13 Agosto 1888, 2° Capo Cannoniere C.R.E.M., Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Morto a seguito ferite riportate in combattimento sul Basso Piave il 24 Giugno 1918:

L’amore ardente della figlia Lidia che non lo conobbe e i nipoti, fieri, dedicano”

 

Campisi Vincenzo
2° Capo Cannoniere
Motivazione Medaglia di Bronzo al Valor Militare:
Comandante di un gruppo di mitraglieri d’assalto, usciva dalle linee con la prima ondata di arditi e si portava sulle posizioni nemiche dove con intenso fuoco contribuiva a paralizzarne la difesa. Dava, nella circostanza, prova di animo ardito ed alto valore. (Testa di Ponte di Cortellazzo-Basso Piave, 20 Giugno 1918)”.

 

Motivazione Medaglia di Bronzo al Valor Militare
2° Concessione “Alla memoria”:
Benchè indisposto, volontariamente partecipava all’azione del suo reparto, attraversando più volte la zona battuta dal fuoco nemico, finchè cadeva colpito a morte. Bello esempio di sereno coraggio e di attaccamento al dovere. (Basso Piave-Cortellazzo, 24 Giugno 1918)”.

Guardiamarina Bartoli Giulio, nato a Palermo il 15/03/1896, morto nell’affondamento della nave Partenope il 23/03/1918; venne decorato con due Medaglie al Valor Militare (Argento e Bronzo). Giulio è ricordato sulla lapide dei caduti nella Chiesetta dell’Accademia Navale di Livorno. Ringrazio il nipote Giulio per aver condiviso la sua storia e fornito il materiale della sua ricerca:

 Storia Bartoli Giulio

Monumento ai caduti del pontone Alfredo Cappellini, nel Cimitero delle Grazie di Senigallia:

 

Ringrazio infinitamente il Signor Eros Gregorini per la disponibilità e gentilezza nell’avermi procurato le foto del monumento…

Pindinelli Carmine, Fuochista C.R.E.M., nacque il 18 Agosto 1891 a Gallipoli, capitaneria di porto di Brindisi e fu uno dei 19 marinai caduti nel terribile affondamento del sommergibile Jalea avvenuto il 17 Agosto 1915. Vi fu un solo sopravvissuto, il Sottocapo Torpediniere Vietri Arturo…Il nipote del Pindinelli, il Signor Elio Pindinelli, mi ha cortesemente inviato la foto di suo zio, insieme alla lettera che il Vietri scrisse ai fratelli di Carmine, tempo dopo la tragedia:

S.Bartolomeo. Egregi Signori,
Raccontarvi qualche cosa circa la morte eroica del vostro amatissimo fratello, non mi sento la forza d’animo di poter descrivere un simile avvenimento. Dovete credermi carissimo Signore; non è fantasia quel che vi dico. La mia mano sirrigidisce come quella di un morto, dovendo mettere per iscritto tutto quello che è accaduto nel fatale giorno del 17 Agosto 915. Però con l’animo fiero posso dirvi, non perchè era vostro fratello, che nulla impressionava al vostro amatissimo Carmine; anzi come coraggio si è distinto più di qualche altro, in altre missioni pure rischiose. Eravamo tutti un’animi per poter dare col nostro piccolo ma insidioso naviglio, un giusto castigo all’odiato nemico, per poter vendicare del grave lutto che esso arrecò a noi marinai, affondandoci la bella Amalfi e Garibaldi. Il fatal destino non ha voluto concedere al nostro bravo comandante, ed a l’equipaggio che i nostri desideri si avverassero; ma la morte eroica sia di vostro fratello come degli’altri miei fratelli d’armi resterà scolpita nel cuore degl’Italiani, perchè simbatterono contro un barbaro nemico sacrificando la loro giovine esistenza per la libertà della Patria nostra. Era tanto buono il vostro amato fratello; tutti gli volevano bene, in cominciando dal Comandante perchè si mostrava sempre allegro e coraggioso. Signore, lascio di scrivere perchè non posso più proseguire; Vi ringrazio delle lode che mi avete voluto fare.
Vi saluto affettuosamente, devotissimo Arturo Vietri.
P.S. Fotografie di vostro fratello ne avevo una, dove erano tutti del sommergibile. La prestai ad un fratello di un altro marinaio perito collo stesso sommergibile e non me l’hà più ritornato. La mia ve la spedirò nel mese entrante“.

Ed ecco ora la cartolina che Antonio Pindinelli, fratello del caduto Carmine, scrisse al Sindaco di Trieste nel 1954:

Un grazie infinite ad Elio Pindinelli per avermi dato il materiale e per avermi così permesso di raccontare questa testimonianza….

IN RICORDO dei 19 caduti del sommergibile Jalea…

Telegramma da Taranto al Comune di Correggio (RE), in data 30 Giugno 1916:

(Archivio Storico Comune di Correggio, Categoria VIII, Leva e Truppe, 1916)

Pregasi comunicare dovute cautele a Zini Angelo scomparsa soldati Zini Mario, Bizzarri Augusto, Tondelli Enrico (Tondelli Erminio n.d.t.) seguito affondamento Umberto stop. Per soldati Galeotti Giovanni pregasi indicare precisamente numero compagnia stop. Intendente Tenente Colonnello Bollati”.

Dal giornale “Il Popolo” di La Spezia, del 15 Luglio 1916:

Sul Campo dell’Onore.
Un altro nome da inserirsi sull’Albo d’Oro dei caduti per la Patria è quello di  Agostino Guidetti, morto per la maggiore grandezza dell’Italia nostra. Educato sin da bambino al culto, all’amore del patrio suolo, piena l’anima di entusiasmo e di ardimenti generosi, appena compiuto il nobile gesto di scender il campo contro l’odiato secolare nemico, si iscrisse nel plotone allievi volontari di Spezia, ritardando la sua chiamata alla frontiera, impaziente di dare il suo braccio e la sua vita alla santa causa, si arruolò nella Regia Marina. Imbarcò, dopo circa un anno, sul Principe Umberto, felice di partecipare all’importante missione che doveva compiere. Quando l’8 Giugno un siluro nemico colpiva proditoriamente la bella Nave, egli non abbandonò un istante il suo posto; là, solo, nella piccola e superba cabina Radiotelegrafica, compì con serena calma il proprio dovere e, quando l’acqua tutto sconvolse, quando chi potè si dileguò, egli, ridente, senza moto, intrepido, con lo sguardo fisso sul tricolore che s’inabissava nei gorghi dell’italo mare, da eroe moriva: moriva col nome di Savoia sulle labbra, invocando da Dio una sollecita e gloriosa vittoria d’Italia nostra. Per dimostrare quale fosse l’animo di sì eroico giovane che undicenne, nel terremoto Calabro-Siculo seppe guadagnarsi l’ammirazione dei superstiti, tanto che i maggiorenti di Ganziri-Messina vollero tributargli la loro riconoscenza citandolo quale esempio di civili virtù, valga questo episodio. Alla madre adorata che prima della sua partenza lo incitava, novella madre Spartana, ad essere degno soldato, semplicemente rispondeva :«Mamma, non temere, saprò farmi onore». E….mantenne”.

Guidetti Agostino, Radio Telegrafista C.R.E.M. era nato a Capraia Isola e morì a soli 20 anni.

Monumento ai caduti della Regia Nave Leonardo da Vinci, Cimitero di Taranto. Foto tratta dal forum “Betasom.it“. Non sono riuscita a sapere l’autore della foto…se dovessi aver sbagliato nella citazione me ne scuso….

Drena, 20 Luglio 1915

Un miltare in posa con una mina recuperata in mare

18 thoughts on “Affondamenti Navi, TESTIMONIANZE

  1. Mario Bonaccini says:

    Sul Minas affondato al largo di Capo Matapan il 17/2/1917 si trovava anche il poeta ” Vittorio Locchi” il cantore della “Sagra di Santa Gorizia” del quale proprio in questo periodo (fino al 25 Aprile p.v.) il comune di Figline e Incisa Valdarno ha allestito una mostra sul Centenario della morte del poeta con materiale originale e per la quale è stato effettuato un Annullo filatelico e cartoline da Poste Italiane. La mostra è visitabile gratuitamente al Palazzo Pretorio di Figline il venerdi, sabato e domenica,

  2. Pietro Casserà says:

    Salve a tutti, sto cercando notizie in merito all’affondamento del Piroscafo “MINAS” avvenuto il 15 febbraio 1917.
    Chi può aiutarmi? Dove posso trovare fotografie della nave?
    Sono in possesso di un nutrito elenco di militari italiani scomparsi in quel tragico evento.
    Grazie, Dr. Pietro Casserà

  3. JOSÉ CARLOS CAMPAGNER says:

    Grazie Silvia per aver pubblicato sul suo blog una foto di mio zio-nonno Ermenegildo Campagner. In realtà la sua morte e la morte di suo padre, sono stati determinanti per la mia famiglia emigrano in Brasile nel 1922. Tuttavia, le radici italiane della nostra famiglia e della cultura restano vivi oggi dalla storia orgogliosa dei nostri antenati.

  4. Marco Alfredo Secci says:

    Desidero segnalare l’affondamento del piroscafo ” MADDALENA ” di proprietà dell’armatore Gaetano Maggiolo di Genova del quale ” non si ha più alcuna notizia dalla data del 26 agosto 1917 ” . Cosi scriveva, il 21 Nov. 1917, la capitaneria di porto di Genova a firma del Capitano di porto, alla capitaneria di porto di Cagliari. Questo biglietto, conservato presso l’Archivio Storico di Quartu Sant’Elena riguarda la vicenda di un Ufficiale di Macchina, Efisio Olla di Quartu S.E, affondato col piroscafo a seguito di un siluramento al largo delle coste Portoghesi; cosi è riportato nel foglio matricolare. Non avendo trovato qui alcuna notizia sul piroscafo in questione, ho riteno opportuno comunicarlo.

    • Silvia says:

      Grazie della segnalazione…Il piroscafo Maddalena è inserito nell’elenco, ma mancava il caduto Olla Efisio, che ho provveduto ad inserire subito….Nell’albo caduti Ministeriale non c’è (c’è un omonimo)…Ha qualche dato in più sul caduto?
      Grazie e saluti
      Silvia

  5. pietro lando says:

    Sto facendo le ricerche sulla nave Spiridione affondata a Venezia il 27 marzo 1919. Non riesco a trovare nemmeno un’immagine, c’è qualcuno che, per favore, mi può aiutare?
    Inoltre sto cercando anche dei riferimenti relativi all’inchiesta relativa, qualcuno sa darmi delle indicazioni?
    Grazie mille
    Pietro Lando

    • Roberto De Censi says:

      Gentile Pietro LANDO,
      casualmente leggo la Sua richiesta circa riferimenti all’inchiesta e immagini relative all’affondamento del San Spiridione. In effetti è corretta la notazione di chi le ha già risposto suggerendo di rivolgersi all’Ufficio Storico MM.
      Ma in pratica sarebbe solo un inizio di una lunga caccia che non basterà a fornire tutte le risposte che il caso merita…. Peraltro, in quell’ufficio non hanno alcuna immagine….

      Le dico ciò, poiché mi sono occupato approfonditamente negli ultimi anni proprio del caso in esame e avendo dedicato un libro all’argomento (una storia complessa che investe diversi ambiti…) oggi mi sarebbe effettivamente possibile venire in Suo aiuto.

      Tuttavia, non me ne voglia, prima che il mio editore abbia apportato l’ultima correzione e dato il via alle stampe, sarebbe cosa gradita conoscere meglio almeno il motivo del Suo interessamento ad un caso davvero particolare del quale, negli ultimi cento anni, sembra proprio abbiano avuto occasione, o voglia, di applicarsi in pochi.

      Per parte mia, posso dirle che c’è un personale coinvolgimento e la disponibilità di materiale inedito che sarà a breve reso pubblico.

      Mi contatti pure.

      Roberto De Censi

      • paolo sorcinelli says:

        Egregio Sig. De Censi, leggo solo ora il suo blog. Ha pubblicato la sua ricerca sull’affondamento del San Spiridione avvenuto a Venezia il 27 marzo 1919? Sto cercando notizie perché in quell’esplosione perse la vita Leandro Moretti e vorrei approfondire la vicenda. Potrebbe fornirmi precisazioni sul titolo del libro e sull’editore per acquistare una copia?
        Cordiali Saluti.
        paolo Sorcinelli già ordinario di St. Contemporane all’Uni. di Bologna- paolo.sorcinelli@unibo.it

  6. antonio violi says:

    Vorrei sapere notizie di Galatti Filippo, nato a S. Cristina d’Aspromonte (RC) il 15 ottobre 1896, soldato del 4° reggimento fanteria di fortezza, scomparso il 15 febbraio 1917, in seguito a affondamento di nave. Vorrei sapere sue notizie, di quale nave affondata si tratta, se esiste un elenco dei nomi dei soldati che si trovavano sulla nave, dove è sepolto, ecc.. Grazie dott. Antonio Violi

    • Silvia says:

      La nave, se guarda l’elenco degli affondamenti, dovrebbe essere il piroscafo Minas…Elenchi non esistono, se non all’ufficio storico della Marina a Roma…

  7. Marco Alfredo Secci 2° Capo Mc. di complemento. says:

    DESIDERO QUI RICCORDARE UN ALTRO NOSTRO CONCITTADINO, NATO A QUARTU SANT’ELENA NEL 1892, TORPEDINIERE E. IMBARCATO NEL SOMMERGIBILE JALEA E CON LUI AFFONDATO NEL 1915.
    IL SUO CORPO RIPOSA CON GLI ALTRI SUOI COMPAGNI A REDIPUGLIE.
    ONORI.

  8. Marco Alfredo Secci 2° Capo Mc. di complemento. says:

    Voglio qui ricordare il sacrificio di un giovane concittadino nato a Quartu Sant’Elena nel 1892 e perito a bordo del R.C.T. TURBINE.
    Luigi Olla Sottocapo Cannoniere telemetrista M.A.V.M. alla Memoria.
    A lui è dedicata la sezione A.N.M.I. della nostra città.
    ONORI.

  9. Ezio Fiori says:

    Dopo che ci siamo sentiti per il Disperso Caporale Bernardelli Artidoro sulla “Linz” al registrato nr. 282 ho trovato: Varoli Amilcare di Antonio, Fante 50° Rgt. Ftr. n. S.Benedetto Po 24-10-1891, Scomparso il 27 marzo 1919 in seguito all’affondamento della nave ” San Spiridio” al largo di Venezia; A titolo informativo per le Sue ricerche LODEVOLI! Arrivederci Ezio Fiori Associato UNIRR, (Unione Nazionale Reduci di Russia e Famiglie Caduti). 09-x-2013 in San Benedetto Po

  10. Fiorello Rizzo says:

    Le ho già manifestato l’intensa emozione che mi ha avvolto quando ho visto la sorpresa che mi ha fatto, facendomi trovare, qui sopra, l’immagine di mio nonno; onorata del ricordo delle motivazioni che lo hanno consacrato Eroe, per ben due volte.
    Sono molto contento della compagnia di cui lo ha voluto onorare.
    Lei, come una moderna Crocerossina, ha voluto accompagnarli, mano nella mano, rendendoli amici in questo luogo di incontro elevato.
    Noi, in un rapporto ora affettivamente parentale, rendiamo loro onore posandogli ai piedi l’alloro del nostro orgoglio.
    La ringrazio. Senta, come un prezzo da me pagato, le senzazioni che ha saputo, generosamente e silenziosamente, farmi provare.
    Fiorello Rizzo, nipote di Vincenzo Campisi.

  11. Fiorello Rizzo says:

    La ringrazio per l’affettuosa disponibilità e per il suo lavoro dedicato all’amore verso uomini sui quali è giusto che il tempo non passi.
    Fiorello Rizzo.

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