La Spezia, 3 Luglio 1916, molo Pirelli/Pagliari

3 Luglio 2012…
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Foto dell’archivio fotografico Comunale di La Spezia. Ringrazio infinitamente il Signor Torracca per aver fatto la foto e la responsabile di tale archivio, dottoressa Cantelli, per la gentilezza e collaborazione. Monumento ai caduti nel Cimitero Boschetti, La Spezia, architetto Costa, scultore Carmassi

La Spezia, 3 Luglio 1916…Una triste pagina nella storia della Prima Guerra Mondiale (tra le tante purtroppo), nella storia del Regio Esercito, della Marina e nella storia della città ligure….

di Musi Silvia

La tragedia al Pontile Pirelli-Pagliari,
in memoria delle quasi 300 vittime…

Un breve cenno sul luogo dell’accaduto, poi lascerò raccontare ciò che successe agli articoli di giornali, ad alcuni scritti, a testimonianze…Infine, forse la più importante, lascerò lo spazio all’elenco di TUTTI i morti in questo terribile incidente, militari e civili, che ho cercato di ricostruire…

NON SARANNO DIMENTICATI…

Il pontile, chiamato talvolta Pagliari, talvolta Pirelli (per la vicinanza dell’omonima fabbrica), era un importante centro di smistamento/trasporto di armi e munizioni, soprattutto per la Regia Marina, che utilizzava questo molo per imbarcare l’armamento necessario per le sue navi e per i Forti circostanti. Vicinissima al molo, vi era la polveriera  Valdilocchi.

Alle ore 16 del 3 Luglio 1916, improvvisamente, la tragedia…

Nel pomeriggio del 3 Luglio 1916 al pontile della R.Marina, attiguo allo stabilimento Pirelli a S.Bartolomeo nel golfo della Spezia, un drappello di soldati d’artiglieria era intento a trasbordare da alcune bettoline, su carri ferroviari, vario materiale esplosivo appartenente al R.Esercito e sbarcato dal piroscafo Clio. In uno dei carri, nel quale erano sistemati dei razzi, si verificò un principio di incendio caratterizzato dallo scoppiettìo dei razzi medesimi; gli artiglieri erano privi di qualsiasi mezzo per provvedere all’isolamento dell’incendio e dovettero abbandonare il pontile; frattanto il Capitano di Corvetta Gandolfo, destinato ai vicini stabilimenti della Marina di Val di Lochi, veniva informato di quanto si stava svolgendo; egli senza por tempo in mezzo, dopo aver telefonato per avere a disposizione i mezzi atti a scongiurare l’incombente calamità e dopo aver radunato circa 100 marinai cannonieri artificieri e 80 soldati, correva al pontile. Le sue disposizioni valsero a rendere il disastro meno grave; una locomotiva da lui chiamata riusciva a trarre lontani cinque carri carichi di esplosivi; la pompa d’incendio della ditta Pirelli entrava prontamente in funzione mentre il Gandolfo, nell’impaziente attesa del ritorno della locomotiva, tentava con i suoi uomini di lanciare dai binare del pontile in mare, i vagoni incendiati…”

Dal Libro: “Le Medaglie d’Oro della R.Marina al Valor Militare”, Roma, provveditorato generale dello Stato, 1926

Purtroppo risultò tutto inutile….improvvisamente una violenta esplosione con uno spostamento di aria e materiale da danneggiare persino gli edifici circostanti…Ma la cosa più terribile furono i tanti, e tanti, militari e civili che persero la vita in seguito all’esplosione; i militari che si sacrificarono per cercare di evitare un ancor più grande disastro, i civili che per un qualche motivo si trovavano vicino al molo: negozianti, turisti bagnanti, gente del luogo….

Più o meno la stessa versione la troviamo nell’articolo che scrisse Giulio Negroni, anni fa: “Lo scoppio di Pagliari sul Pontile Pirelli“, così come quella dei giornali locali e non, anche se la censura contribuì notevolmente a coprire numerose informazioni, soprattutto per l’iniziale sospetto che l’incendio fosse opera di un sabotaggio nemico. Ad oggi questa tesi non è mai stata dimostrata, la causa ufficiale rimase l”incidente”.

Dal quotidiano La Stampa :

5 Luglio 1916, numero 185, pagina 1:
Una gravissima esplosione alla Spezia, parecchie vittime. Roma, 4, sera. Ieri alle ore 16 nelle adiacenze del porto della Spezia, deflagrò una scatola di polvere, che causò l’incendio di tre carri ferroviari, carichi di esplosivi. Si hanno a lamentare parecchie vittime e danni materiali ai fabbricati vicini al luogo dello scoppio. Si è recato alla Spezia il Sottosegretario di Stato, generale Dall’Olio, per stabilire le cause dello scoppio e ricercare le eventuali responsabilità. (Ag. Stefani)”.

8 Luglio 1916, numero 188, pagina 5:
Firenze, 7, notte. Giunge notizia che il Sottotenente del 2° Reggimento Artiglieria da Costa Enrico Taccomelli ha trovato la morte nella catastrofe della Spezia. Egli andò volontario per la guerra di liberazione, era figlio di un imprenditore al Magazzino Militare di Firenze, deceduto pochi giorni fa, ed era rimasto l’unico conforto della su disgraziatissima madre”

Il Capitano di Corvetta Gandolfo Lorenzo, per la sua eroica impresa, ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare:

 Accorreva prontamente e radunava militari e maestranze al pontile delle munizioni presso lo stabilimento Pirelli, sul quale erano parecchi vagoni carichi di esplosivi ed uno di razzi che già si era incendiato. Conscio del grave pericolo che correva, con mirabile sangue freddo e giusto intuito, provvedeva ad organizzare opera di salvamento, cercando di spegnere l’incendio e di staccare vagoni non ancora incendiati, fulgido esempio di eroismo ai dipendenti; e mentre attendeva a questa opera mercè la quale si evitava disastro assai maggiore, cadeva gloriosa vittima della sua generosa abnegazione per lo scoppio avvenuto in vagoni isolati.
Spezia – Pontile Pirelli, 3 luglio 1916”

 

Gandolfo Lorenzo (1878-1916)

Foto tratta dal libro: “Le Medaglie d’Oro della R.Marina al Valor Militare”, Roma, provveditorato generale dello Stato, 1926

Anche la maggior parte dei marinai e altri militari ricevette un riconoscimento per il coraggio dimostratosi, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”:

“Mentre si adoperava arditamente in un coraggioso tentativo di spegnere un incendio manifestatosi in carri carichi di esplosivi, trovava la morte per il grave scoppio poi avvenuto (Pontile Pirelli presso Spezia, 3 luglio 1916) – (D.L. 3 dicembre 1916)”

 

Grazie a Valore Militare per avermi permesso di postare la sua medaglia…

 

Altre motivazioni di Medaglie al Valore furono:

Prandi Pietro, manovale avventizio:
Comandato a prestare l’opera in un coraggioso tentativo di estinzione di incendio di vagoni contenenti esplosivi, trovò la morte nel compimento del dovere. Pontile Pirelli (La Spezia) 3 luglio 1916

 

Sardi Giuseppe, Rossi Emilio, Giannoni Antonio, finanzieri:
Mentre prestava arditamente la propria opera per tentare di spegnere un incendio manifestatosi in vagoni carichi di esplosivi, trovava la morte in seguito al grave scoppio di poi avvenuto. Arcala (La Spezia), 3 luglio 1916

Ai tre finanzieri che persero la vita in questa tragedia, nel prestare aiuto, fu eretto un cippo commemorativo:

 

 

Finanzieri

Immagini dei caduti inviate da Federico Sancimino, tratte dal libro di M.Ravaioli “La Guardia di Finanza nella Grande Guerra 1915-1918”, Ente editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza. Grazie Federico della collaborazione…
 

Tacconelli Enrico, Sottotenente 2° Artiglieria da Fortezza, Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Accorrevano prontamente al pontile delle munizioni presso lo stabilimento Pirelli, ove erano parecchi vagoni carichi di esplosivi ed uno dei razzi, che già si era incendiato. Consci del grave pericolo a cui si esponevano, non desistevano dal contribuire con mirabile arditezza all’opera di salvataggio, che in gran parte riuscì ed evitò disastro assai maggiore, rimanendo vittime della loro generosa abnegazione per uno scoppio avvenuto di poi in vagoni isolati. Arcoda (Genova), 3 Luglio 1916”

 

Ringrazio il nipote Aldo per aver condiviso la Medaglia al Valore e i ricordi del fratello di suo nonno…

Vi furono anche altri atti di eroismo, in conseguenza dello scoppio avvenuto:

Frank Angelo, Capitano di Vascello (nato a Venezia), Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Accorso prontamente per prestare l’ora sua, al fine di impedire lo scoppio di un carico di esplosivi, non avendo potuto arrivare sul luogo prima che lo scoppio accadesse, si recava prontamente alla polveriera di Val di Lochi, che conteneva una grande quantità di esplosivi i quali erano in imminente pericolo di incendiarsi, e là, con mirabile intrepidezza dando opportune disposizioni e prestazioni personali, riuscì ad impedire un nuovo enorme disastro. Pontile Pirelli presso Spezia, 3 Luglio 1916

Gambardella Fausto, Capitano di Vascello (nato a Napoli), Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Accorso prontamente per prestare l’opera sua, al fine di impedire lo scoppio di un carico di esplosivi, non avendo potuto arrivare sul luogo prima che lo scoppio accadesse, provveduto a fornire i mezzi per l’estinzione dei numerosi incendi che circondavano la polveriera di Val di Lochi, si recava prontamente alle vicine polveriere di Formola e Ferrarezzola che potevano essere in pericolo di incendio e si accertava del loro stato, dando nella circostanza bella prova di coraggio. Pontile Pirelli presso Spezia, 3 Luglio 1916

 

Il 3 Luglio 1929 a La Spezia ci fu una grande cerimonia di commemorazione alle vittime e l’inaugurazione del Monumento a quei Caduti posto nel Cimitero Comunale dei Boschetti. Dalla rivista “Rassegna Municipale” pubblicata dal Comune di La Spezia in quell’occasione:

Chi fu alla Spezia in quel giorno affocato di Luglio ha ancora nella mente vivo il ricordo del terribile boato che, accompagnato da una violenta scossa avvolse la città sin’oltre le colline che la circondano. Ha ancora il ricordo degli abitanti atterriti riversantisi nelle vie, della folla stupita dell’accaduto, del quale non sapeva spiegarsi le cause, e poi, subito dopo, di una enorme nuvola di fumo dapprima bianco poi nero che si ingigantiva nel cielo laggiù, verso il mare, a levante: presagio di qualche cosa di lugubre; dell’accorrere verso quella parte di donne piangenti e urlanti, invocanti un nome, di ambulanze e di veicoli d’ogni sorta e di squadre e squadre di soccorso, soldati, marinai e borghesi, Autorità e cittadini… Alle prime imprecise, falsate notizie, seguì la vera, la triste notizia. Ai Pagliari tre carri ferroviari carichi di esplosivi erano saltati. Nel generoso errore di evitare il disastro, gettando in mare i carri, non valse la volontà dei militari presenti, né l’ardire di molti altri sopraggiunti a prestar man forte ai compagni. Lo scoppio fu fatale. In quella zona tutto fu sconvolto, distrutto, contorto, divelto, rovinato. Uomini e donne, soldati e operai travolti assieme nello schianto, furono dilaniati e cacciati lontani da una forza cieca e violenta: strappati alla Patria nel compimento del loro dovere. E i resti furono ricomposti a centinaia, riconosciuti e irriconoscibili; miseri corpi straziati; altri addirittura scomparvero…”

Stralcio dell’articolo tratto dalla Rivista “Rassegna Municipale” del Comune di La Spezia, conservata presso la Biblioteca Mazzini

L’elenco delle vittime l’ho inizialmente estrapolato dalla stessa Rivista; ho poi cercato di dividere tale lista tra militari e civili…(se qualcuno naturalmente volesse contribuire con qualsiasi informazione, anche segnalazioni di errori). Le liste sono in continuo aggiornamento (le ricerche sono allargate anche su altre fonti).

Lista dei militari caduti:

Pontile Pirelli Caduti Militari

 

Lista dei civili caduti, tratta dalla Rivista “Rassegna Municipale”, del 3 Luglio 1929 (sono compresi sia i militari che i civili; tener presente che alcuni cognomi sono errati. I civili sono in blu):

Pontile Pirelli Caduti Civili

 

“I resti irriconoscibili delle disperse vittime
de lo scoppio di munizioni avvenuto al Pagliari il 3 Luglio 1916
oggi il Comune piamente raduna in unico ossario
che ricordi ai desolati congiunti
alla memore pietà cittadina
questi caduti pur essi per la grande guerra
vinta dal valore italiano
III Luglio MCMXXIX E.F.
Più luminoso del sole d’Italia
sulle raccolte ossa sfavilli con ineffabile pietà
lo sguardo divino
S.N.R.”


Ringrazio la Biblioteca Mazzini di La Spezia per la cortesia e disponibilità, in particolare nella figura del dottor Bertonati. Ringrazio anche la figlia di Giulio Negroni per avermi dato la possibilità di utilizzare la ricerca di suo padre, e lo stesso Giulio per aver fatto luce su una così grande tragedia. Ringrazio la sempre presente cortesia di Valore Militare per le informazioni sui decorati al Valor Militare. Infine ringrazio tutti coloro che con un commento, un ricordo o una segnalazione, vorranno contribuire all’ampliamento di questo avvenimento…

7 thoughts on “La Spezia, 3 Luglio 1916, molo Pirelli/Pagliari

  1. antonio says:

    Grazie a questo sito ho potuto rivivere nella memoria del mio caro Nonno paterno
    Ferruccio Bucchi la tragedia che tolse la vita ad un padre di 37 anni con moglie
    (la cara Nonna Lina) e 4 figli Giulio, Ferdinando, Francesco, e Ferruccia i quali,escluso la femmina,furono affidati ad un Istituto Militare per Orfani di Guerra.
    Un pensiero ed un bacio ad un caro Nonno deceduto troppo giovane per averlo conosciuto.

  2. Gen. (cong.) Piero PESARESI says:

    Le dò atto e la ringrazio dell’iniziativa di raccogliere testimonianze sullo scoppio del treno munizioni e delle tre bettoline cariche di esplosivo al Molo Pagliari del 03.07.1916.
    Tra i caduti civili figurano Ernesto Massimo SCOPSI e Amilcare LORENZI. Il primo aveva vent’anni, il secondo ventiquattro. Erano ambedue ferrovieri dipendenti dalla Direzione del Genio della Marina della Spezia. Lo Scopsi è deceduto il g. 11 luglio per le ferite riportate. Del corpo del Lorenzi non si è trovata traccia: i suoi genitori, Alessandro e Benifei Etele sono stati indennizzati soltanto il 27 feb 1917, dopo la presentazione dell’atto di morte. I genitori di Ernesto Massimo, Antonio Scopsi e Dapozzo Luigia, entrambi di Arcola, sono stati indennizzati con atto n. 3556 del 09.11.1916 con £. 7.395,00 (300 volte la paga media giornaliera, come da art. 9 della L. 31.01.1904 sugli infortuni sul lavoro). L’altro atto, di £. 9.164,90, porta il numero di repertorio 4496 e la data del 3.02.1917.
    La saluto ed auspico vivamente che il centenario del luttuoso episodio venga solennemente commemorato,
    Piero Pesaresi

    • Silvia says:

      La ringrazio….
      Spero anche io siano ricordati a dovere, vittime di una grande tragedia, poco conosciuta….
      Grazie delle preziose informazioni!

  3. Aldo Tacconelli says:

    Enrico Tacconelli sottotenete d’artiglieria era fratello di mio nonno ma non era un civile ma un militare decorato con medaglia d’argento al valore per i fatti sopra indicati(la medaglia la possiedo io)

  4. Lombardi Vasilica says:

    CON TANTO RISPETO PER QUELLI CHI SI IMPEGNIA DI DARE NOTIZE DI NOSTRI ANTENANTI.IO STO CERCANDO NOTIZE DI MIO NONO CHI E NATO E MORTO LA SPEZIA PERO SU ATTO DI MORTE E SCRITO CHI E MORTO IN COMBATTIMENTO A STRETTA CISSGANI.MIO NONO E STATO UN EMIGRANTE IN ROMANIA DOVE A LASCIATO LA NONA CON TRE FIGLII ,PIU GRANDE MIO PAPA CHI ORA AVEVA 4 ANI E ERA PIU GRANDE.SI CHEMAVA LOMBARDI ARMANDO, E IO VOLIO SAPERE SE AVEVA FRATELI O ALTI PARENTI, E LA SUA TOMBA CI STA IN QUALCHE POSTO .GRAZIE!

  5. Guelfi Maria Renza says:

    Complimentandomi per l’interessante sito, vorrei segnalare che tra le vittime dell’esplosione della ploveriera di La Spezia ci fu anche un mio avo Lazzaro Motto nato a Levanto, non so dire se fosse un civile o un militare.
    grazie

  6. Giuseppe Meneghini says:

    Complimenti vivissimi per l’ottimo lavoro che getta finalmente piena luce su una tragedia ormai dimenticata da tutti, e richiama le coscienze di autorità e cittadini a ricordare tangibilmente quelle innocenti vittime militari e civili.
    G.M.

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