Storie di ALPINI

31 Agosto 2011…
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Questa sezione racconta storie di soldati o ufficiali che militarono negli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale; le storie sono state raccolte durante le mie ricerche o raccontate dai discendenti.

In questa pagina:

SETTI Jefte, Capitano
GUARALDI Agostino, Tenente
BEE Antonio, Soldato

SETTI Jefte, classe 1890, Capitano

Il Capitano Setti Jefte nacque nella frazione di S.Biagio del Comune di Correggio (RE) il 15 Maggio 1890, figlio di Giulio Cesare e della Borghi Teresa. Fu una figura coraggiosa e leale e un ufficiale corretto e rispettoso. Fece la sua carriera negli Alpini, iniziando come volontario, poi diventando comandante di due battaglioni, nonostante il non secondario impedimento di avere le articolazioni delle ginocchia e dei piedi molto deboli e delicate.

Dal Foglio Matricolare:

  • Segni particolari: lentiggini sul naso
  • Professione studente
  • Soldato volontario nel 7° Reggimento Alpini, allievo sergente con la ferma di tre anni a datare dal 31 Dicembre 1907, ascritto 1° categoria, classe 1887, lì 31 Dicembre 1907
  • Caporale in detto, lì 30 Giugno 1908
  • Tale nel Battaglione Edolo, lì 31 Dicembre 1908
  • Sergente nel 5° Reggimento Alpini, lì 31 Dicembre 1908
  • Trattenuto in servizio a sua domanda continuando nella carriera di sottufficiale, lì 31 Dicembre 1910
  • Sergente maggiore in detto, lì 31 Dicembre 1910
  • Ammesso al trattamento stabilito dalla legge 6 Luglio 1911, lì 1 Agosto 1911
  • Tale nella scuola militare, lì 31 Ottobre 1911
  • Tale nel 5° Reggimento Alpini, lì 30 Gennaio 1913
  • Sottotenente nel 6° Reggimento Alpini, lì 28 Febbraio 1913
  • Specchio D del Foglio Matricolare:
  1. Riportò contusione al ginocchio sinistro in seguito a caduta mentre scendeva nella fossa dei zappatori durante i tiri del 10 Agosto 1909
  2. Riportò una distorsione all’articolazione tibia astragallica sinistra in seguito a caduta al ritorno dall’istruzione di tiro del 7 Luglio 1910
  3. Riportò distorsione tibia astragallica a sinistra essendo caduto dal mulo mentre recavasi alla spesa foraggi il 10 Febbraio 1911
  4. Riportò la distorsione dell’articolazione tibia astragallica destra per caduta all’istruzione di ginnastica del 6 Marzo 1912
  5. Riportò una distorsione al piede sinistro pr averlo messo in fallo nell’eseguire un salto in lunghezza durante l’istruzione di ginnastica il il 27 Giugno 1912

Dallo Stato di Servizio:
(purtroppo ad oggi non è stato possibile reperire il suo Stato di Servizio, andato perso o chissà….)

Dai riassunti storici dei reggimenti degli Alpini risulta:

  • Capitano del Battaglione dei Sette Comuni (6° Alpini) dal 20 Giugno 1917 al 13 Ottobre 1917
  • Capitano del Battaglione Monte Stelvio (5° Alpini) dal 13 Giugno 1918 al 24 Giugno 1918

Ma il Capitano Setti fu comandante del 145° Battaglione dal 1° Dicembre 1915 (Ordine permanente Comando Battaglione Sette Comuni); successivamente ricevette una Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella tragica battaglia per la conquista dell’Ortigara nel Giugno del 1917 e fu uno dei pochi sopravvissuti del suo battaglione in quella terribile battaglia:

Assunto il comando di un battaglione per la perdita del suo comandante (il Maggiore Milanesio che fu ferito alle gambe*), persisteva con tenacia e slancio singolari nell’attacco già iniziatasi e trascinava le sue truppe agli obbiettivi designati. Monte Ortigara, 19-20 Giugno 1917”

*“…Alle ore 6.20 (19 Giugno 1917) il personale del Comando del Sette Comuni fu colpito in pieno dallo scoppio di una grossa granata ferendo gravemente il Magg. Milanesio ed altri ufficiali proprio nel momento in cui i suoi alpini avevano iniziato l’assalto…”
Tratto dal libro:”La tragedia dell’Ortigara -Giugno 1917″ di Umberto Mattalia, Gino Rossato Editore 1994

La battaglia dell’Ortigara – i preparativi italiani –
“Il primo tentativo di snidare gli austriaci dall’Ortigara venne effettuato vanamente nella controffensiva del luglio 1916 con lo scopo di riprendere il Portule ∫…∫. Questo nostro primo attacco contro l’Ortigara, svoltosi con forze insufficienti e troppe scarse artiglierie, rese evidente che i comandi nemici consideravano questo monte uno dei più importanti caposaldi da non mollare a nessun costo….”

Gli obiettivi del piano italiano
“L’attacco principale per lo sfondamento iniziale del Passo dell’Agnella e per conquistare le cime dell’Ortigara venne assegnato alla 52° Divisione del gen. Como Dagna ∫…∫. Nel suo complesso si prevedeva di impiegare nella battaglia una massa d’urto di 35 battaglioni, dei quali 20 erano di alpini e 3 di bersaglieri del XX Corpo d’Armata ∫…∫.

Gli Alpini assaltano l’Ortigara
“Nelle posizioni italiane, di fronte al terribile monte, due potenti colonne di Alpini sono già in linea pronte per l’attacco: sono le due punte che dovranno perforare la corazza difensiva austriaca dell’Ortigara. A nord, la colonna del gen. Di Giorgio, con il comando di una caverna-osservatorio di Cima della Caldiera, attende l’ordine dell’assalto con i suoi battaglioni Alpini «Bassano» del magg. De Vecchi, «Sette Comuni» (magg. Milanesio), «M.Baldo» (ten. Oliva), e «Verona» del magg. Belley”.

Tratto dal libro:”La tragedia dell’Ortigara -Giugno 1917- di Umberto Mattalia, Gino Rossato Editore 1994

(Le vicissitudini del Battaglione dei Sette Comuni sono dettagliatamente raccontate in questa pagina del sito “Per non dimenticare“)

Medaglia del Battaglione Alpini Sette Comuni

Medaglia del Battaglione Alpini Stelvio

Medaglia Battaglione Stelvio sull’Ortigara

Dopo 3 anni sui campi di battaglia il Capitano Setti Jefte fu ferito mortalmente il 24 Giugno 1918, durante la battaglia del Solstizio a Col del Gallo. Dall’atto di morte del Comune di Correggio e dal riassunto storico del reggimento risulta morto nella 17° Sezione di Sanità: “in seguito a ferite per squarcio interessante tutte le fasce muscolari coscia e gamba sinistra da scoppio di granata. Sepolto a Bassano”. Mentre dall’Albo dei Caduti risulta deceduto nella 71° Sezione di Sanità. Probabilmente c’è stato uno scambio di numeri, poichè nel 1918 la 71° Sezione di Sanità non era attiva, mentre invece la 17° Sezione era in località Chilesotti (zona Grappa).

Lascerò raccontare ciò che fu il Capitano Jefte da un suo subalterno, in una lettera scritta da Parma, poco dopo aver saputo della sua morte, indirizzata al Sindaco di Correggio:

Archivio Storico Comunale di Correggio, Categoria VIII Leva e Truppe, 1917

10 Luglio 1918. Onorevole Signore, nel ‘Corriere della Sera’ del giorno 9 Luglio, lessi con profondo dolore l’eroica morte del Capitano Setti Jefte. Io che fui non solo al suo battaglione, ma che Lo ebbi per comandante di compagnia, provai la sensazione di aver perduto un padre affettuoso, un valoroso ed indomito compagno d’armi. Durante questi tre lunghi anni di guerra, Egli non abbandonò il suo posto, che nei brevi periodi delle licenze invernali, e, come un eroe leggendario in cento svariati combattimenti, ne uscì sempre sano e salvo, aumentando l’odio pel tracotante barbaro, oggi umiliato. Il piombo nemico non era mai riuscito a ferirlo, e quella medaglia d’argento che aveva sul petto, era ben poca cosa, dinanzi a ciò che egli fece pel bene della Patria. Io comandavo un plotone della sua compagnia nel Giugno del 1917, quando fu dato l’assalto al terribile baluardo dell’insanguinata Ortigara, e Lo vidi battersi da leone; mite coi soldati che l’adoravano. Egli mi portava sempre la sua parola di conforto. «Col Capitano Setti, si vince sempre», soleva dire un rude alpino, che vide nascere il battaglione, ed Egli ci trascinava all’assalto con una forza strana, irresistibile. Io fui gravemente ferito in quell’azione, e da tredici mesi mi trovo negli ospedali. Egli si ricordò sempre del suo giovane ufficiale, e la sua parola tanto cara, mi faceva dimenticare le sofferenze. Da qualche mese non avevo Sue nuove, ma l’idea dell’immunità di quell’eroe, non mi fecero mai dubitare d’una disgrazia. Con Lui si chiude una vita operosa, e per rendere più bella e più sacra la nostra vittoria, la Patria Lo volle fra i suoi prodi. Fra i più puri ricordi della Vostra città, dovrà occupare uno dei posti migliori questo glorioso Vostro figlio, gloria e vanto dell’Italia nostra, e sappiano i Reggiani che questa perdita non è soltanto loro lutto, ma lutto d’Italia. Io bacio col pensiero le sue insanguinate spoglie, e giuro sulla sua tomba, che se il Destino mi chiamerà nuovamente in quei campi cruenti, dove si combatte, si vince e si muore, io avrò la forza e la coscienza di vendicarlo. La prego, Signor Sindaco, di voler porgere alla desolata famiglia le mie più profonde e sentite condoglianze, sicuro, che tanto nobile sangue versato, non tarderà a rendere l’Italia più forte, più grande e più temuta. Con stima, mi creda dev. S.Tenente Zerbato Guido, ospedale ‘Pro mutilati di Parma”.

Il Sottotenente Zerbato Guido del 6° Reggimento Alpini (nato a Schio, Vicenza) partecipò anch’esso alla terribile battaglia per la conquista dell’Ortigara; il suo comandante, Ettore Milanesio, ricordava i suoi alpini: “Con mirabile fermezza e sprezzo del pericolo si meritarono Medaglie d’Argento o di Bronzo: ∫…..∫ i sottotenenti Chemello Oreste, Zerbato Guido, Orsenigo Giuseppe, il sott. medico Frosini Dino che combatterono accanitamente fino a quando vennero gravemente feriti”. Difatti il sottotenente Zerbato scrive la lettera per la morte del Setti, dall’Ospedale “Pro Mutilati” di Parma. Fu decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:

Alla testa di pochi uomini e sotto un’intenso bombardamento, compiva un’ardita operazione fin sotto i reticolati nemici. In altra circostanza ferito gravemente durante durante l’attacco, continuò a tenere il comando del reparto, fino a quando l’arrivo di rinforzi rese possibile il saldo possesso della posizione conquistata. Cima Ortigara, 10-19 giugno 1917”.
Grazie a “Sciarpa Azzurra” (forum Miles) per avermi fornito la motivazione…

In una antica villa di Correggio sono stati gelosamente conservati due cimeli appartenuti al Capitano Setti: i suoi sci e le racchette…

Nel cimitero di San Martino Piccolo di Correggio è stata posta una lapide commemorativa o tomba di vera sepoltura (in verifica) del Capitano Setti, nella tomba di famiglia:

“Al Capitano Setti Jefte
Gli Ufficiali del Battaglione Stelvio”

GUARALDI Agostino, classe 1898, Tenente

Guaraldi Agostino

“Per non Dimenticare”

Ho deciso di farvi conoscere la storia di questo soldato con la stessa motivazione di tutti gli altri militi di cui racconto nella sezione “VOCI e VOLTI dal FRONTE”, e cioè onorare la loro memoria. Questa storia però ha una particolarità: la coincidenza. Tutto è cominciato circa tre mesetti fa quando, il mio amico Lorenzo, mi regalò una cartolina scritta dall’Allievo Ufficiale Guaraldi Agostino al fronte, indirizzata al padre. Passò un po’ di tempo e quest’estate mi trovai a visitare il piccolo Museo della Grande Guerra al Passo Fedaia (Marmolada) e qui accadde la coincidenza: tra i numerosi reperti bellici e altro, notai in una bacheca, una cartolina…Quando lessi il nome di chi l’aveva scritta, non credevo ai miei occhi!!!………..Guaraldi Agostino!!Pensando alle migliaia di lettere e cartoline che furono scritte durante la guerra, il fatto di ritrovarne due, scritte dallo stesso soldato e a così tanti km di distanza, mi ha fatto venire la pelle d’oca….

Così decisi di cercare di scoprire qualcosa di più, di fare ricerche su questo soldato….Questo mi ha permesso di conoscere l’Associazione Nazionale Alpini di Ferrara, poiché l’Alpino Giuseppe Martelli e il Dottor Gallotta Mario avevano già scritto la storia del soldato Guaraldi, non sapendo però nulla delle cartoline scritte al fronte. Li ho contattati e con mio sommo piacere ho trovato due persone gentili e squisite, dispostissime a condividere la loro ricerca con me, e questo spazio è il frutto di questa bellissima collaborazione….Grazie infinite….

Guaraldi Agostino nacque a Casumaro di Cento in provincia di Ferrara, il 9 Novembre 1898, figlio di Umberto e Lucia. Si arruolò come volontario a soli 17 anni e cominciò una lunga carriera militare (con varie decorazioni al Valor Militare), sino alla sua morte, durante la Seconda Guerra Mondiale, avvenuta il 5 Marzo 1943.

Stato di Servizio:

  • Volontario nel Corpo Nazionale Volontari ciclisti e automobilisti – reparto di Ferrara, 25 Maggio 1915
  • Tale in territorio dichiarato in stato di guerra col suddetto reparto, 27 Maggio 1915
  • Partito in territorio dichiarato in stato di guerra in seguito allo scioglimento del Reparto Volontari ciclisti ed inviato in congedo, 1 Settembre 1915
  • Soldato volontario nel 7° Reggimento Alpini, per la durata della guerra, 4 Luglio 1916
  • Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra presso il Deposito del suddetto Reggimento in Belluno, 4 Luglio 1916
  • Destinato alle truppe mobilitate in zona di guerra presso il Battaglione Val Cordevole, 21 Agosto 1916
  • Tale allievo ufficiale nel 45° Reggimento Fanteria, 1 Settembre 1916
  • Aspirante Ufficiale di Complemento arma di Fanteria ed assegnato al 7° Reggimento Alpini, 25 Marzo 1917
  • Sottotenente di complemento in detto, 15 Luglio 1917
  • Tenente di complemento in detto, 21 Marzo 1918
  • Partito da territorio dichiarato in stato di guerra, 31 Dicembre 1919
  • Tale rientrato al Deposito del 7° Reggimento Alpini, 24 Maggio 1920
  • Tale collocato in congedo, 18 Giugno 1920
  • Arruolatosi Volontario per l’Albania, 29 Giugno 1920

Il resto della carriera militare di Agostino è correttamente raccontata nell’interessantissimo sito dell’Alpino Martelli, in collaborazione con il Dottor Gallotta…ecco il link diretto:

NOI ALPINI BOLOGNESI ROMAGNOLI

Le cartoline ritrovate sono dell’Ottobre del 1916, quando era Allievo Ufficiale nel 45° Reggimento Fanteria, Brigata Reggio. La cartolina conservata al Museo Fedaia è del 5 Ottobre, la mia del 12:

Zona di Guerra, 12 – 10 – 16

Caro babbo, ho ricevuto la tua lettera del 9 corr. ove ho trovato pure la lettera di Amedeo. Oggi gli scrivo, ma non mi hai detto se hai avuto le £.100, scrivimi così potrò dirgli se li ho avuti si o no e ringraziarlo, scrivimi una lettera con dentro i francobolli per scrivere ad Amedeo perchè sono sprovvisto. Ieri ho ricevuto una cartolina del Colonnello Baruffaldi, una da Ettore Ghezzi e una lettera da Teresina che dice che mi vuol spedire roba da mangiare, tanto meglio. Saluti a tutti

Agostino


Come già accennato, Agostino ricevette numerose decorazioni al merito, nella sua carriera militare:

  • Guaraldi Agostino da Cento, Sottotenente del 7° Reggimento Alpini: Comandante di una sezione mitragliatrici, si portava con un’arma, avanti ad una galleria occupata dal nemico, e con violento fuoco ne paralizzava i movimenti, facilitando così l’opera della pattuglia d’attacco. Marmolada 18 Settembre 1917.
  • Guaraldi Agostino da Cento, tenente XV Battaglione Eritreo della Cirenaica: ufficiale già distintosi in altri scontri, in aspro e difficile combattimento per terreno rotto e boscoso e per mobilità dell’avversario, dava brillante prova di capacità tattica, coraggio, slancio e sprezzo del pericolo. Infranta la prima resistenza si dava a celere inseguimento infondendo ai suoi ascari grande ardire e spirito aggressivo e procurando ai ribelli gravi perdite in uomini ed armi. El Lesga (Cirenaica), 4 Maggio 1931.
  • Guaraldi Agostino da Casumaro di Cento, maggiore 2° Reggimento Alpini, Battaglione Dronero: comandante di battaglione alpino di provato valore, nel corso di una lunga e sanguinosa battaglia difensiva, mentre il grosso della G.U. della quale faceva parte era impegnato frontalmente in aspra lotta, sosteneva, alla testa dei suoi reparti, duri combattimenti di retroguardia. Ripetutamente accerchiato, riusciva sempre, con indomito valore a forzare la stretta del nemico soverchiante sino a che, ferito e sopraffatto dal nemico veniva catturato. Decedeva poi in prigionia in conserguenza delle ferite riportate in combattimento. Fronte Russo 17-27 Gennaio 1943. Medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria.

Guaraldi Agostino decorato da Umberto di Savoia

Ringrazio infinitamente il Signor Martelli e il Dottor Gallotta per la fondamentale collaborazione e per avermi dato la possibilità di pubblicare le foto. Ringrazio anche i forumisti di Miles che, come sempre, mi aiutano nelle ricerche.

BEE Antonio, classe 1892, Soldato

Bee Antonio nacque nel Comune di Lamon (Belluno) il 25 Luglio 1892, inquadrato inizialmente nel 7° Reggimento Alpini, Brigata Cadore. Dal Foglio Matricolare la sua storia militare:

  • Soldato di Leva di 1° Categoria.
  • Tale nel 7° Reggimento Alpini Battaglione Pieve di Cadore, lì 3 Dicembre 1912
  • Ha procurato al fratello Emanuele il ritardo della chiamata alle armi, lì 7 Settembre 1914
  • Trattenuto alle armi a senso del R.Decreto, lì 1° Gennaio 1915
  • Tale in territorio dichiarato in stato di guerra, lì 23 Maggio 1915
  • Tale nel reparto Mitragliatrici Fiat in Brescia, lì 20 Agosto 1917
  • Tale nel Battaglione Val Cismon mobilitato, lì 1 Novembre 1917
  • Morto nell’ospedaletto da Campo n.131 in seguito a ferite riportate per fatto di guerra, lì 8 Dicembre 1917

Decorato della Croce al Merito di Guerra alla memoria. Autorizzato a fregiarsi della medaglia istituita a ricordo della guerra 1915-1918.

Dal Riassunto del Battaglione Val Cismon: “Il 14 (Ottobre 1917), attaccato da forti masse, saldamente resiste e, dopo sanguinoso combattimento, respinge l’avversario. Disimpegnandosi, si porta in regione M.Grappa…

Antonio, prima di partite per il fronte sul Grappa, scrisse una lettera per la figlia, Dirce, il 18 Novembre 1917, da Oltra, una piccola frazione del Comune di Lamon:

“Oltra, 18-11-17.
Lasio a tuo zio Rizzieri cuesto biglietto partendo per il monte grappa. Dirce mia nel cazo che io non dovese piu tornare ti prego obbedire per primo tuo zio Rizzieri eppoi tua nona e i altri zii e zie. Prega per tua Mamma defunta e per tuo Padre lontano. Cresi ubbidiente con tuo zio e nona. Credimi per sempre tuo Padre, Antonio Bee”.

Grazie a Valore Militare per avermi dato il permesso di pubblicare la lettera

Antonio, dopo nemmeno un mese morì a Fonte, Treviso (dal sito Onorcaduti), l’8 Dicembre 1917, in seguito a ferite riportate in combattimento (L’Albo Caduti riporta il cognome errato Bel Antonio). La figlia Dirce, già orfana di madre, perse anche il padre. Ho deciso di raccontare questa storia per la commozione che mi ha suscitato…un padre che scrive alla figlia una lettera/testamento, quasi come sentisse che non sarebbe mai più ritornato….

Un altro piccolo pezzo di storia che torna alla luce…

Antonio è sepolto nel Sacrario del Montello..

…in sua memoria…

Un grazie al Comune di Lamon per l’aiuto e la collaborazione e a Valore Militare per la foto della lapide

 

3 thoughts on “Storie di ALPINI

  1. alessandra guaraldi says:

    sono assai stupita di non aver sentito parlare in famiglia di Guaraldi Agostino, pluridecorato nel suo lungo e intenso impegno.forse è stato l’unico nella famiglia Guaraldi che ha osato e affrontato con coraggio i pericoli della guerra.
    Anche mio nonno che era del 1901 sempre di Casumaro ha fatto la guerra in Libia, un suo fratello Orlando fu deportato in Germania, l’altro fratello Agostino in Russia , ma sono tutti, fortunatamente, ritornati a casa. sono stati importanti anche loro ..hanno combattuto per la Patria. ora riposano forse tutti in pace.

  2. Giuseppe Zilotti Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra – Comitato Prov.le Belluno says:

    Commovente, tragico e commovente quel ‘per tuo padre lontano’. Questo biglietto è una Storia completa, la storia di una vita intera che si va concludendo già dall’inizio dello scritto con quel “Lascio … ” che dice già quanto il soldato Bee sapeva di non tornare.
    Nell’Albo d’Oro ministeriale vol.XXVII, pag.25 il soldato è riportato erroneamente quale Bel Antonio.
    Chiedo cortesemente di poter utilizzare la foto del biglietto, esclusivamente per gli scopi istitutivi di questa Associazione, citandone la fonte, che pregherei, in caso affermativo, mi fosse comunicata.
    http://www.bellunopress.it/2012/04/06/archivio-on-line-dei-
    caduti-le-precisazioni-del-presidente-giuseppe-ziliotti

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