VALANGHE e FRANE: le vittime

19 Febbraio 2013

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In questa sezione analizzerò quei fattori non direttamente collegati alla guerra ma che causarono ugualmente molte vittime, cioè le maggiori frane e valanghe durante la Prima Guerra Mondiale.

di Musi Silvia

Valanghe:

  • Valanghe del 1915-1916
  • Valanga Vallon Tofana-Val Costeana, 13-12-1916
  • Valanga a Tabià Palazze/Crepe Rosse e Malga Ciapela, 8-9-10 Marzo 1916
  • Valanga Fuchiade, 9 Marzo 1916
  • Val Chiese, 13 Dicembre 1916 
  • Monte Campellio (Valsaviore), 3 Aprile 1916
  • Valanghe del 1917-1918
  • Passo Lagoscuro (Adamello), 25 Maggio 1918 (prossimamente)

Frane:

  • Santa Fosca, 27 Maggio 1917
  • Roccioni Lora, 5 Settembre 1917 (prossimamente)

VALANGHE

Durante la Prima Guerra Mondiale ci furono innumerevoli valanghe che coinvolsero tutti i fronti. La causa di un così alto numero di vittime è da attribuire a vari fattori: il primo, ad esempio, è climatico: l’inverno 1916-1917 fu uno dei più abbondanti in fatto di precipitazioni nevose di tutto il primo ‘900. Il secondo è umano: a discapito della sicurezza le Autorità Militari comandavano di costruire baraccamenti militari in zone a rischio valanghe, nonostante gli avvertimenti degli abitanti del luogo o esperte guide alpine. Il terzo è dovuto alla guerra stessa: l’esplosione di mine o di artiglieria in alta quota provocarono la caduta di valanghe. Questa ricerca è mirata, per ora, ad approfondire quelle valanghe che fecero più vittime (militari e civili), ma soprattutto ad elencare i caduti perchè anch’essi non vengano dimenticati. La ricerca è piuttosto difficoltosa poichè l’Albo ufficiale dei Caduti e alcuni testi storici spesso riportano errori di luoghi in cui avvenne la valanga ed errori di date o nomi dei militari: questo studio verte anche a chiarire queste inesattezze o mancanze. La ricerca sui caduti è così articolata: i nomi sono stati desunti dai cimiteri di prima sepoltura o da lapidi in memoria; successivamente confrontati con l’Albo dei caduti. Infine l’ultimo confronto con gli atti di morte, ove sia stato possibile reperirli. Questi elenchi sono in continuo aggiornamento e se qualcuno volesse contribuire con la segnalazione di nomi o inesattezze lo segnali, grazie; anche con la segnalazione di valanghe non presenti nell’elenco, con almeno 10 vittime (data la vastità dell’argomento).

Ringrazio Gianni Mandelli, L.B., Leonardo Pianezzola, Gian Luca Chiericati, Valter Marchetto, Danilo Morell, Giuseppe Zilotti, Amos Conti e il forum di Cimeetrincee per l’aiuto e la collaborazione e i numerosi Comuni contattati per la disponibilità dimostrata

  • Valanghe nel 1915-1916: Val Narcanello, Monte Popera, Monte Bruffione, Val di Londo, Pian di Cengia, Valle del Braulio, Val Marzon-Longere, Val Rimbianco, Vedretta Pisgana, Monte Colbricon*, Val Popera, Col di Lana, Forcella Plumbs:

Caduti valanghe 1915-1916

 

  • Valanghe Marzo 1916: Monte Cuestalta, Cima Bleis, Col Santo, Col dei Cistri, Monte Porè, Cima d’Asta, Col del Boia, Forcella Valsorda-Zortea, Valle Focobon, Val di Ledro, Ponte di Legno:

Caduti valanghe Marzo 1916

 

  • Valanghe Dicembre 1916: Val del Gatto, Monte Salinchiet, Cencenighe, Costabella:

Caduti valanghe Dicembre 1916

 

  • Valanghe zona Pasubio 1916: Monte Pasubio, Cima Palon, Valle Fieno, Coni Zugna, Val Caprara, Bocchetta Campiglia, Val Pruche, Monte Novegno:

 Caduti valanghe zona Pasubio 1916

 

  • Valanghe 13 Dicembre 1916: Val Travenanzes, Padeon-Valgrande e Monte Forame, Valle Andraz, Pian di Stanzon, Malga Ces-Colbricon, Malga Lavedole, Monte Baldo, Baita Forgnuncolo (Adamello):

Caduti valanghe 13-12-1916

 

  • Valanghe nel 1917-1918: Monte Scheiben Kofel (Carnia), Casera Pramosio (Carnia), San Blasius (Monte Forame), Cima Selvata, Monte Cukla-Monte Rombon:

Caduti valanghe 1917-1918 parte1

(la dicitura parte1 significa che il file è temporaneo e in revisione: ho volutamente inserito solo la parte dedicata alle valanghe del Gennaio 1917, in occasione del centenario, per ricordare almeno i nomi delle vittime. Successivamente inserirò le altre…)

Valanga in Val Chiese-Val Daone

Nel periodo che va dall’11 al 18 Dicembre 1916 nella Val Chiese, caddero quattro valanghe, provocando tantissime vittime tra i militari: contando il totale delle vittime, si può affermare che fu una delle tragedie più grandi nella storiografia della “guerra bianca”. Grazie al fondamentale aiuto dell’alpino Armani Antonio, che ha curato la parte storica e geografica, e la mia ricerca nel trovare i nomi delle vittime, oggi, a distanza di 100 anni, si può far luce su questa triste pagina di storia.

di Armani Antonio

(segretario Gruppo Alpini e Avis di Pieve di Bono e soccorritore del Soccorso Alpino Val Chiese):

La brigata Modena del 41° Fanteria giunse in Val del Chiese, estremo lembo ovest meridionale del Trentino, allora Tirolo Austria, il giorno 11 novembre del 1916, proveniente da Brentonico, monte Baldo, ma aveva già alle spalle i combattimenti sul monte Nero, ed ai sette Comuni di Asiago. La Val del Chiese, settore Giudicarie, era un fronte giudicato tranquillo, difatti vi venivano inviate le truppe per “riposare”, ma non si era tenuto conto dell’inverno, delle valli strette circondate da alte montagne sopra i duemila metri, dove le valanghe se cadde troppa neve sono un nemico sempre in agguato. Le prime avvisaglie si erano già avute nel mese di febbraio ed a farne le spese erano stati una quindicina di fanti della 77° brigata Toscana, poi i giorni 11 e 12 marzo era toccato a cinque o sei fanti della 33° brigata Livorno. Ma il giorno di Santa Lucia, 13 dicembre 1916 è una giornata nera per quella zona, infatti caddero ben 4 valanghe: a Bruffione di Mezzo, a Porta di Bosco, al lago di Casinei ed a Clef-Ribor, che travolsero baracche e insediamenti della brigata.  

di Musi Silvia:

I militari appartenevano tutti al 41° Regg.Fanteria. Le vittime furono sepolte inizialmente nel cimitero di Malga Clef e Pianoro Tre Malghe (oggi Malga Nuova), poi al Cimitero di Condino, infine traslati al Sacrario Casteldante di Rovereto:

Caduti valanga Val Chiese 13-12-1916

L’ex cimitero di Malga Clef, con il pannello che ricorda i nomi dei militari che vi furono sepolti: vi sono molti errori di dati in questo elenco, probabilmente dovuti alla mancanza di informazioni nel periodo della guerra. Questo ex cimitero è costantemente ben tenuto dal Gruppo Alpini di Pieve di Bono.

Valanga a Vallon Tofana-Val Costeana

cianzope-inverno-1916Cianzopè, inverno 1916. Archivio Loris Lancedelli, Museo Tre Sassi Valparola Cortina

Alle 18 circa del 13 Dicembre 1916, in zona Vallon Tofana, si staccò una enorme valanga che, a quota 1808, colpì in pieno una colonna di soldati della 3ª Batteria del 1° Regg. Artiglieria da Montagna. Morirono quasi 100 militari. Quei pochi corpi che furono subito trovati, furono sepolti in un prato a Cianzopè: la neve, in quei luoghi, raggiunse anche i nove metri di altezza. Le altre vittime furono seppellite nella primavera successiva, sempre in zona Cianzopè, allo sciogliersi della neve; furono poi traslati, negli anni ’30-’40, al Sacrario Pocol:

Caduti valanga Vallon Tofana 13-12-1916

luogo-ex-cimitero-cianzopeCianzopè oggi. Foto di Carlo Magistrali-ANA Piacenza

Il prato oggi dove, nel 1916-1917, furono sepolti i militari morti in questa valanga.

cianzope-primavera-1917Cianzopè, primavera 1917. Archivio Loris Lancedelli, Museo Tre Sassi Valparola Cortina

Il lavoro di seppellimento delle vittime della valanga allo scioglimento delle nevi nella primavera del 1917.

Ringrazio infinitamente Carlo Magistrali e Loris Lancedelli per l’aiuto ed il contributo nella ricerca e studio di questa valanga

Valanga a Caserma Campellio (Valsaviore)

Foto valanga campellio Andrea Bianchi1Il momento successivo alla valanga di Caserma Campellio. Foto di Andrea Bianchi che ringrazio per la concessione. Vietata la riproduzione

Tra l’una e mezza e le due e mezza del pomeriggio del 3 aprile 1916 una terribile valanga travolse in pieno la Caserma Campellio (staccatasi dall’omonimo Monte), poco sopra il Lago d’Arno in Valsaviore. I militari coinvolti appartenevano per la maggioranza al 49° Reggimento Fanteria (10ª Compagnia) e nella restante parte al 5° Reggimento alpini, Battaglione Edolo (51ª Compagnia) e al 6° Regg.Artiglieria da Montagna. Furono 86 le vittime che furono trasportate, tramite teleferica, al cimitero, creato appositamente, di Isola, una frazione di Cevo. Successivamente le vittime furono traslate al Cimitero Vantiniano di Brescia. Si racconta che i soldati, al momento della valanga, si trovassero all’interno della Caserma poichè era il momento della consegna della posta.

L’albo d’Oro ufficiale dei caduti della Prima Guerra Mondiale, in merito a questi caduti, ha spesso dato informazioni errate sul luogo della valanga: per alcuni caduti infatti il luogo di morte riportato è l’Altopiano di Asiago. Il motivo di questo errore è probabilmente da attribuire ad un fattore geografico: difatti vicino a Treschè Conca, paese dell’Altopiano di Asiago, esiste una località chiamata Campiello. Da qui probabilmente la confusione con Campellio. Nel caso estremo di 4 soldati morti in questa valanga, l’Albo d’Oro riporta addirittura “morto per ferite riportate in combattimento”, sbagliando completamente la causa di morte. Per i restanti caduti, come luogo di morte, viene riportato un generico “Monte Tonale”:

Caduti valanga Caserma Campellio 03-04-1916

 

Oggi, 3 aprile 2016, a Cevo c’è stata una bellissima e sentita manifestazione in ricordo di questa tragedia; tante persone hanno partecipato, insieme alle associazioni d’arma (fanti, carabinieri, finanzieri e alpini).

manifesteazioneIl corteo con la banda e il coro si è portato al cimitero civile di Isola, ex cimitero militare, dove furono sepolte le vittime della valanga: dopo momenti di commozione e il discorso delle autorità, c’è stata la messa, proprio all’interno del cimitero. E’ stata una sensazione molto toccante essere in quel luogo esattamente dopo 100 anni e una vera emozione quando i bambini delle scuole hanno letto tutti gli 86 nomi dei caduti: sentire quei nomi, sui cui ho fatto tante ricerche, che ormai conoscevo a memoria…

Manifestazione1Infine, al termine della messa, è stato inaugurato il monumento dedicato ai caduti: tre gradoni con incisi tutti i nomi…

DSC_0765Desidero ringraziare Don Filippo, parroco di Cevo, per l’ospitalità e la profonda gentilezza; Claudio Pasinetti, presidente Museo della Resistenza, il ricercatore Andrea Belotti e il sindaco di Cevo e tutti coloro che hanno partecipato ed aiutato in questa ricerca…

Foto Caserma Campellio oggi di OmerFoto dei resti della Caserma Campellio. Grazie a Omer Mariani per la foto e la condivisione in quanto bis-nipote di un caduto nella valanga

Valanga a Tabiè Palazza/Crepe Rosse, Malga Ciapela/Livinel

L’ 8-9-10 Marzo 1916, sul vasto fronte della Marmolada, nel solo raggio di 4 km, avvennero 5 grosse valanghe, che coinvolsero, per la maggior parte, militari del 51° Reggimento fanteria e con più di 200 vittime. La prima, la più piccola, avvenuta l’8 Marzo in località Casere del Lago, la seconda, avvenuta il 9 a Tabià Palazze alle 11.30 del mattino, fu la più grossa; poi, il mattino dopo, alle 8, mentre i militari del 51° soccorrevano i propri compagni, se ne staccò un’altra dalle Crepe Rosse verso Tabià Lobia, facendo altre vittime. Sempre il 9 e poco distante altre due valanghe: a Malga Ciapela, alle 8.30 circa del mattino, distruggendo i baraccamenti militari del 51° Fanteria, la seconda, circa mezz’ora dopo, da Livinel verso Sottoguda, coinvolse altri militari del 51° e civili che stavano sgombrando la strada che porta ai Serrai. Una tragedia dopo l’altra…

Valanga-9Marzo-2Una immagine storica della valanga di Sottoguda: la strada per i Serrai si trovava alle spalle del fotografo, mentre a destra si intravedono le case degli abitanti. Foto Archivio: Danilo Morell – Associazione Storica Cimeetrincee

In loro memoria:

Caduti valanghe Tabiè Palazza e Malga Ciapela 09-03-1916

 

Ecco la preziosa testimonianza di un caduto in questa valanga, Mearelli Angelo di Perugia, che scrisse cartoline alla famiglia sino a poco tempo prima della sua terribile morte:

mearelli-angelo-sold-51-fanteria

Le cartoline e la ricerca appartengono all’Archivio Danilo Morell, che ringrazio della collaborazione…

Valanghe a Fuchiade (Val San Pellegrino-TN)

FuciadeguerraI baraccamenti militari a Fuchiade durante la guerra. Foto tratta dal libro “Soraga, storia ed evoluzione di una piccola comunità ladina”, Trento 1996. Ringrazio la dottoressa Piccolin Maria della biblioteca di Moena per la cortesia e l’aiuto

In data 9 Marzo 1916 a Fuchiade (Fuciade in ladino) ci fu una valanga che fece circa una sessantina di vittime. I militari appartenevano al 7° Regg.Alpini Battaglione Val Cordevole e al 49° Regg.Fanteria. Per anni si è sempre pensato che la valanga avesse coinvolto solo gli alpini del 7°, mentre in realtà molte vittime furono militari del 49° Fanteria, in appoggio agli alpini per lo sgombero dalla neve delle strade e mulattiere.

In loro memoria:

Caduti valanga Fuchiade 09-03-1916

Fuchiade-Ufficiali 7 Alpini Val Cordevole- 1916Una bellissima immagine di ufficiali alpini del Val Cordevole a Fuchiade. Foto Archivio: Danilo Morell – Associazione Storica Cimeetrincee

ex-cimitero-militare-cigoleL’ex cimitero militare di Cigolè, appena sotto i baraccamenti di Fuchiade

FRANA S.Fosca 27 Maggio 1917

 di Musi Silvia

Questa storia (come molte del resto) comincia per caso: l’aver trovato un caduto guastallese e un caduto novellarese con caratteristiche comuni, cioè stesso reparto di appartenenza e stessa data di morte….Mi sono quindi subito chiesta se avessero condiviso la stessa sorte, o se la data e causa di morte fossero state solo una coincidenza…

Ed è stato così che sono venuta a conoscenza della terribile frana che coinvolse il paesino di Santa Fosca, vicino a Selva di Cadore, nel 1917….

A Santa Fosca (nel 1917 ancora non proprio definibile paese, vi erano perlopiù caseggiati rurali e poche case) si trovavano alcuni soldati in attesa, probabilmente, di partire per il vicino fronte del Col di Lana, ed un ospedaletto da campo, il n.59 in cui vi erano ricoverati militari feriti; nella notte del 27 Maggio 1917 (alle ore 2.30/3.00) si staccò, dal vicino Piz del Corvo (m.2383), una frana di circa 4 milioni di metri cubi che, seguendo il corso del Rio Loschiesuoi, si riversò a valle. Le cause della frana furono in parte addebitate alle numerose nevicate che caratterizzarono l’inverno del 1916-1917. La notevole quantità di neve e roccia travolse tutto ciò che trovò sul cammino, seppellendo a Santa Fosca parte delle baracche militari, l’ospedaletto da campo, tre mulini, una latteria e una segheria con annessa la casa del proprietario; le vittime furono in tutto 28, tra cui 23 militari e 5 civili che non ebbero il tempo e la possibilità di mettersi in salvo.
Fu salvato soltanto un bimbo, Osvaldo Bellenzier, che stava in braccio alla mamma. Lo salvò un caporale degli alpini e fu affidato alle cure del parroco Don Vidale“.
Dal libro “Selva di Cadore notizie Storiche” del 1943

La frana che ostruì completamente la strada Pescul-Selva di Cadore. In primo piano militari che aiutano a cercare di recuperare qualche sopravvissuto

Santa Fosca subito dopo la frana…In primo piano a destra le baracche militari “sopravvissute”

 Foto tratte dal libro “Selva di Cadore come era” Editore Union Ladign da Selva, autore Lorenzo Dell’Andrea che ringrazio per avermi dato il permesso di pubblicarle….

Negli anni successivi venne eretta la Chiesetta Madonna della Neve, in memoria delle vittime…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fatta interamente di legno, al suo interno vi sono lapidi commemorative dell’accaduto, con i nomi dei militari caduti….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulle lapidi vi sono i nomi di 20 militari morti nella frana (2 sono le lapidi, una del reparto di appartenenza, la seconda dei ricoverati nell’ospedaletto da campo)….mancano 3 soldati del reggimento Artiglieria da Fortezza…Con l’aiuto del Museo di Selva di Cadore e di Don Lorenzo Dell’Andrea, ho recuperato TUTTI i 28 nomi dei caduti, sia militari che civili: la loro storia e memoria non andrà dimenticata….

Una particolarità che mi ha colpito, pensando al soldato Scardova, mio concittadino di Guastalla e il suo “vicino” di Novellara, Bolondi: forse si sono conosciuti, quasi sicuramente dalla “parlata” tipica emiliana, forse si sono scambiati qualche parola, sentendosi più vicini a casa….forse dormivano vicini nella baracca militare. Hanno condiviso la stessa sorte e, apparentemente, sono gli unici 2 soldati che risultano ufficialmente sepolti al Sacrario Militare del Pocol….

IN MEMORIA DEI 28 CADUTI…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILITARI:

  • AVATANEO Antonio (Avattaneo sulla lapide)
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 14/07/1881 a Poirino, d.m. di Torino, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per ferite
  • AVINO Francesco
    Albo dei Caduti: soldato 222° battaglione M.T., nato il 18/10/1879 a Terzigno, d.m. di Nola, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per infortunio
  • BIONDI Felice
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 3/09/1885 a Cerreto Sannita, d.m. di Benevento, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio

  • BOLONDI Luigi
    Albo dei Caduti: soldato 10° Regg. Artiglieria da Fortezza, nato il 9/01/1880 a Novellara, d.m. di Reggio Emilia, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio per fatto di guerra
    Atto di morte Comune di Novellara: “Il sottoscritto Tenente Camera Sig. G.Battista incaricato della tenuta dei registri di Stato Civile […] dichiara che nell’anno 1917 e alli 27 nel mese di Maggio in S.Fosca frazione di Selva di Cadore mancava ai vivi alle ore 2 e minuti 30 il soldato Bolondi Luigi del 9° Regg. Artiglieria Fortezza ed appartenente alla 111° Batteria Assedio […] morto in seguito ad una frana sotto cui è rimasto sepolto […] ; da attestazione del Tenente … il quale dopo aver constatato che la casa ove alloggiava era stata completamente travolta e sotterrata […]”
    Onorcaduti: sepolto al Sacrario Militare Pocol, tomba n.550
  • BORELLO Antonio (Albino sulla lapide)
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 15/09/1881 a Giaglione, d.m. di Pinerolo, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per ferite
  • CERVIERI Ernesto
    Albo dei Caduti: soldato 834ª centuria, nato il 21/05/1876 a Cuasso al Monte, d.m. di Varese, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per ferite
  • COLOMBINI Paolo
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 7/04/1879 a Divignano, d.m. di Novara, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per ferite
  • DI MAIO Vincenzo
    Albo dei Caduti: soldato 222° battaglione M.T., nato il 10/09/1880 a Castello di Cisterna, d.m. di Nola, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio
  • FORTUGNO Giovanni
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 3/03/1884 a Delianova, d.m. di Reggio Calabria, morto il 27/05/1917 a Udine per infortunio per fatto di guerra
  • GUAITANI Fermo Leone (Giovanni sulla lapide)
    Albo dei Caduti: caporale 62° Battaglione M.T., nato l’8/12/1876 a Fara Gera d’Adda, d.m. di Treviglio, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per ferite
  • LANZA Martino
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 6/04/1877 a Pecetto, d.m. di Torino, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per ferite
  • MAGNI Giovanni
    Albo dei Caduti: soldato 834ª centuria, nato il 27/02/1876 a Sergnano, d.m. di Cremona, morto il 27/05/1917 nella 59 sezione di sanità per infortunio
  • MATRELLA Francesco Paolo
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 26/11/1884 a Foggia, d.m. di Foggia, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per ferite
  • MERCALDO Carmine
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 16/07/1884 a Bonea, d.m. di Benevento, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio per fatto di guerra
  • MERLO Carlo
    Ruolo Matricolare: soldato 2° Compagnia Salmerie (della 4° Armata), nato il 30/06/1877 a Ceres, investito e travolto nella frana staccatasi dalle pendici del Monte Corno (S.Fosca) il 27/05/1917
    Albo dei Caduti: soldato 2° Compagnia di Sussistenza, nato il 30/06/1877 a Ceres, d.m. di Torino, morto il 27/05/1917 sul Monte Corno per ferite
  • MORAZZONI Giuseppe
    Albo dei Caduti: soldato 834ª centuria, nato il 08/06/1876 a Velate Milanese, d.m. di Varese, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per infortunio
  • PARATICI Ernesto
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 14/07/1881 a Gossolengo, d.m. di Piacenza, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio per fatto di guerra
  • PIEGARI Giuseppe
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 6/08/1884 a San Gregorio Magno, d.m. di Campagna, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio
  • PINNA Giovanni
    Albo dei Caduti: soldato 5° Regg. Genio, nato il 17/06/1884 a Ozieri, d.m. di Sassari, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 in seguito a caduta di valanga
  • SALVATI Adolfo
    Albo dei Caduti: soldato 271ª centuria lavoratori, nato nel 1877 a Poli, d.m. di Roma, morto il 27/05/1917 a Santa Fosca in seguito a caduta di valanga

Scardova Carlo sito

 

  • SCARDOVA Carlo
    Albo dei Caduti: soldato 10° Regg. Artiglieria da Fortezza, nato il 31/07/1879 a Guastalla, d.m. di Reggio Emilia, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per infortunio
    Onorcaduti: sepolto al Sacrario Militare Pocol, tomba n.4188
  • STRINATI Giuseppe
    Albo dei Caduti: caporalmaggiore 5° Regg. Genio, nato il 5/04/1881 a Vigolzone, d.m. di Piacenza, morto il 27/05/1917 nell’ospedaletto da campo n.59 per infortunio
  • TARABORELLI Alessandro
    Albo dei Caduti: soldato 10° Regg. Artiglieria da Fortezza, nato il 27/05/1880 a Ceresara, d.m. di Mantova, morto il 27/05/1917 a Selva di Cadore per ferite
    Atto di morte Comune di Ceresara: “Il sottoscritto Tenente Camera Sig. G.Battista incaricato della tenuta dei registri di Stato Civile […] dichiara che nell’anno 1917 e alli 27 nel mese di Maggio in S.Fosca frazione di Selva di Cadore mancava ai vivi alle ore 2 e minuti 30 il soldato Taraborelli Alessandro del 9° Reggimento Artiglieria Fortezza ed appartenente alla 111° Batteria Assedio […] morto in seguito ad una frana sotto cui è rimasto sepolto […] ; da attestazione del Tenente … il quale dopo aver constatato che la casa ove alloggiava era stata completamente travolta e sotterrata […]”

Come si potrà notare, vi sono alcune incongruenze/differenze dell’Albo ministeriale dei caduti, sia sul luogo di morte, che sulla causa: in alcuni casi vi è come luogo di morte Santa Fosca, in altri Selva di Cadore…in un caso addirittura compare Udine come luogo di morte (un errore sicuramente)….Per la causa di morte si varia dall’infortunio, alle ferite per cause di guerra o addirittura per ferite riportate in combattimento…

CIVILI:

  • DE VIDO Giacomo, abitante a Zoldo Alto, di anni 35. Abitava presso Bellenzier Giovanni in qualità di cantiniere militare
  • BELLENZIER Giovanni, di anni 69, marito di Sorarù Domenica
  • SORARU’ Domenica, di anni 71, moglie di Bellenzier Giovanni
  • MARINI Speranza, figlia di Pietro, di anni 28, abitante a Marin (frazione di Selva), moglie di Bellenzier Emilio
  • BELLENZIER Cesare, figlioletto di Emilio e della Marini Speranza, abitante a Bernart (frazione di Selva): aveva appena compiuto 2 mesi…

 

Nel 1953 un gruppo di persone costruì, sulle rovine della frana, un Istituto Ortopedico Elioterapico…

Ringrazio, per il grande aiuto fornitomi,  il Museo di Selva di Cadore ed il Signor Ermenegildo Rova per avermi fatto le foto della chiesetta e delle lapidi…Ringrazio anche Don Lorenzo dell’Andrea, per i dati civili e per avermi dato il permesso di pubblicare le due foto dal suo libro “Selva di Cadore come era”….Infine ringrazio Max di Cimeetrincee, per avermi aiutato con le informazioni sull’ospedaletto da campo….

VALANGA Passo Lagoscuro 25 Maggio 1918

23 thoughts on “VALANGHE e FRANE: le vittime

  1. ROSSI PIERLUIGI says:

    Sono Rossi Pierluigi di Casnigo – BG
    Segnalo
    GATTI ANGELO di Giuseppe e Gritti Luigia ,nato a Casnigo il 3 marzo 1888 e morto in Val Narcanello il 6 marzo 1916 Travolto da valanga.
    Reggimento 5° alpini Battaglione Edolo Matr. 22057
    Per quante ricerche fatte non fu possibile rinvenire il cadavere.
    Tratto da : Atto di morte n° 2 Parte II serie C anno 1920 Comune di Casnigo – BG

    • Silvia says:

      Buonasera…
      Grazie della segnalazione…mi sono già segnata i dati…per ora studio solo le valanghe con almeno 10 vittime (data l’enorme mole di studio e ricerca che comportano), ma quando avrò terminato il lavoro, affronterò anche quelle con meno vittime, tra cui quella in cui morì il Gatti…
      Cordialmente
      Silvia

  2. Francesco Grasso says:

    Gentilissima Signora Silvia
    Per prima cosa Le faccio i complimenti per il sito, davvero molto interessante e utile, da lei creato.
    Sono Francesco Grasso e vorrei avere, se possibile, ulteriori notizie del mio parente Domenico Grasso, nato a Briatico prov. CZ, soldato nel 92° reggimento fanteria, Medaglia in Bronzo al valore militare perché travolto da una valanga 25 febbraio 1916 mentre cercava di soccorrere alcuni compagni travolti, a loro volta, da una slavina precedente.
    Del soldato Domenico sepolto nel Cimitero Militare di Santo Stefano di Cadore vorrei avere in particolare la fotografia della tomba e della Lapide dei caduti in Val Vissada, con i nomi leggibili, che avete pubblicato sotto «l’Elenco Caduti valanghe del 1916 – 25 febbraio valanga in Val di Lando (Cadore)» che Vi ha fatto avere il Signor Zaccaria Riccardo di Costalissoio di Cadore. In alternativa vi chiedo cortesemente, se possibile, l’indirizzo o la mail del gentilissimo Signor Zaccaria Riccardo per chiederLe se può farmi avere la suddetta foto, ed eventualmente altre notizie.
    Una delle suddette foto vorrei inserirla nel libriccino che sto scrivendo sulla storia del paesino natale (Mandaradoni di Briatico) del soldato Domenico.
    In conclusione Le faccio i migliori auguri per il prezioso lavoro che sta portando avanti con tanta passione.
    Brescia 7 gennaio 2017
    Cordiali saluti
    Francesco Grasso
    Grasso Francesco
    Via Gioberti 18, 25128 Brescia
    mail: francescograsso52@yahoo.it

  3. Leonardo Giorgi says:

    Buonasera Silvia, le lascio il mio contributo a questo capitolo inviando le note riportate sul foglio matricolare del mio Prozio Filippo Giorgi, classe 1883. caporale maggiore del 208° fanteria, Taro
    “Morto nell’ospedale militare principale di Verona il 21/3/1917 in seguito a frattura della colonna vertebrale, riportata in seguito allo sfasciamento della baracca dove era alloggiato per caduta di una valanga di neve (Cima salvata)il 16/1/1917”

    • Silvia says:

      Buonasera Leonardo…
      Grazie del contributo…appena avrò terminato con le valanghe del 1915-1916, passerò ad analizzare quelle del 1917-1918!
      E tra queste c’è già in lista quella che coinvolse il 208° Fanteria al 16/01/1917!

  4. Serafino says:

    Nella valanga del Focobon perse la vita anche MINO Carlo di Mazzè (compaesano di Pasquino Francesco) soldato del 49° R.F., matr. 3358.
    Complimenti per il sito.
    Serafino
    PS: se interessa, dei due ho la fotografia.

  5. Ettore Ruggeri says:

    Buongiorno, tra le ricerche che sto facendo su un mio prozio con sorpresa ho trovato sul questo sito un interessante documento: Caduti_valanghe 1916.
    Vorrei fare una precisazione, considerato che siete disponibili nell’accettare segnalazioni di rettifica, che riguarda il soldato che cito qui sotto.
    25-26 Febbraio 1916
    valanga a Casa Bruciata (Valle del Braulio)
    4. CALVI Gabriele
    Albo dei Caduti: da Poscante (d.m. di Bergamo), Caporale 5° Regg.Alpini, morto il 26/02/1916 sul Monte Adamello in seguito a caduta di valanga
    La segnalazione che vorrei fare relativa al mio prozio Calvi Gabriele e che giace nel cimitero del suo paese (Poscante) e non al Sacrario. Mia nonna aveva recuperato il suo corpo dal cimitero di San Raieri ma non ricordo in che anno.
    Cordiali saluti
    Ettore Ruggeri

    • Silvia says:

      Grazie della precisazione!Ho provveduto a correggere il dato che sarà visibile col prossimo aggiornamento…
      Cordialmente
      Silvia

  6. Guglielmo Losio says:

    Grazie per la ricerca, interessantissima.
    Il 2 aprile sono salito – in occasione del centenario della valanga del Campiello – al lago d’Arno per vedere i resti della caserma.
    Ma poi, all’abitato di Isola, nel vedere il monumento con i nomi, mi sembra di aver notato che i nomi siano più di 86… E tra questi ne appare anche uno (tale Cravero Giacomo) non incluso nella lista degli 86, che è contrassegnato da tre stellette invece che da una sola. Era forse un ufficiale?

    • Silvia says:

      Salve…
      Il numero è maggiore di 86 perchè sul monumento sono ricordati anche quei militari che non morirono nella valanga ma in altre circostanze, sempre però sepolti nell’ex-cimitero militare di Isola. Il Cravero non mi risulta un ufficiale…In che senso “ho visto”?Ha una sua foto?Mi risulta che morì il 13/12/1916 ed apparteneva alla milizia territoriale…
      Ha per caso una foto di come è oggi la Caserma, quel che ne resta?Sarebbe bello inserirla nella sezione…
      Mi sappia dire
      Cordialmente
      Silvia

      • Guglielmo Losio says:

        Ho capito, grazie.
        Purtroppo non sono riuscito a fare delle fotografie perché abbiamo deciso di tornare indietro poco prima del posto, a causa di parecchia neve fradicia e cedevole, e alcuni canaloni non molto rassicuranti da attraversare, con alla base delle scariche di neve recenti. Ma ho in programma di tornarci a primavera inoltrata, e non mancherò di mandarle una foto. Comunque so che sono in programma dei lavori di recupero dei ruderi.
        Cravero mi ha incuriosito solo per il fatto che è indicato sul monumento con tre stellette, mentre gli altri ne hanno solo una.
        Il monumento comunque è un po’ fuorviante, perché in alto ha riportata la ricorrenza del 3 aprile, che invece non riguarda tutti i nomi elencati sotto.
        Grazie

  7. Domenica says:

    Salve!
    Continuando la ricerca sui concittadini caduti durante la guerra, ho trovato questo:
    Soldato Marano Mario, deceduto il 5 marzo 1916 sul Monte Paularo in seguito a caduta di valanga, del 146° Reggimento Fanteria.

    Ho visto che non è riportata, non so se può essere utile.
    Buona serata

  8. Fabrizio Petrassi says:

    Salve,
    sono venuto a conoscenza del vostro sito e in particolare della pagina dedicata ai caduti sotto le valanghe durante la grande guerra. Le segnalo che nei diari di guerra di mio nonno, Flavio Petrassi, che sto mettendo on line giorno per giorno, dal 9 marzo in poi si parla della valanga che travolse 85 tra bersaglieri e fanti nei pressi di Fiera di Primiero. Grazie a tanti contributi ho messo inseme un po’ di notizie e ho pubblicato un post riassuntivo qui:
    http://idiaridiguerra.com/la-valanga-del-9-marzo-1916/
    Tra le fonti mi sono permesso di citare anche il suo sito.
    Pensando di farle cosa gradita
    Cordiali saluti

  9. Erwin Filippi Gilli says:

    Bello ed interessante. Nella mia ricerca fatta nella zona di Primiero ho trovato numerose valanghe che hanno travolto militari soprattutto nella zona del Colbricon – Cima Bocche.
    Una delle due più importanti riguarda il 53 Battaglione Bersaglieri ed il 31 fenteria. I baraccamenti di questi corpi erano stati realizzati in un sito senza ascoltare la gente del posto, la Val Male, che notoriamente era pericoloso . il 9 marzo del 1916 si staccò una grande valanga che uccise 82 soldati. I deceduti vennero trasportati nel cimitero militare di Pieve (Transacqua) e successivamente vennero esumati. Resta una lapide a ricordo all’interno del cimitero. Se mi spiegate come fare, posso mandarvi foto.

    • Silvia says:

      La ringrazio della segnalazione…
      Sto cercando di fare un pò d’ordine nelle storie di valanghe, dove spesso sono stati sbagliati luoghi di morte, reparti o nomi…
      La foto sarebbe molto utile!Può mandarmela via mail: crazyfor@mainet.it
      Grazie della collaborazione…
      Cordialmente
      Silvia

  10. Serra Mariateresa says:

    veramente interessante, con la Società storica delle Valli di Lanzo, ci cui sono socia, stiamo ricercando tutte le notizie sui caduti e sui combattenti delle nostre valli per il prossimo centenario.
    Ho visto nell’elenco anche un originario di Ceres – Merlo Carlo – che nell’Albo d’oro risulta essere morto per ferite in combattimento, mentre all’archivio si stato di Torino è scritto – scomparso perchè investito e travolto nella frana staccatasi dalle pendici del Monte Corno (S.Fosca) il 27 Maggio 1917″-
    Durante le varie cerimonie e conferenze potremo utilizzare le mvostre interessanti ricerche.
    Ringrazio
    Serra Mariateresa

    • admin says:

      Buonasera Signora Mariateresa…
      Mi fa piacere che l’articolo le sia stato utile..
      Potrà utilizzare tali informazioni, citando naturalmente la fonte del sito…
      A disposizione
      Silvia

  11. Serra Mariateresa says:

    Sono Serra Mariateresa della Società St0rica delle Valli di Lanzo
    feliccisma di aver trovato notizie di un militare di Ceres – Merlo Carlo – che nell’ASlbo d’oro era stato erroneamente riportato come caduto per ferite in combattimento.

    Per il centenario stiamo facendo ricerche, è possibile usare le Vostre preziose informazioni?
    Grazie
    serramariateresa@tiscali.it

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