VALANGHE Prima Guerra Mondiale: le vittime

19 Febbraio 2013

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In questa sezione analizzerò quei fattori non direttamente collegati alla guerra ma che causarono ugualmente molte vittime, cioè le maggiori valanghe avvenute durante la Prima Guerra Mondiale.

di Musi Silvia

Valanghe:

  • Valanghe del 1915-1916
  • Valanghe Marzo 1916
  • Valanghe Dicembre 1916
  • Valanghe zona Pasubio 1916
  • Valanghe 13 Dicembre 1916
  • Valanghe 1917
  • Valanghe zona Carnia 1917

Valanghe analizzate singolarmente:

  • Valanga a Malga Caldea, 8 Marzo 1916
  • Valanga a Fuchiade, 9 Marzo 1916
  • Valanga a Tabià Palazze/Crepe Rosse e Malga Ciapela, 8-9-10 Marzo 1916
  • Valanga a Monte Campellio (Valsaviore), 3 Aprile 1916
  • Val Chiese, 13 Dicembre 1916 
  • Valanga a Vallon Tofana-Val Costeana, 13-12-1916
  • Valanghe a Monte Cukla-Rombon, Gennaio 1917
  • Passo Lagoscuro (Adamello), 25 Maggio 1918 (prossimamente)

Durante la Prima Guerra Mondiale ci furono innumerevoli valanghe che coinvolsero tutti i fronti. La causa di un così alto numero di vittime è da attribuire a vari fattori: il primo, ad esempio, è climatico: l’inverno 1916-1917 fu uno dei più abbondanti in fatto di precipitazioni nevose di tutto il primo ‘900. Il secondo è umano: a discapito della sicurezza le Autorità Militari comandavano di costruire baraccamenti militari in zone a rischio valanghe, nonostante gli avvertimenti degli abitanti del luogo o esperte guide alpine. Il terzo è dovuto alla guerra stessa: l’esplosione di mine o di artiglieria in alta quota provocarono la caduta di valanghe. Questa ricerca è mirata, per ora, ad approfondire quelle valanghe che fecero più vittime (militari e civili), ma soprattutto ad elencare i caduti perchè anch’essi non vengano dimenticati. La ricerca è piuttosto difficoltosa poichè l’Albo ufficiale dei Caduti e alcuni testi storici spesso riportano errori di luoghi in cui avvenne la valanga ed errori di date o nomi dei militari: questo studio verte anche a chiarire queste inesattezze o mancanze. La ricerca sui caduti è così articolata: i nomi sono stati desunti dai cimiteri di prima sepoltura o da lapidi in memoria; successivamente confrontati con l’Albo dei caduti. Infine l’ultimo confronto con gli atti di morte o Fogli Matricolari, ove sia stato possibile reperirli. Questi elenchi sono in continuo aggiornamento e se qualcuno volesse contribuire con la segnalazione di nomi o inesattezze lo segnali, grazie; anche con la segnalazione di valanghe non presenti nell’elenco, con almeno 7 vittime (data la vastità dell’argomento).

Ringrazio Gianni Mandelli, L.B., Leonardo Pianezzola, Gian Luca Chiericati, Valter Marchetto, Danilo Morell, Giuseppe Zilotti, Amos Conti, Amerigo Pedrotti, Alessandro Vanni e il forum di Cimeetrincee per l’aiuto e la collaborazione e i numerosi Comuni contattati per la disponibilità dimostrata

Desidero infine ringraziare Santo De Dorigo per la sua collaborazione e per la sua ricerca sulle valanghe pubblicata su Aquile in Guerra del 2012

 

  • Valanghe 1915-1916: Val Narcanello, Passo Ombretta (Marmolada), Monte Popera, Monte Bruffione, Val di Londo, Pian di Cengia, Valle del Braulio, Val Marzon-Longere, Val Rimbianco, Vedretta Pisgana, Monte Colbricon*, Val Popera, Zona Falzarego, Col di Lana, Forcella Plumbs, Valle But:

Caduti valanghe 1915-1916

 

  • Valanghe Marzo 1916: San Blasius (Forame), Valle di Sebach (Val Raccolana), Cima Valles (Val Venegia), Monte Cuestalta, Cima Bleis, Col Santo, Col dei Cistri, Monte Porè, Cima d’Asta, Col del Boia, Forcella Valsorda-Zortea, Valle Focobon, Malga Bruffione, Malga Monoccola-Paghera, Val di Ledro, Monte Remà (Val Daone), Morareto (Carnia), Ponte di Legno:

Caduti valanghe Marzo 1916

 

  • Valanghe Dicembre 1916: Val del Gatto, Monte Forame, Monte Salinchiet, Val Refavaie, Monte Tonale, Cencenighe, Costabella:

Caduti valanghe Dicembre 1916

 

  • Valanghe zona Pasubio 1916: Monte Pasubio, Cima Palon, Valle Fieno, Coni Zugna, Val Caprara, Bocchetta Campiglia, Val Pruche, Monte Novegno, Monte Baffelan:

 Caduti valanghe zona Pasubio 1916

 

  • Valanghe 13 Dicembre 1916: Val Travenanzes, Padeon-Valgrande e Monte Forame, Valle Andraz, Punta Serauta, Pian di Stanzon, Malga Ces-Colbricon, Fierollo (Lagorai), Malga Lavedole, Monte Baldo, Baita Forgnuncolo (Adamello):

Caduti valanghe 13-12-1916

 

  • Valanghe 1917: San Blasius (Monte Forame), Cima Selvata (Vallarsa), Malga Cigolera (S.Martino di Castrozza), Monte Corno, Val Svaizera, Nido d’Aquila (Pasubio), zona Scerscen (Valmalenco), Malga Ces (Colbricon), Monte Cianderau (Ampezzo), Cima Maresse (Val Giudicarie), Val Braulio (Valtellina), Valanghe del 23° Fanteria, e Vescasa (Val Camonica):

Caduti valanghe 1917

 

  • Valanghe 1917 zona Carnia: Monte Scheiben Kofel, Casera Pramosio-Stretta Fleons, Val Dogna, Monte Crostis, Casera Turriè:

Caduti valanghe zona Carnia 1917

Valanga a Malga Caldea (Val d’Avio)

di Walter Belotti

Dalla scorsa estate hanno trovato finalmente un’identità e saranno ricordati in perpetuo i 39 operai militarizzati deceduti sotto la valanga di Malga Caldea dell’8 Marzo 1916. Il Museo della Guerra Bianca in Adamello, di cui sono il Presidente, ha infatti realizzato e posto in opera un cippo in granito sul luogo dove avvenne la sciagura in occasione del Centenario di tale tragico evento. Sulla strada che sale al Rifugio Garibaldi e all’Adamello, ai luoghi simbolo delle epiche battaglie della Guerra Bianca, è ora possibile fermarsi e recitare una preghiera per far memoria di questi “dimenticati” dalla storia della Grande Guerra. Nell’inverno del 1916, la notte di mercoledì otto marzo, alle ore ventidue, una enorme valanga scesa dalle scoscese pareti delle Valli Incavate seppellì le baracche dove erano alloggiati gli operai addetti alla costruzione delle opere  militari in Val d’Avio

continua nel file sottostante con l’elenco dei caduti:

Valanga di Malga Caldea 08-03-1916

Valanghe a Fuchiade (Val San Pellegrino-TN)

FuciadeguerraI baraccamenti militari a Fuchiade durante la guerra. Foto tratta dal libro “Soraga, storia ed evoluzione di una piccola comunità ladina”, Trento 1996. Ringrazio la dottoressa Piccolin Maria della biblioteca di Moena per la cortesia e l’aiuto

In data 9 Marzo 1916 a Fuchiade (Fuciade in ladino) ci fu una valanga che fece circa una sessantina di vittime. I militari appartenevano al 7° Regg.Alpini Battaglione Val Cordevole e al 49° Regg.Fanteria. Per anni si è sempre pensato che la valanga avesse coinvolto solo gli alpini del 7°, mentre in realtà molte vittime furono militari del 49° Fanteria, in appoggio agli alpini per lo sgombero dalla neve delle strade e mulattiere.

In loro memoria:

Caduti valanga Fuchiade 09-03-1916

Fuchiade-Ufficiali 7 Alpini Val Cordevole- 1916Una bellissima immagine di ufficiali alpini del Val Cordevole a Fuchiade. Foto Archivio: Danilo Morell – Associazione Storica Cimeetrincee

ex-cimitero-militare-cigoleL’ex cimitero militare di Cigolè, appena sotto i baraccamenti di Fuchiade

Valanga a Tabiè Palazza/Crepe Rosse, Malga Ciapela/Livinel

L’ 8-9-10 Marzo 1916, sul vasto fronte della Marmolada, nel solo raggio di 4 km, avvennero 5 grosse valanghe, che coinvolsero, per la maggior parte, militari del 51° Reggimento fanteria e con più di 200 vittime. La prima, la più piccola, avvenuta l’8 Marzo in località Casere del Lago, la seconda, avvenuta il 9 a Tabià Palazze alle 11.30 del mattino, fu la più grossa; poi, il mattino dopo, alle 8, mentre i militari del 51° soccorrevano i propri compagni, se ne staccò un’altra dalle Crepe Rosse verso Tabià Lobia, facendo altre vittime. Sempre il 9 e poco distante altre due valanghe: a Malga Ciapela, alle 8.30 circa del mattino, distruggendo i baraccamenti militari del 51° Fanteria, la seconda, circa mezz’ora dopo, da Livinel verso Sottoguda, coinvolse altri militari del 51° e civili che stavano sgombrando la strada che porta ai Serrai. Una tragedia dopo l’altra…

Valanga-9Marzo-2Una immagine storica della valanga di Sottoguda: la strada per i Serrai si trovava alle spalle del fotografo, mentre a destra si intravedono le case degli abitanti. Foto Archivio: Danilo Morell – Associazione Storica Cimeetrincee

In loro memoria:

Caduti valanghe Tabià Palazze e Malga Ciapela

Ecco la preziosa testimonianza di un caduto in questa valanga, Mearelli Angelo di Perugia, che scrisse cartoline alla famiglia sino a poco tempo prima della sua terribile morte:

mearelli-angelo-sold-51-fanteria

Le cartoline e la ricerca appartengono all’Archivio Danilo Morell, che ringrazio della collaborazione…

Valanga a Caserma Campellio (Valsaviore)

Foto valanga campellio Andrea Bianchi1Il momento successivo alla valanga di Caserma Campellio. Foto di Andrea Bianchi che ringrazio per la concessione. Vietata la riproduzione

Tra l’una e mezza e le due e mezza del pomeriggio del 3 aprile 1916 una terribile valanga travolse in pieno la Caserma Campellio (staccatasi dall’omonimo Monte), poco sopra il Lago d’Arno in Valsaviore. I militari coinvolti appartenevano per la maggioranza al 49° Reggimento Fanteria (10ª Compagnia) e nella restante parte al 5° Reggimento alpini, Battaglione Edolo (51ª Compagnia) e al 6° Regg.Artiglieria da Montagna. Furono 86 le vittime che furono trasportate, tramite teleferica, al cimitero, creato appositamente, di Isola, una frazione di Cevo. Successivamente le vittime furono traslate al Cimitero Vantiniano di Brescia. Si racconta che i soldati, al momento della valanga, si trovassero all’interno della Caserma poichè era il momento della consegna della posta.

L’albo d’Oro ufficiale dei caduti della Prima Guerra Mondiale, in merito a questi caduti, ha spesso dato informazioni errate sul luogo della valanga: per alcuni caduti infatti il luogo di morte riportato è l’Altopiano di Asiago. Il motivo di questo errore è probabilmente da attribuire ad un fattore geografico: difatti vicino a Treschè Conca, paese dell’Altopiano di Asiago, esiste una località chiamata Campiello. Da qui probabilmente la confusione con Campellio. Nel caso estremo di 4 soldati morti in questa valanga, l’Albo d’Oro riporta addirittura “morto per ferite riportate in combattimento”, sbagliando completamente la causa di morte. Per i restanti caduti, come luogo di morte, viene riportato un generico “Monte Tonale”:

Caduti valanga Caserma Campellio 03-04-1916

Per vedere la commemorazine del centenario avvenuta il 03/04/2016 a Cevo, andare nella pagina dedicata: “Pubblicazioni-Articoli-Manifestazioni

Valanga in Val Chiese-Val Daone

Nel periodo che va dall’11 al 18 Dicembre 1916 nella Val Chiese, caddero quattro valanghe, provocando tantissime vittime tra i militari: contando il totale delle vittime, si può affermare che fu una delle tragedie più grandi nella storiografia della “guerra bianca”. Grazie al fondamentale aiuto dell’alpino Armani Antonio, che ha curato la parte storica e geografica, e la mia ricerca nel trovare i nomi delle vittime, oggi, a distanza di 100 anni, si può far luce su questa triste pagina di storia.

di Armani Antonio

(segretario Gruppo Alpini e Avis di Pieve di Bono e soccorritore del Soccorso Alpino Val Chiese):

La brigata Modena del 41° Fanteria giunse in Val del Chiese, estremo lembo ovest meridionale del Trentino, allora Tirolo Austria, il giorno 11 novembre del 1916, proveniente da Brentonico, monte Baldo, ma aveva già alle spalle i combattimenti sul monte Nero, ed ai sette Comuni di Asiago. La Val del Chiese, settore Giudicarie, era un fronte giudicato tranquillo, difatti vi venivano inviate le truppe per “riposare”, ma non si era tenuto conto dell’inverno, delle valli strette circondate da alte montagne sopra i duemila metri, dove le valanghe se cadde troppa neve sono un nemico sempre in agguato. Le prime avvisaglie si erano già avute nel mese di febbraio ed a farne le spese erano stati una quindicina di fanti della 77° brigata Toscana, poi i giorni 11 e 12 marzo era toccato a cinque o sei fanti della 33° brigata Livorno. Ma il giorno di Santa Lucia, 13 dicembre 1916 è una giornata nera per quella zona, infatti caddero ben 4 valanghe: a Bruffione di Mezzo, a Porta di Bosco, al lago di Casinei ed a Clef-Ribor, che travolsero baracche e insediamenti della brigata.  

di Musi Silvia:

I militari appartenevano tutti al 41° Regg.Fanteria. Le vittime furono sepolte inizialmente nel cimitero di Malga Clef e Pianoro Tre Malghe (oggi Malga Nuova), poi al Cimitero di Condino, infine traslati al Sacrario Casteldante di Rovereto:

Caduti valanga Val Chiese 13-12-1916

L’ex cimitero di Malga Clef, con il pannello che ricorda i nomi dei militari che vi furono sepolti: vi sono molti errori di dati in questo elenco, probabilmente dovuti alla mancanza di informazioni nel periodo della guerra. Questo ex cimitero è costantemente ben tenuto dal Gruppo Alpini di Pieve di Bono.

Valanga a Vallon Tofana-Val Costeana

cianzope-inverno-1916Cianzopè, inverno 1916. Archivio Loris Lancedelli, Museo Tre Sassi Valparola Cortina

Alle 18 circa del 13 Dicembre 1916, in zona Vallon Tofana, si staccò una enorme valanga che, a quota 1808, colpì in pieno una colonna di soldati della 3ª Batteria del 1° Regg. Artiglieria da Montagna. Morirono quasi 100 militari. Quei pochi corpi che furono subito trovati, furono sepolti in un prato a Cianzopè: la neve, in quei luoghi, raggiunse anche i nove metri di altezza. Le altre vittime furono seppellite nella primavera successiva, sempre in zona Cianzopè, allo sciogliersi della neve; furono poi traslati, negli anni ’30-’40, al Sacrario Pocol:

Caduti valanga Vallon Tofana 13-12-1916

luogo-ex-cimitero-cianzopeCianzopè oggi. Foto di Carlo Magistrali-ANA Piacenza

Il prato oggi dove, nel 1916-1917, furono sepolti i militari morti in questa valanga.

cianzope-primavera-1917Cianzopè, primavera 1917. Archivio Loris Lancedelli, Museo Tre Sassi Valparola Cortina

Il lavoro di seppellimento delle vittime della valanga allo scioglimento delle nevi nella primavera del 1917.

Ringrazio infinitamente Carlo Magistrali e Loris Lancedelli per l’aiuto ed il contributo nella ricerca e studio di questa valanga

Valanghe Monte Cukla-Rombon

articolo di Massimo Peloia

Il tratto di fronte del Sottosettore Rombon fu teatro di aspri combattimenti, soprattutto nei primi due anni di guerra. Il monte Rombon (q. 2208), sovrastante l’abitato di Plezzo, costituiva uno dei baluardi della difesa austriaca dell’Alto Isonzo; malgrado i numerosi attacchi, non venne mai conquistato dagli alpini italiani. La sottostante cima del Cukla (q. 1766), presidiata dall’inizio guerra da reparti di fanteria austriaca, venne invece occupata una prima volta il 23 agosto 1915 da due plotoni delle compagnie 1ª e 4ª del Battaglione Ceva, inquadrate nel Battaglione Speciale Bes e successivamente ripresa dagli austriaci con un’azione di sorpresa in pieno inverno, il 12 febbraio 1916.  Inutili furono i tentativi italiani di riconquista del 14 febbraio e 20 marzo. Nel mese di maggio, all’attacco del giorno 4 da parte dei soldati Bosniaci del 4° Reggimento, seguì il contrattacco del giorno 10 che portò gli alpini dei Battaglioni Bassano, Saluzzo e Ceva a riprendere la cima e la colletta Cukla. Il Rombon, dopo i vani tentativi di agosto e settembre 1915, fu nuovamente attaccato il 16 settembre 1916 dagli alpini di sei diversi Battaglioni, ma l’azione si concluse con un sanguinoso insuccesso. Si trattò dell’ultimo evento di guerra; già i giorni successivi cominciò a cadere la prima neve e l’inverno portò copiose nevicate, seppellendo sotto diversi metri di coltre bianca i ricoveri delle truppe. Presto ebbe inizio l’incubo delle valanghe: nella notte del 13 dicembre rimasero sepolte le baracche ai Roccioni Cukla, causando la morte di otto soldati della 4ª compagnia del Battaglione Ceva (*). Le sciagure più gravi si verificarono il 16 gennaio 1917: alle ore 6,30 una valanga si rovesciò sui baraccamenti occupati dalla 14ª compagnia del Battaglione Borgo San Dalmazzo, presso i rovesci del Cukla, seppellendo quaranta militari. Le operazioni di soccorso, malgrado l’imperversare della tormenta, consentirono di salvare la maggior parte dei sepolti, tuttavia 15* alpini persero la vita e 20 rimasero feriti. Nello stesso giorno anche il Battaglione Saluzzo, alla sottostante quota 900 subì la medesima sventura, perdendo 10* soldati e altri 17 risultarono dispersi.

*anche questi soldati sono elencati e ricordati nel file

*i dati sono estrapolati dal diario storico dei vari Battaglioni: in realtà il numero delle vittime è maggiore

Ho cercato di ricostruire, con la costante consulenza storica di Massimo Peloia, il numero dei caduti in queste valanghe, verificando i dati e cercando gli atti di morte di ogni militare; per alcuni non è stato possibile recuperarlo, ma l’elenco è quasi completo:

Caduti valanghe Monte Cukla e Rombon

40 thoughts on “VALANGHE Prima Guerra Mondiale: le vittime

  1. Giuseppe Lazzarone says:

    Mio zio Luigi Lazzarone è morto a Passo di Lagoscuro il 25.05.1918 e proprio oggi ho trovato che è sepolto al Sacrario del Tonale
    insieme ad altri commilitoni morti sotto la stessa valanga. Grazie pe ril prezioso lavoro storico che fate.

    • Silvia says:

      Buongiorno Giuseppe…
      Che coincidenza il suo messaggio…il 25 maggio prossimo infatti uscirà un articolo su questo sito nella sezione valanghe proprio su questa valanga, in occasione dei 100 anni esatti dall’avvenimento…E’ il frutto di una laboriosa ricerca mia e dell’amico Amerigo Pedrotti…
      Ha per caso foto o altre notizie su suo zio Luigi?
      Sarebbe bello inserirlo nell’articolo…
      A presto e grazie
      Silvia

  2. Alessandro Vanni says:

    Innanzi tutto complimenti per il meritevole lavoro di ricerca!

    Sono l’autore del libro “La Grande Guerra sulla Marmolada – Il mistero dei 15 Fanti di Forcella V”, edito nel 2014, che contiene un elenco dei caduti sul fronte della Marmolada-Padon (in corso di aggiornamento a seguito di ulteriori ricerche), tra cui figurano anche più di 200 caduti per le valanghe del marzo 1916:
    confrontando i Vostri elenchi con i miei dati, ricavati soprattutto partendo dal registro del Sacrario di Pocol, ho trovato alcune difformità e diversi nominativi mancanti che sarei lieto di segnalarvi…

    Intanto vorrei evidenziare che il S.Ten. Carlo Savino, morto il 10 marzo 1916 a Tabià Lobià, risulta sepolto a Pocol e non nel cimitero di Gambolò (??); inoltre a Pocol esistono due sue diverse sepolture, la tomba n. 139 (esumazione Tabià Palazze) e la tomba n. 4168 (esumazione Caprile)!
    Vista la posizione ritengo che sia corretta l’indicazione del cimitero di Tabià Palazze come prima sepoltura…
    Oltre a Savino nel registro di Pocol ho trovato altri 18 nominativi “doppi”, tutti soldati del 51° fanteria morti a seguito delle valanghe del 9 marzo 1916, per i quali risulta l’esumazione sia a Tabià Palazze che a Pian di Salere o a Col di Foglia (località vicino a Caprile, dove credo siano stati sepolti i caduti della valanga di Sottoguda dopo una prima sepoltura a Palue): avete già riscontrato tale anomalia?

    Infine chiedo gentilmente se avete elenchi (anche parziali) di caduti del 51° Fanteria o di altri reparti che operarono sulla Marmolada nel 1915-17 (da parte mia, oltre ai registri dei sacrari di Pocol e Pian di Salesei, ho recuperato l’elenco completo dei caduti del 52° Fanteria).

    Attendo un Vostro gradito riscontro, disponibile ad approfondire l’argomento…
    Cordiali saluti.
    Alessandro Vanni (Rimini)
    alessandrovanni@alice.it

    • Silvia says:

      Buongiorno Alessandro…
      Il mondo è veramente piccolo…
      Sa che stavo cercando di mettermi in contatto con lei proprio per una ricerca che sto portando avanti inerente ai 15 fanti di Forcella V?
      Il suo libro mi è stato veramente utile!
      Le scrivo via mail, così le racconto meglio, ma posso anticiparle che proprio sul Savino (che fu riesumato da Pocol e traslato al Cimitero di Gambolò) il mio amico Walter ha dedicato una pagina sul suo sito:
      http://cadutivigevano.it/paesi-e-citta-del-distretto-militare-n-54-di-pavia/gambolo/sottotenente-savino-carlo-giovanni/
      E l’amico Danilo Morell proprio questa domenica a Gambolò terrà una conferenza sull’argomento…
      Ci sentiamo presto via mail
      Saluti
      Silvia

      • Alessandro Vanni says:

        Che coincidenza, quasi da non credere!!
        Mi fa piacere sapere che qualcuno stia facendo una nuova ricerca sui 15 Fanti, chissà se si riuscirà a scoprire altro, sono proprio curioso… 😉

        Riguardo a Carlo Savino, il suo amico è proprio certo che sia stato riesumato da Pocol? Non può essere che a Gambolò ci sia solo la lapide? Ad ogni modo resta il “mistero” del doppio loculo di Pocol…

        A presto, Alessandro

  3. Sebastiani Fernando says:

    Complimenti per la ricerca.Sono Fernando Sebastiani Gubbio. Mio nonno Sebastiani Giuseppe nato il 04 04 1887 mori il 09 03 2016 a Malga Ciapela sotto valanga. Penso che sia sepolto Sacrario di Pocol era penso del 51 fanteria. Nel 1917 per la cronaca i numerosi eugubini al fronte fecero la Festa dei Ceri al Col di lana.

  4. Riccardo Serafini says:

    Ho trovato, finalmente, il luogo dove Pietro Aristide Marinoni morì sotto una valanga il 5 marzo 1916. Mi madre, che non lo conobbe mai perché nacque 13 anni dopo, mi raccontava sempre la sua storia. A Legnano, quel 5 marzo del ’16, la mamma di Pietro era in cucina da sola. Sentì un rumore fortissimo, si girò, e vide che la cassapanca si era messa sottosopra da sola. In quel momento pensò fosse successo qualcosa “al Pietro”….e difatti, da li a qualche settimana arrivò la comunicazione dallo Stato Maggiore che era disperso sotto una valanga….Cima Valles, 5 marzo 2016. Grazieeeeeeeeeeeee……

      • Silvia says:

        Salve…
        In teoria il cimitero più vicino era quello di Paneveggio…Poi i soldati di quei cimiteri traslati a Trento…ma il suo nome non compare…potrebbe essere tra i tanti ignoti, purtroppo…

        • Riccardo Serafini says:

          Immagino, ma se non altro so dove è morto. A fine aprile sarò in zona per lavoro, probabilmente farò un giro su Cima Valles. La storia della cassapanca è vera, e chissà quanti avvenimenti del genere hanno accompagnato altri soldati, altre famiglie. Grazie Silvia.

          • Silvia says:

            Buongiorno Riccardo…
            La storia della cassapanca fa venire i brividi…in questi casi non esistono le coincidenze…è altro…

  5. Davide says:

    Buonasera

    Trovo questo lavoro di ricerca molto interessante

    Sto cercando il luogo di sepoltura di questo soldato della Prima Guerra Mondiale che figura in uno degli elenchi qui pubblicati

    Queste le informazioni

    CORTESE Giobatta: da Fara Vicentina (d.m. di Vicenza), Soldato 5° Regg.Alpini, morto il 13/03/1916 in Val Gavia in seguito a caduta di valanga

    Atto di morte Comune di Fara Vicentina, anno 1916 Parte II Serie C, n.5: “Soldato 5° Regg.Alpini 250ª Compagnia, morto il 13/03/1916 nel Ponte delle Vacche (Regione Val Gavia) alle ore 1.30, per valanga, sepolto a Santa Caterina Valfurva”.

    Suppongo che il soldato non possa più essere seppellito a Santa Caterina Valfurva come recita l’atto di morte. Forse i resti sono stati traslati presso il sacrario del Tonale che raccoglie molti caduti in circostanze analoghe per quel periodo e quei luoghi.

    C’è modo di verificare se il suo nome è presente tra quelli del sacrario del Tonale?
    Ci sono degli elenchi?

    Ringrazio

    e porgo cordiali saluti

    • Silvia says:

      Salve…
      Apparentemente non c’è il Cortese al Tonale…
      Potrebbe essere stato traslato al Cimitero di Sondrio, reparto militari. In cimitero hanno l’elenco dei sepolti, e sono persone disponibili: provi a contattarli.
      Mi sappia dire!E’ una info importante.
      Cordialmente
      Silvia

  6. guglielmo de bon says:

    Buonasera Silvia, sono Guglielmo De Bon. Ho notizia certa di una valanga in Vallon Popera del 7 marzo 1916, con almeno 4 morti accertati del 23° Fanteria Brigata Como: sono sepolti nel Cimitero Militare di Santo Stefano.

    guglielmodebon@hotmail.it

    3490068400

  7. ROSSI PIERLUIGI says:

    Sono Rossi Pierluigi di Casnigo – BG
    Segnalo
    GATTI ANGELO di Giuseppe e Gritti Luigia ,nato a Casnigo il 3 marzo 1888 e morto in Val Narcanello il 6 marzo 1916 Travolto da valanga.
    Reggimento 5° alpini Battaglione Edolo Matr. 22057
    Per quante ricerche fatte non fu possibile rinvenire il cadavere.
    Tratto da : Atto di morte n° 2 Parte II serie C anno 1920 Comune di Casnigo – BG

    • Silvia says:

      Buonasera…
      Grazie della segnalazione…mi sono già segnata i dati…per ora studio solo le valanghe con almeno 10 vittime (data l’enorme mole di studio e ricerca che comportano), ma quando avrò terminato il lavoro, affronterò anche quelle con meno vittime, tra cui quella in cui morì il Gatti…
      Cordialmente
      Silvia

  8. Francesco Grasso says:

    Gentilissima Signora Silvia
    Per prima cosa Le faccio i complimenti per il sito, davvero molto interessante e utile, da lei creato.
    Sono Francesco Grasso e vorrei avere, se possibile, ulteriori notizie del mio parente Domenico Grasso, nato a Briatico prov. CZ, soldato nel 92° reggimento fanteria, Medaglia in Bronzo al valore militare perché travolto da una valanga 25 febbraio 1916 mentre cercava di soccorrere alcuni compagni travolti, a loro volta, da una slavina precedente.
    Del soldato Domenico sepolto nel Cimitero Militare di Santo Stefano di Cadore vorrei avere in particolare la fotografia della tomba e della Lapide dei caduti in Val Vissada, con i nomi leggibili, che avete pubblicato sotto «l’Elenco Caduti valanghe del 1916 – 25 febbraio valanga in Val di Lando (Cadore)» che Vi ha fatto avere il Signor Zaccaria Riccardo di Costalissoio di Cadore. In alternativa vi chiedo cortesemente, se possibile, l’indirizzo o la mail del gentilissimo Signor Zaccaria Riccardo per chiederLe se può farmi avere la suddetta foto, ed eventualmente altre notizie.
    Una delle suddette foto vorrei inserirla nel libriccino che sto scrivendo sulla storia del paesino natale (Mandaradoni di Briatico) del soldato Domenico.
    In conclusione Le faccio i migliori auguri per il prezioso lavoro che sta portando avanti con tanta passione.
    Brescia 7 gennaio 2017
    Cordiali saluti
    Francesco Grasso
    Grasso Francesco
    Via Gioberti 18, 25128 Brescia
    mail: francescograsso52@yahoo.it

  9. Leonardo Giorgi says:

    Buonasera Silvia, le lascio il mio contributo a questo capitolo inviando le note riportate sul foglio matricolare del mio Prozio Filippo Giorgi, classe 1883. caporale maggiore del 208° fanteria, Taro
    “Morto nell’ospedale militare principale di Verona il 21/3/1917 in seguito a frattura della colonna vertebrale, riportata in seguito allo sfasciamento della baracca dove era alloggiato per caduta di una valanga di neve (Cima salvata)il 16/1/1917”

    • Silvia says:

      Buonasera Leonardo…
      Grazie del contributo…appena avrò terminato con le valanghe del 1915-1916, passerò ad analizzare quelle del 1917-1918!
      E tra queste c’è già in lista quella che coinvolse il 208° Fanteria al 16/01/1917!

  10. Serafino says:

    Nella valanga del Focobon perse la vita anche MINO Carlo di Mazzè (compaesano di Pasquino Francesco) soldato del 49° R.F., matr. 3358.
    Complimenti per il sito.
    Serafino
    PS: se interessa, dei due ho la fotografia.

  11. Ettore Ruggeri says:

    Buongiorno, tra le ricerche che sto facendo su un mio prozio con sorpresa ho trovato sul questo sito un interessante documento: Caduti_valanghe 1916.
    Vorrei fare una precisazione, considerato che siete disponibili nell’accettare segnalazioni di rettifica, che riguarda il soldato che cito qui sotto.
    25-26 Febbraio 1916
    valanga a Casa Bruciata (Valle del Braulio)
    4. CALVI Gabriele
    Albo dei Caduti: da Poscante (d.m. di Bergamo), Caporale 5° Regg.Alpini, morto il 26/02/1916 sul Monte Adamello in seguito a caduta di valanga
    La segnalazione che vorrei fare relativa al mio prozio Calvi Gabriele e che giace nel cimitero del suo paese (Poscante) e non al Sacrario. Mia nonna aveva recuperato il suo corpo dal cimitero di San Raieri ma non ricordo in che anno.
    Cordiali saluti
    Ettore Ruggeri

    • Silvia says:

      Grazie della precisazione!Ho provveduto a correggere il dato che sarà visibile col prossimo aggiornamento…
      Cordialmente
      Silvia

  12. Guglielmo Losio says:

    Grazie per la ricerca, interessantissima.
    Il 2 aprile sono salito – in occasione del centenario della valanga del Campiello – al lago d’Arno per vedere i resti della caserma.
    Ma poi, all’abitato di Isola, nel vedere il monumento con i nomi, mi sembra di aver notato che i nomi siano più di 86… E tra questi ne appare anche uno (tale Cravero Giacomo) non incluso nella lista degli 86, che è contrassegnato da tre stellette invece che da una sola. Era forse un ufficiale?

    • Silvia says:

      Salve…
      Il numero è maggiore di 86 perchè sul monumento sono ricordati anche quei militari che non morirono nella valanga ma in altre circostanze, sempre però sepolti nell’ex-cimitero militare di Isola. Il Cravero non mi risulta un ufficiale…In che senso “ho visto”?Ha una sua foto?Mi risulta che morì il 13/12/1916 ed apparteneva alla milizia territoriale…
      Ha per caso una foto di come è oggi la Caserma, quel che ne resta?Sarebbe bello inserirla nella sezione…
      Mi sappia dire
      Cordialmente
      Silvia

      • Guglielmo Losio says:

        Ho capito, grazie.
        Purtroppo non sono riuscito a fare delle fotografie perché abbiamo deciso di tornare indietro poco prima del posto, a causa di parecchia neve fradicia e cedevole, e alcuni canaloni non molto rassicuranti da attraversare, con alla base delle scariche di neve recenti. Ma ho in programma di tornarci a primavera inoltrata, e non mancherò di mandarle una foto. Comunque so che sono in programma dei lavori di recupero dei ruderi.
        Cravero mi ha incuriosito solo per il fatto che è indicato sul monumento con tre stellette, mentre gli altri ne hanno solo una.
        Il monumento comunque è un po’ fuorviante, perché in alto ha riportata la ricorrenza del 3 aprile, che invece non riguarda tutti i nomi elencati sotto.
        Grazie

  13. Domenica says:

    Salve!
    Continuando la ricerca sui concittadini caduti durante la guerra, ho trovato questo:
    Soldato Marano Mario, deceduto il 5 marzo 1916 sul Monte Paularo in seguito a caduta di valanga, del 146° Reggimento Fanteria.

    Ho visto che non è riportata, non so se può essere utile.
    Buona serata

  14. Fabrizio Petrassi says:

    Salve,
    sono venuto a conoscenza del vostro sito e in particolare della pagina dedicata ai caduti sotto le valanghe durante la grande guerra. Le segnalo che nei diari di guerra di mio nonno, Flavio Petrassi, che sto mettendo on line giorno per giorno, dal 9 marzo in poi si parla della valanga che travolse 85 tra bersaglieri e fanti nei pressi di Fiera di Primiero. Grazie a tanti contributi ho messo inseme un po’ di notizie e ho pubblicato un post riassuntivo qui:
    http://idiaridiguerra.com/la-valanga-del-9-marzo-1916/
    Tra le fonti mi sono permesso di citare anche il suo sito.
    Pensando di farle cosa gradita
    Cordiali saluti

  15. Erwin Filippi Gilli says:

    Bello ed interessante. Nella mia ricerca fatta nella zona di Primiero ho trovato numerose valanghe che hanno travolto militari soprattutto nella zona del Colbricon – Cima Bocche.
    Una delle due più importanti riguarda il 53 Battaglione Bersaglieri ed il 31 fenteria. I baraccamenti di questi corpi erano stati realizzati in un sito senza ascoltare la gente del posto, la Val Male, che notoriamente era pericoloso . il 9 marzo del 1916 si staccò una grande valanga che uccise 82 soldati. I deceduti vennero trasportati nel cimitero militare di Pieve (Transacqua) e successivamente vennero esumati. Resta una lapide a ricordo all’interno del cimitero. Se mi spiegate come fare, posso mandarvi foto.

    • Silvia says:

      La ringrazio della segnalazione…
      Sto cercando di fare un pò d’ordine nelle storie di valanghe, dove spesso sono stati sbagliati luoghi di morte, reparti o nomi…
      La foto sarebbe molto utile!Può mandarmela via mail: crazyfor@mainet.it
      Grazie della collaborazione…
      Cordialmente
      Silvia

  16. Serra Mariateresa says:

    veramente interessante, con la Società storica delle Valli di Lanzo, ci cui sono socia, stiamo ricercando tutte le notizie sui caduti e sui combattenti delle nostre valli per il prossimo centenario.
    Ho visto nell’elenco anche un originario di Ceres – Merlo Carlo – che nell’Albo d’oro risulta essere morto per ferite in combattimento, mentre all’archivio si stato di Torino è scritto – scomparso perchè investito e travolto nella frana staccatasi dalle pendici del Monte Corno (S.Fosca) il 27 Maggio 1917″-
    Durante le varie cerimonie e conferenze potremo utilizzare le mvostre interessanti ricerche.
    Ringrazio
    Serra Mariateresa

    • admin says:

      Buonasera Signora Mariateresa…
      Mi fa piacere che l’articolo le sia stato utile..
      Potrà utilizzare tali informazioni, citando naturalmente la fonte del sito…
      A disposizione
      Silvia

  17. Serra Mariateresa says:

    Sono Serra Mariateresa della Società St0rica delle Valli di Lanzo
    feliccisma di aver trovato notizie di un militare di Ceres – Merlo Carlo – che nell’ASlbo d’oro era stato erroneamente riportato come caduto per ferite in combattimento.

    Per il centenario stiamo facendo ricerche, è possibile usare le Vostre preziose informazioni?
    Grazie
    serramariateresa@tiscali.it

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