Il Sergente poi Tenente Colonello Rossi Piero nacque a Guastalla il 27 Marzo 1893. Era figlio del Generale di Divisione dell’Arma di Cavalleria, Italo Rossi. Scrisse una lettera e delle cartoline dal fronte, alla madre, nell’ Ottobre 1915. La lettera fa trasparire l’orgoglio di questo giovane ragazzo, nel servire la propria Patria. E’ una testimonianza diretta della vita in trincea e una bella occasione per onorare la memoria di un altro soldato. E’ sepolto nel cimitero di Guastalla, assieme al fratello Filippo (Tenente Colonnello Pilota, vedere la sezione dedicata) ed al padre Italo (vedere sezione dedicata) e alla adorata mamma.

“23 Ottobre 1915
Cara mamma,
tutto bene – sono salvo, contento e sto bene. La battaglia va magnificamente. Vinciamo e siamo tutti pieni d’entusiasmo e di coraggio; è la volta che andiamo a Vienna. Sono tanto contento e felice, cara mamma, che ti voglio sapere tale tu pure.
Piero”

“24 Ottobre 1915
Cara mamma,
il combattimento prosegue bene. In un fortino preso 20 austriaci. La mia sezione va magnificamente. Splendidi tiri. Sosteniamo ottimamente le fanterie avanzanti: ci siamo meritati gli elogi del generale. Evviva l’Italia – Evviva il Re!
Piero”

“25 Ottobre 1915
“Cara mamma,
ieri non ti potei scrivere perchè in marcia per andare in riposo a M. Ora invece che i bollettini hanno parlato, ora che l’opera nostra è compiuta, do libero corso al mio lapis. Ho vissuto le ore più belle della mia vita, ore che non dimenticherò mai. Avrete letto dei prigionieri, del bottino, la avrete forse veduti i nostri contrastatori del S. Michele, ora Italiano! Il 21, dopo 56 ore di fuoco di artiglierie, ci siamo lanciati. La nostra brigata con un solo lancio arriva sulla cima e si trova ancora dei terribili reticolati, riaggiustati nella notte. Ci arrestiamo ed incominciamo a tagliare i fili sotto una grandine di piombo. Fatti i passaggi ci ritiriamo e ci riordiniamo. Un altro lancio….La cima è presa! Le baionette funzionano! Si entra nel primo trincerone, si strappano i telefoni, si rovesciano le mitragliere….Incomincia la sfilata dei prigionieri tra cui alcuni ufficiali superiori decorati con due medaglie: di Serbia e di Galizia. Le truppe entusiasmate si lanciano giù per la china. L’artiglieria nemica tempesta. La nostra allunga il tiro. Arrivati al secondo trincerone vi si penetra per il tetto. Altra lotta a colpi di baionetta. Un soldato, in un angolo, lotta con un capitano austriaco. Incominciano ad arrendersi, gli altri fuggono. Intanto la nostra ala destra è arrivata alla chiesa di S. Martino. Vi penetra e vi si fortifica. Viene la notte e colla notte i contrattacchi. QUATTRO reggimenti si sono lanciati contro, ma ormai non si arresta più. Si è consci dello sforzo fatto e del guadagno ottenuto, non lo si vuole perdere. Ottanta uomini circondati da un migliaio sparano sino al mattino in quadrato, ed all’alba vedono il nemico in fuga, che lascia però 500 uomini all’intorno. Così nelle nuove posizioni che si fortificano passano in continua difesa i giorni 22 e 23. Il 22 si ottiene il collegamento su tutto il fronte. La mattina del 24, ieri, si ha il cambio. Il nostro glorioso reggimento cede il terreno conquistato ad un altro fresco. Il nemico furioso si sfoga a cannonate. Mentre io aspetto che sfili l’ultima compagnia, arriva una granata. Mi scoppia a due metri e mi lancia lontano ferendomi leggerissimamente alla base cranica. Oggi sono già sfasciato, mi persiste però una piccola sordità che però passerà anche lei. La brigata ieri è giunta qui in riposo. Siamo laceri e sporchi, ma i nostri canti si elevano al cielo. La popolazione ci domanda :” Come si fa ad essere così allegri dopo cinque giorni di dura battaglia?” ed io rispondo che ciò che ci rende allegri è la conquista compiuta da noi, dopo essere stata tentata oltre tre volte, la fuga austriaca ed il ricco bottino che consiste in 2500 prigionieri, due cannoncini lanciabombe e tre cannoni da campagna. Siete contenti di noi? Dividete la nostra gioia? Un mio ciclista sarà proposto alla medaglia d’argento e io avrò la promozione a sergente, per merito di guerra.
Piero “.
(Fonte: Biblioteca Maldotti di Guastalla, miscellanea b.396/6, copia dattiloscritta)
Ciao Silvia, ho guardato il tuo sito: complimenti!
Quelli erano uomini. Ciao.