Vittime di ESPLOSIONI

12 Febbraio 2016

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di Musi Silvia


In questa sezione analizzerò quei fattori direttamente (e non) collegati alla guerra:

esplosioni di depositi munizioni, polveriere e altro

Storie poco conosciute della Prima Guerra Mondiale, che meritano ugualmente di essere studiate e ricordate poichè causarono vittime militari ma soprattutto civili (anche donne e bambini)


Esplosioni


Esplosioni trattate in un unico file per il numero minore di vittime (inferiore a 15):

  • Laboratorio Forte Marghera di Mestre 04/10/1916
  • Opificio Militare Opera Valenza di Alessandria 1916-1917
  • Polveriera Piccioli di Bassano di Sutri (Viterbo) 28/02/1917
  • Deposito Granigo di Cavaso (Treviso) 09/01/1918

Esplosioni trattate singolarmente per il numero più alto di vittime (superiore a 15):

  • Molo “Pirelli-Pagliari” di La Spezia, 03/07/1916
  • Opificio “Opera Valenza” di Alessandria, 07/12/1916
  • Polveriera “Acquasanta” di Roma, 24/08/1917 (prossimamente)
  • Polveriera “Sant’Osvaldo” di Udine, 27/08/1917 (prossimamente)
  • Stabilimento SIPE di Ferrania, 22/11/1917
  • Polveriera Galleana di Piacenza, 11/12/1917

Esplosione molo “Pirelli-Pagliari” di La Spezia

Foto dell’archivio fotografico Comunale di La Spezia. Ringrazio infinitamente il Signor Torracca per aver fatto la foto e la responsabile di tale archivio, dottoressa Cantelli, per la gentilezza e collaborazione. Monumento ai caduti nel Cimitero Boschetti, La Spezia, architetto Costa, scultore Carmassi

La Spezia, 3 Luglio 1916…Una triste pagina nella storia della Prima Guerra Mondiale (tra le tante purtroppo), nella storia del Regio Esercito, della Marina e nella storia della città ligure….

La tragedia al Pontile Pirelli-Pagliari,
in memoria delle quasi 300 vittime…

Un breve cenno sul luogo dell’accaduto, poi lascerò raccontare ciò che successe agli articoli di giornali, ad alcuni scritti, a testimonianze…Infine, forse la più importante, lascerò lo spazio all’elenco di TUTTI i morti in questo terribile incidente, militari e civili, che ho cercato di ricostruire…

NON SARANNO DIMENTICATI…

Il pontile, chiamato talvolta Pagliari, talvolta Pirelli (per la vicinanza dell’omonima fabbrica), era un importante centro di smistamento/trasporto di armi e munizioni, soprattutto per la Regia Marina, che utilizzava questo molo per imbarcare l’armamento necessario per le sue navi e per i Forti circostanti. Vicinissima al molo, vi era la polveriera  Valdilocchi.

Alle ore 16 del 3 Luglio 1916, improvvisamente, la tragedia…

Nel pomeriggio del 3 Luglio 1916 al pontile della R.Marina, attiguo allo stabilimento Pirelli a S.Bartolomeo nel golfo della Spezia, un drappello di soldati d’artiglieria era intento a trasbordare da alcune bettoline, su carri ferroviari, vario materiale esplosivo appartenente al R.Esercito e sbarcato dal piroscafo Clio. In uno dei carri, nel quale erano sistemati dei razzi, si verificò un principio di incendio caratterizzato dallo scoppiettìo dei razzi medesimi; gli artiglieri erano privi di qualsiasi mezzo per provvedere all’isolamento dell’incendio e dovettero abbandonare il pontile; frattanto il Capitano di Corvetta Gandolfo, destinato ai vicini stabilimenti della Marina di Val di Lochi, veniva informato di quanto si stava svolgendo; egli senza por tempo in mezzo, dopo aver telefonato per avere a disposizione i mezzi atti a scongiurare l’incombente calamità e dopo aver radunato circa 100 marinai cannonieri artificieri e 80 soldati, correva al pontile. Le sue disposizioni valsero a rendere il disastro meno grave; una locomotiva da lui chiamata riusciva a trarre lontani cinque carri carichi di esplosivi; la pompa d’incendio della ditta Pirelli entrava prontamente in funzione mentre il Gandolfo, nell’impaziente attesa del ritorno della locomotiva, tentava con i suoi uomini di lanciare dai binare del pontile in mare, i vagoni incendiati…”

Dal Libro: “Le Medaglie d’Oro della R.Marina al Valor Militare”, Roma, provveditorato generale dello Stato, 1926

Purtroppo risultò tutto inutile….improvvisamente una violenta esplosione con uno spostamento di aria e materiale da danneggiare persino gli edifici circostanti…Ma la cosa più terribile furono i tanti, e tanti, militari e civili che persero la vita in seguito all’esplosione; i militari che si sacrificarono per cercare di evitare un ancor più grande disastro, i civili che per un qualche motivo si trovavano vicino al molo: negozianti, turisti bagnanti, gente del luogo….

Più o meno la stessa versione la troviamo nell’articolo che scrisse Giulio Negroni, anni fa: “Lo scoppio di Pagliari sul Pontile Pirelli“, così come quella dei giornali locali e non, anche se la censura contribuì notevolmente a coprire numerose informazioni, soprattutto per l’iniziale sospetto che l’incendio fosse opera di un sabotaggio nemico. Ad oggi questa tesi non è mai stata dimostrata, la causa ufficiale rimase l”incidente”.

Dal quotidiano La Stampa :

5 Luglio 1916, numero 185, pagina 1:
Una gravissima esplosione alla Spezia, parecchie vittime. Roma, 4, sera. Ieri alle ore 16 nelle adiacenze del porto della Spezia, deflagrò una scatola di polvere, che causò l’incendio di tre carri ferroviari, carichi di esplosivi. Si hanno a lamentare parecchie vittime e danni materiali ai fabbricati vicini al luogo dello scoppio. Si è recato alla Spezia il Sottosegretario di Stato, generale Dall’Olio, per stabilire le cause dello scoppio e ricercare le eventuali responsabilità. (Ag. Stefani)”.

8 Luglio 1916, numero 188, pagina 5:
Firenze, 7, notte. Giunge notizia che il Sottotenente del 2° Reggimento Artiglieria da Costa Enrico Taccomelli ha trovato la morte nella catastrofe della Spezia. Egli andò volontario per la guerra di liberazione, era figlio di un imprenditore al Magazzino Militare di Firenze, deceduto pochi giorni fa, ed era rimasto l’unico conforto della su disgraziatissima madre”

Il Capitano di Corvetta Gandolfo Lorenzo, per la sua eroica impresa, ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare:

Accorreva prontamente e radunava militari e maestranze al pontile delle munizioni presso lo stabilimento Pirelli, sul quale erano parecchi vagoni carichi di esplosivi ed uno di razzi che già si era incendiato. Conscio del grave pericolo che correva, con mirabile sangue freddo e giusto intuito, provvedeva ad organizzare opera di salvamento, cercando di spegnere l’incendio e di staccare vagoni non ancora incendiati, fulgido esempio di eroismo ai dipendenti; e mentre attendeva a questa opera mercè la quale si evitava disastro assai maggiore, cadeva gloriosa vittima della sua generosa abnegazione per lo scoppio avvenuto in vagoni isolati.
Spezia – Pontile Pirelli, 3 luglio 1916”

Gandolfo Lorenzo (1878-1916)

Foto tratta dal libro: “Le Medaglie d’Oro della R.Marina al Valor Militare”, Roma, provveditorato generale dello Stato, 1926

Anche la maggior parte dei marinai e altri militari ricevette un riconoscimento per il coraggio dimostratosi, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”:

“Mentre si adoperava arditamente in un coraggioso tentativo di spegnere un incendio manifestatosi in carri carichi di esplosivi, trovava la morte per il grave scoppio poi avvenuto (Pontile Pirelli presso Spezia, 3 luglio 1916) – (D.L. 3 dicembre 1916)”

Grazie a Valore Militare per avermi permesso di postare la sua medaglia…

 

Altre motivazioni di Medaglie al Valore furono:

Prandi Pietro, manovale avventizio:
Comandato a prestare l’opera in un coraggioso tentativo di estinzione di incendio di vagoni contenenti esplosivi, trovò la morte nel compimento del dovere. Pontile Pirelli (La Spezia) 3 luglio 1916

 

Sardi Giuseppe, Rossi Emilio, Giannoni Antonio, finanzieri:
Mentre prestava arditamente la propria opera per tentare di spegnere un incendio manifestatosi in vagoni carichi di esplosivi, trovava la morte in seguito al grave scoppio di poi avvenuto. Arcala (La Spezia), 3 luglio 1916

Ai tre finanzieri che persero la vita in questa tragedia, nel prestare aiuto, fu eretto un cippo commemorativo:

Finanzieri

Immagini dei caduti inviate da Federico Sancimino, tratte dal libro di M.Ravaioli “La Guardia di Finanza nella Grande Guerra 1915-1918”, Ente editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza. Grazie Federico della collaborazione…
 

Tacconelli Enrico, Sottotenente 2° Artiglieria da Fortezza, Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Accorrevano prontamente al pontile delle munizioni presso lo stabilimento Pirelli, ove erano parecchi vagoni carichi di esplosivi ed uno dei razzi, che già si era incendiato. Consci del grave pericolo a cui si esponevano, non desistevano dal contribuire con mirabile arditezza all’opera di salvataggio, che in gran parte riuscì ed evitò disastro assai maggiore, rimanendo vittime della loro generosa abnegazione per uno scoppio avvenuto di poi in vagoni isolati. Arcoda (Genova), 3 Luglio 1916”

Ringrazio il nipote Aldo per aver condiviso la Medaglia al Valore e i ricordi del fratello di suo nonno…

Vi furono anche altri atti di eroismo, in conseguenza dello scoppio avvenuto:

Frank Angelo, Capitano di Vascello (nato a Venezia), Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Accorso prontamente per prestare l’ora sua, al fine di impedire lo scoppio di un carico di esplosivi, non avendo potuto arrivare sul luogo prima che lo scoppio accadesse, si recava prontamente alla polveriera di Val di Lochi, che conteneva una grande quantità di esplosivi i quali erano in imminente pericolo di incendiarsi, e là, con mirabile intrepidezza dando opportune disposizioni e prestazioni personali, riuscì ad impedire un nuovo enorme disastro. Pontile Pirelli presso Spezia, 3 Luglio 1916

Gambardella Fausto, Capitano di Vascello (nato a Napoli), Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Accorso prontamente per prestare l’opera sua, al fine di impedire lo scoppio di un carico di esplosivi, non avendo potuto arrivare sul luogo prima che lo scoppio accadesse, provveduto a fornire i mezzi per l’estinzione dei numerosi incendi che circondavano la polveriera di Val di Lochi, si recava prontamente alle vicine polveriere di Formola e Ferrarezzola che potevano essere in pericolo di incendio e si accertava del loro stato, dando nella circostanza bella prova di coraggio. Pontile Pirelli presso Spezia, 3 Luglio 1916

Il 3 Luglio 1929 a La Spezia ci fu una grande cerimonia di commemorazione alle vittime e l’inaugurazione del Monumento a quei Caduti posto nel Cimitero Comunale dei Boschetti. Dalla rivista “Rassegna Municipale” pubblicata dal Comune di La Spezia in quell’occasione:

Chi fu alla Spezia in quel giorno affocato di Luglio ha ancora nella mente vivo il ricordo del terribile boato che, accompagnato da una violenta scossa avvolse la città sin’oltre le colline che la circondano. Ha ancora il ricordo degli abitanti atterriti riversantisi nelle vie, della folla stupita dell’accaduto, del quale non sapeva spiegarsi le cause, e poi, subito dopo, di una enorme nuvola di fumo dapprima bianco poi nero che si ingigantiva nel cielo laggiù, verso il mare, a levante: presagio di qualche cosa di lugubre; dell’accorrere verso quella parte di donne piangenti e urlanti, invocanti un nome, di ambulanze e di veicoli d’ogni sorta e di squadre e squadre di soccorso, soldati, marinai e borghesi, Autorità e cittadini… Alle prime imprecise, falsate notizie, seguì la vera, la triste notizia. Ai Pagliari tre carri ferroviari carichi di esplosivi erano saltati. Nel generoso errore di evitare il disastro, gettando in mare i carri, non valse la volontà dei militari presenti, né l’ardire di molti altri sopraggiunti a prestar man forte ai compagni. Lo scoppio fu fatale. In quella zona tutto fu sconvolto, distrutto, contorto, divelto, rovinato. Uomini e donne, soldati e operai travolti assieme nello schianto, furono dilaniati e cacciati lontani da una forza cieca e violenta: strappati alla Patria nel compimento del loro dovere. E i resti furono ricomposti a centinaia, riconosciuti e irriconoscibili; miseri corpi straziati; altri addirittura scomparvero…”

L’elenco delle vittime l’ho inizialmente estrapolato dalla stessa Rivista; ho poi cercato di dividere tale lista tra militari e civili…(se qualcuno naturalmente volesse contribuire con qualsiasi informazione, anche segnalazioni di errori). Le liste sono in continuo aggiornamento (le ricerche sono allargate anche su altre fonti):

“I resti irriconoscibili delle disperse vittime
de lo scoppio di munizioni avvenuto al Pagliari il 3 Luglio 1916
oggi il Comune piamente raduna in unico ossario
che ricordi ai desolati congiunti
alla memore pietà cittadina
questi caduti pur essi per la grande guerra
vinta dal valore italiano
III Luglio MCMXXIX E.F.
Più luminoso del sole d’Italia
sulle raccolte ossa sfavilli con ineffabile pietà
lo sguardo divino
S.N.R.”

Elenco caduti PIRELLI-PAGLIARI

Ringrazio la Biblioteca Mazzini di La Spezia per la cortesia e disponibilità, in particolare nella figura del dottor Bertonati. Ringrazio anche la figlia di Giulio Negroni per avermi dato la possibilità di utilizzare la ricerca di suo padre, e lo stesso Giulio per aver fatto luce su una così grande tragedia. Ringrazio la sempre presente cortesia di Valore Militare per le informazioni sui decorati al Valor Militare. Infine ringrazio tutti coloro che con un commento, un ricordo o una segnalazione, vorranno contribuire all’ampliamento di questo avvenimento…


Esplosione Opificio “Opera Valenza” di Alessandria

In questo poco conosciuto opificio militare, situato all’interno dell’area fortificata “Opera Valenza” di Alessandria, avvennero due tremendi incidenti, di cui si sa poco o nulla sulle cause o sull’avvenimento in sè. Ci furono due tremende esplosioni (Dicembre 1916 e Luglio 1917) in cui morirono moltissimi militari.

Grazie all’aiuto del FAI – delegazione di Alessandria – e all’Archivio di Stato di Alessandria, che stanno svolgendo ricerche, emergono pian piano preziose informazioni su questo opificio militare:

L’Opera di Valenza era un’area fortificata della Cittadella di Alessandria, collocata in posizione un poco defilata in direzione nord-est rispetto al blocco centrale, esattamente sulla strada che porta a Valenza (ancora oggi è riconoscibile e denominata così). Nel 1914 venne adibita ad assemblaggio cannoni

Nel verbale della Giunta Municipale di Alessandria del 07/12/1916 si legge che:

“L’Opera Valenza (oggi Poligono Carabinieri) era una fortificazione militare che si trovava ad Alessandria in località Osterietta, nella periferia occidentale della città. Nel 1916 venne adibita a laboratorio caricamento proiettili, il cui scoppio provocò la morte di oltre 100 vittime tra i militari addetti”

Dato il numero sinora trovato di ben 81 vittime totali nelle due esplosioni, è triste come non si conosca di più di questo avvenimento e di come spesso la stampa venisse censurata in merito a queste tragedie.

Grazie comunque all’aiuto di Gianni Mandelli che mi ha segnalato l’accaduto, sono riuscita a recuperare quasi tutti i nomi delle vittime…

in loro memoria…

Vittime esplosioni opificio Opera Valenza

Un sentito ringraziamento all’archivio storico dello stato civile del Comune di Alessandria, per la preziosa e fondamentale collaborazione e disponibilità


Esplosioni Stabilimenti SIPE di FERRANIA e CENGIO

Foto dello stabilimento SIPE di Ferrania. Ringrazio il presidente Associazione Ferrania Film Museum Alessandro Bechis per la concessione della foto e la disponibilità

Durante la Prima Guerra Mondiale, a seguito di esplosioni accidentali o addirittura a seguito di sabotaggi, morirono molti uomini nelle fabbriche italiane requisite per lo sforzo bellico. La S.I.P.E di Ferrania e Cengio fu una di queste. Le ricerche sono ancora in corso, poiché vi fu più di un episodio nel corso della guerra e risulta tuttora difficoltoso reperire informazioni su questi avvenimenti. Se qualcuno fosse a conoscenza di altri episodi simili in cui morirono militari e civili, lo segnali.

“Quel 22 novembre del 1917

Santino nasce a Cadibona, ha 19 anni quando muore presso l’Ospedale Militare di Riserva di Savona, sull’atto di morte parrocchiale il parroco annota; “deceduto a seguito di incendio polverificio Ferrania”. Dal racconto, della famiglia di Santino Scarone, iniziano le ricerche sulla Società Italiana Prodotti Esplodenti di Ferrania, (SIPE), e di chi perse la vita in un tragico e dimenticato incidente.

La Sipe, a Ferrania, produsse Polvere B dal 1915 al 1917, per l’esercito Russo, poi per l’esercito Italiano, alla fine della Prima Guerra Mondiale un lungo cambiamento la porterà ad essere conosciuta da tutti come Film, Ferrania, 3M; pellicole fotografiche, cinematografiche e radiografiche.

All’Ospedale Militare di Riserva di Savona, provenienti dalla Sipe, quel 22 novembre 1917, oltre al Santino morirono: Corsi Antonio fu Giuseppe, Quattordio Giuseppe di Pietro, Sampietro Domenico fu Luigi. Il giorno 23 novembre morì Arobbio Pio di Carlo, il giorno 4 dicembre Giacobbe Giovanni di Marco, il giorno 3 gennaio 1918 Segatori Pericle di Luigi.

Per tutti nel registro delle sepolture del Comune di Savona, viene riportata la causa accertata dal medico Dottor Bruno, “Ustioni di secondo e terzo grado, paralisi cardiaca”. Per loro la SIPE pagò la sepoltura nel Cimitero di Savona.

Bonfiglio Nicola morirà il 22 novembre in Ferrania. Sul suo atto di morte figurano testimoni il medico Dottor Pennino e l’Ingegnere Quartieri Giovanni di Ferdinando. Le loro tombe non ci sono più Santino è stato traslato nel Cimitero di Cadibona, Quattordio nel suo paese natale, gli altri si sono “persi”. Nessun giornale riporta la notizia, nessun archivio finora consultato, annota la tragedia.

Questi sono i miei ragazzi, a cui cerco di dare voce: solo ricercando notizie sulla SIPE Ferrania, forse si riuscirà a riscostruire il tragico evento che spezzò le loro giovani vite”.

articolo e ricerca di Claudia Avogadro

Claudia mi ha fatto conoscere questa vicenda, di cui io non ne ero a conoscenza; lei mi ha dato il via per cercare le vittime di esplosione anche nello stabilimento di Cengio. Insieme abbiamo voluto cercarle e ricordarle:

Vittime esplosioni negli Stabilimenti SIPE


Esplosione Polveriera Galleana di PIACENZA

Per questa terribile esplosione lascerò la parola a “Piacenza e la grande guerra”, studi raccolti dal Comitato di Piacenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento: www.piacenzaprimogenita150.it

Il primo risale al 2 gennaio 1916 quando, sul piano caricatore della Direzione, avvenne un incredibile scoppio; il vagone di un treno carico di munizioni andò in 77 fiamme e due operai, Bellocchio Felice e Gazzola Giuseppe, morirono accanto una catasta di casse con spolette. In seguito, dall’inchiesta del Ministero emerse che la causa fu, proprio, una cassa di spolette armate. Il secondo avvenne durante la sera dell’11 giugno 1917 nella polveriera 8 bis e dovuto, a quanto sembra, alla presenza del fosforo racchiuso nell’esplosivo trovatosi a contatto con il calore degli strati superiori delle cataste deposte sotto le tettoie. Fortunatamente, nell’arco di quattro ore, il Personale della sezione pompieri spense l’incendio e addirittura recuperò una ingente quantità di munizioni. Il terzo infortunio l’episodio più drammatico e luttuoso rispetto ai precedenti, accadde l’11 dicembre 1917 sotto una delle maggiori tettoie del Forte della Galleana, luogo in cui si caricavano a polvere nera gli shrapnels da 149. Sebbene l’incendio fosse domato, le perdite umane furono pesantissime; morirono 3 operai del ruolo straordinario e 21 militari artificieri, senza contare il resto del personale ferito (42 persone per la precisione) trasportato presso l’Ospedale Militare. Stavolta, nonostante il Ministero avesse portato a termine le investigazioni con eguale scrupolosità e competenza sulle cause della tragedia, queste non vennero mai appurate; si ebbero dei sospetti che, tuttavia, non trovarono riscontro in sede di indagini. I funerali si svolsero con riti solenni. Trascorsi due anni dal rogo, nel 1919, la Direzione d’Artiglieria fece erigere presso il cimitero di Piacenza un monumento dedicato alle vittime dell’infortunio dell’11 dicembre 1917. La presente memoria è dedicata a tutti “coloro che vi hanno preso parte strenuamente, pur sacrificando glorie ed onori, colla sola visione di servire ugualmente la Patria, e la Direzione non può ristare dal rivolgere loro un saluto riconoscente che valga maggiormente ad illuminare la coscienza di ognuno nella certezza di aver compiuto il proprio dovere”…

In loro memoria:

Vittime esplosione polveriera di PIACENZA

46 thoughts on “Vittime di ESPLOSIONI

  1. Vincenzo ARNO' says:

    Buongiorno,
    Bellissimo sito, complimenti, ottimo lavoro.
    Piccola precisazione: sull’elenco dei caduti del Molo Pirelli il 3 luglio 1916: Bindi Eustacchio (Medaglia di Bronzo VM in mio possesso), risulta civile, mentre dalla motivazione risulta essere stato, al momento dell’esplosione e del decesso, maresciallo in forza all’artiglieria da fortezza (costa).
    Lieto di condividere fotografie della medaglia e motivazione, se interessati.

    • Silvia says:

      Buonasera…
      Grazie della precisazione. Il nome del Bindi non l’avevo trovato sull’albo ufficiale caduti, per questo l’ho inserito tra i civili. Se mi dice che la motivazione dice così, provvederò all’errore. Se vuole condividere le foto ne sarei ben lieta. Mi scriva via mail.
      Cordialmente
      Silvia

  2. giacomo says:

    Buongiorno,sono del Gruppo Alpini Giussano,stiamo stampando un libro su tutti i caduti Giussanesi della Grande Guerra. Abbiamo un caduto morto in campo di prigionia che dovrebbe essere Plan o Plau in Bohmen. Avete qualche notizia di questo campo di prigionia. Il nominativo è Bellotti Ferrando classe 1897 nato a Giussano del 7° regg.Alpini,morto il 10/5/18.Vi saremmo grati se potete darci qualche informazione.
    Cordiali saluti e ringraziamenti

    • Silvia says:

      Salve…
      Dal vecchio database di onorcaduti risulterebbe che il Bellotti sia sepolto nel cimitero prigionieri di guerra di Plana (Repubblica Ceca)

  3. Francesca Saccani says:

    Gentilissima Silvia,
    le scrivo ancora per chiederle cortesemente se, per caso trovando il mio prozio Canasi Ugo, deceduto sull’altopiano di Asiago il 21 maggio del 1916, (ma purtroppo non si trova nel sacrario di Asiago), avesse anche la possibilità di procurarsi una foto del luogo di sepoltura e cortesemente le chiedo se fosse in possesso di qualche foto riguardante altri tre miei prozii.
    Giovanardi Paride Soldato del 25° Reggimento Fanteria, deceduto per infortunio per fatto di Guerra il 26 gennaio 1918 e sepolto nel Sacrario di Asiago.
    Saccani Delfino Soldato dell’8 Reggimento Artiglieria Pesante Campale, morto per ferite riportate in combattimeno sul Monte Asolone il 26 Ottobre 1918 e sepolto nell’Ossario di Monte del Grappa.
    Abbati Salvatore Operaio Militare del Genio, morto per malattia nell’Ospedaletto Da Campo N. 105, il 27 Settembre 1916 e sepolto nel Sacrario di Oslavia..

    La ringrazio anticipatamente di cuore per ciò che riuscirà a fare.
    E grazie ancora per questo MAGNIFICO sito

    Francesca

    • Silvia says:

      Salve Francesca..
      Le sto mandando ora una mail con una foto del Canasi Ugo, trovata sul libro “Caduti e decorati parmigiani” del 1919…
      Non ho foto delle lapidi dei sacrari di Oslavia, Asiago e Grappa, però posso provare a chiedere ad amici e ricercatori che forse possono aiutare…
      A presto
      Silvia

      • Francesca Saccani says:

        Ciao Silvia,
        ho appena letto e visto l’email, e non so come ringraziarti, per il regalo IMMENSO che mi hai fatto.
        E’ come aver ritrovato un pezzo del mio cuore.
        Grazie Silvia, grazie di vero Cuore.
        Un bacio
        Francesca

  4. Zecchinel Igor says:

    Buona sera,
    sono alla ricerca del luogo di sepoltura del mio bisnonno Zecchinel Angelo di Vincenzo e Depentor Teresa, nato nel 1881 a Noventa di Piave, atto di morte compilato dal nemico, Imperial e R° reggimento tiratori (Schutzenregiment) n° 25, n°138/17 Tomo 1° foglio 3 che riporta Zecchinel Angelo 144 centuria, 112° reggimento fanteria, deceduto in combattimento e morto il 19 giugno 1917 avanti ad Asiago, sotterrato il 22 giugno 1917, fossa comune, presso la strada del bosco sotto il Monte D’Orale davanti ad Asiago. Ho provato a cercarlo nell’ elenco dei caduti sepolti nel Sacrario di Asiago ma non l’ho trovato.

    • Silvia says:

      Buongiorno…
      Dato che fu sepolto in una fossa comune potrebbe essere arrivato ad Asiago come ignoto, succedeva purtroppo. Ma per esserne certi può scrivere una mail ad Onorcaduti, in quanto parente: loro sapranno darle informazioni certe…
      Cordialmente
      Silvia

  5. Katia says:

    Buonasera,
    sono alla ricerca del luogo di sepoltura di uno zio di mio padre.
    Il soldato si chiamava Berta Giuseppe di Francesco,nato a Cantoira il 3 maggio 1896 e deceduto il 27 giugno 1916 sull altopiano di Asiago per ferite riportate in combattimento.
    Faceva parte del 73° Reggimento di Fanteria.
    Ho provato a fare la ricerca sui vari siti sui caduti della grande guerra,ma purtroppo senza risultati.
    Grazie
    Saluti Katia

    • Andrea Pollini says:

      Buonasera
      Il frattello dello zio di mio babbo Soldato Pollini Bruno di Egidio 80° Regimento fanteria, distretto di forlì, 5a compagnia ”Brigata Roma” è morto sul Monte Coston d’Arsiero Vicenza……..prova cercare al sacrario militare di Arsiero. Io cercavo almeno un documento con foto. Al cimitero non c’è ne foto, ne nome. Pero’ siamo riusciti sapere che sicuramente è nell’ossario del cimitero di Arsiero. Tu mi sai dire dei site di archivi che potrei trovare documenti con foto di Bruno . Grazie

      • Silvia says:

        Salve…
        Provi a chiedere in biblioteca o in Comune dove potrebbe esserci un “quadro d’onore reduci e caduti” della prima guerra mondiale…Solitamente ci sono le foto dei caduti…

  6. GIOVANNI FENU says:

    mi occupo di ricwerche sui caduti sardi della 1^ guerra: vcome posso avere l’elenco del sepolti ad Asiago per lemie ricerche. Grazie Cavalier Giovanni FENU

  7. Ivan Zuccherini says:

    salve, sto cercando il luogo si sepoltura di DEGLI ESPOSTI MAURO nato a Zola Predosa (Bo) il 27 aprile 1887, appartenente al 154° reggimento fanteria, deceduto per le ferite in battaglia sul monte Cengio il 3 giugno 1916. potrebbe essere nel sacrario di asiago? grazie, saluti.

  8. Silvia says:

    Buonasera…
    La 34° sezione di sanità, a quella data, era a Camporovere…
    Ho verificato ad Asiago e, tra i noti, non risulterebbe…E’ sicuro che nel dopoguerra non fu traslato a casa?

  9. Natascia says:

    Salve, sono alla ricerca del luogo di sepoltura del fratello di mia nonna. Ho provato a cercare un elenco dei caduti sepolti nel Sacrario di Asiago ma non l’ho trovato.
    Navigando in internet sono riuscita a risalire al suo atto di morte dove è scritto che il 25/06/1916 sul monte Zovetto è stata rinvenuta la salma del Soldato Aliboni Bernardino della 5° Compagnia del 158° Reggimento Fanteria M.M. Matricola 14047, nativo di Avenza, Comune di Carrara, figlio del Fu Adamo e di Menconi Clementa, il quale era risultato disperso nel combattimento del 16/06/1916, sepolto al Monte Zovetto etc etc. Preciso che è nato a Carrara il 02/11/1890 ed è inserito a pagina 5 sub 20 in pagina dell’Albo d’oro (Brigata Liguria). Mi chiedo se sia al Sacrario di Asiago (tra gli identificati o meno) oppure se ci sia la possibilità che si trovi nel cimitero italo austriaco di Val Magnaboschi.
    Grazie dell’aiuto.

    • Silvia says:

      Salve…
      Effettivamente, ad una prima ricerca, non risulterebbe sepolto ad Asiago, a meno che sia tra gli ignoti…
      Le consiglio di scrivere una mail ad Onorcaduti, specificando che lei è una parente e allegando l’atto di morte e la sua carta d’identità..
      La tempistica di attesa è un pò lunga, ma rispondono…
      Saluti cordiali
      Silvia

      • Natascia says:

        Gentile Silvia,

        ho seguito il Suo consiglio ed ho scritto ad Onorcaduti; però, data l’attesa, che credo sarà lunga, nel frattempo ho fatto richiesta all’Archivio di Stato della mia Provincia per ottenere il fascicolo matricolare del fratello di mia nonna e credo che a breve me lo invieranno.
        Comunque, avrei bisogno di un Suo consiglio: ho intenzione di recarmi ad Asiago prossimamente e vorrei sapere, oltre al Sacrario di Asiago, in quali cimiteri della zona mi consiglia di recarmi al fine di tentare una ricerca sul posto.
        La ringrazio della cortesia e se avesse bisogno di informazioni sui caduti presso i cimiteri della mia zona (Carrara – provincia di Massa Carrara), non esiti a contattarmi.
        Natascia

        • Silvia says:

          Salve…
          Sì, la tempistica è un pò lunga, però rispondono sempre.Degli ex-cimiteri militari della zona di Asiago non è rimasto nulla, le salme furono trasferite tutte ad Asiago (escluse quelle che tornarono a casa). Rimangono i cimiteri inglesi e quello della Brigata Sassari a Casara Zebio…

    • Claudio Colnati says:

      Salve Natascia….Sono Claudio c.la zona del zovetto la conosco molto bene e l ho battuta moltissime volte con il metal dector….lo so no si fa ma strappare all oblio solo uno di quei ragazzi non ha preZo…..appena posso …(sabato 10/11/18) tempo permettendo farò un salto al cimitero del magnaboschi ….

    • claudio c says:

      buongiorno Natascia…le scrivo da Asiago…le chiedo se ha avuto modo di ferificare la presenza del suo antenato in Val Magnaboschi?sono stato proprio oggi sul Zovetto …saluti a presto

  10. Andrea says:

    Salve,
    sono alla ricerca del luogo di sepoltura di un fratello di mia nonna, morto esattamente 97 anni fa (il 18 novembre 1917).
    Si chiamava COLAZILLI CARMINE di FRANCESCO, nato a Moscufo il 1° giugno 1896, e morto sul “Badeneck” (immagino si tratti del monte Badenecche, nei pressi di Asiago).
    Ho cercato un elenco dei caduti sepolti nel sacrario di Asiago, senza risultato.
    Riuscite, cortesemente, a darmi qualche informazione?

    Grazie mille

    • Silvia says:

      Ho verificato nell’elenco di Asiago e non risulta…
      Provi a recuperare l’atto di morte in Comune…dovrebbe dare indicazioni più precise sulla prima sepoltura…

  11. Giuliano says:

    come posso sapere dove mio nonno fece la guerra. Non ė un caduto ed era nato a Predappio e morto a Genova nel 1928. Ne sono orgoglioso perché nel 1915 abbandonò un ottima posizione in Svizzera per arruolarsi lasciando moglie e figli a Genova. Le ricerche devo farle al l’archivio di stato di ? Era un soldato semplice, credo. Grazie e complimenti

    • Silvia says:

      Salve…
      Per richiedere il foglio matricolare dovrebbe conoscere il luogo di residenza al momento della leva, cioè al suo rientro in Italia…Lo conosce???In più è sempre un bene conoscere data precisa di nascita, paternità e maternità, per evitare casi di omonimia…

      • giorgio leoni says:

        Bonasera. Colgo l’occasione per informarmi anche io. Conosco il comune di residenza prima e dopo , paternita, maternità e datat di nascita. A chi li devo inoltrare per conoscere l’eventuale ruolino militare di mio nonno ? Grazie

        • Silvia says:

          Salve…
          Deve richiederlo all’Archivio di Stato della provincia di residenza di suo nonno…Meglio richiedere il Foglio Matricolare..
          Saluti
          Silvia

  12. Fabrizio Albanese says:

    Salve, ho conosciuto il vostro sito per caso e mi ha colpito molto l’interesse che avete per tutti i nostri avi morti per la nostra amata Patria.
    Ho un grande desiderio, quello di trovare dove è sepolto il mio bisnonno deceduto prigioniero nella Grande Guerra e vi chiedo cortesemente di aiutarmi. Per quello che so ha combattuto nell’altopiano di Asiago e penso che magari sia sepolto proprio lì nel Sagrario di Asiago. Il suo nome è Pietro Di Domenicantonio nato a Rocca di Cave (RM) il 01 settembre 1885, morto il 22 febbraio 1918 per malattia in prigionia.
    Grazie di cuore per l’interessamento
    Cordialmente
    Fabrizio

    • Silvia says:

      Salve…
      Se è morto in prigionia non è sicuramente sepolto ad Asiago….
      Ho notato che c’è anche un Di Domenicantonio Umberto figlio di Dario, nato sempre a Rocca di Cave e anch’egli morto in prigionia…era per caso il fratello del suo bis-nonno???
      Comunque Di Domenicantonio Pietro dovrebbe essere sepolto nel Cimitero di Mauthausen, col nome errato Di Domenico Antonio figlio di Pietro (hanno diviso il cognome e scambiato il nome di battesimo con quello del padre), ma è morto il 22/02/1918 quindi dovrebbe essere lui…Faccia comunque verifica e richieda l’atto di morte in Comune..
      Se dovesse risultare parente, il Domenicantonio Umberto è invece sepolto nel cimitero di Bligny..
      Cordialmente
      Silvia

  13. Luigi Fetta says:

    Complimenti, bel sito e nobile iniziativa. Ricordo di aver letto da qualche parte che un mio parente u seppellito in un sacrario sull’altopiano di Asiago. Si chiamava Michelangelo Aurecchia. Oggi ho fatto una ricerca sul sito del Ministero “ricerca sepolture” e mi da risposta negativa. Non avevo alcun dubbio, è la pubblica amministrazione. Credo di aver stampato anche una pagina con il nome del mo parente. Ma io Le scrivo per sapere se esiste una qualche possibilità di poter rintracciare una foto del mio parente ed eventualmente di tutti gli altri caduti del mio comune. E’ possibile, per esempio, che all’atto del reclutamento fosse prevista anche una foto del militare??? Perché in tal caso si dovrebbe ricercare negli archivi dei distretti o negli archivi di Stato. Ha un senso quello ce sto dicendo o sono considerazioni strampalate???? In ogni caso rinnovo i complimenti per l’iniziativa culturale e la “mission” che porta avanti sottraendo dall’oblio i nostri Padri fondatori della Patria. Grazie di cuore. Luigi

    • admin says:

      Salve Signor Luigi…
      Per il suo parente…c’è da specificare che se non ha trovato la sepoltura sul sito Onorcaduti, non è colpa dell’amministrazione….purtroppo di molti caduti si sono perse le tracce, perchè dispersi sui campi di battaglia, o per mille altri motivi…Nell’elenco dei caduti del Sacrario di Asiago il nominativo del suo parente non c’è (ma potrebbe essere sepolto altrove); potrebbe fare richiesta scritta ad Onorcaduti, per richiedere ulteriori informazioni…le risponderanno sicuramente….
      Per la foto del suo parente: potrebbe cominciare a spulciare nell’archivio storico o biblioteca del comune del suo avo…solitamente pubblicavano un libretto o altro in memoria dei caduti del paese….talvolta mettevano anche le foto….questo libretto solitamente veniva pubblicato in seguito all’inaugurazione del monumento ai caduti del paese….
      Grazie infine dei complimenti….
      Buon proseguo nelle sue ricerche e mi faccia sapere come va…
      Cordialmente
      Silvia

  14. Tiziano says:

    Per Carolina.
    Mi dispiace non poterti aiutare. Della Brigata Friuli ho trovato numeroso materiale ma, dato che mi interesso del basso Trentino, è riferibile alla sua permanenza sul Monte Zugna dal giugno 1918 alla fine del conflitto.
    Saluti Tiziano.

  15. Carolina says:

    Ciao, non ho foto ed informazioni, però ti consiglio, se non l’hai già fatto, di fare ricerche all’archivio di stato della tua zona. Di sicuro hanno il foglio matricolare e puoi avere altre informazioni in merito alla sua carriera militare.
    Ciao

  16. Carolina says:

    Bel lavoro, complimenti.
    Personalmente ricerco foto o diari che parlano del lavoro dell’87° reggimento fanteria durante il periodo che operò a quota 1476 sull’altopiano di Asiago.
    Chi ha del materiale oppure informazioni può contattarmi all’indirizzo cpolicarpo@alice.it . Grazie.

    • andreino says:

      Buongiorno sto cercando dove e morto e sepolto mio nonno .Si chiamava SASSO DOMENICO morto 11 aprile 1916 sulla ambulanza da montagna n .85 era del 58 reggimento fanteria Brigata Abruzzi Se ci riuscite un grazie di cuore

  17. Tiziano Bertè says:

    Non tutta la Vallarsa, dato che gli italiani erano attestati, dal 18 maggio, a Parrocchia (allora denominata Chiesa) e a Zendri.

  18. Cristian says:

    Ottimo servizio fotografico nonchè tutto il sito ben strutturato e interessante.
    Una piccola nota:
    Dopo la Strafexpedition tutta la Vallarsa era in mani austriache, compreso il forte Matassone.
    Ciao e complimenti ancora

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