Piroscafo LINZ, 19 Marzo 1918

10 Ottobre 2013
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Dopo aver cercato informazioni sul disastroso affondamento del Piroscafo “Principe Umberto” ed aver dedicato una sezione per ricordare tutte le vittime, mi sono imbattuta in un altro avvenimento “marittimo” della Grande Guerra: la tragica fine di quasi 300 prigionieri militari italiani (fonti ufficiali), morti in seguito all’affondamento del Piroscafo triestino “Linz” (utilizzato durante la guerra dagli austriaci per il trasporto truppe) il 19 Marzo 1918. Grazie alla preziosa collaborazione del Dottor Burato, che ha compiuto laboriose ricerche, posso oggi portare alla luce questo grave avvenimento, con la speranza, anche in questo caso, che la memoria di questi soldati italiani non vada dimenticata…

Un grazie infinite al Dottor Alberto Burato che ha fatto le ricerche su questo avvenimento, in collaborazione con valenti studiosi e militari

L’AFFONDAMENTO DEL PIROSCAFO “LINZ”

a cura di:
Dott. Alberto Burato,
Ricercatore Storico-Militare di Guarda Veneta-Rovigo
Dott. Enrico Acerbi,
Ricercatore di Valdagno-Vicenza

Armatore: Lloyd Austriaci
Varo: 1909; fu costruito nell’Arsenale dei Lloyd Austriaci a Trieste
Dati Tecnici: Lunghezza 104 m., Larghezza 13,4 m., tonnellate di stazza lorda (tsl) 3819, Pescaggio 7,9 m.

Il LINZ fu impiegato dai Lloyd Austriaci come nave mercantile, fino agli inizi della Grande Guerra, sulla tratta greco-albanese. Nel 1917 il Piroscafo fu preso in affitto dalla direzione dei Trasporti Marittimi di Fiume per il trasporto delle Forze Armate in Albania. La rotta del Piroscafo iniziava da Fiume (attuale Rijeka: n.d.r.), toccava Zelenika, situata presso l’attuale Kotor (Cattaro: n.d.r.) e terminava a Durazzo (attuale Durres, n.d.r.).
Alle ore 18,00 del 18 marzo 1918, il Linz salpò dal porto di Zelenika in qualità di nave adibita al trasporto truppe sotto il comando del Capitano Hugo Tonello e scortato dalle Torpediniere “98” e “TB 974” nonché dal Cacciatorpediniere SMS Balaton.
Secondo le annotazioni della Direzione dei Trasporti Marittimi, ufficialmente erano stati imbarcati 1003 civili. Tuttavia non furono annotati centinaia di Soldati Austro-Ungarici che volevano trascorrere le loro licenze in Montenegro. Poiché questi Soldati non potevano aspettare 14 giorni a Zelenika in attesa di un imbarco autorizzato, provvidero ad imbarcarsi illegalmente sul Piroscafo.

A seguito di un’esplosione, il 19 marzo 1918 il Linz affondò nel giro di 25 minuti. Perirono più di 1000 uomini. Ora però tutto si potrà chiarire, tutto potrà venire alla luce dopo 80 anni. Infatti, il 13 dicembre 2000, dopo lunghe ricerche e preparativi durati due anni, il relitto del Piroscafo è stato individuato davanti alla costa albanese da un gruppo di sommozzatori italiani ed il Linz giace dritto e maestoso a 45 metri di profondità: in questo modo viene rimessa in discussione una delle più grandi catastrofi navali della Marina Austriaca.
La chiglia presenta una grossa falla poco visibile per l’oscurità e per l’abbondante fanghiglia; e proprio la falla nella chiglia depone a favore (solo ipotesi in mancanza di documenti militari) di un cozzo accidentale contro una mina magnetica di profondità: un siluro, infatti, avrebbe arrecato un danno (falla a livello della linea di galleggiamento). L’ispezione dei sub durò solo 20 minuti causa la forte corrente e l’acqua gelida.

Alcuni documenti, scoperti casualmente, ci assicuravano che in quei fondali riposavano per sempre dei nostri Militari. Infatti, grazie a due fogli matricolari forniti dai Ricercatori Franco De Biasi (Miane –TV) e Giorgio Lenardon (Cingoli-MC) la realtà è apparsa evidente poiché su questi due atti militari era trascritta la morte di due Soldati a seguito dell’affondamento del LINZ.
Del fatto avevo informato il mio collega Medico, Dott. Enrico Acerbi (Valdagno-VI), noto storico militare di fama nazionale, che casualmente ha rinvenuto la storia legata a questa triste vicenda che, inaspettatamente, ha avuto un risvolto eccezionale.
Interessati, infatti, la Croce Nera Austriaca con sede in Linz Donau ed il Ministero della Difesa-OnorCaduti in Roma, il 21 marzo 2002 l’Obstlt Friedrich Schuster, Amministratore Generale della Osterreichisches Schwarzes Kreuz, informava che il Piroscafo era stato affondato alle ore 00,29 del 19 marzo 1918 presso Capo Rodoni a Dures (Durazzo), probabilmente ad opera di un sommergibile italiano, anche se non è da scartare l’ipotesi di un urto con una mina magnetica.

Fra le 1003 persone a bordo vi erano ben 413 Prigionieri Italiani e fra questi ne morirono 284 e precisamente: 7 Ufficiali, 265 Soldati, 11 Marinai ed un’Infermiera della Croce Rossa.

Anche questo episodio richiama alla mente come il numero dei Soldati deceduti durante la 1ª Guerra Mondiale debba essere continuamente aggiornato: basti pensare che nel 1964, anno in cui iniziarono ad essere pubblicati gli Albi d’Oro alla memoria, erano stati censiti 650.000 morti; nel 1968, anno in cui venne istituito il Cavalierato di Vittorio Veneto, la cifra ufficiosa parlava di 680.000 morti, mentre al 31 dicembre del 2000 si era arrivati ad una cifra presunta di 743.000! Occorre, infatti, tenere presente che i deceduti nella Grande Guerra vanno compresi fra il 24 maggio 1915 ed il 31 ottobre 1920 e questo in base ad una ben precisa Legge.

L’inedita storia del LINZ è stata resa nota ed esposta in occasione della Mostra Nazionale con sede il Castello di Rocca Fregoso a Sant’Agata Feltria (PU), dopo essere stata per la prima volta da me pubblicata in cronaca nazionale su “IL GAZZETTINO”, organo di stampa del Triveneto, domenica 7 aprile 2002.

I caduti del Piroscafo Linz

di Musi Silvia

La mia ricerca invece si è incentrata nel recuperare tutti i nominativi dei militari caduti nell’affondamento, utilizzando come fonte l’Albo Caduti Ministeriale; in questo albo, nella maggior parte dei casi, compare la dicitura, “morto in prigionia in seguito ad affondamento di nave il 19 Marzo 1918“. Dai rapporti ufficiali (leggasi sopra) risultò un totale di 284 prigionieri italiani deceduti, mentre dalla mia ricerca nell’Albo Caduti ne sono stati riscontarti molti di più. La differenza non è solo nel numero, ma anche nella tipologia: difatti risultano essere, ad oggi, tutti soldati, mentre dai rapporti ufficiali avrebbero dovuto esserci anche dei marinai ed una crocerossina…

Elenco caduti,
totale trovati sinora: n.334

In loro memoria

Elenco caduti LINZ

Quasi tutti i prigionieri provenivano dal Campo di Prigionia di Ostffyasszonyfa in Ungheria; vennero imbarcati sul Linz per essere temporaneamente trasferiti in un Campo di lavoro in Albania.
Esempio di atto di morte di un caduto sul Linz, conservato negli archivi del Comune di nascita (o residenza se diverso) del militare caduto; nella maggior parte dei casi tali atti furono redatti dal 1920 al 1930: immaginate quanto tempo attesero le famiglie prima di sapere sulla sorte del proprio familiare…

19 thoughts on “Piroscafo LINZ, 19 Marzo 1918

  1. Daniele Bastianoni says:

    Buonasera Sivia
    ho navigato volentieri nel suo bellissimo sito. Complimenti per la volontà di ricordare la i gloriosi caduti. Per una ricerca che vorrei poi pubblicare, sto cercando di censire i caduti del 27° Reggimento Cavalleggeri di Aquila. Fino ad ora ne ho censiti 83, ha qualche notizia in merito? La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente.
    Daniele Bastianoni

  2. Vincenza says:

    Buonasera Signor Chirra, sarei interessata a comprare il suo libro, ma non ho trovato un sito internet che lo vende
    Io abito in Francia, e mi piacerebbe saperne di più a proposito di due fratelli di mio nonno mai tornati dalla grande guerra : Pasquale Mesina di Dorgali che si trova sulla lista dei scomparsi con l’affondamendo del Linz, e Giovanni Mesina che risulta morto sul Medio Isonzo, ma mai ritrovato
    Se mi potrebbe fornire qualche altra informazione gliene sarei grata
    Cordialmente, Vincenza Mesina

  3. Antonio Maritan says:

    Non vedo il nome di Rigato Albano, nato il 24 settembre 1897 a Saonara PD, sul cui ruolo matricolare è riportato che il decesso avvenne ” 19 marzo 1918 morto a Durazzo a seguito dell’affondamento del piroscafo Linz”. Si trattava di un alpino della 110^ Cp del Btg Monte Matajur, che era stato preso prigioniero.
    Può esserci un errore? Grazie

    • Silvia says:

      Buongiorno…
      No, non è un errore, non c’è proprio…
      Il motivo è perchè sull’albo è definito come “morto per affondamento nave” e null’altro. Nei morti del piroscafo Linz solitamente aggiungevano “per affondamento nave in prigionia”. Siccome in quella data ci fu più di un affondamento, senza altre conferme ho preferito non inserirlo per evitare errori….
      Ma ora che la conferma me l’ha gentilmente data lei, ho provveduto subito ad aggiungere il suo nome…
      Grazie della segnalazione!
      Cordialmente
      Silvia

      • Antonio Maritan says:

        Ecco i dati:
        Alpino
        RIGATO ALBANO

        SCHEDA PERSONALE – MATR. 11589
        Fante Rigato Albano di Innocente e Alibardi Vincenza
        Nascita 24 settembre 1897 a Saonara

        Dati e contrassegni particolari alla visita di leva
        • Statura > m 1.70 – Torace 0,96 –
        • Capelli > castani – forma liscia – colorito > roseo
        • Naso > regolare – mento > sporgente
        • Occhi > celesti – dentatura > sana
        • Professione > contadino
        • Sa leggere e scrivere > no

        Arruolamento
        • 17 giugno 1916 > soldato di leva 1^ categoria classe 1897 del distretto di Padova e lasciato in congedo illimitato.
        In guerra
        • 25 settembre 1916 > chiamato alle armi
        • 30 settembre 1916 > tale nel’8° Rgt. Alpini giunto in territorio dichiarato in stato di guerra
        • 1 gennaio 1917 > destinato alle truppe mobilitate in zona di guerra
        • 10 novembre 1917 > tale in zona di guerra nella 110^ Cp del Btg Monte Matajur
        • 15 novembre 1917 > fatto prigioniero e internato nel campo di Ostffyassonyfa in Ungheria
        • 19 marzo 1918 > morto a Durazzo a seguito dell’affondamento del piroscafo Linz

  4. Maria Grazia Zitelli says:

    Grazie x il vostro lavoro appassionato.
    E grazie, anche a mio figlio, che vi ha trovato.
    Io sono la nipote, di Innocenzo Zitelli, di Rocca di Papa Roma, sono anni che volevo
    sapere dove si trovasse la nave.
    Ora so finalmente che e’ il LINZ e dove giace il corpo di mio nonno.
    Con mio padre, ci chiedevamo in quale mare si sarebbe trovata la nave.
    E grazie a voi sappiamo anche la data dell’ affondamento e del LAGER, dove era stato
    portato, l’ Ungheria, e il campo-lavoro dove aveva deciso con altri prigionieri di
    andare in Albania, perche’ cosi’ si sarebbero potuti salvare.
    Mi piacerebbe che mi contattaste x altri chiarimenti. Ho una foto di mio nonno, ma
    non in abiti militari.
    Siamo tutti in famiglia molto grati e contenti, Maria Grazia Zitelli

  5. Bit Richard says:

    Buona sera, mio nonno BIT Ermenegildo caporale maggiore 8° Reg. Alpini era a bordo della Linze per decinne d’anni ogni 19 marzo, di notte, era preso di soffocamenti. Non sapeva nuotare e si è buttato in aqua all’utimo momento con un fazzoletto in bocca. Si è arampicatto ad una barca (si tagliavva le ditta per impedire di montare a bordo)….. si è salvato ma è rimasto prigioniero.

  6. Losi Antonio says:

    Gentilissima signora Silvia.
    Ho già avuto modo nel passato di conoscere ed apprezzare le sue magnifiche ricerche ed è sempre un grandissimo piacere trasmetterle alcune informazioni, estratte dalla vecchia banca dati di Onorcaduti:
    AVO MARIO DOMENICO – 17/04/1885 Arpino, deceduto in mare il 19/03/1918 (luogo sepoltura sconosciuto).
    BATTISTONI NAZZARENO – 25/01/1886 Camerano, deceduto per affondamento nave il 19703/1918 (luogo sepoltura sconosciuto).
    PARIS ANTONIO – 1894 Marcetelli – deceduto il 19/03/1918 a Linz A.D. Donau, luogo di sepoltura: Linz, “St. Barbara” (cimitero comunale).
    Il nominativo BERTIPAGLIA RICCARDO risulta inserito nella lapide commemorativa dei Caduti della Prima Guerra Mondiale di Anguillara Veneta (piazza Alcide De Gasperi).
    Rinnovandole i miei più sinceri auguri.
    Antonio Losi

    • Silvia says:

      Gentile Antonio…
      Ringrazio della segnalazione e dell’aiuto…
      In base a ciò che ha scritto il Paris è da escludere…Per il Bertipaglia invece cercherò nel comune di Anguillara…
      Grazie ancora
      Cordialmente
      Silvia

  7. Mattia says:

    Gentile Silvia Musi,
    sto per pubblicare un libro che tratta dell’attività amministrativa di un paese in Provincia di Padova negli anni della Prima Guerra Mondiale. Uno dei capitoli l’ho dedicato anche ai caduti del suddetto comune. Tra questi c’è uno “scomparso in mare in seguito ad affondamento nave” il 19 marzo 1918. Tuttavia, non ho trovato il suo nome nell’elenco da lei pubblicato.
    Mi potrebbe dare alcune delucidazioni in merito?
    Saluti

    Mattia Massaro

    • Silvia says:

      Buonasera…
      Il motivo è semplice…
      L’elenco che ho ricostruito è stato tratto dall’Albo Ministeriale dei caduti: cioè ogni volta che incontravo la dicitura, per un caduto, “morti in prigionia in seguito ad affondamento nave”, lo inserivo nell’elenco, perchè trattavasi del Linz…
      I caduti invece che avevano solo la data corrispondente ma non “in prigionia”, li ho dovuti tralasciare, poichè potevano essere morti in uno degli affondamenti “vicini” di data, come il Tripoli o il Prometeo…
      L’unica cosa da fare per averne certezza, è di recuperare in Comune l’atto di morte: c’è sicuramente scritto…
      Mi sappia dire, poichè se dovesse risultare morto sul Linz, lo inserirei nell’elenco…
      Per non dimenticare

  8. Giuliano Chirra says:

    Salve, Sono Giuliano Chirra, di Bitti (Nùoro), lavoro a Sassari come medico ospedaliero; ho l’onore di essere amico di Burato, da cui ho ricevuto le notizie sull’affondamento del ‘Linz’ ed a cui ho fornito i 53 nomi dei soldati sardi ivi periti. Ho scritto un libro su tre volumi dal titolo sardo ‘Mortos in terra anzena’ (Morti in terra straniera); sono i 1846 soldati sardi caduti nella Grande Guerra fuori dai confini d’Italia: 650 in libia, Albania, Maceedonia, Francia e 1200 in prigionia. se vi fa piacere contattarmi penso di avere anche dati da darvi, senza nessu fine di lucro o guadagno o speculazione di qualsiasi natura o maniera. Cordiali saluti. Giuliano Chirra.

    • Gianluca Piccioni says:

      Salve,sono Gianluca pronipote di Giovanni Piccioni di Burcei (CA),oggi per caso cercando le origini del mio cognome ho trovato questo stupendo sito ed ho scoperto la vera sorte del padre di mio nonno ..
      che sapevo solo essere morto nella prima guerra mondiale,mi chiedevo se il gentilissimo signor Chirra possa fornirmi ulteriori dettagli su Giovanni!
      mio padre che ne porta il nome ne sarebbe sicuramente felice!
      cordiali saluti
      Gianluca Piccioni

  9. Zilotti Giuseppe says:

    Buonasera Silvia,
    non credo di aver segnalato questo Caduto nel mio precedente elenco:
    – De Bon Antonio n.15.04.1888 a Perarolo di Cadore, di Tomaso, Caporale, 3° Reggimento Artiglieria da Fortezza (in Comune Perarolo dC. 9° Reggimento Artiglieria da Fortezza), m.19.03.1918 in prigionia Scomparso in mare a seguito affondamento piroscafo Linz nelle acque di Durazzo presso Capo Rodoni sulla costa albanese

    un caro saluto
    Bepi Zilotti

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