Monte Cauriòl – Lagorai –

9 Agosto 2011…

Cenni storici
di Giacomo Bornancini

Monte Cauriol e la battaglia per il suo possesso: 23 – 27 agosto 1916

Siamo sulla cima del Monte Cauriol, a quasi 2500 metri di quota. Lo spettacolo è stupendo e la vista spazia a 360 gradi sulle Dolomiti e su gran parte della mastodontica muraglia delle Alpi di Fassa. Volgendo lo sguardo a nord si può osservare il sinuoso profilo della Val di Fiemme, con i paesi adagiati in fondovalle o su ameni terrazzamenti. Orientando lo sguardo a meridione appare, più in basso, il lungo e quasi rettilineo solco del torrente Vanoi, chiuso molto più lontano dalla cuspide piramidale del Monte Pavione e dal lungo crinale calcareo delle Vette Feltrine, confine di stato fra la monarchia danubiana ed il regno d’Italia alla vigilia della Grande guerra. Dal luogo ove ci troviamo si può quindi scorgere, in una bella giornata di sole, gran parte del territorio abbandonato dalle truppe imperial-regie in questo settore, dopo il 24 maggio 1915. In particolare, è perfettamente visibile il teatro operativo nel quale si trovarono ad agire le unità italiane in tutte le fasi del loro farraginoso avvicinamento alla potente linea difensiva asburgica. Non solo. Il massiccio del Cauriol domina anche l’intera Val Cia, l’importante valico di Sadole e parte della valle che da quest’ultimo discende a Ziano che, nei primi anni del Novecento, rappresentava la via di comunicazione privilegiata fra la Val di Fiemme ed il Vanoi. Per questi elementi distintivi, il Cauriol divenne per il comando asburgico una posizione di assoluto valore strategico. Una preziosa specola dalla quale controllare tutti i movimenti dell’avversario e le cui vicende belliche hanno inizio con la costruzione delle prime opere difensive imperiali nella primavera del 1915, quando le ostilità erano solamente presagite. Inserito nel più ampio contesto difensivo delle Fassaner Alpen, il monte Cauriol, con le attigue cime del Cardinal e della Busa Alta, fu nel 1916 il teatro di un’incredibile guerra d’aquile che ebbe come protagonisti le truppe da montagna di entrambi gli eserciti, ma anche fanti provenienti dalle regioni meridionali della penisola italiana, dalla Bosnia-Erzegovina o dall’Ungheria. La genesi delle operazioni contro il Cauriol è da ricercare nelle aspirazioni dei regi comandi di ottenere quei successi che fino alla primavera del 1916, nonostante le ottimistiche previsioni anteguerra, erano palesemente mancati. Sollecitato dall’ambizione di ricacciare sulle posizioni di partenza le forze austro-ungariche, dilagate ben oltre i “sacri confini” della patria durante la Strafexpedition, l’esercito italiano schierato sul fronte del Trentino e del Cadore, operò nell’estate del 1916 una massiccia e vasta (troppo vasta) controffensiva che per la prima volta dall’inizio della guerra coinvolse parzialmente anche le Alpi di Fassa. Uno sfondamento sul lato sud-est delle difese asburgiche, se ben alimentato, avrebbe infatti potuto minacciare il cuore del Tirolo di lingua italiana ed il raggiungimento della Valle dell’Adige, da parte delle regie unità, avrebbe costretto i comandi imperiali ad ordinare l’abbandono dell’intero Trentino. In realtà, le aspirazioni sul fronte giulio da parte del comandante di stato maggiore, generale Luigi Cadorna, fecero si che l’attacco contro il Lagorai orientale si riducesse ad una serie di operazioni delimitate nel tempo e nell’intensità.
Ad una prima fase operativa, concentratasi soprattutto attorno ai valichi di San Pellegrino, Valles e Rolle, dove i bersaglieri riuscirono ad espugnare l’aguzza vetta del Colbricon, ma la fanteria non ottenne successi risolutivi su Cima Bocche ed in Val Travignolo, ne subentrò una seconda che si condensò principalmente nell’alto Vanoi. È in quest’ultima che il Cauriol, ma soprattutto gli uomini che vi combatterono, salirono alla ribalta delle cronache. Lo fecero inaspettatamente gli alpini del battaglione Feltre che, coadiuvati dai commilitoni del Monrosa, nello stupore più assoluto, furono capaci dopo quattro giorni di aspra lotta, ad occupare la vetta del monte. Ma, a quasi cento anni di distanza, possiamo affermare che vi riuscirono anche i soldati ruteni ed austriaci che, al comando del tenente viennese Oskar Kurt Schmilauer, difesero ad oltranza la posizione loro affidata. Fu proprio l’attacco al Monte Cauriol, in seguito al fallimento dell’azione principale contro le cime di Cece e Valmaggiore ed i valichi omonimi, a dare agli italiani l’unica affermazione importante nella cruenta offensiva contro i bastioni porfirici della Alpi di Fassa. Un assalto che tuttavia non aveva ragioni di essere risolutivo, dal momento che secondo gli ordini impartiti dai regi comandi, l’azione contro “(…) una cima tanto ardua” doveva essere solamente dimostrativa. Quel tanto che bastasse da distogliere l’attenzione degli austro-ungarici dall’obiettivo prioritario. L’impresa contro il Cauriol avvenne con due colonne d’assalto. La prima, composta dal Monrosa e da alcune compagnie di fanteria, puntò alla vetta risalendo il costone sud-orientale; la seconda, costituita dal Feltre, aggredì il monte inerpicandosi lungo il ripido versante sud-ovest. Ma la marcia di avvicinamento all’obiettivo fu lunga, complessa e sino all’ultimo momento, nessuna delle due unità alpine, fu informata circa l’esatta meta di quella che inizialmente fu spacciata come una misteriosa esplorazione nella terra di nessuno tra l’alta Val Cia e la cosiddetta Regione colli (sud delle cime Cupolà e Litegosa). Si temeva forse che l’accidentale cattura da parte avversaria di qualche alpino o fante avrebbe potuto rivelare anticipatamente le reali intenzioni del comando italiano. In realtà tutto procedette secondo i piani ed alla sera del 23 agosto le avanguardie erano pronte all’attacco, acquattate nel fitto bosco di conifere ai piedi del Cauriol, presso Malga Laghetti. Le unità imperial-regie di stanza a Passo Sadole e sulle posizioni circostanti non si erano accorte praticamente di nulla, salvo l’aver notato e tormentato con qualche fucilata, il movimento del Feltre che nei giorni precedenti si stava trasferendo da Forcella Magna al Vallone Laghetti, passando per Malga Cupolà. In qualche modo l’ammassamento delle regie unità (Nucleo Ferrari) incaricate di assalire il tratto di fronte compreso fra Cima Cece e Cima Valmaggiore, aveva celato le sinistre manovre degli alpini effettuate all’ombra del Cauriol e la 55ª brigata da montagna asburgica non si attendeva di certo un attacco al monte. Le prime avvisaglie che qualcosa di serio stava bollendo in pentola si ebbero proprio nella notte sul 24 agosto, quando una pattuglia alla guida del tenente Schmilauer, comandante del presidio di vetta, s’imbatté nelle avanguardie degli alpini del Monrosa che lentamente si stavano avvicinando alle linee difese dai soldati del 49 reggimento di fanteria “Barone von Hess”. Il dado era ormai tratto e le penne nere, ormai scoperte, iniziarono senza indugio la loro marcia verso gli obiettivi che nel frattempo erano stati ben definiti dai comandi superiori. Iniziava in questo modo, quella che per la storiografia e la propaganda militare italiana sarebbe divenuta la battaglia più celebre delle Alpi di Fassa. Una sfida che portò alla conquista del monte da parte degli alpini del Feltre ed alla successiva epica guerra per il possesso delle vette circostanti. Cardinal e Busa Alta in particolare. Per ben tre giorni e tre notti, dal 23 al 27 agosto, la battaglia infuriò violenta sui versanti meridionali del monte e sulla vetta, avvinghiata per lunghi periodi da una densa cappa di polvere, generata dallo scoppio terrificante dei proiettili d’artiglieria e solcata dalle raffiche mortali delle mitragliatrici. Poveri soldati, austriaci, italiani e ruteni, furono accomunati da un unico tremendo destino, per il possesso di un fazzoletto di terra strategicamente insignificante, ma fondamentale secondo le tattiche in auge in quel drammatico frangente bellico. Alle 19,50 del 27 agosto 1916, la vetta del Cauriol cadeva in mano ai resti di uno sfinito plotone del Feltre che, in un ultimo disperato e sanguinoso sacrificio, riuscì a scacciare l’ormai esiguo presidio avversario. Una forza composta da pochissimi e laceri sopravissuti, al comando dell’intraprendente (ferito alla testa) tenente Schmilauer che, in un estremo sforzo di difesa, lanciò contro gli italiani le ultime bombe a mano prima di darsi alla fuga lungo la dirupata cresta occidentale, in direzione di Passo Sadole. Le riserve accorse in ritardo riuscirono solamente ad attestarsi su un frastagliato sperone roccioso ad ovest del Cauriol (quota 2396). Sommità che in seguito prese il nome Piccolo Cauriol. A nulla servirono, se non ad allungare la lista dei morti e dei feriti, i tentativi dei giorni seguenti da parte delle unità imperial-regie, rafforzate dai prestigiosi Landesschützen (le truppe da montagna dell’esercito asburgico), di rioccupare il monte. Il Cauriol rimase sino alla sconfitta italiana di Caporetto, in mano agli alpini.

Sono molti i testimoni dell’epopea di questo monte che, se dal punto di vista alpinistico non rappresenta nulla di eccezionale, dal lato umano nasconde fra le sue rocce ed i suoi anfratti, la storia di centinaia di uomini. Fra questi il cappellano militare del Feltre don Luigi Agostini, il quale, grazie ad uno scarno diario giornaliero appuntato su un taccuino e trasformato in seguito in un ben più compiuto racconto di guerra, ci tramanda un documento di straordinario interesse. Un memoriale intitolato semplicemente “Il Feltre 1915-1918” e nel quale sono narrate le vicende vissute dagli alpini da Monte Cima al Monte Grappa, passando naturalmente per il Cauriol. Dal suo racconto si apprendono molteplici particolari delle vicende che legarono indissolubilmente la montagna al Feltre, dalla conquista alla permanenza nei lunghi e rigidi mesi invernali. Un’altra dettagliata narrazione degli eventi vissuti sul Cauriol, ci perviene dall’allora tenente Schmilauer, come noto comandante del presidio di vetta fra il 23 ed il 27 agosto 1916. Sue le testimonianze che ci consentono di ricostruire, da parte asburgica, i momenti più significativi della battaglia. Non vanno poi dimenticate le opere letterarie di Carlo Basile, Paolo Monelli e Angelo Manaresi.

Ringrazio infinitamente il Signor Giacomo Bornancini per la collaborazione e per aver scritto l’articolo

di Musi Silvia

9 Agosto 2011 – Monte Cauriòl

Ore 8.30 del mattino raggiungo comodamente in macchina, il Rifugio Cauriol (1600 metri) nella Valle di Sadole di Ziano di Fiemme (TN), base di partenza dell’escursione sul Monte Cauriòl e sede di un piccolo ma interessantissimo museo della Grande Guerra, ideato da Aldo Zorzi.

Parcheggiata la macchina, all’inizio del sentiero vi è un cippo commemorativo della Grande Guerra, con un proietto di mortaio austriaco da 305mm., su cui è incisa la frase:

Cauriòl 1916-1917, nel 50° della Battaglia, alla memoria dei caduti”

Imbocco il lungo ma comodo sentiero che sale verso il Passo Sadole (2.066 metri), immerso in questa piccola e silenziosa vallata….un ambiente verdeggiante e tranquillo, quasi a voler dare la possibilità, a coloro che intraprendono questo percorso storico, di soffermarsi a riflettere sui numerosi fatti accaduti su questo fronte, durante la Grande Guerra.

A metà tragitto di questo sentiero, scorgo su una roccia, un disegno, che sembra un graffito, forse un’aquila…..O forse è solo la mia immaginazione pensando al Battaglione Feltre….

Continuando il percorso si arriva ad un bivio: a sinistra il sentiero prosegue per la “via austriaca”, a destra, verso il Passo Sadole e la “via italiana”. Proseguo a destra e raggiungo il Passo, dove si intravedono i resti di alcune trincee e baraccamenti austriaci, rafforzati nel 1916, dopo la perdita della vetta.

Prima di imboccare il sentiero della via italiana che sale verso la vetta, mi soffermo tra i numerosi resti di baracche….Filo spinato, feritoie e mura diroccate caratterizzano il paesaggio del Passo Sadole. Mi immagino questo luogo nel 1916: un via vai di soldati che si adoperano per costruire questa serie di baraccamenti…. Il paesaggio è contornato da una splendida vista, Cima d’Asta, Cima Litegosa, il Piccolo Cauriòl e Monte Cauriòl.

Mi arrampico sino ad una trincea con una piccola feritoia ad arco e noto un sasso leggermente diverso dagli altri…sopra vi è inciso un 8 e la lettera “b”…non so se sia un graffito della Grande Guerra, oppure il resto di un vecchio segnavia….Lo lascio comunque nel luogo ritrovato e ridiscendo verso il sentiero. Prima di proseguire sosto un attimo presso una piccola croce, fatta con resti “ferrosi” della Grande Guerra e un piccolo Cristo in legno, qui depositati per rispetto a tutti i soldati, di qualsiasi nazionalità, caduti in questi luoghi.

Imboccata la via italiana, si comincia a salire verso la verdeggiante valletta che si trova alla base tra i due Cauriol, chiamata “Busa della Neve”. Da qui salgo sul ripido sentiero che mi porta alla Selletta Carteri, così chiamata in onore del sottotenente Attilio Carteri, caduto il 27 agosto del 1916, che divide le due cime dei Cauriòl. Questa Selletta in realtà è stata nominata dagli Alpini “DeCet”, in onore dell’omonimo alpino caduto nell’Ottobre 1916 (DeCet Giovanni, morto il 19 Ottobre 1916 n.d.t.), nel tentativo, da parte delle truppe italiane, di conquistare il Piccolo Cauriòl, in mano austriaca. Da qui parte anche il sentiero “via austriaca” che, in questa escursione, è la via del ritorno.

Dopo una breve sosta, comincio la faticosa salita alla vetta vera e propria del Monte Cauriòl, caratterizzata da grandi massi e da alcuni passaggi in quota talvolta esposti.

Mentre si sale faticosamente non si può fare a meno di immaginare la fatica degli alpini, in primis il Battaglione Feltre, e di tutti i soldati impegnati nelle battaglie di questi luoghi; non potevano di certo soffermarsi ad ammirare il meraviglioso panorama che li circondava, occupati a schivare pallottole, a cercare di rimanere vivi e, non da ultimo, cercare di conquistare la agognata vetta. Sullo stretto e ripido sentiero trovo i resti di una piccola galleria, parzialmente crollata, avamposto italiano.

Arrivo in cima. Sono fortunata. Non c’è nessuno. Posso sedermi nel più completo silenzio, ad ammirare la vetta conquistata con il sacrificio di tante vite. Imperiosa si staglia una croce ed ai suoi piedi numerosi lapidi commemorative, tra cui la più grande:

Dopo tre giorni di furioso combattere
al tramonto del 26 Agosto del 1916
gli Alpini del battaglione Feltre
con largo sacrificio di sangue
strapparono agli austriaci questa Cima”

Disegno di Achille Beltrame dalla Domenica del Corriere del 10-17 Settembre 1916

“Nella zona di Fassa (Avisio), dopo lotta accanita, gli alpini occuparono l’aspra cima del Cauriol, ergentesi sulle rocce a 2.495 metri. La posizione fu subito rafforzata ed è in nostro saldo possesso. Furono presi al nemico una trentina di prigionieri, fra i quali un ufficiale. (comunicato del 29 Agosto 1916)”

Dopo aver spaziato lo sguardo sui numerosi punti di vista che la vetta del Cauriòl offre e aver firmato il piccolo libretto sulla cima, mi incammino sullo stesso sentiero dell’andata, in discesa verso la Selletta Carteri – Decet, accompagnata dall’emozione di essere stata su una vetta, di aver visto con i propri occhi un così aspro luogo di battaglia e, non da ultimo, la possibilità di poter raccontare questa esperienza e di poterla condividere con tutti….

[….] Avanzano gli alpini della 65° compagnia (Battaglione Feltre n.d.t.), sono in tutto cinquantuno, al comando del sottotenente Carteri. Procedono a fatica, si aiutano nel superare gli ostacoli più difficili. Suda l’alpino Giuseppe Pauletti, da Feltre: bisogna procedere carponi, il fiato mozzo, saltando di sasso in sasso cercando di non farsi buggerare dalle mitragliatrici incavernate sul Piccolo Cauriòl. [….]Sono ormai sotto la vetta, i cannoni di Moro e del suo fedele secondo Buonsembiante allungano un tantino il tiro. «Savoia» grida Carteri. Gli alpini sono in vetta. Carteri ci lascerà la pelle, altri rimarranno freddati da fucilate esplose a bruciapelo. Tra i primi a porre piede in vetta è Alfredo Boschet, penna nera classe 1894, da Tomo di Feltre. Un paio di austriaci gli si buttano addosso, lo afferrano per il collo. Boschet si divincola, spara un paio di sventole che arrivano a segno. Ma altri lo abbrancano giù dalla montagna. «E’ la fine» pensa Boschet. Le mani riescono ad afferrare uno spuntone di roccia, lo tengono saldamente, alla fine anche i piedi trovano un punto di appoggio. Dio che volo! Boschet ritorna a salire: quando sbuca sulla vetta la battaglia è già finita. Il Cauriòl è conquistato. [….] ”

Tratto dal libro “Monte Cauriòl” di Aldo Zorzi, Ziano di Fiemme 2007.

Di ritorno sulla Selletta Carteri – Decet, intraprendo la faticosa via austriaca, caratterizzata da una ripida discesa, piena di massi e roccette, il tutto reso più complicato dalle frane. Superato il primo pezzo, la discesa si addolcisce, circondata dai resti delle trincee austriache. Infine ci si ricongiunge con l’iniziale lungo sentiero di partenza, sino al rifugio Cauriòl. Dopo una provvidenziale pausa ristoratrice al rifugio, visito al suo interno il piccolo museo della Grande Guerra: tantissimi oggetti recuperati nel corso degli anni da Aldo Zorzi, poi gelosamente custoditi. Meritevole di una visita, anche per la sua suggestiva “locazione” in prima linea.

Una delle pareti

Il soffitto

Questa bellissima escursione mi ha lasciato uno splendido ricordo e mi ha fatto sentire più vicina alla storia vissuta della Grande Guerra. Il rispetto per tutti i soldati che hanno combattuto e per tutti i caduti, mi porta a fare l’ultimo appunto, purtroppo negativo. Questi sono luoghi in cui persone hanno perso la vita, luoghi in cui soldati di tutte le età hanno passato lunghi momenti lontano da casa, lontano dai propri affetti, a combattere per la Patria…Non deturpiamo questi splendidi paesaggi e luoghi di memoria con “toilette” a cielo aperto. L’anfratto di una trincea, di una galleria o di un baraccamento, non è un gabinetto…Pensiamo a chi ha sofferto in quei luoghi….Pensiamo a chi non è più tornato a casa….Pensiamo….

Medaglia del Battaglione Alpini Feltre, appartenuta al Sergente Gugel Giovanni (Miane 1891, Verona 1918). Grazie all’amico Franco De Biasi per la segnalazione e grazie alla nipote del sergente Gugel per avermi dato la possibilità di pubblicare la foto della medaglia, che ella conserva come una reliquia, a ricordo del nonno…

Dedicato ai numerosi Alpini, Bersaglieri e soldati di Fanteria, che persero la vita sul Cauriòl:

(elenco in continuo aggiornamento)

  • Alongi Salvatore (Palermo), morto il 25 Agosto 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Artuzzi Vittorio (Bassano, Vicenza), morto l’8 Settembre 1916 nell’Ospedaletto da campo n.117, soldato 6° Reggimento Alpini (sepolto nel Sacrario Casteldante di Rovereto
  • Bado Vittorio (Santa Giustina, Belluno), morto il 8 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Baldisseri Francesco (Breganze, Vicenza), morto il 3 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini
  • Baracchini Eugenio (Zuglio, Udine), morto il 7 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Bellotto Guglielmo (Sovramonte, Belluno), morto il 19 Ottobre 1916, caporale 7° Reggimento Alpini
  • Bellumat Albino (Feltre), morto il 14 Settembre 1916, soldato 23° Reggimento Fanteria
  • Bertelle Nonfini Antonio (Seren del Grappa, Belluno), morto l’8 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Bertuol Giuseppe (Lentiai, Belluno), morto il 25 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Bertuola Pietro (Volpago, Treviso), morto il 6 Dicembre 1916 (valanga), soldato 7° Reggimento Alpini
  • Bisi Guido (Ficarolo, Rovigo), morto il 28 Agosto 1916 sul campo per ferite, soldato 3° Battaglione Presidiario
  • Bullian Costante Giuseppe (Ampezzo, Udine), morto il 22 Settembre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Caberlon Giovanni (Bassano, Vicenza), morto il 3 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini
  • Carone Francesco (Palermo), morto il 29 Agosto 1916, soldato 2° Reggimento Artiglieria Fortezza
  • Carpenè Giovanni Battista (Feltre, Udine), morto il 26 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Carteri Attilio (Verona), morto il 27 Agosto 1916, sottotenente 7° Reggimento Alpini, Medaglia Argento V.M.
  • Casiglia Amedeo (Palermo), morto il 9 Settembre 1916, Sottotenente M.T. 4° Reggimento Artiglieria Fortezza
  • Cavaliere Nunzio (Bisceglie, Barletta), morto il 20 Agosto 1916, soldato 23° Reggimento Fanteria
  • Cauz Valentino (Sacile, Pordenone), morto l’11 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Cedaro Eugenio (Artegna, Udine), morto il 10 Marzo 1917, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Cescato Giovanni (Arsiè, Belluno), morto il 27 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini, Medaglia Argento V.M.
  • Chabloz Luigi (Aosta), morto il 25 Agosto 1916, tenente, 4° Reggimento Alpini
  • Cogo Luigi (Sandrigo, Vicenza), morto il 2 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini
  • Conte Giovanni (Arsiè, Belluno), morto il 3 Ottobre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Curletti Alessandro (Casirate d’Adda, Bergamo), morto il 27 Agosto 1916, sottotenente, 4° Reggimento Alpini
  • D’Alberto Fiorino (Feltre, Belluno), morto il 29 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Dalla Gasparina Massimino (Feltre, Belluno), morto il 26 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Dalla Valle Giuseppe (Salcedo, Vicenza), morto il 3 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini
  • Dal Magro Marco (Trichiana, Belluno), morto il 30 Aprile 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Dall’Oglio Attilio (Asiago, Vicenza), morto il 3 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini, Medaglia Bronzo V.M.
  • De Berardinis Carlo (Bellante, Teramo), morto il 15 Settembre 1917, caporale 7° Reggimento Alpini
  • De Boni Giovanni (Cesiomaggiore, Belluno), morto il 26 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • De Bortoli Pietro (Sovramonte, Belluno), morto il 28 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • De Carli Angelo (Pedavena, Belluno), morto il 25 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Decet Giovanni Bernardo (Seren del Grappa, Belluno), morto il 19 Ottobre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini, Medaglia Argento V.M.
  • Della Pietra Giovanni (Cercivento, Udine), morto il 6 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • De Luca Galliano (Pasiano, Pordenone), morto il 6 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Depunzio Noè Amilcare (Mesagne, Brindisi), morto il 27 Agosto 1916, 13° Reggimento Bersaglieri, Medaglia Bronzo V.M.
  • Di Domenico Costante (Frisanco, Pordenone), morto il 6 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini, Medaglia Bronzo V.M.
  • Facen Ernesto (Lamon, Belluno), morto il 14 Luglio 1917, sergente 7° Reggimento Alpini
  • Faoro Vittorio (Lamon, Belluno), morto il 19 Agosto 1917, soldato 7° Reggimento Alpini, Medaglia Bronzo V.M.
  • Farinella Cosimo (Misilmeri, Palermo), morto il 26 Agosto 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Festini Cucco Arturo (Comelico Superiore, Belluno), morto il 13 Settembre 1917, sottotenente 7° Reggimento Alpini
  • Garbin Giovanni (Fonzaso, Belluno), morto il 27 Agosto 1916, caporalmaggiore 7° Reggimento Alpini, Medaglia Argento V.M.
  • Giacometti Pietro (Pedavena, Belluno), morto il 21 Luglio 1917, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Gianesini Giacomo (Cologna Veneta, Verona), morto il 3 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini
  • Giannetta Biagio (Minervino di Lecce), morto il 19 Ottobre 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Giuntoli Francesco (Pescia, Pistoia), morto il 3 Settembre 1916, tenente, alpino
  • Guaragna Annibale (Erba Incino, Como), morto il 3 Settembre 1916, sottotenente 6° Reggimento Alpini. Medaglia Argento V.M.
  • Guardi Diego (Ventimiglia di Sicilia, Palermo) morto il 11 Ottobre 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Lanzolla Francesco (Santeramo in Colle, Bari), morto il 26 Agosto 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Larese-Desanto Igino Luigi (Auronzo, Belluno), morto il 15 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Lubes Vito Nicola (Valenzano, Bari), morto il 24 Settembre 1916, 32° Reggimento Fanteria
  • Lusa Giuseppe (Feltre, Belluno), morto il 25 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Magrò Pietro (Lamon, Belluno), morto l’8 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Marcuzzi Antonio (Forgaria, Udine), morto il 9 Aprile 1917, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Maschio Giovanni Maria (Cismon, Vicenza), morto il 2 Settembre 1916, soldato 6° Reggimento Alpini
  • Meneghel Bortolo (Prata di Pordenone), morto il 19 Agosto 1917, soldato 4° Reggimento Bersaglieri
  • Morandi Stefano (Alba, Cuneo), morto il 6 Settembre 1916, sottotenente 7° Reggimento Alpini
  • Murer Ernesto (Lamon, Belluno), morto il 7 Maggio 1917, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Panon Pietro (Udine), morto l’11 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Paron Luigi (Barcis, Pordenone), morto il 29 Settembre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Passon Pietro (Bicinicco, Udine), morto il 23 Agosto 1916, soldato 23° Reggimento Fanteria
  • Pelliccetti Ugo (Roma), morto il 24 Settembre 1916, caporale 164° Batteria di Bombarde
  • Pennacchio Quirino (Cesiomaggiore, Belluno), morto l’11 Agosto 1917, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Pillinini Marco (Tolmezzo, Udine), morto il 27 Aprile 1917, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Polesana Marco (Feltre, Belluno), morto il 19 Ottobre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Polesana Vittorino (Feltre, Belluno), morto il 3 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini, Medaglia Argento V.M.
  • Polloni Tommaso Giuseppe (Maser, Treviso), morto il 14 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Fanteria
  • Porfido Pietro (Santeramo in Colle, Bari), morto il 26 Agosto 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Rech Vittore (Seren del Grappa, Belluno), morto l’8 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Rizzo Salvatore (Palermo), morto il 11 Ottobre 1916, soldato 13° Reggimento Bersaglieri
  • Ruda Fortunato (Feltre, Belluno), morto il 22 Maggio 1917, caporale 7° Reggimento Alpini
  • Sales Guglielmo (Arcade, Treviso), morto il 25 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Sampieri Giovanni (Feltre, Belluno), morto il 21 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Scopel Francesco (Seren del Grappa, Belluno), morto il 27 Agosto 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Siega Felice (Resia, Udine), morto il 25 Agosto 1917, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Silvestro Pietro (Attimis, Udine), morto il 30 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Soggiu Francesco (Alghero, Sassari), morto nel Maggio 1917, 84° Reggimento Fanteria
  • Spader Sebastiano (Miane, Treviso), morto l’11 Settembre 1916, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Susana Giovanni (Mel, Belluno), morto il 15 Gennaio 1917, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Tomè Giuseppe (Claut, Pordenone), morto il 6 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini, Medaglia Bronzo V.M.
  • Tomba Lino (Fagagna, Udine), morto il 6 Ottobre 1916, caporale 6° Reggimento Alpini, Medaglia Bronzo V.M.
  • Trannero Tranquillo (Artegna, Udine), morto il 2 Ottobre 1916, soldato 8° Reggimento Alpini
  • Zanasi Vincenzo (Bologna), morto il 25 Agosto 1916, sottotenente, 4° Reggimento Alpini, Medaglia Bronzo V.M.
  • Zancanaro Giuseppe (Arsiè, Belluno), morto il 5 Giugno 1917, sergente 7° Reggimento Alpini, Medaglia Argento V.M.
  • Zanella Benedetto Angelo (Pedavena, Belluno), morto il 19 Agosto 1917, soldato 7° Reggimento Alpini
  • Zatta Pietro (Feltre, Belluno), morto il 27 Settembre 1917, solato 7° Reggimento Fanteria
  • Zornitta Giovanni (Lentiai, Belluno), morto il 27 Agosto 1916, caporale 7° Reggimento Alpini
  • Zuccolotto Angelo (Vas, Belluno), morto il 2 Marzo 1917, soldato 7° Reggimento Alpini


Se volete segnalare il nome di un Vostro parente che ha combattuto sul Cauriòl, ne sarei contenta (anche tramite commento)…Questa pagina è dedicata anche a questo: PER NON DIMENTICARE

Sabato 3 Settembre 2016 ho partecipato alla commemorazione a Sadole (Ziano di Fiemme) delle battaglie del Cauriol, organizzata egregiamente dalla sezione Ana di Ziano, con numerosi ospiti. E’ stato molto suggestivo poter camminare sui sentieri illuminati dalle torce, ascoltare brani, lettere e testimonianze a tema recitate da attori in costume, ed infine ammirare il Cardinal illuminato ascoltando il coro degli alpini con i suoi canti. Mi ha fatto sentire ancora più vicina a quegli avvenimenti…ma soprattutto, pensando ai numerosi caduti (alcuni dei quali nominati in questa sezione), ho avvertito un senso di pace, quasi sentissi che i caduti ringraziassero per averli ricordati….

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45 thoughts on “Monte Cauriòl – Lagorai –

  1. Davide says:

    Mio bisnonno Domenico Faoro sergente del “Feltre” ottenne la Medaglia d’Argento al Valor Militare il 27 agosto del 1916 in occasione dell’ultimo assalto risolutivo a cima Cauriol. La posseggo ancora.

  2. Silvano bianchini says:

    mio nonno Cesare Bianchini ha partecipato alla conquista del monte Cauriol purtroppo ho avuto la sfortuna di non c onoscerlo alla morte di mio padre ho trovato una foto di mio nonno con la divisa degli alpini dopo altre ricerche ho saputo che era stato decora tato al valor militare sul monte Cauriol purtrppo le mie ricerhe si sono arenate all archivio di stato non sono riuscito a trovarlo se sapete darmi ulteriori in formazioni vi sarei grato.Mio nonno si chiamava Bianchini Cesare nato a Treviso il 24 05 1896 rigraziandovi sin d oradistinti saluti Bianchini Silvano

    • Silvia says:

      Salve…
      Mi mandi una mail spiegandomi bene cosa non ha trovato all’archivio di stato…Dove ha saputo che ricevette una medaglia al valor militare?Se vuole mandarmi anche la sua foto in divisa, potrei inserirla sul sito nella sezione del Cauriol…
      Saluti
      Silvia

    • Valentino Artuso says:

      Se mi dai alcune informazioni potrei tentare io a fare la ricerca visto che ci vado da anni a fare ricerche.
      Mi serve via mail : nome ed eventuali secondo nome,data nascita,nome padre,nome cognome madre,comune di nascita,eventuali trasferimenti di residenza e da quando.
      Mi è capitato spesso di non trovare al primo “colpo” causa errori di trascrizione.
      Ovviamente il tutto a titolo gratuito
      artusovalentino@yahoo.it

  3. morelli fernando says:

    Mio nonno morelli carlo classe 1896 fu ferito sul monte Cauriol. Deceduto nel 1976. A seguito della ferita rimase claudicante. Sono venuto a conosc. Dal foglio matric. Nulla mi è stato raccont. Prese anche la medaglia di bronzo. Era nel batt. Monrosa.. Forse distaccamento Dell batt. Intra ?? Se sapete di più e vi è possibile farmelo sapere grazie.e complimenti ed un grande ringraziamento per il vostro interessamento.

  4. Filippo Gallicet says:

    Buon giorno, so che il mio bisnonno Galliano Gallicet combatte’ al Monte Cauriol.So inoltre che egli ,durante la battaglia , aveva catturato da solo molti soldati e degli ufficiali prendendoli come prigionieri.Egli divenne, in seguito a questo merito,il più giovane Aiutante di Battaglia dell’Esercito Italiano.
    Chiedo, se possibile,di avere altre informazioni riguardo il mio bisnonno.
    Grazie!
    P.S.:Se può essere d’aiuto, mio nonno era un alpino.

    • Silvia says:

      Recuperi il Foglio Matricolare presso l’archivio di stato della provincia di residenza di suo bisnonno…
      Dovrà fornire data e luogo di nascita…

    • andrea bianchi says:

      … e dovrebbe avere una Medaglia d’Argento.
      La motivazione è la seguente:
      GALLICET Galliano da Figline Valdarno (FI), Serg. Rgt Alp, matr.23625
      Medaglia d’Argento
      “Capoposto di un osservatorio su aspra cima in primissima linea, rimase sempre impavido e sereno sotto intenso fuoco di fucileria ed artiglieria nemica che distrusse ripetutamente i ripari e gli strumenti di osservazione, continuando per nove mesi il suo pericoloso ed importante servizio, rifiutando il cambio molte volte offertogli, bell’esempio di coraggio costante, intelligente ed esemplare
      Cauriol, settembre 1916 – giugno 1917” (B.U. 1917, p.6201).

      Andrea Bianchi

  5. Erwin Filippi Gilli says:

    Bello e interessante. Avrei bisogno di aiuto per una ricerca che sto facendo sui caduti di entrambe le parti a causa delle valanghe del 1916 – 1917. la zona che mi interessa è quella che va dal Passo Cinque Croci a Cima Bocche.
    Chi ha voglia di aiuitarmi verrà poi citato.

  6. Giuseppe IELEN says:

    Solo per informarvi che nell’elenco dei caduti sul Cauriol ci sono delle imprecisioni: Luigi Barel del Feltre è morto a Col San Giovanni maneggiando una granata austriaca; i due fratelli Nervo e Antonio Brazzale, del Val Brenta, sono tra le vittime della valanga del 9 marzo 1916 all’altezza di malga Cima d’Asta in alta valle del Grigno. Tutti furono sepolti nel cimitero del Val Brenta a malga Sorgazza e ora riposano nel Sacrario militare italiano di Trento.

    • Silvia says:

      Ringrazio della segnalazione…
      Purtroppo l’Albo caduti li dava morti sul Cauriol…ulteriore conferma degli errori presenti nell’Albo…
      Ho tolto i militari dalla lista, ma li tengo presente per un’altra ricerca che sto facendo sui militari vittime delle valanghe…
      Grazie, importante segnalazione
      Saluti
      Silvia

  7. stefano says:

    Complimenti sito bellissimo ed emozionante. Anche mio nonno Bassi Luigi di Udine ha partecipato alla battaglia sul Monte Cauriol. Il 27 gennaio 1915 Bassi Luigi viene arruolato nel 7 ° Alpini “Battaglione Feltre”.Il 24 maggio giunge in territorio di guerra. Il 26 agosto del 1916 partecipa alla battaglia sul monte “Cima Cauriol”. Durante questo combattimento, Luigi subisce una grave ferita d’arma da fuoco alla mano destra e al mignolo della mano sinistra ed è costretto a lasciare il teatro di guerra. Dopo nove mesi, il 5 maggio del 1917 gli viene data una licenza di convalescenza di due mesi. Il 5 luglio ritorna al corpo d’appartenenza. Il 18 dello stesso mese viene inviato in osservazione all’ ospedale principale militare di Padova. Il primo agosto nuovamente riceve una licenza straordinaria con un assegno dell’ospedale, corrispondente a £ 250 che però Luigi rinuncia di fruirne, mettendo la cifra in conto pensione. Luigi il primo gennaio 1918 viene messo in congedo assoluto perché riconosciuto permanentemente inabile al servizio militare. Il 25 gennaio 1925 il Ministro per la guerra consegna a Luigi la croce al merito di guerra per aver servito la patria con fedeltà e onore. Tutte queste informazioni sono state trascritte dal foglio matricolare depositato nell’archivio di Stato di Udine. Se qualcuno avesse notizie, foto sarebbe bellissimo. Grazie per questa opportunità e complimenti ancora

  8. gaetano gioppo says:

    mio nonno Gioppo Bortolo,classe 1883,sergente degli Alpini,combattè,fu ferito e fu decorato con medaglia di bronzo sul Cauriol.
    Un fatto che mi raccontò è l’assistenza al tenente Giuntoli dopo il suo ferimento mortale.
    Il tenente ferito a morte si rivolse al nonno con la frase “sergente mi assista” ;parole che non scorderò mai .

    • Massimo Peloia says:

      Gentile Sig. Gioppo, conosco suo nonno Bortolo dai decorati del battaglione Val Brenta del 3 settembre 1916. Faceva parte della sezione mitragliatrici-pistole comandata da Francesco Giuntoli, che morì intorno a mezzogiorno (dati atto di morte) colpito da shrapnells. Conosco il nipote di Giuntoli che conserva il taccuino dello zio, inviato alla famiglia dopo la morte e che ho potuto riprodurre: tra i nomi dei suoi soldati, c’è segnato anche Gioppo Bortolo! mi scriva sulla mail che ho diverse informazioni da condividere, abbiamo in preparazione un libro sulla storia del battaglione Val Brenta con la storia del Cauriol,Col della Berretta,Cima Cady. un caro saluto Massimo Peloia

    • Gaetano Gioppo says:

      Una cosa di cui mi pento e’ di non aver chiesto al nono di raccontarmi sui fatti di guerra da lui vissuti.Vicino a me abitavano parecchi uomini che avevano fatto la guerra e ognuno raccontava la sua storia;ciò avveniva spesso:in inverno al caldo delle stalle durante i “filo’ ” e d’estate nella corte dei Jopi dove ognuno portava la propria sedia e un fiasco di vino. Tutti raccontavano ,ma mio nonno taceva ,anzi se ne andava borbottando: “i ga’ fato tuto luri ” (hanno fatto tutto loro). Non voleva sentir parlar di guerra e non ne parlava ma a detta di quei vicini la ” sua” e’ stata diversa,tremenda,eroica lui era un reduce del Cauriol.
      Mio nonno divenne sordo probabilmente dallo stesso scoppio della bomba che uccise il suo tenente Giuntoli,aveva 33 anni e tre bambini e forse per questo che dopo una lunga degenza a Lonigo,non fu più’ mandato al fronte. Ogni anno,in agosto,mio nonno scendeva in cantina e prendeva una solenne ubriacatura,da grandicello contribuivo anch’io al suo recupero,pulizia e trasporto a letto. Probabilmente era per annegare nel vino il ricordo della battaglia del Cauriol…ora lo capisco…..ciao nonno…mi manchi tanto

  9. Walter De Berardinis says:

    Solo adesso vedo inserito il nome di mio nonno Carlo De Berardinis del 7° reggimento alpini, battaglione Feltre, 64° compagnia morto all’ospedaletto 131 che in quel periodo era a Caoria di Canal San Bovo (TN). Grazie!!!!!!!!!

  10. Walter De Berardinis says:

    Chiedo cortesemente al web master o/e altri utenti, se avete foto o/e eventualmente, se del posto, trovare e fotografare il nome e cognome di mio nonno Carlo De Berardinis all’interno del Sacrario di Casteldante di Rovereto. grazie

  11. sergio boem says:

    Che bello ! Si ritrovano i nipoti…Vi saluta allora un erede del Ten Morero, di Bricherasio del “Feltre” che al Cauriol restò sempre molto legato e ritorna spesso nelle sue carte (aimè, 1 sola foto, pubblicata su “nuova storia contemporanea”2008) che mi ha lasciato la moglie, tra cui però il “decalogo dei veci can” scritto dagli ufficiali di quel Comando e su quelle pareti ! Per chi vuole approfondire, cimeetrincee dovrebbe aver pubblicato una mia pur parziale ricostruzione, spero sarete comprensivi nel giudizio ! Conobbe poi lassu mio nonno materno Ten.Ubaldo Ingravalle che con il btg “Valcamonica” era schierato al loro fianco fino alla ritirata del 4 11 17 e di cui sto’ cercando notizie (non del nonno) ma del suo reparto dimenticato per rimpolpare la seconda ed. di un libro…Un saluto a tutti anche da Eligio Morero che a quegli uomini restò sempre vicino con il cuore.

  12. Walter De Berardinis says:

    Conferita la “Medaglia Ricordo 1914-1918” al Caporale Alpino Carlo De Berardinis, del 7° reggimento alpini – battaglione Feltre – 64° compagnia – morto ospedale da campo 131 a Caoria di Canal San Bovo (TN). Consegnata dal Presidente dell’ANA Gemona, Ivano Benvenuti al nipote, Walter De Berardinis, coautore della ristampa del libro “Quando c’era la Guerra” della Artemia edizioni. Obiettivo di “De Berardinis” aiutare le 120 famiglie giuliesi che hanno perso il loro familiare caduto nel primo conflitto italiano nel ricevere la Medaglia Ricordo. Gemona del Friuli. In occasione del centenario della 1 Guerra Mondiale, è stata coniata la Medaglia Ricordo e luoghi della loro memoria. L’Evento di ricordare ogni Caduto della Grande Guerra nella Regione Friuli Venezia Giulia nasce dalla consapevolezza che la regione è legata alla memoria nazionale dell’Unità d’Italia. Nel Centenario della Grande Guerra 2014-2018 nelle Cerimonie delle Associazioni d’Arma verranno citati tutti gli iscritti nell’Albo d’Oro (31 volumi), 529.025 Caduti, dando una prova di riconoscenza verso le Forze Armate ed verso di contributo di sangue dato da tutte le famiglie italiane sulla nostra terra per l’unificazione della Patria. La Commemorazione del luogo della Memoria di ogni singolo Soldato Caduto è la testimonianza storica della loro vita che appartiene ad ogni Famiglia come percezione tangibile che la loro storia è nella storia dell’Unità d’Italia. Lo scorso 5 luglio l’ANA Gemona nella persona del suo Presidente, Ivano Benvenuti, nel commemorare attraverso la lettura dei nominativi dei Caduti, eseguita con gli Onori Militari (eventi dal 24 maggio 2014 e fino al 04 novembre 2018), ha consegnato al nipote, Walter De Berardinis, la Medaglia Ricordo. Le foto e i documenti del Caporale Alpino Carlo De Berardinis sono state impresse nel libro ristampato dalla Artemia Edizioni di Mosciano Sant’Angelo “Quando c’era la guerra” di Francesco Manocchia, coautori Sandro Galantini e Walter De Berardinis, all’interno i nomi e le notizie dei 118 caduti giuliesi (ad oggi 120, dopo che sono saltati fuori dagli archivi statali altri due nominativi, Antonio Piccioni e Salvatore Baldini). La Medaglia in ferro raffigurante da un lato il Logo del Governo per il Centenario della Grande Guerra 2014-2018 reca inciso la seguente frase “Sold. 7° RGT. ALP. De Berardinis Carlo” e dall’altra la statua presente nel Cimitero degli Eroi di Aquileia con inciso “Governo Italiano Ministero della Difesa e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia”, la medaglia vuole essere un memoriale per tutte le Famiglie Italiane. Carlo De Berardinis era nativo di Bellante 3 maggio 1888, morì a Caoria di Canal San Bovo (TN) il 15 settembre 1917 dopo la conquista del Monte Cauriol. Recentemente sono state apposte due targhe alla sua memoria, Bellante e Giulianova. Mentre a L’Aquila, l’Alpino Sergio Paolo Sciullo della Rocca, Medaglia d’Oro Mauriziana del Corpo degli Alpini e il Cav. Giuseppe Del Zoppo, hanno ricordato le sue gesta nell’88° adunata nazionale degli Alpini. Per ricevere la Medaglia Ricordo, gratuita, è necessario prenotarla circa 60 giorni prima della Commemorazione e lettura del nominativo per incidere i riferimenti del Caduto, per informazioni basta scrivere all’indirizzo mail: info@albodorograndeguerra.it

  13. stefano montani says:

    Sono capitato sul sito e credo che andrò a visitare quei luoghi. Ho un parente morto in guerra (credo) sul Cauriol. Ho cercato il suo nome su un monumento in ricordo dei caduti (se ben ricordo) a Sagron Mis, senza trovarne traccia. Il suo nome è Geremina Montani , nato a varzo (No, ora VB) il 15.7.86 e morto il 27 agosto 1916 per ferite riportate in combattimento presso l’ospedale da campo n 117. (da ricerca internet)
    Se trova qualcosa , la ringrazio anticipatamente e complimenti per il lavoro svolto.
    Stefano Montani

    • Silvia says:

      Salve…
      Le confermo i dati del Geremia Montani…
      Morì il 27 agosto 1916 e fu sepolto nel Cimitero di Canal San Bovo, poi successivamente traslato al Sacrario di Casteldante, dove ora riposa…
      Se le fa piacere ho la foto della lapide…
      Mi mandi una mail così poi gliela inoltro..
      Saluti
      Silvia

  14. paolo says:

    sto guardando tra i cimeli di guerra di papà e di nonno e penso che, dato le medaglie trovate, mio nonno ha combattuto nel battaglione Feltre in quanto sono in possesso della medaglia come quella in foto ed inoltre di una mostrina della divisione suhtzen quindi leggendo tutto il racconto penso che il nonno fosse proprio là un caro saluto
    e grazie per tener viva la STORIA!!!!!
    p, Viotti

  15. Walter De Berardinis says:

    Ritrovata a Caoria di Canal San Bovo (TN), la salma dell’Alpino teramano, Carlo De Berardinis,
    nativo di Bellante ma residente (all’epoca dei fatti) a Roseto degli Abruzzi.
    Una messa in suffragio sarà celebrata il 15 settembre 2007, ore 18:30 a Giulianova alta (TE)
    nella Chiesa di Sant’Antonio e sarà posta una targa ricordo.

    Giulianova alta lì, 9 settembre 2007.

    Dopo anni di ricerche, in collaborazione con: il Ministero della Difesa Italiano-Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra; lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano-Reparto Affari Generali dell’Ufficio Storico; l’Archivio di Stato di Teramo; il Comune di Canal San Bovo (TN); la Città di Roseto degli Abruzzi (TE); l’Associazione Nazionale Alpini di Trento, Feltre e Caoria e il Centro Studi Storici Primiero di Fiera di Primiero (TN), il nipote (Walter De Berardinis) del Caporal Maggiore degli Alpini Carlo De Berardinis, deceduto durante la 1° Guerra Mondiale1915-18, è riuscito a ritrovare il luogo della sepoltura e le vicissitudine che accompagnarono il 29enne soldato, nativo di Bellante (TE), ma residente a Cologna paese (TE).

    I familiari, dopo la fine della 1° guerra mondiale, non erano mai riusciti a sapere con certezza il luogo della morte e della tumulazione. Alcuni parenti erano certi che il luogo della sepoltura fosse il Sacrario di Fogliano Re Di Puglia (GO) in Friuli Venezia Giulia, tanto che in passato si erano recati per omaggiare il loro compianto congiunto. Già nel 1996, il nipote Walter De Berardinis, si era messo alla ricerca del marito di sua nonna Grazia Di Bonaventura, attraverso i Ministeri e anche gli uffici periferici della sua provincia (comuni e archivi), ricostruendo il mosaico dei suoi spostamenti, fino al recentissimo ritrovamento del luogo della morte.

    Per onorare degnamente la figura di questa persona, che lasciò la sua terra e i suoi familiari per combattere contro gli austroungarici, il nipote ha realizzato una targa commemorativa che sarà posta esattamente a 90anni dalla sua scomparsa (15 settembre 1917-15 settembre 2007) nella cappella di famiglia presso il Cimitero di Giulianova (TE). Sempre lo stesso giorno, presso la Chiesa di Sant’Antonio a Giulianova alta (centro storico), alle ore 18:30, sarà celebrata una messa in suffragio. La targa che sarà posta all’interno della cappella reca la seguente scritta:

    A CARLO DE BERARDINIS
    Ad excelsa tendo (Sempre più in alto) e Nec spe nec metu (Ne con speranze ne con timore), con questi due motti il valoroso Caporal Maggiore degli Alpini, Carlo De Berardinis (detto il Vecio) e il 7° Reggimento Alpini – Battaglione Feltre – 64° compagnia, conquistarono tra il 24 e il 27 agosto del 1917, il Monte Cauriol (a quota 2494). Il 15 settembre del 1917, all’età di 29 anni, a seguito delle ferite riportate, si spegneva nell’Ospedale da Campo n°131 di Caoria. Dopo 90 anni, dai tragici fatti, la famiglia lo ricorda per aver sacrificato la propria vita per l’unità d’Italia.

    Carlo De Berardinis

    n. il 3 maggio 1888 a Bellante (TE)
    m. il 15 settembre 1917 a Caoria di Canal San Bovo

    Giulianova lì, 15 settembre 2007 – A cura di Walter De Berardinis

    In futuro, per ricordare degnamente i soldati giuliesi periti nei due conflitti mondiali, Walter De Berardinis sta raccogliendo varie testimonianze e ricordi cartacei e fotografici, per farne una pubblicazione.

    Chi era Carlo De Berardinis senior
    Carlo De Berardinis senior, nasce all’alba (03:00) del 3 maggio del 1888 a Bellante (TE) in contrada Collemoro, figlio di Gaetano e Annunziata Di Giangiacomo, entrambi agricoltori alle dipendenze della famiglia Tattoni di Bellante. Era il settimo di dieci figli (gli altri erano: Domenicantonio, Maria, Celeste, Olindo, Teresa, Giovina, Santino, Carmela e Giovanni). Solo in parte trascorrerà l’infanzia in questo paese, poco dopo, il papà Gaetano sarà costretto a trasferirsi presso un’altra famiglia di Mosciano Sant’Angelo (TE), i Savini, in contrada Ripoli, era il 1896. Successivamente alla decisione del padre di spostarsi di nuovo, il Regio Esercito Italiano lo chiama per la visita di leva, sarà giudicato idoneo il 14 aprile del 1908. All’età di 20anni parte militare, il 16 ottobre del 1908, inquadrato nel 1° Reggimento Alpini – Battaglione P.Dibeco), rimarrà fino al 1 settembre del 1910, quando viene posto in congedo con il 7° Reggimento Alpini. Durante i due anni di ferma obbligatoria, partecipò al recupero e al soccorso dei terremotati di Messina e Reggio Calabria, del 28 dicembre del 1908 (95.000 morti). Nel frattempo la sua famiglia si era di nuovo spostata, nei primi di dicembre del 1908, suo padre Gaetano si era trasferito in un’altra masseria più grande di proprietà della famiglia dei Mazzarosa-Devincenzi di Notaresco e Roseto degli Abruzzi. Qui si stabiliscono in località Cologna Paese, nel comune (oggi Roseto degli Abruzzi) di Montepagano (poi nel 1924 si trasferiranno definitivamente a Giulianova). Il 26 settembre del 1911, a causa della dichiarazione di guerra dell’Italia alla Turchia, ritorna sotto alle armi nel 6° Reggimento Alpini – Battaglione Verona, dopo 9 mesi di addestramento partirà per la guerra Italo-Turca. Il 20 gennaio del 1912 parte da Napoli alla volta della Tripolitania e Cirenaica e successivamente rientrerà il 23 aprile dello stesso anno. Dopo pochi giorni, il 26 aprile, verrà congedato con il 7° reggimento Alpini – Battaglione Feltre. Riceverà dal suo Comando una medaglia commemorativa per la “Campagna di Guerra Italo-Turca 1911- 1912” . Intanto, il giovane Carlo, conosce e sposa il 29 aprile del 1914, nel comune di Montepagano e il giorno successivo, nella Chiesa Madre SS. Annunziata e Sant’Antimo, Grazia Di Bonaventura, una giovane ragazza di Cologna paese. L’anno successivo, il 24 aprile del 1915, sua moglie darà alla luce il primogenito di nome di Arturo. Il 10 maggio del 1915, prima della dichiarazione di guerra all’impero austroungarico (24 maggio 1915) da parte dell’Italia, Carlo lascerà Cologna paese con destinazione Verona. Dopo solo 13 giorni d’addestramento viene inviato in zona di guerra. Dentro la Valle del Vanoi, in Trentino Alto Adige, sulle montagne della catena del Lagorai. Rimarrà, senza più rivedere la sua terra natia, oltre 2 anni e mezzo sul fronte delle Alpi orientali. Il Caporal maggiore, a seguito delle ferite e delle malattie contratte durante la guerra, morirà la mattina (06:00) del 15 settembre del 1917, nell’Ospedale da Campo numero 131, allestito nella piccola frazione di Caoria di Canal San Bovo (TN). Il suo corpo verrà sepolto prima nel piccolo cimitero di guerra di Caoria e successivamente spostato nel Sacrario Militare di Castel Dante di Rovereto (TN). Con il 7° Reggimento Alpini, Battaglione Feltre, 64° Compagnia, tra il 23 e il 27 agosto del 1917 conquistò la vetta del Monte Cauriol ( 2494 m .), fino al 18 dicembre dello stesso anno. Sarà fregiato delle medaglie: dell’Unità D’Italia 1848-1918; della Guerra 1916-1918 e Interalleata della Vittoria 1915-1918. Oggi rimane una sola foto in divisa e le cartoline dal fronte che scriveva alla sua amata moglie Grazia.
    Walter De Berardinis

  16. Bruno Fracasso says:

    Nel 1974 sono salito sul Monte Cauriol con la 125 compagnia mortai del Battaglione Feltre, al comando del cap. Bresadola Vittorio e con un tenendo di Lamon, capelli rossi, di cui non ricordo il nome, alto e robustissimo, simpatico da morire, ma aveva un passo da paura in montagna, 7° reggimento alpini. Abbiamo portato in vetta un mortaio da 125 a spalle, piastra e treppiede. Io ho portato per un breve tratto, proprio in quella selletta che si vede nelle foto, la lunga canna con molta paura perché sbilanciava.
    Qualcuno è stato in quel periodo con me? Eravamo di stanza a Strigno (Tn), e, se non ricordo male, siamo saliti dal rif. Refavaie. Spero di ritrovare qualcuno, ma magari anche vedere qualche foto.
    Credo fosse una specie di processione obbligatoria per gli alpini del Feltre

  17. angelo bernareggi says:

    salve buona sera . nei racconti sentiti da bambino , ricordo il rocorrente raccondo di un mio lontano parente caduto in trentino sui monti non specificati, col 7 regg fanteria cuneo che sia il monte cauriol. il suo nome bernareggi paolo .

  18. Pingback: Girovagando in Trentino | PASSO DI SADOLE CIMA CAURIOL - Girovagando in Trentino

  19. sergio sartori says:

    Per ricordare la memoria di mio nonno Giuseppe ( classe 1896- deceduto nel 1991) riporto alla lettera quanto ha scritto nel suo diario di Guerra, ritenendo doveroso portare una giusta testimonianza a tutti coloro che hanno combattuto e sono caduti per la conquista del Monte Cauriol :
    ” Promosso aspirante ufficiale a fine agosto con ottimo voto, sono destinato al Batt.ne Val Brenta ( 6 Alpini) pel servizio di prima nomina-assunto nella 263 Compagnia e saliti sul M. Cauriol verso il 6 settembre. Qui la compagnia fu decimata da un intenso bombardamento di grossi calibri. Io ed il Cap. Zonta con lieve ferite ed i pochi alpini superstiti da quel tiro che durò ben sette ore, siamo riusciti a respingere il nemico dai suoi tentativi di occupare la quota M. Cauriol, ed ormai vicino all’esaurimento delle munizioni, ci siamo messi tutti a rovesciare sassi grossi e piccoli, riuscendo ad obbligare l’avversario alla rinuncia e la beffa di non essere stati capaci a conquistare il famoso Cauriol. Il Cap. Zonta che avrebbe meritato la medaglia d’oro, ebbe una medaglia di bronzo. Per tale azione ebbi la promozione per merito di guerra a Sottotenente risparmiandomi dai 10 ai 12 mesi di aspirantato . La 262 Compagnia del battaglione giunse sul posto a sera quando tutto s’era calmato. Al suo capitano, cocco e beniamino del maggiore Buzzetti ( Re fiffone) è stata conferita la medaglia d’argento, una vera ingiustizia di spudoratezza e favoritismo . Il Cap. Zonta dal dispiacere si è fatto ricoverare dicendomi ; ” Sartori lei solo può testimoniare quello che abbiamo fatto noi ! Io non farò altra guerra ed addio Battaglion Val Brenta “.

    • Giovanni says:

      Salve, leggo ora, che suo nonno era nel Val Brenta.
      Sto ricostruendo la vita militare del mio bisnonno Baldassare. Era anch’egli nel Val Brenta! Sono alla ricerca di materiale che mi aiuti a ricostruire (oltre al foglio matricolare che ho già) più dettagliatamente i mesi passati a combattere. Se avesse qualcosa di interessante mi contatti pure a questa mail dalbiancogiovanni@me.com
      Grazie infinite

    • gaetano gioppo says:

      di questi fatti che lei Sergio cita (medaglie assegnate a chi non le merita) ne accennava mio nonno Gioppo Bortolo da me descritto in questo sito.
      Ricordo benissimo,pur essendo io ancora adolescente,tutte le ingiurie e altre frasi irripetibili contro quelli (lui li chiamava talliani ecc.ecc…..) che hanno nascosto,taciuto,travisato e aprofittato su fatti d`arme di autentici eroi,per proprio tornaconto. Lo dimostra anche la motivazione delle medaglie conferite agli interessati nel fatto d`arme che coinvolse il nonno: le cito un po´ a memoria. Il Tenente Giuntoli prese il posto del suo mitragliere caduto e poco dopo una bomba lo feri`a morte (medaglia d´argento). Il corpo del tenente molto probabilmente salvo`mio nonno che gli era appresso e che, ripresosi dallo stordimento dello scoppio, assistette il suo tenente morente e prese il suo posto alla mitragliatrice mettendo definitivamente il nemico in fuga (medaglia di bronzo).L´ingiustizia non la trovo nel conferimento dell`argento al Tenente Giuntoli;ma nel bronzo di mio nonno che pero e stato premiato con la salvezza della vita lunga,onesta,sana, fino ai 92 anni.Racconto un piccolo aneddoto che fa capire la tempra dell`uomo,se mi e` permesso: all`eta` di 87 anni il nonno afflitto da un dolore lancinante alla bocca,mi chiama e dice che sta per morire,che un dolore cosí no lo ha mai provato neanche in guerra,si raccomanda l `anima a Dio e corre in giro per la casa disperato.Ebbene;lo abbiamo portato dal dentista che gli ha levato il suo primo dente e,come da proverbio,fuori il dente fuori il dolore . Ho provato quest`anno a salire il Cauriol ,una volta dal lato di Caoria e successivamente dalla val di fassa rifugio Cauriol ma non ho il fisico del nonno, i miei acciacchi non me lo hanno permesso.

  20. Erico Dal Molin says:

    Guardando questo bellissimo sito mi viene in mente quello che mi raccontava mio padre, non molto per la verita’, perche’ non amava tanto ricordare quelle tristi vicende. Parlava spesso pero’ di aver partecipato alle battaglie sul Monte Cauriol e ne parlava come di un periodo epico della sua vita di soldato, non meno di quelle successive avvenute sul Monte Grappa. Mio padre Dal Molin Martino classe 1898 di Valdobbiadene era di stanza alla caserma Zannettelli di Feltre, battaglione Feltre (perso 7 alpini) e la guerra lo ha colto che aveva 18 anni ma e’ riuscito a salvarsi ed e’ mancato nel 95 che aveva 97 anni. Grazie a voi e complimenti

  21. Antonio Artuzzi says:

    Buongiorno
    ho visto con piacere che avete inserito nella lista il nome di mio zio Vittorio Artuzzi e vi sono immensamente grato.
    Nel complimentarmi per il bellissimo sito che avete costruito, vi ringrazio di cuore e vi auguro ogni bene.
    Artuzzi Antonio

  22. Antonio Artuzzi says:

    A seguito mia mail del 18 ottobre 2012, nulla vedendo, desidero informare che il cognome di mio zio Vittorio è stato trascritto in Artusi anzichè Artuzzi.
    Forse per questo non ho avuto risposta.
    Attualmente è sepolto a Rovereto a Casteldante con il cognome sbagliato.
    Ho già avvistao l’ ufficio competente di Roma che provvederà alla correzione.
    Nella speranza di vederlo nella vostra lista, ringraziando cordialmente saluto.

    • admin says:

      Grazie della specifica….
      Ho provveduto subito ad aggiungerlo….in ricordo di Suo zio…
      Cordialmente
      Silvia

  23. Antonio Artuzzi says:

    Buongiorno
    desidero segnalare che dopo lunghissime ricerche son venuto a saper che un mio zio di nome Vittorio Artuzzi è deceduto in seguito a schegge di granata nell’ ospedaletto da campo n° 117 a Canal San Bovo il giorno 8 settembre 1916.
    Apparteneva alla 263 compagnia del Battaglione Bassano del 6° reggimento Alpini che aveva rilevato la notte del 1 settembre il Battaglione Feltre .
    Tanto vi dovevo e ringraziando cordialmente saluto.
    Artuzzi Antonio

  24. Mauro says:

    Sono un Capitano dell’Esercito, mio nonno Bisi Guido classe 1889 faceva parte della 36° compagnia Presidiaria del 7° Rgt Fanteria ed é morto il 28 agosto 1916 sul Monte Cauriol……se avete notizie storiche della 36° e del 7° relative a quel fronte fatemi sapere….grazie…..complimenti per le testimonianze storiche

  25. Carlo Cremon says:

    Ho partecipato ieri, Domenica 23 Settembre 2012, all’escursione sul Cauriol con i miei compagni del CAI di Pordenone. Il tempo nuvoloso non ci ha permesso di apprezzare il panorama una volta in vetta, ma nulla mi ha impedito di fare una profonda riflessione in questi luoghi della memoria. Il mio pensiero oggi e per tutti coloro che hanno combattuto e sono morti in questi luoghi.

  26. Davide Melegari says:

    10.06.2012

    Dopo avere letto questo racconto, sono partito dal rifugio Cauriol e salendo per il Passo Sadole ho imboccato la Via Degli Austriaci e sono salito alla Selletta Carteri.
    Da li ho raggiunto la cima del Cauriol ma purtroppo la nebbia non mi ha lasciato ammirare il panorama.
    Ho comunque avuto modo di ricevere le sensazioni di quel Luogo, pensando a quei giorni di battaglia, che a distanza di 100 anni, sono ancora ben visibili.
    Sono tornato al Passo Sadole, scendendo poi per la Via Italiana e anche in questa occasione è impossibile non pensare a quei temerari soldati del Feltre che in questa valletta, sotto il fuoco nemico, sono riusciti a conquistare la Sella Carteri e poi il Cauriol.
    Ho pensato che in quei momenti il carattere e la determinazione degli Italiani, non è seconda a nessuno al mondo !!!!!

  27. Giuseppe Zilotti Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra - Comitato Prov.le Belluno says:

    Credo utile proporre questa integrazione dati :
    Festini Cucco Arturo n.24.02.1888 a Comelico Superiore (BL), di Valentino, Sottotenente (in “Cadorini Decorati al V. M. Caduti e Dispersi nelle guerre della Patria – Magnifica Comunità di Cadore” risulta Tenente), 7° Reggimento Alpini Battaglione Feltre, m.13.09.1917 sul Monte Cauriol nell’Ospedale da campo n.131 per ferite riportate in combattimento.
    Riferimenti: “Albo d’Oro dei militari italiani Caduti nella guerra nazionale 1915 – 1918” – Ministero della Guerra; Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra – Comitato Provinciale di Belluno; “Cadorini Decorati al V. M. Caduti e Dispersi nelle guerre della Patria – Magnifica Comunità di Cadore”; http://www.comelicocultura.it/Pdf/Gruppi/La_Stua/Stua_19/art3.pdf ;
    Lapide Palazzo della Regola di Dosoledo di Comelico Superiore; http://www.cimeetrincee.it/feltre.pdf; http://www.pietrigrandeguerra.it/nei-luoghi-della-grande-guerra/monte-cauriol
    (in “Cadorini Decorati al V. M. Caduti e Dispersi nelle guerre della Patria – Magnifica Comunità di Cadore”e http://www.comelicocultura.it/Pdf/Gruppi/La_Stua/Stua_19/art3.pdf risulta decorato con Medaglia d’Argento V.M. ma non risulta in “Albo d’Oro dei militari italiani Caduti nella guerra nazionale 1915 – 1918” – Ministero della Guerra)

  28. bruno says:

    belle foto .se penso che mio nonno sergente maggiore sommavilla angelo medaglia d’argento sul monte cima era del feltre a combattuto su quelle montagne

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