Storie di ARDITI

25 Maggio 2015…

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Questa sezione racconta storie di soldati o ufficiali che militarono negli Arditi durante la Prima Guerra Mondiale; le storie sono state raccolte durante le mie ricerche o raccontate dai discendenti.

In questa pagina:

SBACCHI Umberto, Capitano
SETTI Odoardo, Caporale (prossimamente)
SETTI Emilio, Sottotenente (prossimamente)

SBACCHI Umberto, classe 1891, Capitano

di Marco M.

Capitano Sbacchi

Il Capitano degli Arditi Umberto Sbacchi nacque a Macerata l’11 febbraio 1891 da Pietro e Pia Catalani. Nazionalista convinto e di spirito indomito, sull’onda della vittoriosa campagna di Libia contro il traballante Impero Ottomano, entrò all’Accademia di Modena per uscirne Sottotenente di Fanteria pochi mesi prima dell’inizio della Grande Guerra. Al fronte già dal 24 maggio 1915 partecipò alle prime tre “Spallate” dell’Isonzo. Il 6 agosto 1916 durante la VI Battaglia dell’Isonzo, fu gravemente ferito sul Grafenberg guadagnandosi una medaglia d’argento al V.M. e due menzioni d’onore cui seguirono i gradi di Capitano. Ristabilitosi e tornato al fronte partecipò all’XI Battaglia dell’Isonzo (agosto 1917) facendosi notare per le azioni condotte sull’Uhr Kuk con la sua Compagnia. Il 1° settembre 1917 entrò nel II Reparto d’Assalto a Sdricca di Manzano come Comandante la 3a Compagnia Arditi. A fine mese fu di nuovo sulla Bainsizza ed il 13 ottobre guidò un irresistibile assalto sul Rombon guadagnandosi un’altra menzione d’onore, ma rimanendo ferito per essere rimasto impigliato nei reticolati. Ritornò al fronte in tempo per la resa dell’Impero Austroungarico. Nell’immediato dopoguerra fu inviato in Libia e rischiò l’affondamento quando il piroscafo su cui era imbarcato urtò una mina. Dopo pochi mesi rientrò in Italia per essere mandato allo sbarramento di Cantrida nei pressi di Fiume. Fu fra i primi a seguire D’Annunzio nell’Avventura Fiumana, ma nel giugno 1920 chiese al Vate di essere prosciolto dal giuramento non condividendo più l’atteggiamento dello stesso e delle frange estremiste fra gli stessi soldati. Rientrato in Italia e rimasto fedele ai suoi ideali patriottici si trovò, suo malgrado, coinvolto in Emilia nel caos sociale innescatosi alla fine della Grande Guerra.

Questa è la sua storia:

Umberto Sbacchi biografia

 

Di seguito una piccola aggiunta alla biografia di Umberto:

Umberto Sbacchi Biografia – Cap. 5°

Ringraziamenti

 

Di seguito i nomi di 4 ufficiali che conobbero Umberto e di cui sono state trovate lettere e cartoline di corrispondenza. Se qualcuno avesse ulteriori informazioni, lo segnali, grazie:

  • Mazza Alfredo
  • Losito Attilio
  • Cortellessa Edoardo
  • Neri Francesco

Alfredo Mazza, figlio di Ernesto, nato a Napoli il 09/05/1882, Capitano nel 63° Reggimento di Fanteria (Brigata Cagliari), fu il primo marito di Beatrice-Jole Morandi che divenne poi moglie del Capitano Umberto Sbacchi. Dopo aver combattuto in Trentino, il 28 luglio 1916 la Brigata viene trasferita nei pressi di Schio. Destinata in Macedonia, il 31 luglio i primi scaglioni iniziano il trasferimento alla volta di Taranto per essere imbarcati alla volta di Salonicco. Ai primi di settembre entra in linea nel settore Krusa Balcan alla dipendenza della 35a Divisione, fra il lago Dojràn ed il forte Dova Tepi, ove fino alla metà di ottobre attende a lavori difensivi. Il 23 novembre 1916, durante la battaglia sulle alture di Dihovo, nei pressi di Monastir, in Serbia, si guadagnò la Medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione:
Comandante di un battaglione, in un momento difficile si slanciava nelle trincee di prima linea, e coll’esempio trascinava i reparti all’attacco di una difficile posizione scoperta e ben difesa dal nemico portando avanti l’occupazione di circa cento metri“.
Il 13 febbraio 1917, durante un violento attacco dei Bulgari contro alcuni tratti delle nostre linee, cadde sulla quota 1.050 del Piton Brulé in Macedonia (Grecia) colpito da una granata.

Il Sottotenente Attilio Losito seguì lo stesso Corso Accelerato del 1912-1913 insieme a Umberto Sbacchi e con lui venne assegnato al 25° Reggimento Fanteria con sede a Piacenza dove prestò giuramento l’8 febbraio 1914. Inviato in zona di guerra il 24 maggio 1915, con decreto Luogotenenziale del 19 settembre 1915 ottenne promozione straordinaria per meriti di guerra a Tenente di Fanteria (Gazzetta Ufficiale n° 248 dell’8 ottobre 1915).

Losito Attilio

 

 

 

 

 

 

 

Cortellessa Edoardo nacque a San Remo (Porto Maurizio) da Pasquale (Colonnello dell’Esercito) e Romilda (o Rosilde?) Ballario il 5 maggio 1895. Non compare nell’elenco dei Legionari fiumani. Con R. Decreto 27 dicembre 1934-XIII venne nominato, ormai Capitano s.p.e., Cavaliere dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia (Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n°144 del 21 giugno 1935).

1917 Medaglia di Bronzo, Sottotenente complemento reggimento fanteria:
In parecchie rischiose ricognizioni, spintosi fin sotto le posizioni nemiche, in un terreno difficile e ben guardato, riuscì a fornire al comando preziose notizie sulle difese avversarie. Nel combattimento, seppe condurre il proprio reparto fin sotto i reticolati nemici, nonostante le forti perdite, riuscendo a trasfondere nei suoi dipendenti calma e coraggio.” Monte Interrotto, luglio 1916.

1920 Medaglia d’Argento, Tenente complemento XXII Reparto d’Assalto:
Aiutante maggiore di un Reparto d’Assalto, nelle alterne vicende di 3 giorni di dura lotta, dimostrava ammirevoli doti d’ardimento, serenità e spirito di sacrificio. Rendeva utilissimi servizi nella ricerca del collegamento coi reparti laterali e nella trasmissione d’ordini ed avvisi, attraversando zone intensamente battute da mitragliatrici ed artiglierie nemiche e contribuendo validamente alla riuscita dell’azione svolta dal suo reparto.” Moriago, 26-28 ottobre 1918.

1921 Medaglia di Bronzo, Tenente XXII Reparto d’Assalto
Aiutante maggiore di un Reparto d’Assalto, durante le alterne vicende di tre giorni di dura lotta disimpegnò brillanti ed arditi servizi. In momenti difficili, instancabile e sprezzante del pericolo contrattaccando l’avversario con pochi uomini, molto contribuì al buon svolgimento delle operazioni.” Meolo – S.Pietro Novello, 17-19 giugno 1918.

Di Neri “Ciccio” Francesco purtroppo non si sa quasi nulla, solo che nel 1919 era sottotenente a Cotrone (poi denominata Crotone):

Neri Francesco

 

 

One thought on “Storie di ARDITI

  1. Attilio Losito says:

    Sono il nipote del Capitano Attilio Losito.
    Sarei grato di avere ulteriori notizie sui rapporti, anche epistolari, tra i due commilitoni.
    Grazie
    Attilio Losito

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